Thursday, 28 August 2014

alfabeto cromatico sillabico

una delle cose più stupefacenti di quando i bambini imparano una lingua non è tanto che la imparino ignorando all'inizio la struttura delle frasi e della grammatica senza che nessuno possa spiegar loro nulla (poichè manchi una lingua di comunicazione), quanto il fatto che essi intuiscano che la comunicazione avvenga attraverso il suono vocalizzato dalla bocca.
per un bambino potrebbe essere quasi più logico pensare che la comunicazione si veicoli attraverso gli odori o i sapori (...e forse hanno anche ragione e noi ce lo siamo semplicemente dimenticati!).

ad ogni modo è sorprendente come una sequenza di suoni, originariamente intuita come casuale, venga poco a poco decifrata come struttura della comunicazione tra individui. virtualmente ognuno dei 5 sensi potrebbe essere un veicolo comunicativo e dunque sequenze di odori, sapori o di carezze e pressioni, tanto per fare degli esempi, potrebbero in realtà essere sistemi altrettanto validi di comunicare concetti anche complessi, addirittura metafisici, filosofici!

invece di usare il senso dell'udito come mezzo di comunicazione, un esempio abbastanza familiare, per noi, di uno scambio di senso percettivo per veicolare concetti è utilizzare il senso visivo: noi siamo infatti abituati al fatto che, dopo aver imparato a parlare, trasformiamo la lingua in alfabeto scritto per cui possiamo riesumare le parole dentro la nostra mente attraverso la vista (o il tatto, nel caso del braille).
ma giusto per ricordarci un poco la difficoltà di interpretare come significato logico sequenze di sensazioni a cui non siamo abituati a dare sufficiente attenzione, come quando eravamo bambini, proviamo a immaginare un alfabeto che non sia basato su segni diversi, ma che invece sia un alfabeto cromatico che si fondi sulle varie tonalità distinte dei colori visibili.

se per esempio prendiamo la tavola dei colori pantone, che rappresenta una buona approssimazione dei colori visibili per tonalità e riconoscibili ad occhio nudo per varietà, potremmo utilizzare la griglia come base per il nostro alfabeto.


siccome un modo di classificare le tonalità pantone è questo qua sopra, posso pensare che sulla linea delle colonne posso collocare le consonanti e sulla linea delle righe posso invece mettere le vocali.
la combinazione delle due mi dà un alfabeto sillabico basato sulle varie tonalità dei colori.

tanto per fare un esempio semplice e limitato, considererò i fonemi della lingua italiana (e un paio di altri fonemi generici), a grandi linee cioè questi qua sotto più qualche piccolissima aggiunta.


ecco che adesso facilmente mettendo questi simboli sulla griglia pantone (tentando velocemente che a suoni simili corrispondano tonalità di colore simili) ottengo subito il mio ALFABETO SILLABICO CROMATICO:


i colori pantone in realtá sono tantissimi, molti più di questi, ma questo è già un buon esempio per capire il concetto e avvicinarsi all'idea.
per cui ecco fatto: adesso per sapere come scrivere il mio nome basta vedere quali sono i colori che corrispondono alle mie sillabe. eccoli qua:


ok, però adesso questa sequenza è simile a un alfabeto scritto, ma per tornare all'idea della sequenza di suoni che il bimbo deve ad un certo punto cominciare a decifrare, la sensazione di confusione che egli prova all'inzio non è tanto l'immagine qua sopra, lineare e organizzata in cui hai tutto il tempo di andare a confrontare un colore sulla tavola rispetto agli altri, quando piuttosto quella qua sotto: sillabe in sequenza temporale che non lasciano tempo alla mancata interpretazione istantanea:


abbastanza più difficile, no?
beh, ecco tutto! adesso avete anche voi il vostro bel alfabeto cromatico sillabico per stabilire qual è la sequenza cromatica del vostro nome.
c'est tout.


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