Sunday 18 February 2024

Saturday 17 February 2024

la fine del mondo


 

alcuni nomi ultra-venetizzati

Che ne sarebbe dei nomi geografici di certi paesi e regioni se fossero ad un certo punto caduti nelle mani di geografi ultra-venetisti neo-revisionisti radicali e estremisti del linguaggio ultra-venetizzato?

Ecco alcuni possibili esempi:


Stati Uniti d'America (USA) = Stài Unìi de Mèrega (SUM)

Slovacchia = Sloàcia

Norvegia = Noreja

Venezuela = Venessieta

Belize = Beíxe

Egitto = Ejíto

Libia = Ívia

Guatemala = Vatemàea

Kazakistan = Gaxagestán

Uzbekistan = Osbeghestán

Afganistan = Faganestán

Australia = Ostralia

Giappone = Javón

Laos = Áos

Cile = Çíe

Repubblica Dominicana = Repúblega Domenegana


e chissà quante altre ancora....


Wednesday 3 January 2024

water courtin


 

un augurio

per chiunque legga questo post:

Auguri di buon 2024!

che sia il più bell'anno della vostra vita fino ad adesso 

e anche il più brutto anno dei prossimi anni (tanti) a venire!!!!


Sunday 24 December 2023

una parola importante

Lavoro in Spagna in una impresa multinazionale e ho colleghi e clienti che provengono da ogni lato dell'Europa, dell'Africa e del Medio Oriente. Parlare in varie lingue e spiegare a tratti espressioni italiane tipiche è una cosa all'ordine del giorno.

È così che uno diviene consapevole che una delle parole più importanti della lingua italiana è proprio quella là, sí, avete capito: "cazzo".

E non solo perchè si usa molto spesso in qualsiasi conversazione, ma anche per la varietà di significati e di derivazioni.

È assolutamente normale che gli stranieri rimangano stupefatti e increduli sulla versatilità di questa parola che può in fin dei conti essere considerata una parola fondativa dell'Italiano colloquiale moderno.

Dunque, l'obiettivo di questo post non è quello di essere volgare, ma la volontà di mostrare che incredibile quantità di varianti e di significati questa parola ha generato nella nostra lingua.

Ecco una piccola lista che ho estrapolato:


- Cazzo = pene

- Cazzo! = accipicchia!

- ...del cazzo = fatto male, pessimo.

- Che cazzo! = uffa!

- Che cazzo + verbo (tipo che cazzo fai) = che cosa + verbo (che cosa fai)

- Dove cazzo / come cazzo = rafforzativo del concetto

- Incazzarsi = arrabbiarsi

- Incazzoso = irascibile

- Incazzatura = arrabbiatura

- Rompere il cazzo = dar fastidio

- Rompersi il cazzo = stufarsi

- Rompicazzo = persona molesta

- Stare sul cazzo = essere antipatico

- Cazzata = sciocchezza / falsità

- Cazzaro = racconta frottole

- Cazzone = fannullone / spensierato

- Fancazzista = fannullone professionista

- Scazzato = svogliato

- Scazzo = problema, fastidio, preoccupazione

- Grazie al cazzo = ovviamente! / risposta a una grazie poco opportuno

- Col cazzo = mai e poi mai

- Un cazzo = niente, nulla

- Cazzuto = ottimo, eccellente

- Coi controcazzi = più che ottimo, preparatissimo

- Stracazzo = rafforzativo di cazzo in ogni espressione

- Cazzeggiare = rilassarsi, perdere tempo

- Cazzeggio = il dolce far niente

- Alla cazzo (di cane) = alla meno peggio / in modo pessimo

- Togliersi dal cazzo = togliersi di mezzo

- E che cazzo!= questo è troppo!

- Cazziare = sgridare

- Cazziata = dare una sgridata

- Sto cazzo di... = questo maledetto...

- Sto cazzo! = no, assolutamente

- Sti cazzi! = ammirazione

- Farsi i cazzi suoi = farsi gli affari suoi, non immischiarsi

- So' cazzi = adesso arrivano i problemi...

- Cazzi amari = dure problematiche

- Cazzi acidi = problemi difficili

- Sbattersene il cazzo = fregarsene

- Cazzo di Buddha = ohibò!

- Cazzotto = pugno

- Cazzerola o cazzolina = modi per mascherare la parola cazzo.


Alcune espressioni potrebbero essere regionali ed altre espressioni posso averle dimenticate o posso non conoscerle, perché tipiche di qualche altra zona, ma comunque avete capito: non si può negare, cazzo è una parola importante! una parola coi controcazzi.


Friday 22 December 2023

Wednesday 6 December 2023

sun bath


Warm summer light flows smoothly over her delicate skin




 

dead wood


Can you find the three lost souls among the dead branches of this winter wood?


 

essere speciali

Non c'è nulla di più comune

che credersi speciale.

E non c'è niente di più speciale

che sapere di essere soltanto una persona comune.


Friday 17 November 2023

Wednesday 15 November 2023

a 46 anni, così

Piccolo aggiornamento sulla mia vita geograficamente parlando, alla vigilia della nuova fase di vita da uomo radicato a Rubí (Barcellona) con famiglia e lavoro fisso. 

In questi ultimi anni non ho viaggiato molto e se ho viaggiato è stato in paesi che avevo già esplorato abbastanza bene, ad ogni modo mi risulta sempre interessante mantenere aggiornata la mia esperienza geografica globale, rispetto all'ultimo calcolo, in vista di possibili future espansioni.

Ecco dunque la situazione attuale:

1. Italia............................ 27 e mezzo anni circa
2. Spagna........................ 12 anni e mezzo circa
3. Brasile......................... 2 anni circa
4. Sierra Leone.............. 11 mesi
5. Marocco..................... 11 mesi
6. Angola........................ 6 mesi
7. Francia....................... 5 mesi e mezzo circa
8. Israele........................ 3 mesi e una settimana
9. Mozambico................ 3 mesi
10. Regno Unito............. 2 mesi e mezzo
11. India......................... 1 mese
12. Tanzania.................. 1 mese
13. Portogallo................ 1 mese
14. Polonia..................... 25 giorni
15. Irlanda..................... 20 giorni
16. Croazia.................... 20 giorni
17. Stati Uniti................ 15 giorni
18. Germania................ 15 giorni
19. Belgio....................... 8 giorni
20. Olanda......................6 giorni
21. Namibia....................6 giorni
22. Svezia........................6 giorni
23. Norvegia...................5 giorni
24. Slovenia................... 5 giorni
25. Giordania................ 4 giorni
26. Malta…….….………4 giorni
27. Sud Africa................ 3 giorni
28. Danimarca............... 3 giorni
29. Palestina....................3 giorni
30. Svizzera.................... 3 giorni
31. Argentina................. 2 giorni
32. Etiopia…....................9 ore
33. Qatar….......................8 ore
34. San Marino….............6 ore
35. Andorra...................... 5 ore
36. Turchia....................... 4 ore
37. Città del Vaticano....... 3 ore
38. Liberia.........................2 ore
39. Gambia........................2 ore
40. Austria….....................1 ora
41. Bosnia….....................20 minuti
42. Slovacchia……….…..10 minuti

il che equivale anche a questa interessante considerazione: la mia vita, in percentuale è stata vissuta, finora, nel seguente modo:

59,50% ITA
27,04% ESP
4,39% BRA
1,98% S.LE
1,98% MAR
1,08% ANG
0,99% FRA
0,59% ISR
0,54% MOZ
0,45% UK
0,18% IND
0,18% TAN
0,18% POR
0,15% POL
0,12% IRL
0,12% CRO
0,09% USA
0,09% GER
0,05% BEL
0,04% HOL
0,04% NAM
0,04% SVE
0,03% NOR
0,03% SLO
0,02% JOR
0,02% MAL
0,02% S.AF
0,02% DAN
0,02%     PAL
0,02% SWZ
0,01% ARG
0,00% ETI
0,00% QAT
0,00% S.MA
0,00% AND
0,00% TUR
0,00% VAT
0,00% LIB
0,00% GAM
0,00% AUS
0,00% BOS
0,00% SLK





victima de sí mismo

Senza ipocrisia
senza apologia
senza ideologia
con tutta la tristezza dell'ineluttabile
senza cinismo
senza scegliere tra buoni e cattivi
senza giustificare nessuno,
ma comunque con realismo:
siete vittime di voi stessi 


 Applicabile, se volete, anche ad Hamas.

Ricordando sempre l'ovvietà che Israele non significa gli Ebrei e Hamas non significa i Palestinesi.

Thursday 2 November 2023

gira e missia

"Gira e missia" è un modo di dire veneto che in Italiano potrebbe essere tradotto come "in un modo o nell'altro" oppure "spesso", "frequentemente" o anche "in fin dei conti".

Per esempio: "gira e missia, son senpre drio veda el teefonin"

"Gira e missia" in Italiano si tradurrebbe letteralmente come "Gira e mescola" ed è un modo in qualche modo intuitivo di dire che, pur cambiando le condizioni, si finisce sempre per ricadere nella stessa situazione.

Ciò che trovo interessante di questo modo di dire (che sì è intuitivo in qualche modo, ma non poi così tanto), è che in Portoghese (o almeno in Portoghese brasiliano) questo modo di dire esiste ed è usatissimo.

"Vira e mexe" è la traduzione esatta di "Gira e missia" ed inoltre ha esattamente lo stesso significato.

Mi chiedo se questa espressione non sia un bagaglio che è venuto dall'emigrazione in massa dei Veneti in Brasile verso il 1800. Gran parte degli emigranti si sono poi naturalizzati Brasiliani, ma molti (come ad esempio i miei bisnonni Candido e Candida) sono poi tornati e forse portando a casa delle espressioni che originariamente erano proprie del Portoghese.

Chissà


Monday 23 October 2023

todo está bien


Para él que odia sus padres:

Son tus padres.

Para él que sufrió abusos:

En tu pasado te abusaron.

Para él que quiere ser iluminado:

Eres sólo uno más.

Para él que tiene rabia:

Tienes rabia.

Para él que sufrió de problemas mentales:

Eres normal.

Para él que llora alguien que murió:

Se murió.

Para él que tiene perversiones secretas:

Tienes estas fantasías.

Para la que compite en un mundo de hombres:

No olvides que eres mujer.

Para él que sueña un futuro mejor:

Lo siento, estás en el presente.

Para él que es homosexual:

También eres hombre.

Para él que está enfermo:

La enfermedad tiene razones para estar allí.

Para él que fue dejado:

Se fue.

Para él que odia a su pasado:

El pasado no cambia.

Para él que sufre ataques de ansiedad:

Tranquilo, estás en el presente.

Para la que abortó:

Sí, decidiste abortarlo.

Para él que se siente fracasado:

No eres peor que nadie.

Para él que tiene ganas de llorar:

Llora.

 

Sunday 22 October 2023

Thursday 19 October 2023

sulla guerra Israele-Hamas

So che vi sentite minacciati.

So che siete in guerra.

So che lottate soltanto per poter vivere tranquilli nella vostra terra.

E che molto tempo fa, un tempo ormai irraggiungibile, questa terra era solo vostra.

Ora invece vi trovate a convivere nella stessa terra con il nemico, un nemico che vi vuole morti, che vi minaccia, che vi attacca, che vi uccide a tradimento.

Il terrore della morte ogni giorno. Nemici carichi di armi appena fuori dai vostri confini, pronti ad attaccarvi costantemente.

So che vivete dentro a questo incubo da generazioni e non posso chiedervi di essere razionali, di dimenticare semplicemente tutto il sangue che è già stato versato fino a oggi.


Siete circondati dall'odio del vostro nemico, sempre pronto a distruggere la vostra vita e quella dei vostri cari, quando meno ve lo aspettate.

È impossibile, impensabile, inconcepibile, tollerare questa minaccia costante e non voler imbracciare un'arma (un'arma qualsiasi) per lanciarsi contro questo nemico e distruggerlo.

Ognuno ha il diritto di difendersi davanti a qualcuno che vuole ammazzarti.

Ognuno deve poter reagire a attacchi vigliacchi che seminano morte e terrore tra i civili e gli innocenti.


Capisco il vostro odio.

È la risposta all'odio che voi, e che i vostri antentati, avete sofferto così a lungo.

È un urlo disperato di libertà e di la giustizia, una richiesta straziante di poter finalmente vivere tranquilli senza la paura che il nemico vi attacchi ad ogni momento.

Il bisogno di potere vivere senza il terrore costante della morte, solo a causa della vostra religione, della vostra lingua, solo perché siete parte della vostra nazione.

Poter essere ammazzato per questo è un'ingiustizia troppo grande da vivere per così tanti decenni.


In fondo solo chiedete il diritto di vivere.

Di vivere in pace.


...


...e invece no. 

Perché voi non volete più vivere in pace.


Non potete più farlo.

Troppo sangue innocente è stato versato fino ad oggi.

Il vostro sogno non è più vivere in pace, il vostro sogno è sterminare il vostro nemico, vederlo soffrire, vederlo piangere disperato davanti alle tombe dei suoi figli, volete vederlo annientato, sparito, cancellato dalla storia.


Il vostro obiettivo non è la pace perché la pace non vi abita ormai più.

Siete ormai consumati dall'odio più profondo che come un cancro lega il vostro destino a quello del vostro nemico.

Ciò che volete è una solo terra ripulita dal vostro nemico dove solo esista la vostra lingua, la vostra religione e la vostra bandiera. 

questo è quello che volete davvero.


Questo significa: volete la guerra.

Volete solo guerra, sangue e morte. È questo che volete davvero.


Il nemico (che per voi ormai è tutto il popolo e non solo chi imbraccia un'arma) deve morire.

Solo così (forse) potrete trovare pace: vedendo cadere per sempre chi vi ha ferito così profondamente.


Va bene.

Avete i vostri motivi. Storici, ideologici, tecnici...

Allora, io non vi chiedo di smettere di difendervi.

No, io solo vi chiedo di guardarvi:

E di smettere di fingere di essere solo delle povere vittime.

Anche voi, come loro, siete solo delle bestie assetate di sangue, perché vivete notte e giorno con l'unico scopo di potervi vendicare.


Siete puro odio.


Si, certo, avete le vostre giustificazioni, avete una storia di ingiustizie alle spalle, ma ricordate che al di là delle ragioni, ognuno è comunque responsabile delle proprie azioni. 

E chi ammazza innocenti e civili non smette di essere un assassino, o un genocida, solo perché ha delle buone ragioni.

Chi ammazza ha ammazzato e tanto vittima non lo è più.

La vendetta toglie l'innocenza.

Può essere comprensibile, ma definitivamente chi sceglie di reagire perde la possibilità di continuare a sentirsi vittima.


Se potete essere almeno un po' onesti dentro di voi da vedere quanto odio riempie il vostro cuore appena vedete un nemico, quanta velenosa felicità provate ogni volta che vedete un nemico piangere o morire, se riconoscete che per voi il "nemico" è l'altro popolo intero, senza eccezioni, allora semplicemente accettate il fatto che siete degli assassini, dei razzisti, dei fanatici. 

E che avete perso ogni briciola di umanità.

Siete accecato dall'odio.

Siete assassini quanto il vostro nemico.


Gettate la maschera della vittima.

È ora.


È intollerabile vedere qualcuno che piange e fa la vittima mentra stermina il proprio nemico.


Vi ammazzate a vicenda solo per vedere chi è più vittima dell'altro.


Sappiate solo che siete uguali, totalmente uguali, lo stesso cancro d'odio per tutta l'umanità.

Così uguali che questo testo può essere letto immaginando che "voi" siete gli "Israeliani" o che "voi" siete i "Palestinesi" e sarebbe esattamente tutto uguale.

Chi è il "Nemico"? Israele? I Palestinesi? Rileggi pure tutto fino a qua e non fa assolutamente nessuna differenza.


Siete la stessa cosa: solo due assassini che fingono di essere povere vittime.


Non vi chiedo di non esserlo: siete umani.

Umani corrotti dall'odio e dal dolore.

Ma no: non siete innocenti.

Avete i vostri motivi, ma no: non siete innocenti.

Nessuno dei due.


Avete il mitra in mano e le mani sporche del di sangue innocente.

Tutti e due.


Siete la stessa cosa.

La stessa danza di morte che andate ballando con una perfetta sincronia, come una coppia affiatata, perfettamente allineata.

Chi è il buono? Chi è il cattivo?

Siete semplicemente entrambi uguali.


L'unica differenza non sta nella "bontà" o nella "cattiveria" ma in chi ammazza di più o di meno.

Non parlo delle intenzioni, perché entrambi vorreste soltanto massacrare l'interezza del popolo nemico, parlo dei numeri. Dei fatti.

Solo dei fatti.

Chi ammazza di più è responsabile di più morti.

E quindi non è certo il più virtuoso dei due.


.


Siete entrambi il seme del male del futuro che verrà.

Il vostro odio di acciaio mi stanca e sarà l'origine di ogni male.



Monday 16 October 2023

Tuesday 12 September 2023

Cumbre Virtual de Sueños


Cumbre virtual sobre Sueños. Oponentes de diferentes disciplinas del nivel de Marianne Costa o Paulo Flores. Eventos gratis y opciones premium. Si te gustan los sueños échale un vistazo!.
Es un evento grandioso para aprender a entender y utilizar a los sueños!


 Cofinanciada por Massimo Pietrobon, Constelaciones Familiares.

Friday 1 September 2023

messaggio da un sogno-15

stanotte ho sognato che pensavo dentro di me questa frase (che sentivo come se fosse una rivelazione, o una sorprendente ispirazione):

Ai margini del cammino della conoscenza c'è solo oscurità



Monday 28 August 2023

neologismo-133

Ristorante creato solo per attrarre turisti e per vendere il tipico menù che si aspetta qualsiasi turista in vacanza, ma con cibo di bassa qualità e a prezzi altissimi.

TURISTORANTE

esempio: "la settimana scorsa sono andato a Barcellona e ho mangiato paella e sangría in un turistorante sulla rambla. è stata proprio una bella fregatura..."


biblioteca del brutto

Sarebbe fantastico realizzare una biblioteca di libri orrendi. Intendo quei libri che sono incredibilmente appassionanti per essere totalmente orribili. Libri scritti con impegno da persone stravaganti e che concentrano in ogni frase un livello di assurdità esilarante (e non voluto).
Insomma una specie di biblioteca della demenza letteraria.
Sicuramente mi piacerebbe visitarla e passarci del tempo leggiucchiando qua e là pagine di un libro o dell'altro.

Alcuni libri suggeriti:
- Survival di Anthony Greenbank
- El Libro de Oro de la Alimentación di Adolf Perez Agusti
- Hercólubus di V. M. Rabolù


Friday 11 August 2023

Thursday 10 August 2023

Català o Castellà?

És sempre molt interessant veure com molts Catalans queden sorpresos quan ven les estadístiques de com els joves (cada any més que l'anterior) prefereixen expressar-se més en Castellà que en Català.

La raó és molt senzilla: els joves volen horitzons oberts e amplis, volen estar en comunicació amb tot el món i les llengües, teoricament, haurian de permitir exactament aixó.

Ara, a nivell polític fa molts anys que es juga la carta del Català en contraposició amb el Castellà i si realment la població de Catalunya creu que aquestes dues llengües estan en guerra, llavors jà s'ho sap: el Català perdrà. El Castellà guanyarà.

No importa que la gent gran o els més conservatius imposin el Català a l'escola i a tots els àmbits de la vida comù: el Català perdrà i la llengua de Catalunya acabarà sent el Castellà.

Per qué?

Primer, perqué una llengua imposta a la força crea resistència i rebuig. 

Això després de la experiència franquista els Catalans ho haurien de saber bé.

Recordem també que bona part dels Catalans és Castellano-parlant aixins que imposar de manera única el Català només crearà rebuig a la majoria (així com el Castellà imposat per Franco, així també el Català imposat a la força ara).

Pero, més enllà que tot això, seran les joves generacions a marcar la diferència i això perqué els joves volen comunicar-se amb el món sencer, trencar els límits, estar connectats amb tothom.

Si el Català serveix per a isolar-se, llavors no és allò que els joves triaran.

Si comprenem això entendrem també que una llengua com el Castellà que abre les portes a quasi 600 milions de persones en molts països i diversos continents no té terme de comparació amb el Català que obre les portes a uns 4 o 5 milions de persones només.

El Català és una llengua regional, provincial, local. 

No és un mal. I encara que ho parlin 4 milions de persones (recordo que no tots els habitants de Catalunya, València i Balears són Catalano-parlants), això no vol dir que no sigui important per qui viu a aquesta terra.

El problema no és una qüestió de senzills números, la qüestió és més profunda: i és que la llengua, qualsevol llengua, serveix per a obrir portes i no per tancar-les.

Si l'actitud dels Catalans és aquella de usar el Català com eina de tancament, de separació, de exclusió dels diversos, llavors el Català no té futur. En general, llengües que serveixen per demarcar qui és d'aquí i qui és de fora no tenen futur.

Creus que l'Anglès s'estudia por ser bonic o ser melòdic? L'Anglès s'estudia a tot el món perquè obre portes, porque permet estar en contacte amb tothom. És aquesta la força d'una llengua! 

Les llengües serveixen per obrir fronteres, per integrar, per comunicar amb persones diverses.

Sense aquesta abertura por part de la societat catalana, el la llengua catalana es quedarà una llengua marginal de una petita elite que acabarà desapareixent.


Ara, el Català té un avantatge essencial: és molt semblant al Castellà, no és gaire difícil per una persona de fora escoltar, comprendre i parlar Català, si jà sap el Castellà. Aixì que l'esforç per aprendre aquesta llengua és mínim. Tothom ho podria fer se això permet l'avantatge de integrar-se amb la població local.

Tot "els de fora" acabarien sent catalano-parlants i s'acabaria integran amb la cultura d'aquí. Nous catalans en poc temps.

En canvi si el Català es queda com llengua de protecció "dels d'aquí", "els de fora" no la aprendran, no la voldran, no l'estimaran.

Així que si els polítics segueixen amb la retórica del Català Contra el Castellà, está clar: el Català lentament desapareixerà.

Però si al contrari, es comença a veure el Català com Amic del Castellà, com llengües germanes que poden CONVIURE una al costat de l'altra, llavors el Català terà la oportunitat de continuar a existir.

La decisió es Catalana. 

Això no depen d'Espanya.


onda d'ombra


 

a lo hecho pecho


 

Sunday 30 July 2023

MP CF



 

gracias a ellos


Querer ser mejor que los padres no suele traer buenos resultados.

No importa si los clasificas de ‘buenos’ o ‘malos’ padres, si sigues compitiendo con ellos te quedas atrapado en el pasado y no te concentras en tu camino presente.


Muy a menudo querer ser mejor persona es una manera indirecta de querer humillar a los otros, los que serían ‘los peores’.

Algo que aparentemente es un camino de luz se puede fundar en realidad en la venganza y el reproche frustrado. Eso no es un buen fundamento para ningún camino de crecimiento libre y positivo.


En vez de querer ser mejor que los padres, sería más conveniente decirles, internamente, estas palabras:


“Queridos padres, gracias a vosotros yo sé cómo me gustaría llegar a ser.

Si podré hacerlo diferente de cómo lo hicisteis conmigo, será también gracias a vosotros y a todo lo que me enseñasteis.

Gracias a todo lo que me disteis en abundancia yo ahora tengo fuerza y recursos.

Gracias a todo lo que no me disteis suficiente yo ahora sé claramente lo que necesito y que busco en mi vida.

Gracias a todo lo que me disteis y que yo no quería yo sé ahora lo que quiero evitar.


Si realmente lograré hacerlo diferente, igualmente soy vuestro hijo.


Vuestro trabajo fue el fundamento para el trabajo que puedo hacer yo ahora en mi vida.


Todo éxito que pueda tener en la vida es también gracias a lo que conseguisteis darme y por eso es un éxito compartido.

Un éxito de todos nosotros.


Quiero hacerlo mejor sólo porque gracias a vosotros yo ahora puedo hacerlo.


Intentaré ser lo mejor que puedo para que todos nos alegremos.”



@mas.pietrobon constelador familiar