Thursday, 3 November 2011

i confini della nostra cultura

I confini sono fluidi
Fluidi, mutevoli e sfumati.
Quali sono i veri confini della nostra “civiltà”?
Una civiltà è una visione del mondo, un modo di vivere, dei valori compartiti, una diffusione di un modello.
Le colonie fenicie o greche, le civiltà megalitiche, la civiltá occidentale, araba, ellenistica, cristiana, etc non sono delle unitá linguistiche, politiche o semplicemente religiose.
I confini politici sono delle semplificazioni amministrative, ma chi è che non coglie ad esempio la sostanziale uguaglianza di contesti urbani su modello occidentale-globale di cittá come new york, singapore, cape town, londra, sao paulo o mosca? Grandi centri di grattacieli con linee di metroploitane in cui anche la grafica della piantina è sempre uguale. Applicazioni su contesti diversi dello stesso modello. Non perchè sia un modello imposto in senso autoritario, ma perchè i luoghi che si assoggettano ai valori e ai modi della nuova civiltà gareggiano per assomigliare sempre di piú alla matrice, al modello del centro di questa nuova cultura.
Nessuno puó dubitare ad esempio che c’è piú vicinanza di stili di vita e modi di pensare e valori generali tra la popolazione urbana di san francisco, di nairobi, calcutta o vladivostok, piuttosto che tra gli abitanti di dakar e la gente che a pochi kilometri da dakar invece vive nella propria cultura tradizionale in villaggi di capanne riperpetuando sistemi e conoscenze tradizionali agricole e di pastorizia.
Certo, realtà urbane assomigliano sempre a realtà urbane mentre realtà rurali sempre assomigliano a realtà rurali, ma la nostra civiltà è ormai in valori e modo di essere una struttua urbana (anche quando viene applicata alla campagna) e il tipo di colonizzazione culturale che si sviluppa in altri contesti è di imitazione “urbana” soprattutto.
E quindi?
Quali sono i confini della nostra civiltà, in senso lato?
Quei confini che degli archeologi tra qualche millennio potrebbero studiare attraverso i resti di manufatti comuni e simili, simbolo di valori e ideologie uguali. Quei confini che, al di lá delle variazioni locali, etniche, religiose, ambientali, si possono riconoscere come frutto di modelli uguali, ripetuti come colonie su scala planetaria?


Ebbene, credo che una cartina come questa, che rappresenta le connessioni informatiche o il flusso di connessione tra i vari centri, possa rappresentare la rete dell’infiltrazione del modello della nostra civiltá su scala planetaria, al di lá dei confini o delle differenze locali, ma non sostanziali dei modi di vita (e degli spazi costruiti, anche) dei vari luoghi.
Questa cartina, che poco si differenzierebbe da una cartina delle linee aeree piu trafficate o dei commerci economici o dei flussi di turismo o dell’inquinamento luminoso o della rete di strade e autostrade o dalle aree di forte impatto unamo sull’ambiente o dalle aree urbane principali etc, rappresenta visivamente la tendenza ad adottare lo stesso stile di vita e gli stessi modelli e ad essere collegati al tessuto globale della civiltà imperante.
Non si tratta di una semplice questione di densitá di popolazione, le megalopoli si possono reggere e generare solo in un contesto sociale politico simile al nostro e la loro creazione genera una diffusione culturale che favorisce la penetrazione del modello occidentale-globale.
Aree densamente popolate dell’india o dell’africa occidentale che non sono ancora fortemente influenzate da questo processo non generano megalopoli e di conseguenza non entrano nella dinamica di reiterazione degli stessi modelli con gli stessi grattacieli, gli stessi orari, le stesse densità di banche, farmacie, mercati, negozi e centri commerciali, fino addirittura alla ripetizione dello stesso abbigliamento e degli stessi pezzi musicali.
La nostra civiltà quindi (e dico nostra non perchè sia stata originata dal Veneto o dalla Catalunya, ma perchè questi nostri territori sono stati ormai, da generazioni, completamente assimilati da questo modello) è verosimilmente rappresentata da questa immagine. Molto piu che dai confini politici che generalmente si vedono in qualsiasi mappa.

2 comments:

  1. mi sembra che la cartina mostri le connessioni di facebook quindi le incongruenze macroscopiche con il discorso del mio post sono principalmente la quasi assenza dalla cartina delle aree russe e cinesi interessate dal modello internazionale di vita e urbanismo.

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  2. Sarebbe anche interessante analizzare il senso di appartenenza a una cultura in base ai generi musicali piu ascoltati in un luogo o in un altro. secondo me la musica è la cartina tornasole del senso di appartenenza al gruppo sociale con cui uno si vuole identificare.
    finche la gente ascolta musiche tradizionali si sente legato alla cultura tradizonale, quando uno ascolta musica inglese, si riferisce a quel contesto sociopolitico. influenze o misture musicali sono aperture della mente verso nuove culture...

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