Friday, 17 July 2026
Wednesday, 15 July 2026
mythological family tree
Le foto non sono molto aggiornate, si tratterà di foto di 10 anni fa. I livelli inferiori devono essere ritoccati con visioni più attuali. Ad ogni modo simpatico.
Friday, 10 July 2026
Il corpo sa
Si tende spesso a separare mente e corpo, attribuendo alla mente il ruolo centrale e considerando il corpo come un semplice mezzo attraverso cui percepiamo il mondo. Ma questa prospettiva è riduttiva.
Il corpo non è soltanto un insieme di sensori che ci permette di raccogliere informazioni sulla realtà. È innanzitutto ciò che rende possibile la nostra esistenza. Prima ancora di essere esseri razionali, coscienti o pensanti, siamo esseri che esistono. In questo senso, il corpo è l'ancora dell'esistenza: non è un accessorio della mente, ma la condizione stessa del nostro essere nel mondo.
Di conseguenza, il corpo non è qualcosa di separato dalla realtà che osserva. È esso stesso realtà. Gli atomi che lo compongono non sono diversi dagli atomi del resto dell'universo; il corpo è una parte integrante del tutto. Per questo motivo il suo rapporto con la realtà non è soltanto quello di un osservatore che riceve informazioni, ma quello di un elemento della realtà che entra in relazione con se stessa.
Da questa prospettiva, il corpo non sente la realtà semplicemente perché la percepisce: la sente perché ne è parte. E, in un certo senso, la conosce proprio perché coincide con essa. La mente, invece, possiede una conoscenza filtrata dalla propria struttura. La nostra coscienza organizza l'esperienza secondo categorie specifiche: percepiamo uno spazio tridimensionale, viviamo il tempo come una successione lineare dal passato al futuro e interpretiamo il mondo attraverso gli strumenti della razionalità.
Tuttavia, nulla garantisce che la realtà sia effettivamente così. Anzi, molte teorie della fisica suggeriscono che il tempo e lo spazio siano molto più complessi di quanto l'esperienza immediata lasci intuire. La mente può arrivare a comprendere questi aspetti solo indirettamente, attraverso modelli matematici, deduzioni e osservazioni sperimentali, ma la sua esperienza rimane vincolata ai limiti della coscienza.
Il corpo, invece, essendo parte della stessa realtà che cerca di comprendere, potrebbe avere un rapporto più diretto con essa. Se, ad esempio, il tempo non fosse realmente lineare o fosse multidirezionale, la mente potrebbe non essere in grado di viverlo direttamente, ma solo di inferirlo. Il corpo, al contrario, essendo immerso nella struttura stessa della realtà, potrebbe essere già in risonanza con essa. In questa prospettiva, il corpo "sa" più della mente, non perché possieda una conoscenza concettuale, ma perché partecipa direttamente all'ordine profondo del reale. È come una corda che vibra insieme a tutte le altre: non osserva la realtà dall'esterno, ma vibra della stessa natura della realtà stessa.
Il corpo non è strumento della mente, caso mai il contrario.
La nostra mente non deve sentirsi arrogantemente il re del coirpo, ma dovrebbe invece bere dalla antica fonte della saggezza e della conoscenza come lo farebbe un giovane apprendista davanti al suo venerdando maestro.
--
sotto questo prisma la metafisica non è qualcosa di separato e alternativo alla realtà fisica, comprensibile solo con la mente, al contrario: si tratta di un modo che ha la mente di vestire e nominare tutta quella parte della realtà fisica che però non riesce a elaborare o integrare in modo diretto.
Friday, 3 July 2026
Paure e Tesori
inizi
NON C'È FINE ALL'INIZIO
La vida o su precio?
Hay un hombre cuya vida está atravesada por conflictos, tanto internos como externos. Desde la infancia carga con heridas profundas: una historia de incomprensión, injusticias y dolor que ha moldeado su manera de mirar el mundo. Nunca ha conseguido sentirse verdaderamente en paz consigo mismo ni con su familia. Vive con la sensación de que algo esencial en su vida quedó roto hace mucho tiempo y de que arrastra un peso que nunca eligió.
Un día, al salir del trabajo tras un enfrentamiento con su jefe, sube al coche. En su cabeza siguen resonando las discusiones, el resentimiento y la tensión que también vive con su madre. Conducir se convierte en un gesto automático mientras su mente queda atrapada en ese torbellino de pensamientos. Entonces ocurre el accidente.
...
Cuando recupera la conciencia, descubre que está en un lugar blanco, silencioso y luminoso, un espacio sin límites ni referencias. Frente a él aparece una figura de luz.
—¿Qué ha pasado? —pregunta.
—Has tenido un accidente.
El hombre lo observa con desconcierto.
—¿Tú eres Dios?
—Sí.
—¿Estoy muerto?
—Todavía no del todo.
—¿Y qué sucede ahora?
—Aún no ha llegado tu hora. Volverás atrás y continuarás viviendo hasta el día en que te corresponda partir.
El hombre siente un profundo alivio.
Llora de felicidad.
Al cabo de un rato Dios le indica el camino de regreso al mundo terrenal.
El hombre está a punto de regresar cuando, de pronto, se detiene.
—Espera. Si realmente eres Dios, necesito decirte algo.
—Te escucho.
—Mi vida está llena de sufrimiento y injusticia. Lo que viví con mis padres, con mi familia, con mi infancia... no fue justo. No quiero esta vida.
Dios responde con serenidad.
—Si no quieres tu vida, puedes quedarte aquí. Pasarás al lugar que te corresponda y tu vida habrá terminado.
El hombre, asustado, niega con rapidez.
—No, espera. No me he explicado bien. No es que no quiera vivir. Lo que no quiero es vivir una vida así. Está llena de conflictos, de dolor y de injusticias. Tú eres Dios, eres todopoderoso. Podrías cambiar todo esto. Si eres justo, ¿cómo puede ser que mi vida haya tenido tanto sufrimiento e injusticias? Arréglalo, por favor.
Dios sonríe levemente.
—Ahora entiendo lo que quieres decir. No es que rechaces tu vida. Lo que rechazas es el precio que cuesta vivirla.
El hombre se queda mudo y baja la mirada.
—Es que es un precio demasiado doloroso...
—Sí. Ese es el precio de tu vida.
—Pero tú puedes cambiarlo, ¿verdad? Puedes hacer que cueste menos.
—Podría hacerlo. Pero ese es el precio de tu vida. La pregunta es muy sencilla: ¿la quieres o no la quieres?
—Me gustaría... que fuera sólo un poco menos...
Dios lo interrumpe.
—No hay negociación. El precio es este. Yo no regateo. Tu vida tiene este precio. ¿La quieres o no?
El hombre permanece en silencio.
—Si al menos pudiera ser...
—No. O aceptas el precio completo o renuncias a la vida y pasas al más allá. No existe una tercera opción.
El silencio se alarga.
Por primera vez, el hombre contempla su vida como un todo, inseparable de aquello que le ha costado.
Finalmente levanta la vista y dice:
—Acepto pagar este precio.
MP
Wednesday, 17 June 2026
Cambiare il passato
Vorrei scrivere un racconto, una storia con un valore simbolico.
Si tratta di un racconto che parla della voglia di cambiare un passato che non ci piace. Della lotta costante e universale di lottare contro gli eventi che ci hanno formato e a volte traumatizzato in passato.
Oggettivamente molti eventi sono difficili da digerire, a volte quasi impossibili, e continuiamo a voler cancellarli dalla nostra mente per avere la vita "che ci spetta", quella che "ci è stata negata".
Questa lotta interna contro la realtà toglie tantissime energie alla nostra forza di concentrarci sul presente e sul futuro.
Anche se il prezzo per essere chi siamo adesso, lo abbiamo già pagato, continuiamo a rivivere il dolore di aver dovuto pagare un prezzo così alto e ci ribelliamo al nostro passato.
Il racconto che ho in mente (riassunto dall'intelligenza artificiale) dovrebbe essere strutturato più o meno in questo modo:
Il protagonista è una persona profondamente segnata da un'infanzia dolorosa, fatta di abusi, esperienze traumatiche e genitori che lo hanno ferito. Da adulto vive intrappolato nel risentimento e nel rimuginare costante sul passato, convinto che la sua sofferenza derivi da ciò che gli è accaduto e che la sua vita sarebbe stata migliore se la sua infanzia fosse stata diversa.
Un giorno trova una lampada magica e incontra un genio che gli concede un desiderio. Senza esitazione, chiede di riscrivere il proprio passato: desidera avere avuto i genitori che meritava e l'infanzia felice che ha sempre sognato.
La magia si realizza e la realtà viene modificata. I traumi e le conseguenze delle esperienze negative sembrano svanire. Tuttavia, ben presto emerge un effetto inatteso: cambiando il passato, cambia anche lui. La sua personalità, i suoi interessi, le sue passioni, il suo modo di pensare e perfino le sue capacità si trasformano.
L'uomo scopre di non riconoscersi più. Il lavoro che amava non lo interessa più, la creatività e le qualità che considerava parte essenziale di sé scompaiono, sostituite da caratteristiche estranee. Anche i rapporti che aveva costruito crollano: la moglie non lo riconosce più, il matrimonio si sfalda, il rapporto con i figli cambia e perde il lavoro, i suoi vecchi amici gli voltano le spalle.
Persino i nuovi genitori che aveva desiderato gli appaiono artificiali e irreali, come personaggi costruiti per soddisfare una fantasia. Non riesce a sentirli autentici né a considerarli davvero suoi.
Alla fine comprende che il passato, per quanto doloroso e ingiusto, aveva contribuito a formare la persona che era diventato. Eliminando le ferite, ha eliminato anche parti fondamentali della propria identità. Il desiderio che avrebbe dovuto salvarlo finisce così per distruggere tutto ciò che dava senso alla sua vita, lasciandolo in una realtà apparentemente migliore ma completamente estranea a se stesso.
lavoro o svago?
Friday, 5 June 2026
la vita è pianta
Non solo sono fortemente convinto che la vita in generale sia più "pianta" che "animale" nel senso che la nostra anima (e quelle di tutti gli animali) ha tempi, movimenti e comportamenti vegetali più che animali (rendendoci quindi delle specie di piante metafisiche che si muovono in corpi di animali, semplici strategie vegetali per ottimizzare l'esistenza), ma oltretutto la vita, intera, come organismo unico è essenzialmente vegetale.
Se consideriamo le varie forme di vita, ognuna di esse è interconnessa con le altre. Non esiste un organismo che possa davvero prescindere da altri organisimi: tutto è parte di un grande corpo unico che si mantiene in equilibri di flussi e intercambi di energia. Un organismo comleto dunque, di cui siamo una specie di organi diffusi.
Ebbene, questo grande organismo unico, che è tutta la vita sulla terra, è per caso un sistema chiuso? Autosufficiente? Indipendente dall'ambiente circostante?
No: ha bisogno di alimento, di energia.
E di cosa si nutre? Di suolo (minerali), di luce e di calore.
Soltanto di terra, luce e calore.
Come una pianta.
La vita è pianta
Sunday, 3 May 2026
el tiempo de la vida
La vida es justo un poco más larga que un instante
y justo un poco más corta que la eternidad
mp
Monday, 20 April 2026
nuovi orizzonti
Nella mia mappa dei paesi visitati fino ad oggi ci potrebbero essere delle novità, a breve.
Nel giro di un paio di settimane la nuova mappa potrebbe essere questa
Notate qualche differenza?
Questo ultimo periodo è stato pìuttosto intenso in termini di viaggio:
Due viaggi in Portogallo (due settimane)
Un viaggio in Belgio (una settimana)
Un viaggio in Italia (una settimana)
Un viaggio in Brasile (tre settimane)
E adesso, una nuova missione, probabilmente.
Comunque visto che periodicamente lascio qui segnati i miei aggiornamenti in termini di viaggi, aggiungo anche il calcolo della mia vita per paese, aggiornato ai 48 anni e mezzo.
Wednesday, 21 January 2026
And also this one: 22 hours of training of Hypnotherapy Partitioner Certificate (Hypnotherapy Mastery) this is also a course made by Steven Burns. A very good course, indeed.
Tuesday, 20 January 2026
piccolo testo per spiegare un trance
Cosa è andare in trance?
Ricordi un sogno?
Pensaci...
Sentilo...
Come ti senti pensandolo?...
Ecco!
Questo è un trance...
Perchè ricordare qualcosa, specialmente una sensazione... è un tipo di trance leggero...
Ma quindi sei andato in trance?
Perché come ti ho detto ricordare una sensazione è andare in trance... Hai ricordato la sensazione del sogno... quindi sei andato in trance... no?
Sei andato in trance.... oppure... sei in trance?
No?
Sicuro??
Davvero?...
Beh, anche questo è un trance... è che anche dubitare ti mette in un trance leggero...
Eh già...
Ma quindi? Se ti ho fatto dubitare...
non sarai mica in trance adesso?
Sicuro??
Davvero??
E come puoi dirlo?
Come sarebbe la differenza tra la tua sensazione di quando sei in trance e di quando non lo sei, allora?
E come stai, adesso?
Cosa ti fa sapere che non sei in trance adesso?
Anche questo è un trace...
immaginare di sentire qualcosa... confrontare una sensazione con un'altra...
Ma quindi ti ho mandato di nuovo in trance...
tre volte in trance...
E quindi?
Sei o no se stai in trance... Adesso!
...
Comunque, la cosa davvero importante è questa:
Che se ...sei in trance...
Tu ...puoi imparare...
Qualcosa di davvero ...importante...
...fondamentale...
Nuovo...
...che può cambiare davvero la tua vita...
Quando sei in trance
..a anche quando esci dal trance...
...ed è assolutamente facilissimo dimenticare ciò che è ti ricordava quando eri in trance...
O ricordare come dimenticare qualsiasi cosa che si dica in trance, ma solo con la mente cosciente...
E anche la confusione è un modo di essere in trance...
Anche la confusione provoca un trance leggero...
E niente... Questa è ipnosi... è andare in trance...
Strano no?
Perché è tutto normale...
Eri in trance? Non eri in trance? Come lo puoi sapere?
Non hai mai smesso di sapere esattamente cosa stava succedendo no?
In ogni momento eri cosciente di ogni cosa...
Non credi che fossi in trance?
E allora...
Dimmi...
Qual era la cosa importante che ti avevo detto prima?
Te l'ho appena detto, in fondo, no?
Qual era quella cosa importante??
L'hai dimenticata?
Che strano
...non sarà che eri in trance?
mi sa che eri in trance...
Monday, 5 January 2026
conversational hypnosis certificates
This is a certificate of hypnosis given by Scott Jansen, in his course of
other courses certificates
The beginner's guide to color theory for digital artists
Monday, 29 December 2025
Hypnotherapy certificate
Thursday, 18 December 2025
100 GENERAZIONI IN ME
Monday, 15 December 2025
cuento del pescador y su barca
En una pequeña aldea junto al mar vivía un pescador humilde y trabajador.
Cada día se hacía al mar con su vieja barca, desafiando los vientos y las olas para traer alimento a su esposa y a sus hijos. Conocía las aguas como la palma de su mano y, aunque el mar podía ser cruel, también era su hogar y su sustento.
Una noche, sin embargo, una tormenta terrible lo sorprendió lejos de la costa. Los rayos partían el cielo y el oleaje devoró su barca como si fuera de papel. Luchó desesperadamente contra las olas, hasta que, agotado, la oscuridad lo envolvió. Despertó horas más tarde en la orilla, solo, temblando y sin fuerzas. Había sobrevivido por un milagro… pero su barca había desaparecido, y con ella, toda su vida.
Desde aquel día, el pescador no pudo acercarse al mar.
El simple rumor de las olas lo hacía temblar.
Su familia trataba de consolarlo, pero él sabía que, sin su barco y sin el valor para volver a pescar, estaban condenados a la miseria.
Pasaron semanas, y una noche, hablando con su esposa, dijo con voz baja pero firme:
—Solo hay una salida. Iré a la montaña sagrada. Allí vive el mago terrible, el único que puede arrancar el miedo del corazón.
Su esposa se echó a llorar.
—Dicen que nadie vuelve de allí.
—Lo sé —respondió él—. Pero si no lo intento, ya estamos perdidos.
Al amanecer, el pescador partió con lo poco que tenía. Caminó durante días hasta llegar al borde de un gran desierto que debía cruzar antes de alcanzar la montaña. El sol lo quemaba, el aire le rajaba los labios, y la arena le hería los pies. Cuando ya estaba a punto de caer, vio a lo lejos las torres de un palacio. Reuniendo sus últimas fuerzas, se acercó a las puertas y pidió un poco de agua.
El señor de aquellas tierras lo mandó llamar. Lo miró, polvoriento y agotado, y le preguntó qué hacía un hombre del mar en medio del desierto. El pescador le contó su historia: el naufragio, el miedo, la promesa del mago que podía curarlo. El señor lo escuchó asombrado.
—¿Te atreverás a ir hasta allí? —dijo—. Todos los héroes que lo intentaron murieron. Nadie regresa de esa montaña.
—No tengo elección —respondió el pescador—. Debo ir, aunque sea lo último que haga.
El señor, conmovido por su valor, ordenó:
—Entonces no cruzarás el desierto a pie. Te daré mi mejor caballo, el más rápido y noble de todos, y también un escudero que te acompañe. Que al menos no mueras de sed antes de llegar.
El pescador agradeció con profunda reverencia y partió de nuevo. Atravesaron el desierto durante varios días hasta que, a lo lejos, se alzó la montaña sagrada, oscura contra el horizonte. Un castillo en ruinas vigilaba su entrada, conectado por un estrecho puente de piedra.
Cuando el pescador quiso cruzarlo, un guerrero con armadura brillante le bloqueó el paso.
—¡Detente! —tronó—. Esta montaña está maldita. Soy su guardián, y mi deber es impedir que nadie se acerque.
—Debo pasar —dijo el pescador—. Busco al mago de la montaña.
—¿Estás loco? Nadie sobrevive a su encuentro.
—Lo sé. Pero necesito que me quite el miedo al mar y me devuelva mi barco. Si no lo hago, mi familia no sobrevivirá.
El guardián lo miró largo rato y, finalmente, dijo:
—Tu valor merece respeto. Si has decidido subir, no irás desarmado. Toma este escudo, esta espada, diez monedas de oro y este talismán. Tal vez te sirvan donde la fuerza no alcance.
El pescador aceptó los dones y siguió adelante. La subida se volvió cada vez más dura. En la falda de la montaña, un sabio anciano apareció sentado junto al camino.
—¿A dónde vas, forastero? —le preguntó—. ¿No sabes que más arriba solo hay muerte?
—Voy al encuentro del mago maléfico —respondió el pescador—. Solo él puede curarme del miedo y devolverme mi destino.
El sabio suspiró.
—Entonces escucha. Ese mago solo presta atención a quienes parecen dignos de su poder. Si quieres que te escuche, preséntate ante él como un rey.
Y le ofreció una capa sagrada, una diadema brillante y un atuendo real.
—Con esto te verá como alguien poderoso, y quizá te preste oído.
El pescador aceptó. Así, vestido como un monarca, montado en su magnífico caballo, con la espada, el escudo, el talismán, las monedas y su escudero, siguió ascendiendo hasta que, al fin, llegó a la cima.
Allí, entre la niebla, se abría una gruta profunda. El aire olía a muerte y a piedra vieja. En la entrada yacían esqueletos de quienes lo habían intentado antes que él. El pescador sintió que las piernas le temblaban, pero apretó el paso.
—He llegado hasta aquí —murmuró—. No puedo dar media vuelta.
Dentro, la oscuridad era total. Solo se distinguía una figura envuelta en una capa, inmóvil al fondo de la cueva. El pescador se acercó con el corazón golpeándole el pecho.
—Mago —dijo—, he venido a buscar tu ayuda.
Nadie respondió. Dio un paso más. La figura seguía sin moverse. Finalmente, levantó su espada y apartó la capa…
El mago no existía.
Ante él no había más que un esqueleto cubierto de polvo, los restos del ser temido durante generaciones.
Atónito, el pescador miró alrededor. Al fondo, una luz dorada iluminaba la roca. Siguió el resplandor y descubrió el secreto: un rayo de sol se filtraba por una grieta del techo y se reflejaba en montones de oro y joyas, un tesoro que llenaba toda la cámara. Aquella luz, confundida con poder sobrenatural, era la causa de las leyendas.
El pescador rió, incrédulo. Todo el terror del mundo había nacido de un esqueleto y un reflejo de sol. Cargó los cofres y las monedas en su caballo, ayudado por su escudero, y emprendió el camino de regreso.
Atravesó el desierto, cruzó el puente y volvió a la aldea como un rey: con capa y diadema, montado en el caballo más hermoso, seguido de su escudero y sus baúles de tesoros. Al verlo, el pueblo entero salió a recibirlo entre vítores y alegría.
—¡Ha vuelto! ¡El pescador ha vuelto del reino del mago! —gritaban.
Todos querían saber qué había pasado.
El pescador les miró con cansancio.
—¿Qué tal ha ido el viaje? —le preguntaron.
Y él respondió, desconsolado:
—Ha sido un desastre. El mago no existe. Sigo teniendo miedo al mar. Y nunca recuperaré mi barca.
-Massimo Pietrobon-
Friday, 12 December 2025
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