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Wednesday, 17 June 2026

Cambiare il passato

 

Vorrei scrivere un racconto, una storia con un valore simbolico.

Si tratta di un racconto che parla della voglia di cambiare un passato che non ci piace. Della lotta costante e universale di lottare contro gli eventi che ci hanno formato e a volte traumatizzato in passato.

Oggettivamente molti eventi sono difficili da digerire, a volte quasi impossibili, e continuiamo a voler cancellarli dalla nostra mente per avere la vita "che ci spetta", quella che "ci è stata negata".

Questa lotta interna contro la realtà toglie tantissime energie alla nostra forza di concentrarci sul presente e sul futuro.

Anche se il prezzo per essere chi siamo adesso, lo abbiamo già pagato, continuiamo a rivivere il dolore di aver dovuto pagare un prezzo così alto e ci ribelliamo al nostro passato.

Il racconto che ho in mente (riassunto dall'intelligenza artificiale) dovrebbe essere strutturato più o meno in questo modo:


Il protagonista è una persona profondamente segnata da un'infanzia dolorosa, fatta di abusi, esperienze traumatiche e genitori che lo hanno ferito. Da adulto vive intrappolato nel risentimento e nel rimuginare costante sul passato, convinto che la sua sofferenza derivi da ciò che gli è accaduto e che la sua vita sarebbe stata migliore se la sua infanzia fosse stata diversa.

Un giorno trova una lampada magica e incontra un genio che gli concede un desiderio. Senza esitazione, chiede di riscrivere il proprio passato: desidera avere avuto i genitori che meritava e l'infanzia felice che ha sempre sognato.

La magia si realizza e la realtà viene modificata. I traumi e le conseguenze delle esperienze negative sembrano svanire. Tuttavia, ben presto emerge un effetto inatteso: cambiando il passato, cambia anche lui. La sua personalità, i suoi interessi, le sue passioni, il suo modo di pensare e perfino le sue capacità si trasformano.

L'uomo scopre di non riconoscersi più. Il lavoro che amava non lo interessa più, la creatività e le qualità che considerava parte essenziale di sé scompaiono, sostituite da caratteristiche estranee. Anche i rapporti che aveva costruito crollano: la moglie non lo riconosce più, il matrimonio si sfalda, il rapporto con i figli cambia e perde il lavoro, i suoi vecchi amici gli voltano le spalle.

Persino i nuovi genitori che aveva desiderato gli appaiono artificiali e irreali, come personaggi costruiti per soddisfare una fantasia. Non riesce a sentirli autentici né a considerarli davvero suoi.

Alla fine comprende che il passato, per quanto doloroso e ingiusto, aveva contribuito a formare la persona che era diventato. Eliminando le ferite, ha eliminato anche parti fondamentali della propria identità. Il desiderio che avrebbe dovuto salvarlo finisce così per distruggere tutto ciò che dava senso alla sua vita, lasciandolo in una realtà apparentemente migliore ma completamente estranea a se stesso.



Sunday, 30 July 2023

gracias a ellos


Querer ser mejor que los padres no suele traer buenos resultados.

No importa si los clasificas de ‘buenos’ o ‘malos’ padres, si sigues compitiendo con ellos te quedas atrapado en el pasado y no te concentras en tu camino presente.


Muy a menudo querer ser mejor persona es una manera indirecta de querer humillar a los otros, los que serían ‘los peores’.

Algo que aparentemente es un camino de luz se puede fundar en realidad en la venganza y el reproche frustrado. Eso no es un buen fundamento para ningún camino de crecimiento libre y positivo.


En vez de querer ser mejor que los padres, sería más conveniente decirles, internamente, estas palabras:


“Queridos padres, gracias a vosotros yo sé cómo me gustaría llegar a ser.

Si podré hacerlo diferente de cómo lo hicisteis conmigo, será también gracias a vosotros y a todo lo que me enseñasteis.

Gracias a todo lo que me disteis en abundancia yo ahora tengo fuerza y recursos.

Gracias a todo lo que no me disteis suficiente yo ahora sé claramente lo que necesito y que busco en mi vida.

Gracias a todo lo que me disteis y que yo no quería yo sé ahora lo que quiero evitar.


Si realmente lograré hacerlo diferente, igualmente soy vuestro hijo.


Vuestro trabajo fue el fundamento para el trabajo que puedo hacer yo ahora en mi vida.


Todo éxito que pueda tener en la vida es también gracias a lo que conseguisteis darme y por eso es un éxito compartido.

Un éxito de todos nosotros.


Quiero hacerlo mejor sólo porque gracias a vosotros yo ahora puedo hacerlo.


Intentaré ser lo mejor que puedo para que todos nos alegremos.”



@mas.pietrobon constelador familiar


Saturday, 6 February 2021

mappa al caffè

Che ve ne pare di una bella mappa al caffè?
Si tratta di una profumatissima mappa di 80 cm di larghezza su tela.
Interamente disegnata a memoria e senza nessuna linea di guida, semplicemente a spennellate di macchie di caffè.
Si tratta di una mappa elegante e delicata dalle tonalità terrose e celestiali.
Personalmente mi piace molto.





Questa mappa è stata realizzata in onore dei miei genitori ed è un regalo che ho inviato loro per posta.
La dedica è la seguente:
"io vi dò una mappa, ma voi mi avete dato il mondo"
Grazie Mamma e grazie Papà.
Vi voglio bene.




Saturday, 14 November 2020

raízes profundas


La vida viene de nuestros padres.

No sólo fluyó a través de ellos en el momento de nuestra concepción, sino que sigue fluyendo a través de ellos en todo momento.

Ellos son nuestra fuerza.

No importa si fueron "buenos" o "malos" progenitores: los padres son nuestras raíces.

Unas raíces siempre vivas en nuestro interior.

No siempre es fácil sentir esta conexión profunda y a veces vivimos en conflicto con ellos, pero luchar internamente contra los padres es luchar contra nuestra misma fuerza.

Un árbol que decida cortarse las raíces no va a poder prosperar.

Es conveniente tomar la fuerza de la vida a través de estas raíces fuertes.

Sentir que nuestra existencia es el resultado de un trabajo común.

Quizás difícil, pero común.

Podemos ver las dificultades del pasado como una injusticia personal o, en cambio, vivirlas como el milagro de una planta que nace entre las duras rocas del desierto:

Sus raíces han sido limitadas, la búsqueda de fuerza ha sido difícil, pero si el tronco vive es gracias al esfuerzo constante de estas raíces en un terreno árido.

Si una flor en el desierto es un milagro de la vida, así lo es también la sonrisa de un individuo adulto nacido en una familia en dificultad.

Un tronco no puede verse como un sobreviviente de sus insuficientes raíces y la semilla no tiene la culpa del terreno donde cayó. Si no se pudo sacar mucho del terreno es porque era una tierra difícil, no por incapacidad de las raíces.

Es inevitable agradecer los que nos sustentaron y nos alimentaron y reconocer su labor fundamental, necesaria y espectacular.

El éxito de la existencia no es individual: es un trabajo de equipo.

Si hoy tenemos la posibilidad de sonreír es gracias a todos los que permitieron nuestra vida.

 

Wednesday, 16 January 2019

psico-meditazione genealogica

Considerando il grande peso psicologico del vissuto infantile e delle emozioni di fondo relative ai nostri genitori soprattutto, propongo una tecnica psico-meditativa con il fine di evocare le emozioni segretamente represse dentro di noi riguardanti i nostri genitori:

Meditare 30 minuti al giorno:
- 10 minuti guardando intensamente una foto del proprio padre da giovane, quando avevamo circa 5 anni. Meditare a lungo, cercando di non pensare a nulla ma soltanto sentendo attentamente le proprie emozioni e lasciandole fluire il più liberamente possibile, senza vergogna. Non analizzare i pensieri, solo lasciarli passare, senza seguirli, senza trattenerli, senza svilupparli. Cercare di non visualizzare parole, ma solo sensazioni. Continuare a guardare negli occhi del proprio padre fino allo scadere dei 10 minuti.
- 10 minuti guardando intensamente una foto della propria madre da giovane, quando avevamo circa 5 anni. Meditare a lungo, cercando di non pensare a nulla ma soltanto sentendo attentamente le proprie emozioni e lasciandole fluire il più liberamente possibile, senza vergogna. Non analizzare i pensieri, solo lasciarli passare, senza seguirli, senza trattenerli, senza svilupparli. Cercare di non visualizzare parole, ma solo sensazioni. Continuare a guardare negli occhi della propria madre fino allo scadere dei 10 minuti.
10 minuti guardando intensamente una foto di noi stessi da piccoli, quando avevamo circa 5 anni. Meditare a lungo, cercando di non pensare a nulla ma soltanto sentendo attentamente le proprie emozioni e lasciandole fluire il più liberamente possibile, senza vergogna. Non analizzare i pensieri, solo lasciarli passare, senza seguirli, senza trattenerli, senza svilupparli. Cercare di non visualizzare parole, ma solo sensazioni. Continuare a guardare negli occhi noi stessi da piccoli fino allo scadere dei 10 minuti.

Dopo qualche giorno si dovrebbero cominciare a vedere dei risultati...