Tuesday, 21 July 2015

musica da un sogno

21/07/2015
ieri notte verso le 2:00 mi sono svegliato ricordandomi dell'ultima parte di un sogno.
stavo sdraiato o seduto su un angolo di uno spazio probabilmente a forma di elle. dal mio angolino, dal basso, vedevo l'entrata della stanza a sinistra e, a destra, uno spazio allungato, quasi un corridoio che si perdeva nell'indefinito, davanti a me.
stavo osservando la situazione come quasi non fossi presente e due o tre persone si affrettavano a entrare nella stanza entrando dalla porta a sinistra.
la porta era vecchia (bianca?) debole, forse con delle parti di vetro [non molto diversa dalla porta della mia stanza, adesso che ci penso] e non si chiudeva bene o non era facile da chiudere.
i signori, un po' straccioni, anche se indefiniti quasi da non avere una forma davvero, cercavano goffamente di nascondersi per scappare da un pericolo che stava dall'altra parte.
(una scena da ebrei nei ghetti durante la notte dei cristalli)

io guardavo, intuivo che in realtà il pericolo non stava fuori, ma dentro la stanza. il pericolo era grande, forse addirittura mortale, ma dalla mia posizione non potevo parlare, non potevo dire nulla. non ero forse presente, ero solo un osservatore.

forse i signori si erano sdraiati giusto davanti alla porta, alla mia sinistra, ma adesso io stavo sdraiato anche io, presente nella stanza. i miei piedi verso il corridoio indefinito. da lì arrivava il pericolo.
il pericolo era rappresentato da un uomo che stava proprio davanti a me e di cui riuscivo a vedere soltanto la testa, dietro ai miei piedi nudi.

io dovevo bloccare quel pericolo.
io dovevo fermare quell'uomo.
ed è lì che cominciai un canto. una specie di mantra. un tipo di salmo, una magia protettiva intonata per bloccare quel male.
la canzone, anche dopo essermi svegliato, me la ricordo benissimo e diceva:

Shapulion
Shapulion Tenassim

ecco una registrazione di come suonava stamattina la melodia di questo mantra protettivo:


le vocali finali erano sempre più lunghe, più intense e vibrate. il canto si faceva quasi ipnotico e univa in modo praticamente impossibile una dolcezza calma e lenta a una vibrazione poderosa, quasi un terremoto di vibrazioni.
l'uomo davanti a me era sdraiato e adesso dormiva.
io continuavo con il mio canto, per vincerlo, per bloccarlo, per scacciarlo.
le vocali finali delle parole Shapulion e Tenassim erano sempre più lunghe e potenti.
aspettavo l'arrivo di una qualche forza da dietro (e da sinistra?) che sconfiggesse quel male, ma non arrivava.
agitavo nel canto i miei piedi per scacciare la faccia di quell'uomo, ma non ce la facevo.
l'uomo però era infastidito dalla magia del canto e dal movimento impotente dei miei piedi davanti alla sua testa. sembrava quasi svegliarsi, si dimenava, alzava la testa, ma non apriva gli occhi. rimaneva assopito.
da dietro non arrivava nessun aiuto. mi rendevo conto che il canto, che mi faceva vibrare fortemente dentro, avrebbe dovuto essere l'unico strumento per scacciare l'uomo.

questa strana tensione calma era ormai insostenibile e infatti... mi svegliai.
appena sveglio non volevo essere uscito dal sogno.
volevo tornare dentro. vedere come sarebbe andata a finire.
volevo continuare con l'ipnotico canto per scrollare quel signore ormai sul punto di svegliarsi (anche lui! come me!) e per vedere cosa sarebbe accaduto.

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