martedì 6 dicembre 2011
mapamundi en la pared
giovedì 3 novembre 2011
i confini della nostra cultura
I confini sono fluidi
Fluidi, mutevoli e sfumati.
Quali sono i veri confini della nostra “civiltà”?
Una civiltà è una visione del mondo, un modo di vivere, dei valori compartiti, una diffusione di un modello.
Le colonie fenicie o greche, le civiltà megalitiche, la civiltá occidentale, araba, ellenistica, cristiana, etc non sono delle unitá linguistiche, politiche o semplicemente religiose.
I confini politici sono delle semplificazioni amministrative, ma chi è che non coglie ad esempio la sostanziale uguaglianza di contesti urbani su modello occidentale-globale di cittá come new york, singapore, cape town, londra, sao paulo o mosca? Grandi centri di grattacieli con linee di metroploitane in cui anche la grafica della piantina è sempre uguale. Applicazioni su contesti diversi dello stesso modello. Non perchè sia un modello imposto in senso autoritario, ma perchè i luoghi che si assoggettano ai valori e ai modi della nuova civiltà gareggiano per assomigliare sempre di piú alla matrice, al modello del centro di questa nuova cultura.
Nessuno puó dubitare ad esempio che c’è piú vicinanza di stili di vita e modi di pensare e valori generali tra la popolazione urbana di san francisco, di nairobi, calcutta o vladivostok, piuttosto che tra gli abitanti di dakar e la gente che a pochi kilometri da dakar invece vive nella propria cultura tradizionale in villaggi di capanne riperpetuando sistemi e conoscenze tradizionali agricole e di pastorizia.
Certo, realtà urbane assomigliano sempre a realtà urbane mentre realtà rurali sempre assomigliano a realtà rurali, ma la nostra civiltà è ormai in valori e modo di essere una struttua urbana (anche quando viene applicata alla campagna) e il tipo di colonizzazione culturale che si sviluppa in altri contesti è di imitazione “urbana” soprattutto.
E quindi?
Quali sono i confini della nostra civiltà, in senso lato?
Quei confini che degli archeologi tra qualche millennio potrebbero studiare attraverso i resti di manufatti comuni e simili, simbolo di valori e ideologie uguali. Quei confini che, al di lá delle variazioni locali, etniche, religiose, ambientali, si possono riconoscere come frutto di modelli uguali, ripetuti come colonie su scala planetaria?
Ebbene, credo che una cartina come questa, che rappresenta le connessioni informatiche o il flusso di connessione tra i vari centri, possa rappresentare la rete dell’infiltrazione del modello della nostra civiltá su scala planetaria, al di lá dei confini o delle differenze locali, ma non sostanziali dei modi di vita (e degli spazi costruiti, anche) dei vari luoghi.
Questa cartina, che poco si differenzierebbe da una cartina delle linee aeree piu trafficate o dei commerci economici o dei flussi di turismo o dell’inquinamento luminoso o della rete di strade e autostrade o dalle aree di forte impatto unamo sull’ambiente o dalle aree urbane principali etc, rappresenta visivamente la tendenza ad adottare lo stesso stile di vita e gli stessi modelli e ad essere collegati al tessuto globale della civiltà imperante.
Non si tratta di una semplice questione di densitá di popolazione, le megalopoli si possono reggere e generare solo in un contesto sociale politico simile al nostro e la loro creazione genera una diffusione culturale che favorisce la penetrazione del modello occidentale-globale.
Aree densamente popolate dell’india o dell’africa occidentale che non sono ancora fortemente influenzate da questo processo non generano megalopoli e di conseguenza non entrano nella dinamica di reiterazione degli stessi modelli con gli stessi grattacieli, gli stessi orari, le stesse densità di banche, farmacie, mercati, negozi e centri commerciali, fino addirittura alla ripetizione dello stesso abbigliamento e degli stessi pezzi musicali.
La nostra civiltà quindi (e dico nostra non perchè sia stata originata dal Veneto o dalla Catalunya, ma perchè questi nostri territori sono stati ormai, da generazioni, completamente assimilati da questo modello) è verosimilmente rappresentata da questa immagine. Molto piu che dai confini politici che generalmente si vedono in qualsiasi mappa.
mercoledì 19 ottobre 2011
mercoledì 28 settembre 2011
Elogio della Mortalità
essere immortali sarebbe una noia ...mortale!
Sai che schifo? Immagina: una monotona continuazione forzata lungo un percorso infinito di cui non si vede mai l’inizio e mai la fine. Nessun punto di riferimento!
Le cose assumono importanza solo nel confronto con la vita, ma se la vita è incommensurabilmente grande tutte le cose appaiono insignificantemente infinitesime.
Di fatto cos’è che potrebbe dare senso ad una esistenza infinita? quale evento è così grande ed indelebile da poter dare un carattere ad una vita infinita? Bhe, niente...
A conti fatti una esistenza senza fine è comparabile soltanto ad una non-esistenza senza fine.
E in fondo vivere in eterno o morire in eterno non è poi così diverso: l’uno è un deserto sconfinato, l’altro è un vuoto abissale.
In ogni caso in spazi così immensi stare fermo o muoversi in qualsiasi direzione non fa alcuna differenza.
La vita è bella finchè la dirigi tu, la decidi tu, finchè è tua ed hai la libertà di sfruttarla come vuoi, di darle una direzione che la caratterizzi... ma da morto, oppure con la prospettiva di una vita infinita, viene meno completamente ogni libertà decisionale sulla gestione della tua esistenza!
Nulla farebbe differenza.
Vivere o Morire assumerebbero lo stesso identico carattere di non libertà d’azione che, di fatto, è la negazione della nostra idea di vita.
Entrambe rappresenterebbero soltanto una condizione imposta: una attesa ineluttabile della perdita dell’unicità della propria esperienza: è un diluire la propria identità lungo l’eternità.
La vita eterna sbiadisce, cancella, sotterra pian piano ogni evento e ogni significato. Ogni identità, insomma.
Ogni immortale è condannato a non aver identità propria. e il suo destino non gli lascia alcuna libertà.
(non così diverso dalla morte, insomma)
Di fatto l’unica facoltà decisionale che resterebbe ad un Immortale sarebbe soltanto quella di porre fine volontariamente alla sua esistenza. In definitiva qualsiasi Immortale sano di mente finirebbe per suicidarsi!
E’ l’unica maniera che egli ha di dare un senso, un carattere alla sua esistenza!
L’unico modo di sentirsi vivo.
In fondo non è altro che lo stesso principio del Gioco:
uno gioca perchè c’è la possibilità di perdere. Gioca per mettersi alla prova, per provare il rischio. Un gioco è tanto più appassionante quanto più difficile e rischioso. Sapendo fin dall’inizio di vincere sempre, qualsiasi persona in breve perderebbe interesse per qualsiasi tipo di gioco.
Il gioco ha senso fintanto che si può perdere, così come la vita ha senso solamente fintanto che si può morire.
P.I.B. - partito dee idee bone
PROPOSTE DI LEGGE
Edilizia
1 – Collegare lo Stretto di Messina con un ponte tibetano
2 – Arginare il fenomeno dell’acqua alta a Venezia con l’utilizzo di una spugna gigante
3 – Evitare gli ingorghi del traffico in direzione Venezia- Mestre mediante il lancio con catapulte delle automobili direttamente sulla spugna gigante, permettendo l’uscita rispettivamente al Casello-Spugna-Nord o al Casello-Spugna-Sud
4 – Per limitare l’emissione di onde elettromagnetiche dovute all’eccessivo utilizzo di telefoni cellulari, collegare tutte le abitazioni interessate ad avere scambi telefonici mediante tubi da nave
5 – Eliminare il problema dello smaltimento dei rifiuti con la costruzione di un ponte di immondizie che collega Livorno alla Sardegna
Istruzione e Cultura
6 – Tappezzare tutti i cessi e i luoghi pubblici di pagine di libri (compresa la carta igienica)
7 – Tatuaggio obbligatorio di un aforisma di un teorico importante
8 – Installazione di un altoparlante globale che ogni giorno dice una parola del vocabolario
11 – installazione di Internet a tutti per poter votare democraticamente da casa
Ricerca Genetica
12 – Mono-dente
13 – Depilazione dalla nascita
14 – Palpebre Rayban
15 – Crescita del pelo a sforzo
Energie Alternative
16 – Dinamo con criceti e pantegane
20 – Creazione della grande centrale a energia palestrica, mediante il collegamento alla centrale con cavi lunghissimi a tutte le palestre del mondo. I palestrati serviranno da esercito planetario di grandi criceti umani per la produzione energetica.
23 – Utilizzare i Punk per la creazione di creste integrali con tutti i peli del loro corpo allo scopo di creare Uomini Ingranaggio da utilizzare sui mulini ad acqua.
lunedì 26 settembre 2011
neo-atlantide
la caratteristica unica di Neo-Atlantide sarebbe quella di essere una semplice struttura da riempire. tutta la cittá è fatta di piattaforme, ma le parti costruite sono tutte imbarcazioni ormeggiate attorno alle isole.
