Tuesday, 14 August 2018

come fermare l'immigrazione

Storicamente le migrazioni non si sono mai potute fermare.
Considerando tutte le statistiche storiche, ma non solo, anche biologiche relative alla diffusione degli animali, delle piante, dei microbi, ma anche dei gas, dei liquidi e della maggior parte degli fenomeni fisici del nostro cosmo, possiamo dire che "fermare le migrazioni" è una cosa quanto meno innaturale.

Le migrazioni esistono da sempre e neanche un regime nazista o xenofobo ha mai fermato questi movimenti di genti.
Ogni muro eretto nella storia contro qualsiasi immigrazione ha miseramente fallito: la Grande Muraglia, il vallo di Adriano, il Muro di Berlino, la Cortina di Ferro, il Muro tra USA e Messico o quello tra Israele e territori occupati.

Cosa spinge un palestinese a passare il muro per andare nel territorio israeliano o un messicano ad andare negli USA dove i messicani sono odiati? Perché un Siriano o un Africano vengono in Europa se in Europa li odiamo? Come mai un Polacco o un Ebreo poteva decidere di migrare verso la Germania di Hitler, prima della guerra?
La risposta è semplice: la gente va dove (in teoria, almeno) si sta meglio o comunque fugge da un posto dove (in teoria) si sta peggio.

Ecco dunque due soluzioni perfette per fermare l'immigrazione! Le uniche due soluzioni comprovate svariate volte nell'arco della storia e che hanno sempre funzionato!!
Solo grazie a due condizioni l'immigrazione cessa e cioè:
1) che lo stato ospitante diventi povero, anzi miserabile, fame e carestia. nessun lavoro per gli abitanti;
2) che lo stato ospitante sia in guerra civile, pulizie etniche, matanze senza fine, genocidi ovunque.
Vi assicuro che con queste due semplici condizioni ogni immigrato sparirà e smetteranno di arrivarne altri!
E allora cosa aspettiamo?
Fermiamo quest'ondata di migranti verso l'Italia! Salviamo il nostro paese: Incendiamo, bombardiamolo, distruggiamolo, annientiamo la convivenza civile, ammazziamoci indistintamente gli uni gli altri, restiamo senza cibo, medicine e lavoro!
E finalmente resteremo solo noi, noi Italiani qui in Italia!

Così Italianissimi saremo che quando cercheremo di migrare in altri paesi, ci negheranno l'accesso e così finalmente: tutti gli Italiani in Italia! Evviva!
Viva l'Italianità integrale!

il bianco


foday marah


foday marah
the Chinese Fulah

nossa Maputo


Maputo é uma cidade tão tranquila e agradável que se alguém diz que é cidade perigosa isso vira a piada do século. 
Aquí podem ver um interessante esquema de mapa pessoal intuitivo da nossa Maputo, faz já alguns anos.



manu facto


Sunday, 12 August 2018

Sogno Policromo

...dalla mia serie di sogni antichi...


Mi sto muovendo con un gruppo di amici passando per una via che si apre ad una piazza. Probabilmente la parete alla mia sinistra è una grande parete pietrosa di una chiesa. La conformazione del posto mi ricorda come se scendessi dal carrer de Santa Creu verso la plaça de la Virreina a Gràcia.
La luce ha una intensità strana, bianchissima.
In effetti tutto è totalmente bianco e le forme sono tutte disegnate a tratti neri, ma sono vissute come la realtà (in senso che non è la sensazione del cartone animato di prima, è una scena vissuta come reale, ma disegnata a contrasti bianchi e neri).
Quindi tutta questa scena, reale, è disegnata a tratti bianchi e neri (non è una scala di grigi!) e io mi muovo di fianco a sta chiesa con un gruppetto di amici, giro l’angolo della chiesa e la piazza (dalla luce intensamente bianca, visto che è tutto o bianco o nero) è affollata di gente tranquilla, seduta per terra, alcuni in piedi, come in una specie di affollata festa tranquilla, di picnic collettivo... non so.
Mi sposto seguendo la facciata della chiesa con gli altri e sfioro gente in piedi e devo fare dei giri per contornare la gente seduta. Tutto bianchissimo disegnato a tratti neri.
Ad un certo punto superata la facciata c’è un’altro spiazzo dove ci sono anche delle basse ma ampie scale (tre o quattro scalini) e la gente seduta sopra, seduta a terra, alcuni in piedi.
Vedo che alcune figure, ma solo alcune, pochissime, non sono in bianco e nero, bensì hanno dei colori fortissimi, sgargianti, vivissimi e tutti mescolati, che scivolano uno sull’altro, una specie di bellissima policromia quasi come certi uccelli tropicali, ma in movimento, in fusione, in mescolanza, in stupore totale. Bellissimi
Sono pochi e sparsi tra la gente in bianco e nero.
Non hanno nessun aspetto diverso agli altri, a parte il loro intrinseco e meraviglioso spettacolo policromatico. Ne rimango stupito e felice.
Sono felicissimo di vedere questa gente tra la gente bianca e dai controni o le ombre nere.
La gente bianca e nera non è ne triste né brutta, al contrario, è luminosa e elegante, sorprendente, ma quando vedo una persona colorata mi si apre il cuore di meraviglia.
Mi avvicino a un tipo coloratissimo seduto sulle scale basse e lunghe, tra altri bianchi-e-neri.
Lui ha forse un bongo vicino alle gambe e quando mi avvicino mi sorride amichevole e mi riconosce segretamente e mi dice: “che magnifici colori hai tu! Sono bellissimi”
Meravigiato e contentissimo mi guardo le braccia e il corpo, sono un tripudio di colori: dal blu all’oro, dai viola a tutte le altre tonalità dell’arcobaleno, mescolate in modo indescrivibile e inimmaginabile.
Sono contentissimo! Sono colorato!

naufrago. perché?



...che ci fai qui in mezzo all'oceano, capitano?






naufrago.

perché?



neologismo-97

ordinamento politico che porta inevitabilmente allo sfascio totale dello stato e della società civile, spesso attraverso guerre inutili e follie xenofobe.

SFASCISMO

esempio: "sembra incredibile che nessuno se ne renda conto: questo governo ci porterà allo sfascio, alla rovina, alla fine... è una pazzia... abbiamo perso il contatto con la realtà. questo è davvero sfascismo totale!"

corazones escondidos


no siempre sale solo sufrimiento de donde algo se quebra 

Resistenza!


Thursday, 9 August 2018

magia da bruxinha


la sognante


sogno del deserto di parigi


dal mio enorme archivio di sogni antichi...



in un sentiero di montagna in un fitto bosco... stavo seguendo un gruppo in bicicletta, anche io ne avevo una, ma il sentiero era difficile anche se estremamenente piacevole e bello. non ero preoccupato di star dietro. trovavo lungo il percorso una signora, andava anche lei in bici con suo marito, ma suo marito era ormai lontano. la sua bici infatti era piccola, tozza e sgonfia. le offrivo allora di cambiar bici e di proseguire insieme, perchè per lei sarebbe stato piu facile. in effetti la bici della signora era abbastanza sgangherata.
insieme proseguivamo, lei mi era molto grata della gentilezza.

si apriva ad un certo punto una vista dall'alto della collina e si vedeva di colpo un grandissimo deserto con dune rosse, alte e bellissime.
oltre, alla fine del percorso e al di lá di alcune dune più prossime, si intuiva la presenza di una grande città (azzurra-blu, fresca, come nella luce dopo una tempesta verso il finire del giorno, con nuvoloni neri sopra di essa). la signora mi diceva che si trattava di Parigi.

a quel punto capivo che qualcosa di strano c'era... e per provare a verificarlo dissi: aaaaaa, si, certo. questo dunque è il famoso "deserto di parigi", magnifico...
la signora confermava sinceramente e candidamente.
d'altronde non c'era dubbio che quella fosse parigi e che quello fosse un maestuoso deserto.
entrando in una strada alberata tra le case parigine, scendendo dalle alture si cominciò anche a intravedere un immenso mare in burrasca, grandissimo, profondissimo, blu. le onde giganti, una scena meravigliosa! dicevo dunque: aaaaaa, e questo è il famosissimo "oceano di parigi"...
la signora confermava e aggiungeva qualche dettaglio, come se si trattasse di una cosa che tutti sanno. era tutto vero, ma la geografia parallela era di un altro mondo.

ad un certo punto trovavo ad un tavolino di un bar il mio gruppo, seduto a bersi una birra. svoltato l'angolo, mi siedo con loro.
uno dei miei amici, quello seduto a destra di me mi chiede qualcosa, mentre io ammiro l'oceano di parigi. a quel punto gli dico: vedi, amico mio, il fatto è che tutto questo è un sogno. lui resta interdetto... sorpreso... è tutto un sogno, non c'è nè deserto nè oceano a parigi. so che sono nel sogno, voi tutti lo siete, ma è bello stare qua con voi, quindi continuo a sognare.
il tipo cerca di capire, ma gli risulta difficile immaginare di essere soltanto la proiezione di un sogno. cerca di far qualche domanda, per afferrare meglio il concetto.

io dico qualcosa tipo: è tutto dentro alla mia testa. alla mia sinistra uno degli amici ride e dice: per fortuna non è dentro la mia perchè se no sai che noia essere tutti immobili a far niente? lo guardo bene ed è una statua. una rigida statua di pietra che beve la birra con noi, seduto. è uno dei miei amici del sogno...



amigas


declaração indireita

sutil declaração de amor indireita...


Wednesday, 8 August 2018

scusate la fretta


etimologia-39

PÉJORATIF
C'est à dire, quelque chose que donne une idée négative ou dépréciative de quelque autre chose. Ce mot vient au debout d'une comparaison entre voitures: quand on parlait de moteurs et de fiabilité des automobiles souvent on finissait en parlant de diferents marques. Si quelqu'un parlait de Ford, de Valkswagen, de Ferrari ou de autres types de voitures, toujours quelqu'un dans un certin moment il diseit: "oui... toutes cettes voitures là sont mieux que les peugeot..."
C'est comme ça que cette terminologie typique des ambients techniques a commencé à être un mot commun: quand quelque chose était pire que autres types de choses de la même categorie, alors on disait que c'était comme "la peugeot de cette cateogire". Par example: "cette maison est la peugeot du cartier", "cet élève est le peugeot de l'école" etc...
À partir de cette habitude les gens ont commencé à dire que cette façon de faire ces comparaisons était une façon "peugeot-rative" ça veut dire "relative au peugeot".
La graphie a bientôt changé et ell'est passée à être la moderne, depuis "peugeot-rative" à "péjorative".

serie di donne serie

mulheres: futuro e passado

Tuesday, 7 August 2018

e la maga mi disse...

in un racconto onirico che stavo un tempo progettando circa 8 anni fa, io, Massimo Pietrobon, ero un navigante o forse un naufrago... arrivato da una maga che leggeva nelle carte o nella sfera chi ero... questo era ciò che mi diceva:






0. 
Tu vieni da un luogo piccolo e stretto.
Una piana, piatta come il mare.
Piatto, piccolo e stretto è anche il popolo di quel mare.
Non ti è mai andato bene.
Volevi fare il pirata, ma sei stato fermo, imprigionato, forse troppo a lungo.
Poi hai preso il mare, ma all'inizio non sapevi navigare.
Le tue cicatrici... ne porti molte.
È sulla tua pelle che hai imparato a viaggiare.
Ci hai messo molto, partivi male, non sei stato veloce e hai perso il tuo porto.
Non hai più porto.
Sei del mare.

1.
Più che un capitano, sei un naufrago.
E comunque l'acqua non è il tuo elemento.
Tu sei d'aria.
Ecco, sì: tu naufraghi per aria.
Tutto per aria.
Arrivi e getti l'ancora, perché tu sei uno che comincia. Fai fiorire.
Poi però ti piace anche lasciare la nave, la ciurma e tutto e ricominciare di nuovo.

2.
Hai vite in due o tre posti: Europa... poi vedo il Marocco... Il Brasile... e anche due regni africani.
Attento a iniziare un pozzo, e poi un altro, e un altro ancora...
Se non cominci a scavare a fondo in uno di essi non troverai mai l'acqua...
Ma questo per ora non ti preoccupa.
Forse perché preferisci acqua di sorgente più che acqua dei pozzi.
Ma ricorda: nel deserto non ci sono sorgenti.
A te piace il rischio, il vento delle tempeste, ma dentro hai calma.
Forse ti piacciono le tempeste perché spazzano via le parole.
Ti piace il silenzio...

2*.
E sei un osservatore.
Ti piace il fluire e ti compiaci di osservarlo. In silenzio. Come un'opera d'arte.
Non sai stare in un posto solo, ma in tutti i posti stai bene come a casa.
Ti piace cercare più che trovare.
Ma ti metto in guardia:
Chi vuole cercare, cercherà per sempre.
Per trovare qualcosa devi invece voler trovare.

3.
Tu giochi a danzare tra gli opposti contrastanti.
Ti diverte, ma non sei un mago.
Dovresti stare attento a stare a cavallo di tutti questi antipodi.
Ultimamente sei più veloce, ma anche più fermo.
Sai che scegli rotte pericolose e ne accetti il prezzo che sempre si deve pagare, comunque sia.
Sempre.
Hai trovato qualcosa di te in giro per il mondo.
È questa la tua fortuna e il tuo tesoro, anche se più che oro hai trovato sassi, conchiglie rotte e qualche bel fiore che è durato un giorno.




Saturday, 4 August 2018

animale fantastico-23

il SACCOSAURO



il Saccosauro è un rettile molto particolare: è un animale che super i due metri d'altezza, ma che sembra un gigantesco cestino vuoto con 4 zampe. Il saccosauro infatti ha sviluppato una gigantesca sacca per immagazzinare il cibo (come quella dei pellicani, per intenderci) e passa il tempo riempendola di foglie e frutta.
sembra che mantenga molto tempo il cibo nella bocca per farlo fermentare: questo, oltre a renderlo più facilmente digeribile, permette a questo animale a sangue freddo di vivere nelle regioni più fredde del pianeta (a patto che ci siano boschi nella vicinanza).


L'indole di questo animale è totalmente pacifica visto che non fa altro che passare le giornate a raccogliere foglie e vegetali.
In alcune città delle aree fredde, alcuni esemplari sono curati dalla comunità cittadina e pascolano liberamente e docilmente tra i parchi. Gli abitanti a volte raccolgono foglie erbe e vegetali e le mettono nella bocca del saccosauro, come fosse un cestino per le foglie. I saccosauri scodinzolano la minuscola coda in segno di apprezzamento.