Tuesday, 18 January 2022

essential map


 100% made by me!

le mie effemeridi


 

na joza

Na joza de piova ła xe na joza de nùvoła,

ła xe na joza de aqua,

na joza de çieł',

na joza de blè,

na joza de mar',

na joza de vento,

na joza de soł,

na joza de vita,

na joza de amor',

na joza de łuxe,

na joza de dio,

na joza xa vista,

na joza antiga,

na joza de tuti,

na joza che ła casca,

na joza e basta.



Wednesday, 29 December 2021

parla come mangi

Dimmi come mangi e ti dirò chi sei!

A che servono mille terapie e analisi psicologiche, riflessologie, studi astrologici, etc... se poi per capire chi sei basta vedere come mangi?

Il cibo è il grande simbolo dell'amore con la madre e quindi della connessione con la vita e l'universo, per cui vedendo un po' come mangi si può capire tutto della tua psicologia!!!!


- preferisci mangiare da solo? quindi ti è difficile l'intimità co gli altri.

- mangi tanto? sei carente?

- mangi poco? non meriti abbondanza e amore?

- vuoi solo cibi sani? sei molto esigente e anche un po' arrogante, perché esigi solo il meglio della vita per te, non tolleri niente che stia sotto lo standard della perfezione. (inoltre se poi questa esigenza alimentare è diversa dal modo di fare di tua madre, questa è una critica indiretta a come tua madre di ha nutrito/amato).

- vuoi mangiare in compagnia? sei un tipo sociale e gioviale.

- mangi solo schifezze che fanno male al tuo corpo? è come dire che non vali, che non meriti il buono della vita (anche questa è una ripicca con la madre che ti ha dato un corpo e tu lo disprezzi).

- ti infastidisce che qualcuno mangi dal tuo piatto? non ti piace chi invade il tuo spazio e sicuramente hai lo stesso atteggiamento con soldi, luoghi e proprietà.

- dividi sempre tutto a metà? hai paura di essere abusivo.

- mangi sempre alla stessa ora precisa? sei un tipo strutturato, pianificatore e probabilmente un po' rigido.

- mangi a qualsiasi ora in modo disordinato? non hai struttura del tempo. sei impulsivo e individualista.

- in famiglia tutti mangiano cose diverse o in momenti diversi? la connessione con la famiglia è basata sull'indipendenza oppure è senza struttura o divisa.

- mangi in fretta? hai paura che qualcuno ti porti via l'amore che ti spetta? sei geloso, sei insicuro?

- mangi lento? vorresti trattenere tua madre con te?

- non fai attenzione al gusto del cibo? mangi qualsiasi cosa? forse non sai mettere limiti agli altri o non hai chiaro cosa vuoi nella vita.

- stai attento a tutti i veleni che ci possono essere nei cibi? forse ritieni che i tuoi genitori sono un po' manipolatori e ogni cosa buona che ti danno ha un fine occulto che ti può vincolare o nuocere?

- mangi sempre le stesse cose? hai paura di ciò che è diverso o degli sconosciuti.

- il cibo è un concetto importante nella tua vita? è tua madre che è importante per te.

- non ti preoccupi del cibo, non è assolutamente una tua priorità. Allora svaluti l'importanza di tua madre.

- stai attento ai sapori e agli abbinamenti degli alimenti? hai cura della tua vita e sei sensibile all'arte e alla bellezza.

- ti piace sperimentare cibi nuovi? sei aperto al mondo.

- devi sempre provare dal piatto di chi mangia con te? se lo fai sempre, allora sei un po' invidioso e insicuro, ti confronti con gli altri e hai paura di essere inferiore.

- compri sempre il cibo più caro? pensi di valere molto allora (ma forse lo fai perché dentro non ne sei così sicuro).

- curi moltissimo l'estetica di ciò che ti prepari o posti il tuo cibo in instagram? potrebbe voler dire che ti interessa più l'apparenza che l'essenza.

- dividi il tuo cibo con gli altri o offri spesso agli altri di provare? sei generoso.

- lasci sempre ciò che ti piace di più come ultimo boccone? ti piace l'idea del piacere più che il piacere stesso. Sei idealista e forse anche pianificatore.

- ti sporchi spesso mangiando? fingi di essere ancora un bambino.


eccetera eccetera eccetera

questi esempi sono solo per dare l'idea di come funziona l'idea. Quindi osservate bene come mangiate perché ci sono interessantissimi insight che arrivano da una semplice osservazione.

- compri sempre ciò che costa meno? allora pensi che non vali tanto

hypnotic map


This is the Hypnotic Map of the world: try to do a zoom into it and you'll understand why it's called like this. 

James Brown


 

Wednesday, 1 December 2021

tecnica psico-onirica 5

Quando ti risvegli da un brutto sogno dove ti senti minacciato da un assassino o inseguito da qualcuno di pericoloso, quando senti qualcosa di spaventoso in casa, oppure c'è un animale feroce che ti vuole attaccare, o un mostro, o qualcosa di altamente inquietante: un cadavere, uno spirito soprannaturale, una qualsiasi cosa che ti faccia sentire minacciato da una forza maligna o da un pericolo imminente... ecco! questa è l'occasione ideale per mettere in atto la tecnica psico-onirica numero 5:

Quando sognamo questi elementi minacciosi che mettono in subbuglio la nostra sicurezza e rendono insicuri i nostri luoghi di rifugio (la nostra casa, per esempio, è un classico), si tratta spessissimo di un ottimo segnale, anche se non necessariamente gradevole: un elemento nuovo, già presente nel nostro inconscio, si sta manifestando alla nostra coscienza in modo ormai imminente e deciso. Anche se la ragione percepisce come una minaccia alla sua stabilità ogni novità che viene dall'oscurità emozionale delle nostre profondità illogiche, si tratta probabilmente di una nuova presa di coscienza che amplierà la nostra visione del nostro mondo, senza nessun dramma e nessun cataclisma mentale.

Spessissimo questi sogni sono soltanto l'annuncio dell'arrivo di una novità che abbatterà la nostra visione chiusa del mondo e di noi stessi. In un certo senso tutti questi elementi minacciosi sono nostri alleati che vengono come ambasciatori a dirci che, volenti o nolenti, le porte della coscienza si stanno aprendo a qualcosa di nuovo.

La trasformazione ha sempre un sapore archetipo di morte e di distruzione di ciò che c'era prima, ma non per questo si tratta di un passaggio traumatico. La cosa più probabile è che semplicemente ci sveglieremo nei prossimi giorni con più capacità di accettare cose nuove della nostra vita.

Considerando quindi che questi "nemici" sono in realtà "alleati" che vengono ad annunciarci qualcosa, che si travestono con l'immagine metaforica esatta che ci spaventa, solo per essere visti e trasformarsi in immagini più serene e pacifiche, la tecnica psico-onirica che propongo adesso è la seguente:

Siccome l'obiettivo di questi personaggi onirici è quello di annunciarsi, di farsi vedere, di mostrarsi, ritornate nel mood della fine del sogno, quando vi siete svegliati spaventati e date un finale nuovo al sogno: invece di sentirvi minacciati da quel personaggio, immaginate che riuscite a girarvi con calma verso di lui.

Il personaggio si ferma e semplicemente finalmente si sente riconosciuto.

Tu continui ad osservarlo con attenzione e tranquillità per capire quale è il suo messaggio e mentre lo immagini (senza dover necessariamente capire niente a livello razionale, semplicemente vivi l'esperienza), senti le tue sensazioni e le tue emozioni... qualcosa cambia? Qualche emozione si scatena?

La coscienza finalmente entra in contatto, pacificamente, con l'inconscio; riconoscendo e rispettando il suo linguaggio.

Monday, 1 November 2021

burocrazia dal primo giorno

Piccolo promemoria di quali sono i passaggi burocratici per un bebè nato a Barcellona (da padre italiano e madre brasiliana) per poter alla fine viaggiare a trovare la famiglia in Italia.




 

Sunday, 17 October 2021

le avventure di Fabio

Fabio è nato da poco, il 19 Settembre 2021 e già comincia a vivere le sue avventure, per esempio...

Eccolo qua mentre corre a tutta velocità verso la mamma!



Qua è al momento della partenza dall'ospedale... 3... 2... 1... via!!! Si parte come un missile verso casa!!


 

Qua invece si sta cimentando con arco e freccia immaginari per scoccare un dardo verso il suo bersaglio!



Qui invece è in versione karateka! Si sta preparando a sferrare un terribile pugno contro il cuscino...


Insomma... un sacco di cose! E chissà quante altre nei prossimi giorni!

Wednesday, 11 August 2021

welcome to my head


 

orizzonti genealogici

Scrivo qui i limiti delle mie ricerche sul mio albero genealogico fino ad oggi, 11 agosto 2021 (compleanno di mio padre, tra l'altro!)
Ecco qui sotto la lista dei miei antenati sui quali cerco di indagare per poter ampliare il mio albero genealogico.

Cusignana:

- Gabriele Pietrobon detto "Merlo" (nato prima del 1813) a Cusignana
Maria Barbisan (nata prima del 1813) a Cusignana - sposa del suddetto Gabriele Pietrobon

Girolamo Pietrobon detto "Merletto" (nato prima del 1801) a Cusignana
- Graziosa Pavan [il nome non è del tutto certo] (nata prima del 1801) a Cusignana - sposa del suddetto Girolamo Pietrobon

(*) - Bernardo Pavan (nato prima del 1770) a Bavaria, Nervesa della Battaglia
(*) - Maria Toffolon (nato prima del 1770) a Bavaria, Nervesa della Battaglia - sposa del suddetto Bernardo Pavan

(**) - Domenico Pavan (nato nel 1731 circa) a Bavaria, Nervesa della Battaglia

(**) - Francesco Favotto (nato nel 1697) a Breda di Piave
(**) - Antonia ... (nata nel 1699) a Breda di Piave - sposa del suddetto Francesco Favotto (Faoto)

(*) - Catterina Callegari (nata nel 1763 circa) a Bavaria, Nervesa della Battaglia
(**) - Sebastian Callegari (nato prima del 1745) - padre della suddetta Catterina Callegari

(*) Giovanni Battista Gottardo (nato nel 1728 circa) a Bavaria, Nervesa della Battaglia
(*)Santa Lovato (nata nel 1728 circa) a Bavaria, Nervesa della Battaglia - sposa del suddetto Giovanni Battista Gottardo

- Bernardina Mattiazzi (nata prima del 1835) a Paese


Paese:

- Maddalena Camuzzato [o Camozzato? Ca' Mussato? Mussato?] (nata nel 1835) a Paese (non so la frazione esatta) - sposa di Giovanni Pietrobon nato nel 1833 a Cusignana


- Domenico Bresolin (nato prima del 1823) a Padernello, Paese. 
- Candida Cavallin (nata prima del 1823) a Padernello, Paese - sposa del suddetto Domenico Bresolin

Sebastiano Zatta (nato prima del 1825) a Padernello, Paese
- Bernardina Rossi (nata prima del 1825) a Padernello, Paese - sposa del suddetto Sebastiano Zatta


Altivole:

Pietro Gazzola (nato prima del 1855) ad Altivole.

- Pietro Citton (nato prima del 1836) ad Altivole.
- Maria Favretto [o Favaretto / Favetto] (nata prima del 1836) ad Altivole - sposa del suddetto Pietro Citton

- Giacinto Murer (nato prima del 1863) ad Altivole [anche se c'è una minima possibilità che sia nato a Monastier]
Domenica Zandonà (nata prima del 1863) ad Altivole [anche se c'è la possibilità che sia nata altrove, anche a Monastier] - sposa del suddetto Giacomo Murer.


Monastier di Treviso:

- Antonio Lovisetto (nato prima del 1840) a Monastier, probabilmente nella frazione di San Pietro Novello.
- Maria Rosa Bassetto (nata prima del 1840) a Monastier, probabilmente nella frazione di San Pietro Novello - sposa del suddetto Antonio Lovisetto

- Angelo Carrer (nato prima del 1880) a Monastier 
Luigia Faganello  (nata prima del 1880) a Monastier - sposa del suddetto Angelo Carrer

- Raimondo Stefani (nato prima del 1844) a Monastier
- Angela Camolino [o Ca'Molino] (nata prima del 1844) a Monastier - sposa del suddetto Raimondo Stefani

- Carlo Stefani (nato nel 1815 circa) a Monastier
Teresa Bianco (nata nel 1819 circa) a Monastier - sposa del suddetto Carlo Stefani

- Pietro Florian (nato prima del 1851) a Monastier
- Anna D'Avanzo [o Davanzo] (nata prima del 1851) a Monastier - sposa del suddetto Pietro Florian


S.Biagio di Callalta:

Pietro Zuccarello (nato nel 1768 circa) a  Rovaré di S. Biagio di Callalta
Anna del Pio Luogo (nata il 4-12-1771) a Rovaré di S. Biagio di Callalta - sposa del suddetto Pietro Zuccarello


Santo Caporin (nato prima del 1766) a S.Biagio di Callalta (non so quale frazione)
Domenica Pegorer (nata il 1761. e morta il 21-5-1792) a S.Biagio di Callalta - sposa del suddetto Santo Caporin
Giacomo Caporin (nato intorno al 1740) a S. Biagio di Callalta (non so quale frazione) - padre del suddetto Santo Caporin
(*)Domenico Pegorer detto "Calabrio" (nato prima del 1743) a S. Biagio di Callalta


Giuseppe Pignata (nato prima del 1760) a Cavrié di S.Biagio di Callalta
- Santo Pignata (nato prima del 1740) a Cavrié di S.Biagio di Callalta - padre del suddetto Giuseppe Pignata
(**) - Domenica Codelotto (nata prima del 1740) - sposa del suddetto Santo Pignata

- Angela Toffolo (nata 1752. e morta il 21-6-1794) a Cavrié di S.Biagio di Callalta - sposa del suddetto Giuseppe Pignata
Antonio Toffolo (nato prima del 1732) a Cavrié di S.Biagio di Callalta - padre della suddetta Angela Toffolo


- Lucrezia Vaccher (nata prima del 1788) a Sant'Andrea di Barbarana [o a Monastier o a Rovaré]

- Angelo Montagner (nato prima del 1772) a Sant'Andrea di Barbarana 
Maria Cappelletto (nata prima del 1772) a Sant'Andrea di Barbarana - sposa del suddetto Angelo Montagner

Angelo Golfetto detto Padovan (nato prima del1770. e morto il 22-2-1802) a Sant'Andrea di Barbarana 
Santa Scomparin (nata prima del 1772) a Sant'Andrea di Barbarana - sposa del suddetto Angelo Golfetto

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(*) - scoperte del 18 agosto 2021
(**) - scoperte del 20 agosto 2021

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registri e archivi delle ricerche genealogiche in corso in questo link: "ricerche genealogiche sui miei antenati"

Tuesday, 10 August 2021

dall'unico all'universale

Ci hanno insegnato che dobbiamo definirci con etichette chiare e definite, ma soprattutto "uniche": una definizione, cartesianamente e necessariamente, esclude l'altra. Per cui devi avere una sola Nazione. Solo una! devi scegliere, se ti senti una cosa o l'altra, perché sentirti di varie identità allo stesso tempo NON SI PUÒ!
Non puoi essere Italiano E Brasiliano? Solo in certi rarissimi casi, ma è necessario scegliere... e se invece uno si sente Veneto E Italiano? E magari anche Mediterraneo, Latino e Europeo? 
Dicono che non si può... ma il perché non si sa...
La nostra identità sembra fatta di nette separazioni, come tifare una squadra di calcio: non c'è un perché, però devi deciderne una sola e tifare per quella! Averne diverse allo stesso tempo non vale...
Non vedete l'infantilità e l'illogicità di questo pensiero?
E allora perchè uno non può essere allo stesso tempo Trevigiano, Italiano, Europeo e Mondiale senza contraddizioni?
Perché non si può scegliere tra varie bandiere e varie lingue?
Perché non posso essere Cristiano, Buddhista, Musulmano e Sciamanico allo stesso tempo? Magari con qualche tocco di Ateismo? Perché no? Da dove viene tanto fanatismo nel non poter avere due, tre o quattro fedi (o non fedi) contemporaneamente?
È una mentalità univoca stretta. Scelte a priori che ti obbligano a negare il diverso.
Perché non definirsi con diverse professioni allo stesso tempo? Perché non poter avere diversi gusti sessuali in base al momento e all'ispirazione? Perché non spaziare tra i vari cognomi del proprio albero genealogico? 
Addirittura l'età è concepita come la negazione degli anni precedenti, quando invece le età non si "superano", ma si "accumulano" e restano tutte presenti dentro di noi.
Insomma il pensiero dell'unicità della definizione è un pensiero limitato, io preferisco il pensiero universale, dove la verità muta e si manifesta in modo flessibilie e libero.

Monday, 9 August 2021

lingua-madre e lingua-padre

El Vèneto el xe la me léngua-mare
L'Italiano è la mia lingua-padre
El Vèneto el xe la léngua che la me verxe al me mondo interno
L'Italiano è la lingua che mi apre al mio mondo esterno
In Vèneto me vien le parole pi naturali
In Italiano strutturo le frasi più organizzate
El Vèneto el se scrive inte l'aria, són dopo són, fà na vecia canzon
L'Italiano è scritto, solido e stabile, tiene il peso della terra e dà la base
In Vèneto le parole le danza cantando contente intel vento de l'istà
Il Italiano le parole lasciano impronte forti sulla carta e sulla mente
El me Vèneto el ga gramàtica e grafìa, ma le xe personali, sol che mie
L'Italiano ha la struttura accademica e sociale di una lingua ufficiale
In Vèneto me vien i ricordi e le parole pi afetuose
In Italiano i pensieri logici e le conversazioni profonde
El Vèneto la xe la léngua del me cuor'
L'Italiano è la lingua della mia mente
Vèneto el xe el me ìntimo, el me profondo, el me scuro
Italiano è il mio intorno, il mio elevato, la mia luce
El Vèneto el xe la me orìzjene e le me raìxe
L'Italiano è la mia fioritura aperta al mondo
Co'l Vèneto go amor a pele
Con l'Italiano ammirazione e rispetto
Mi amo el Vèneto, la me léngua-mare
Io amo l'Italiano, la mia lingua-padre


Friday, 6 August 2021

altera e superba


 

sora la létera Ç

Naltra aportazion a la definizion de la Grafìa Vèneta Ùnica:
Stavolta se trata de na question de pronunzia de zerte parole che le ga na pronunzia tradizional, stórica, dixemo, ma che altre volte (e dependendo da chi che le dixe) le pol èser' pronunziade inte na maniera "nova", overo italianixada.
Son drio parlar' de le parole co dei soni che se pol pronunziar' fa na "Z" e che speso xa se li pronunzia co na "Ci" (a la maniera italiana).
Par exenpio: 
- la parola "pronunzia" xe fàzile che se la dixe come "pronuncia"
- la parola "fàzile" intra i zjòveni probabilmente se la pronunziarà "fàcile"
- "zerto" el xe dito da tanti Vèneti come se'l fuse scrito "certo", a la italiana
- "zità" sarìa la maniera zjusta de dir' "cità", anca se st'ùltima la xe difuxìsima
- "ziel`" sarìa la maniera normal de dir' "ciel`" ma la seconda la xe squaxi pi uxada che la prima.
Insoma, exenpi ghe ne sarìa mil.

Par raprexentar' la varietà de pronunzie de ste parole qua ghe xe na létera che la casca propio penela: overo la létera "Ç"!
Inte'l post so la GVU gavevo scartà sta létera parché la zjera supèrflua, ma sol' parché zjero drio considerarla sol' come na variazion de la "S" co un toco stilìstico pi tradizional.
Inveze sta létera la xe perfeta se la introduximo par raprexentar' cheli soni che li xe leti co ste pronunçie diverse: sia come na "Ci" italiana, a volte, sia co tuta la conplesità de le pronunçie locali de la létera "Z" che ghemo xa prexentà in altri post (e cioè el fato che se pol lèxerla sia "Z dura" che "S sorda" che "Th").

Le parole del exenpio che gavevo dito prima, deso le vegnarìa scriveste inte la seguente maniera:
"pronunçia", "fàçile", "çerto", "çità" e "çiel`".

Tuti sti caxi che i ga bixogno de na "Ç" i xe tuti dei exenpi de pronunçie vènete italianixade.
Se trata difati de na pronunçia pi vizina a la pronunçia italiana de la parola anàloga.
Ritegno che sie davero neçesario introdur' sta létera, parché de fato el Vèneto contenporaneo el ga na forte influenza italiana che no se pol negar' e anca ste pronunçie italianixade le xe parte de la nostra léngua e le ga da èser' rapresentade, parché difuxìsime, anzi, squaxi universali, romai.
Vorìa far' notar' che in fondo la Grafìa Vèneta Ùnica no la ga l'intenzion de restaurar' el dialeto de i noni o el dialeto arcaico del Vèneto del 1800. L'obietivo no xe gnanca quel' de crear na version de alfabeto vèneto che la se fasa vèder' difarente ai oci de un Italian o de crear' na grafìa che la jute a diferenziar' de pi el Vèneto da l'Italian.
Gnente de pi distante da la realtà!
La GVU la xe na proposta par poder' scrìver' el Vèneto de na meniera coerente e rispetoxa de tute le varianti locali, na maniera de unificar' la scritura, mantegnendo la libertà del parlante de parlar' la so version local de dialeto. E se vardemo co realismo e volemo raprexentar' la parlata real de le persone del Vèneto, tantìsime parole che le sarìa tradizionalmente pronuçiade co na "Z", na "S" o na "Th", deso le xe dite anca diretamente co na "Ci". La xe na realtà che romai da diversi deçeni la existe, o la co-existe co le varie version de Vèneto pi conservative.

Sta italianixazion no la xe un pecà: la xe na richeza!

El Vèneto el xe italian e la léngua parlada la asorbe le varie influenze che le pasa atraverso de la storia. 
Èser' unidi a l'Italia xe na formidàbile richeza, val la pena aprofitàrghene! 
Consideré anca che le version ofiçiali de Vèneto d'oltra-mar: el Vèneto Braxilian (el Talian) e el Vèneto Mesican (Chipileño) i xe fortemente influenziadi pa'l Portoghexe e pa'l Spagnol', no sol' che inte la grafìa, ma inte la gramàtica, inte la pronunçia e inte'l lèsico.
Xe normal, e le xe tute richeze, se savemo conservar' anca le nostre raixe al stesto tenpo.
Vardé par exenpio tute le aportazion a la léngua Vèneta de léngue fa el Todesco, el Greco, l'Arabo, el Françexe, el Spagnol': le xe tute inovazion lesicali dovude a invasion e contati, misioti e guere.
Deso però ndemo tuti orgolioxi de ste parole: par dir' la parola "schei" che la xe squaxi un sìnbolo de veneticità, romai, epur la vien da na parola todesca del periodo de la dominazion austro-ongàrica.

Asorbir' xe sinónimo de intelijenza, elora parché gaver' paura de çerte italianixazion?
La realtà la xe questa, açetèmola!

Bon, quindi eco la nova aportazion de unquò:

- le parole con "Ç" le se pol pronunçiar' in 4 maniere difarenti: "S sorda", "Z dura", "Th" + "Ci"; sia in baxe a la variante local de la xona geogràfica, sia in baxe al livel' de "modernixazion" o de "coservazion" de la version del dialeto del parlante.

Par vèder' tute le règole de la Grafìa Vèneta Ùnica riasunte inte na sola tabela, podé darghe na ociada a sto post: Tabele riasuntive GVU

Thursday, 5 August 2021

buscando ser feliz...




 Qué buscas en la vida?

Muchos dirían: “ser feliz”.

Pero será que buscar la felicidad hace más feliz?

O no será que sólo mantiene en la frustración?

Querer ser feliz suena normalmente a algo como no pedir mucho o pedir sólo lo esencial.

Es como decir: renuncio a muchas otras cosas pero me quedo con lo mínimo, pero con lo importante.

En realidad buscar la felicidad es algo enorme, desmesurado!

Algo prácticamente inalcanzable que, además, es imposible de reconocer.

Es algo que nunca tiene fin.

Es más fácil buscar algo más pequeño, algo concreto, existente, algo normal y no algo tan ambicioso e etéreo como la felicidad.

Es menos glamuroso, pero si deseas una casa o un trabajo o una pareja o cualquier otra cosa práctica, éstas cosas, si aparecen, se reconocen. Y puedes estar feliz por ello.

Quien busca ser feliz, busca un ideal inalcanzable. Quien se alegra de lo que realmente pasa en la vida, acaba siendo más feliz, aunque su vida no sea perfecta.

Se trata de una actitud mucho más realista porque todo tiene su vinculación en la vida.

Él que tiene mucho va a estar más vinculado. Y él que tiene poco estará en la escasez y en la carencia.

Todo tiene su precio y nada es perfecto al 100%.

Es fácil fijarse sólo en que lo que falta. Y buscando llegar a un ideal infinito uno podría no darse cuenta de las pequeñas cosas que sí están en su vida y que sí pueden generar alegría.

Normalmente quien se alegra de las pequeñas cosas concretas suele ser más feliz que los que buscan “sólo” la felicidad.





Una buena pregunta sobre la cual reflexionar podría ser:

Cuáles pequeñas cosas concretas podrían hacerte más feliz en tu vida?


@mas.pietrobon

Tabele Riasuntive GVU

Dopo 'ver' tanto tanbarà co sta storia de la GVU co tuta na serie de post che i spiega ben in detalio ogni una de le sielte che go fato par zernir' tra na grafìa e chealtra, ve meto qua soto, finalmente, la version final che la riasume tute le règole de scritura e letura.

Come che vedaré, xe fàzile riconóser' le létere che le se pronunçia cusita come in Italian e le létere che le xe difarenti e che ghe xe da tegner' de ocio par scrìver' coretamente in Grafìa Vèneta Ùnica.

Qua gavé la version GVU senplificada (quela che son drio doparar' mi deso e che, personalmente, la me piaxe de pi):


Le righe colorade le raprexenta i ponti da considerar' come difarenti dal Italian: par èser' pi preçixi, le righe colorade pi ciare le mostra létare che le existe in Italian, ma che le xe pronunçiade diversamente in GVU (o comunque che le ga qualche particolarità de pronunçia da considerar'). Quele colorade pi scure le mostra grafìe che propio no le existe in Italian e che le xe da inparar'.

Consideré anca che in GVU no existe grafìe o fonemi italiani come el:
- Gli (són che no'l ghe xe propio. In caxo na parola la gapie sta grafìa la se pronunçia "G-li"
- Sci, Sce (són che no'l existe. Le parole che le prexenta sta scritura le se lexe "S-ci" e "S-ce"
- Tute le dopie consonanti (conprexa la dopia S) no le existe né inte la pronunçia né inte la grafìa.
- La I no açentada che la sta prima de naltra vocal, la se pronunzia come na I intervocalica (J) e par questo la se considera senpre fa na consonante (razjon par cui na parola come "butilia" se ga da lèxerla senpre co la "L forte" e no se pol indebolir' la pronunçia de la L (come che normalmente se pol far' tra do vocali).
- Tuti i açenti de le parole che le finise par vocal i casca so la penùltima sìlaba o si no i ga da èser' scriti.
- Tuti i açenti de le parole che le finise par consonante i casca so l'ùltima sìlaba o si no bixogna scrìverli.
- Tuti i ditonghi açentadi li se considera che i ga l'açento sora de la prima vocal; se l'açento el casca so la seconda, elora el va scrito.

Deso ve xonto qua soto anca la version del la GVU co le létere speçiali (par i puristi del vèneto co la "Ł"), le do version de la GVU le coexiste e se le pol uxar' a sielta.


Par lèxer' come che se xe rivadi a sta sielta de grafìe e de létere, sujeriso de tornar' lèxer' tuti i post so sto argomento. Àreli qua:

political himalaya

When someone speaks about Himalayan mountains which country do you think about? Probably India or Nepal, but actually if we consider the himalayani range region things are really different: India and Nepal are just a small part of all the mountain surface.
Even if the highest peaks are in these countries (and also the "easiest" ways to access to them) the biggest area is taken by China (with the Tibetan plateau) and several other countries are involved: Afghanistan, Pakistan, Bhutan, Myanmar and also Bangladesh.

Have a look to this map:


 

idrografia politica del Po

Sapevi che il bacino idrografico del fiume Po non è qualcosa di così "padano" come dicono: infatti passa per ben 4 stati! Italia, Svizzera, Francia e S. Marino! Non solo: il Friuli Venezia-Giulia (un'intera regione del Nord Italia) non ne fa assolutamente parte (senza parlare del Süd Tirol...). Inoltre anche la Toscana e le Marche ne fanno parte. La dimostrazione geografica che la Padania non esiste!

Bene, adesso che tutto è più chiaro, ecco finalmente a voi la cartina del Bacino del Po con le sue divisioni amministrative:


 (Visto da un punto di vista dialettale, il bacino del Po è quasi esattamente l'area dei dialetti Gallo-Italici. Le due aree sono praticamente sormontabili... la Padania è solo per i Gallo-Italici, se la vogliono...)