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Wednesday, 17 June 2026

Cambiare il passato

 

Vorrei scrivere un racconto, una storia con un valore simbolico.

Si tratta di un racconto che parla della voglia di cambiare un passato che non ci piace. Della lotta costante e universale di lottare contro gli eventi che ci hanno formato e a volte traumatizzato in passato.

Oggettivamente molti eventi sono difficili da digerire, a volte quasi impossibili, e continuiamo a voler cancellarli dalla nostra mente per avere la vita "che ci spetta", quella che "ci è stata negata".

Questa lotta interna contro la realtà toglie tantissime energie alla nostra forza di concentrarci sul presente e sul futuro.

Anche se il prezzo per essere chi siamo adesso, lo abbiamo già pagato, continuiamo a rivivere il dolore di aver dovuto pagare un prezzo così alto e ci ribelliamo al nostro passato.

Il racconto che ho in mente (riassunto dall'intelligenza artificiale) dovrebbe essere strutturato più o meno in questo modo:


Il protagonista è una persona profondamente segnata da un'infanzia dolorosa, fatta di abusi, esperienze traumatiche e genitori che lo hanno ferito. Da adulto vive intrappolato nel risentimento e nel rimuginare costante sul passato, convinto che la sua sofferenza derivi da ciò che gli è accaduto e che la sua vita sarebbe stata migliore se la sua infanzia fosse stata diversa.

Un giorno trova una lampada magica e incontra un genio che gli concede un desiderio. Senza esitazione, chiede di riscrivere il proprio passato: desidera avere avuto i genitori che meritava e l'infanzia felice che ha sempre sognato.

La magia si realizza e la realtà viene modificata. I traumi e le conseguenze delle esperienze negative sembrano svanire. Tuttavia, ben presto emerge un effetto inatteso: cambiando il passato, cambia anche lui. La sua personalità, i suoi interessi, le sue passioni, il suo modo di pensare e perfino le sue capacità si trasformano.

L'uomo scopre di non riconoscersi più. Il lavoro che amava non lo interessa più, la creatività e le qualità che considerava parte essenziale di sé scompaiono, sostituite da caratteristiche estranee. Anche i rapporti che aveva costruito crollano: la moglie non lo riconosce più, il matrimonio si sfalda, il rapporto con i figli cambia e perde il lavoro, i suoi vecchi amici gli voltano le spalle.

Persino i nuovi genitori che aveva desiderato gli appaiono artificiali e irreali, come personaggi costruiti per soddisfare una fantasia. Non riesce a sentirli autentici né a considerarli davvero suoi.

Alla fine comprende che il passato, per quanto doloroso e ingiusto, aveva contribuito a formare la persona che era diventato. Eliminando le ferite, ha eliminato anche parti fondamentali della propria identità. Il desiderio che avrebbe dovuto salvarlo finisce così per distruggere tutto ciò che dava senso alla sua vita, lasciandolo in una realtà apparentemente migliore ma completamente estranea a se stesso.



lavoro o svago?


I miei viaggi internazionali fino ad oggi sono stati a tratti dei viaggi di lavoro e a tratti dei viaggi di esplorazione.

In questa mappa ho segnato:
In Rosso i viaggi di piacere, per esplorazione.
In Blu i viaggi di lavoro

Ovviamente le cose si complicano quando si entra in questione di schemi semplificati di dinamiche così complesse come la vita, per esempio.... quindi abbiamo anche:

In Viola i paesi dove sono stato sia per svago/esplorazione che per lavoro
In azzurrino più chiaro quei paesi in cui sono andato per lavoro, ma che in realtà sono dei lavori che ho scelto in realtà... per viaggiare.



 

Friday, 5 June 2026

la vita è pianta

 

Non solo sono fortemente convinto che la vita in generale sia più "pianta" che "animale" nel senso che la nostra anima (e quelle di tutti gli animali) ha tempi, movimenti e comportamenti vegetali più che animali (rendendoci quindi delle specie di piante metafisiche che si muovono in corpi di animali, semplici strategie vegetali per ottimizzare l'esistenza), ma oltretutto la vita, intera, come organismo unico è essenzialmente vegetale.

Se consideriamo le varie forme di vita, ognuna di esse è interconnessa con le altre. Non esiste un organismo che possa davvero prescindere da altri organisimi: tutto è parte di un grande corpo unico che si mantiene in equilibri di flussi e intercambi di energia. Un organismo comleto dunque, di cui siamo una specie di organi diffusi.

Ebbene, questo grande organismo unico, che è tutta la vita sulla terra, è per caso un sistema chiuso? Autosufficiente? Indipendente dall'ambiente circostante?

No: ha bisogno di alimento, di energia.

E di cosa si nutre? Di suolo (minerali), di luce e di calore.

Soltanto di terra, luce e calore.

Come una pianta.

La vita è pianta


Sunday, 3 May 2026

el tiempo de la vida


La vida es justo un poco más larga que un instante

y justo un poco más corta que la eternidad


mp

Monday, 20 April 2026

nuovi orizzonti


Nella mia mappa dei paesi visitati fino ad oggi ci potrebbero essere delle novità, a breve.

Nel giro di un paio di settimane la nuova mappa potrebbe essere questa

Notate qualche differenza?


Questo ultimo periodo è stato pìuttosto intenso in termini di viaggio:

Due viaggi in Portogallo (due settimane)

Un viaggio in Belgio (una settimana)

Un viaggio in Italia (una settimana)

Un viaggio in Brasile (tre settimane)

E adesso, una nuova missione, probabilmente.

Comunque visto che periodicamente lascio qui segnati i miei aggiornamenti in termini di viaggi, aggiungo anche il calcolo della mia vita per paese, aggiornato ai 48 anni e mezzo.



e inoltre....
se parliamo di continenti...






Friday, 19 July 2024

non temere il negativo


Solo se non temi la povertà puoi davvero gioire della ricchezza.

Solo se non temi la separazione puoi davvero gioire dell'amore.

Solo se non temi la morte puoi davvero gioire della vita.


Friday, 26 April 2024

le difficoltà della vita

Le difficoltà della vita servono?

Non direi che "servono" a qualcosa, direi piuttosto che, come ogni cosa, hanno dei risvolti e delle conseguenze positive e altre negative nella vita di ciascuno.

Sono insomma delle esperienze e il fatto di classificarle come "difficili" o "facili" non ha molto valore (così come non ha molto senso neanche classificarne le conseguenze come "positive" e/o "negative").

Ad ogni modo, se torniamo nel piano personale, possiamo dire che viviamo esperienze difficili e che da ciò ne derivano conseguenze. Inizialmente queste conseguenze sono principalmente negative e, nel migliore dei casi, solo dopo un certo tempo potremo concentrarci sui risvolti positivi di ciò che ci è successo.


Possiamo quindi dire che le esperienze difficili sono prove da digerire e da assimilare e che questo processo può durare a lungo, a volte anni, a volte tutta la vita.

Queste considerazioni comunque hanno valore solo dal punto di vista della prospettiva personale, ma se invece consideriamo la questione da un punto di vista collettivo le cose possono cambiare.

Sotto questa chiave di lettura, le esperienze difficili sono sì delle prove complicate individualmente, ma sono un potenziale eccezionale per trarre forza al collettivo:

Una sola persona che riesca a farcela in una situazione molto dura, servirà come esempio, ispirazione, modello e serbatoio di speranze ed energia per tutti coloro che entrino in contatto con questa storia.

Un solo antenato della nostra famiglia che abbia avuto la forza di superare un periodo di guerra o di carestia ci dà la forza interna di poter attraversare situazioni simili (o altrettanto difficili) con la sufficiente determinazione di poter farcela.

Allo stesso modo che conoscere qualcuno che ha o ha avuto il nostro stesso problema ci dà più forza per poter sopportarlo o superarlo.


In un'ottica collettiva quindi ogni volta che una difficoltà personale viene superata stiamo apportando energia disponibile alla collettività per poter rafforzarsi e sorpavvivere.


Sunday, 18 February 2024

Wednesday, 15 November 2023

a 46 anni, così

Piccolo aggiornamento sulla mia vita geograficamente parlando, alla vigilia della nuova fase di vita da uomo radicato a Rubí (Barcellona) con famiglia e lavoro fisso. 

In questi ultimi anni non ho viaggiato molto e se ho viaggiato è stato in paesi che avevo già esplorato abbastanza bene, ad ogni modo mi risulta sempre interessante mantenere aggiornata la mia esperienza geografica globale, rispetto all'ultimo calcolo, in vista di possibili future espansioni.

Ecco dunque la situazione attuale:

1. Italia............................ 27 e mezzo anni circa
2. Spagna........................ 12 anni e mezzo circa
3. Brasile......................... 2 anni circa
4. Sierra Leone.............. 11 mesi
5. Marocco..................... 11 mesi
6. Angola........................ 6 mesi
7. Francia....................... 5 mesi e mezzo circa
8. Israele........................ 3 mesi e una settimana
9. Mozambico................ 3 mesi
10. Regno Unito............. 2 mesi e mezzo
11. India......................... 1 mese
12. Tanzania.................. 1 mese
13. Portogallo................ 1 mese
14. Polonia..................... 25 giorni
15. Irlanda..................... 20 giorni
16. Croazia.................... 20 giorni
17. Stati Uniti................ 15 giorni
18. Germania................ 15 giorni
19. Belgio....................... 8 giorni
20. Olanda......................6 giorni
21. Namibia....................6 giorni
22. Svezia........................6 giorni
23. Norvegia...................5 giorni
24. Slovenia................... 5 giorni
25. Giordania................ 4 giorni
26. Malta…….….………4 giorni
27. Sud Africa................ 3 giorni
28. Danimarca............... 3 giorni
29. Palestina....................3 giorni
30. Svizzera.................... 3 giorni
31. Argentina................. 2 giorni
32. Etiopia…....................9 ore
33. Qatar….......................8 ore
34. San Marino….............6 ore
35. Andorra...................... 5 ore
36. Turchia....................... 4 ore
37. Città del Vaticano....... 3 ore
38. Liberia.........................2 ore
39. Gambia........................2 ore
40. Austria….....................1 ora
41. Bosnia….....................20 minuti
42. Slovacchia……….…..10 minuti

il che equivale anche a questa interessante considerazione: la mia vita, in percentuale è stata vissuta, finora, nel seguente modo:

59,50% ITA
27,04% ESP
4,39% BRA
1,98% S.LE
1,98% MAR
1,08% ANG
0,99% FRA
0,59% ISR
0,54% MOZ
0,45% UK
0,18% IND
0,18% TAN
0,18% POR
0,15% POL
0,12% IRL
0,12% CRO
0,09% USA
0,09% GER
0,05% BEL
0,04% HOL
0,04% NAM
0,04% SVE
0,03% NOR
0,03% SLO
0,02% JOR
0,02% MAL
0,02% S.AF
0,02% DAN
0,02%     PAL
0,02% SWZ
0,01% ARG
0,00% ETI
0,00% QAT
0,00% S.MA
0,00% AND
0,00% TUR
0,00% VAT
0,00% LIB
0,00% GAM
0,00% AUS
0,00% BOS
0,00% SLK





Saturday, 22 October 2022

se se se se...


Se se se destriga, se core e

se xe senpre insieme;


Se se scumissia caminar

se sa che se ne assa indrio;


Se se se senta

se se sinte da soi;


Se se se destira

se se indormessa,

e no se sa pi

se se se torna desmissiar.



Tuesday, 17 May 2022

il compleluna

È molto pratico misurare l'età di una persona in base ai cicli solari (anni), ma non è certo meno interessante  pensare di celebrare il passo del tempo in base al succedersi delle lune.

Misurare il tempo con il sole o con la luna è sempre stato il modo per realizzare calendari in tutte le tradizioni.

Normalmente le lune sono ottime per calcoli di tempi più o meno brevi (l'origine del calcolo dei mesi) e il sole è ideale per calcoli di tempi più lunghi (gli anni).

È quindi logico che celebriamo il trascorrere della nostra vita con i compleanni, ma perché ogni tanto non celebrare la vita con qualche importante compleluna?

Per esempio, guardate che interessante: ogni anno ci sono 12,3685 lunazioni, per cui 100 lune si celebrano a 8 anni e un mese dalla nascita (8,085 anni)

E che interessante: la vita di un uomo di 80 anni e 10 mesi (80,8505 anni) corrisponde esattamente a 1000 lune!!! Che meravigliosa celebrazione per un ottantenne la festa delle sue 1000 lune, no??

Ovviamente anche le 500 lune possono essere un bell'evento che si celebra ai 40 anni e 5 mesi circa.

Insomma, celebriamo alcuni importanti compleluna! perché no? meglio una celebrazione in più che una in meno!

Tuesday, 16 February 2021

la brújula interna






Todas las noches sueñas.

La mayoría de los sueños los olvidas al despertar, pero no importa: igualmente has vivido aventuras y experiencias reales. Porque tus emociones y tus sensaciones fueron reales.


Aunque parezcan confusos y fragmentados en realidad los sueños están estructurados por una coherencia total:

Cada detalle del sueño, cada símbolo, cada imagen está creada por tu inconsciente y por eso no es casual: es una visualización simbólica perfecta del mensaje interno que estás experimentando.

Un mundo totalmente coherente en su mensaje simbólico, integralmente unitario.


Y el mensaje SIEMPRE es el correcto!

No hay manera de escapar de la exactitud de los sueños!


Si estás estresado, es inútil que lo escondas: el sueño te lo manifiesta.

Si estás triste, nervioso, si necesitas libertad, si ya es hora de actuar, si vas por un camino equivocado, si estás dando el paso correcto o si tienes miedo, si hay cosas que resolver y asuntos que no quieres ver… en todo caso el sueño te indica lo que está pasando en tu vida y dónde está el camino del desarrollo necesario y de la felicidad.


La mente racional se pierde en la selva de imágenes del inconsciente.

Son dos lenguajes diferentes.

Pero si tienes la humildad de no querer racionalizar el mensaje interno, si lo dejas suelto y libre de inspirarte, poco a poco, escuchándote, espontáneamente el mensaje del sueño se te aclarará.


No hay posibilidad de equivocarse, porque aunque te equivoques vendrá otro sueño a afinar tu camino, diciendo lo que todavía no has entendido.


.


El sueño es nuestra brújula interna que nos indica siempre por dónde caminar.


Cada uno de nosotros tiene este GPS interno que nunca falla, ni deja de funcionar.


Es una herramienta increíble que apunta siempre a nuestra plenitud personal.


Nunca dejes de escuchar a tus sueños!


No tengas miedo de sus imágenes y de su lenguaje: ve lo que te llama a observar.


Tus sueños son tu sabio interno!


.


Nunca dejes de utilizar tu brújula interna.



Saturday, 19 December 2020

il giorno - la vita

Questa è un'ipotesi metaforica archetipa.

Sappiamo che sempre si fa riferimento al giorno come al ciclo di una vita: l'alba, lo zenit, il tramonto, la notte. È intuitivo vedere nel ciclo del sole giorno dopo giorno, il ripetersi della vita.

Sappiamo inoltre che tutti nasciamo in circostanze diverse: alcuni nascono sotto pressione, altri anestetizzati, alcuni in modo tranquillo e naturale, altridesiderati, mentre altri ancora no.

C'è poi un'altra cosa interessante: ci sono quelli che, appena svegliati, la mattina, scattano e sono di buon umore, altri sono lenti a partire, alcuni sono arrabbiati in partenza e non vogliono parlare, etc. stessa cosa alla sera, quando alcuni sono tranquilli e hanno sonno presto, mentre altri non vogliono andare a dormire e sono più attivi ed efficienti dopo cena.

Molti modi di essere. 
L'ipotesi è la seguente: non sarà per caso che, ogni volta che uno si sveglia, riproduce in miniatura le dinamiche emotive della sua nascita, mentre durante il giorno va sviluppano la sua tendenza naturale evolutiva che sarà, probabilmente, il mood di fondo della propria vita adulta? Non sarà poi anche la sera il simbolo che prevede in anticipo come uno si approccerà alla vecchiaia e all'avvicinarsi della morte, il grande sonno?

Secondo me sì.
Lo studierò poco a poco, caso per caso.
Io normalmente scatto prontamente di mattina e tendo ad essere di buon umore, anche se non amo parlare molto.
Durante il giorno tranquillo. A volte il pomeriggio mi inquieta per essere troppo corto e passare velocemente. 
La sera tranquillo, è un momento di poter finalmente dedicarmi a ciò che mi piace. 
Sempre un po' corta però.
La notte potrei continuare abbastanza a lungo a fare mille cose creative come piace a me, ma se metto la testa sul cuscino per dormire, dormo in un secondo.

Friday, 9 October 2020

celebrando Massimo 4.3


Hoy quiero celebrar un pequeño héroe:

43 años atrás, nació un pequeño bebé.

Las circunstancias de este nacimiento no fueron fáciles y los meses que siguieron tampoco.
Se encontró muchas veces solo y lejos de su mamá.
Pero siguió confiando en la vida y gracias al amor de todos, creció, alegre y atento a todo lo que lo rodeaba.

Quiero agradecer la fuerza de este niño y reconocer su tristeza que aún hoy en día es difícil de sacar a flote por completo. Quiero celebrar su gana de vivir y toda la confianza en la vida.

Además de festejar este pequeño héroe, quiero también celebrar el niño sensible de 7 años, el adolescente tímido de 14 años, el joven introvertido de 21 años, el atrevido hombre joven de 28 años, el libre hombre de 35 años y el adulto en formación de 42 años.

Celebro y agradezco todos estos Massimos, con sus maravillas y sus tristezas, con sus errores y sus conquistas!
Gracias gracias gracias!

Y sobre todo gracias a quien se atrevió a confiar y a entregarse a la vida para que yo la pudiera disfrutar: Gracias a mis padres, valientes jóvenes de fuerza y alegría.

Gracias a los hermanos que me acompañaron!

Gracias a todos los que fueron parte de mi camino!

Y gracias a mi compañera de vida, Visnu da Cunha Sarmento! ❤

Hoy celebro mi vida y por eso celebro todos vosotros que sois la materia que la plasma y la modela!

Haré lo mejor que pueda para que mi vida sea una obra de arte de amor y belleza. Y esta obra será para celebrar vosotros y también los que vendrán.



Saturday, 27 June 2020

mente e corpo, corpo e mente


La mente è un organo sensoriale che serve al corpo e non viceversa.

Se miliardi di anni di evoluzione della vita non fossero sufficienti a dimostrarlo, basta guardare al modo in cui la vita esiste attorno a noi, nel presente, per capirlo: le piante, le spugne, gli organismi monocellulari, i funghi, le meduse, i molluschi, etc etc...

Un corpo non ha bisogno di una mente,
ma una mente ha sempre bisogno di un corpo.

La gerarchia dunque è ovvia: la mente serve come strumento al corpo (uno dei tanti strumenti a sua disposizione per continuare a esistere, semplicemente) e non il contrario (come piace pensare al cervello, guarda caso) e cioè che il corpo è uno strumento a disposizione della mente per continuare a pensare...

Il corpo è il maestro.
La mente deve solo ascoltare, osservare, accettare ed eseguire.
Come un qualsiasi muscolo o organo.

Tuesday, 2 June 2020

historia XI resumida


Avidez y riqueza. Abundancia y prosperidad. Violencia y muerte.
El tesoro: ligereza o peso?
Manos llenas de deseo en el oro...
Ojos abiertos casi no miran tanta es la luz... que ciega.
Cofre abierto, cofre cerrado, cofre cerrado, cofre abierto.
Manos que sacan manos que sacan manos que sacan manos.
Quién se queda al final?
Y a qué precio?
Con el oro todo precio se paga. O no.
Los ojos se cierran para no mirar la única respuesta.
Bendición o maldición? Lo tomas o lo dejas?
La vida es un tesoro. No se vive sin tesoro, pero con el tesoro puedes vivir?

El tesoro dice: “aunque me hayan generado bandidos y asesinos yo no tengo su violencia en mí. Yo soy sólo abundancia. Si quieres limpiar mi oro de la culpa de los piratas y de la maldición de los criminales sólo tienes que aprovecharme y hacer un trabajo: ser más feliz, ser más altruista y ser menos inocente. El tesoro ya lo tienes, lo que ya no tienes es la opción de dejarlo. En el fondo cada tesoro tiene su precio.”

Sunday, 31 May 2020

historia XI


Y de nuevo el tesoro cayó en las manos de otros hombres…
Una y otra vez… de mano en mano, de espada en espada, de cofre en cofre, de cueva en cueva, de agujero en agujero…
Quién habrá sido el primero en tenerlo? Nadie ya lo sabe… esto se ha perdido en las nieblas de los tiempos. Sólo queda el tesoro, real, brillante, hipnótico. Parece casi olvidar todo el rastro de aventuras y violencias que lo condujo hasta allí.
Parece tan… hipócrita! Tan nuevo! Tan inocente! Tan bueno...

El hombre que esta vez lo tenía en sus manos estaba viendo tan sólo esa parte, la parte brillante y generosa, de este tesoro recién descubierto. Y estaba entusiasta!

Quizás cansado de ver tantas veces las mismas fugaces alegrías de los humanos, tan inconsistentes y efímeras, el tesoro decidió hablarle al hombre, esta vez.
“Hola explorador! Me has encontrado finalmente, ya veo que estás muy feliz de tenerme en tus manos. Y me lo creo! No sabes cuanta gente quería estar en tu lugar, ahora! Sin embargo te tengo que avisar que tu felicidad está ya en peligro! Piensa en eso: antes de encontrarme ibas ligero y tenías todo que ganar! Ahora en cambio vas cargado de peso y sólo tienes que perder…  No tendrás ya miedo de que algún pirata o algún ladrón te mate para quitarte ese brillante tesoro?”
El explorador se asustó al escuchar la voz del tesoro… no se lo podía creer! Un tesoro que le habla! Qué demonio es esto?
El hombre, después de unos instantes en los cuales intentó recuperarse del susto, le dijo al tesoro: “nunca se ha visto en el mundo un cofre lleno de oro que tenga voz y que hable como un humano! Tienes que ser un tesoro maldito! Alguien te echó una maldición! Quizás alguien que murió a causa tuya! Llevas contigo la mala suerte, escondida debajo de tu apariencia tan luminosa y atractiva! Maldito tesoro! Maldito tesoro!”
El tesoro no tenía ninguna intención de asustar al hombre, ni de obligarlo a dejarle allá en su lugar escondido. La verdad no le importaban nada esos cambios momentáneos. El tesoro sólo quería ahorrarle al hombre aquellas desilusiones que ya tantas veces había visto en las vidas de los humanos que luchaban para conquistarlo.
Así que simplemente añadió: “querido viajero. No soy maldito. No tengo maldición alguna. Soy lo que llegó por azar en tus manos y nada más. Puedes aprovecharme o no. Pero bien, si crees que tengo algo malo, eres libre de irte. Al fin y al cabo sólo soy un tesoro y nada más.”

El explorador se quedó mudo y inmóvil por mucho tiempo, dudando si marcharse sin el tesoro, después de tanto viaje y tanto riesgo o si tomarlo y quizás caer en la maldición que tanto temía…

El tesoro vio con curiosidad la indecisión del hombre y le dijo: “ya no sabes si arriesgarte o no?  Qué complicado es a veces recibir tanta abundancia, no te parece? Antes de encontrarme lo más precioso que tenías era tu vida. Pero ahora quizás empiezas a dudarlo, parece…”

El explorador se quedó en silencio. Así que el tesoro siguió hablando:
“Que sepas, humano, que yo sólo soy un pequeño tesoro. La vida es el tesoro más grande!
Y ahora te diré otra cosa sobre los tesoros!
Todos los tesoros, aunque procedan de muertes, asesinatos y violencias, no pueden ser malditos!
Si ves maldición en el tesoro, esa maldición simplemente te la echas tú a tu cabeza! Y dejas de aprovechar la abundancia que tienes para poder hacer algo bueno con ella.
De verdad crees que unas cuantas monedas de oro pueden ser “malas”?
No será que tal vez vienen con historias de dolor, simplemente? No será que estas monedas que ahora están en tus manos ya no quieren ser “malditas”? Este oro quiere ser usado para dar felicidad y alegría duradera a alguien, por una vez! No quieres ser tú ese alguien?
Es por eso que he decidido hablarte: en vez de rechazar toda esa prosperidad sólo por proceder del dolor, transforma este dolor en algo bueno!
Deshazla tú esta maldición. Deshazla con tu propia felicidad.
Dale un sentido a toda esta cadena de violencias y muertes que me trajeron hasta aquí! Haz que todo eso no sea algo inútil! Usa ese tesoro para que tu vida florezca y así todos los sufrimientos del pasado tendrán un fin: tu felicidad!”

El hombre se quedó boquiabierto… poco a poco se convenció. Se acercó. Tocó lentamente aquel oro. Y comenzó a poner en sus bolsos algunas monedas.

El tesoro dijo una última cosa: “lo que haces ahora es sabio, explorador! Pero que sepas que esta abundancia que finalmente aceptas viene con unos deberes para ti:
- Si no quieres ser cómplice de todos los ladrones que me recolectaron en el pasado, tienes la obligación interna de usar el tesoro para la felicidad y de donar parte de esa abundancia a los demás.
- Deberás, además, agradecer a los que te permitieron tener ese oro en tus manos, incluso a los asesinos más crueles. Si eres rico es gracias a ellos.
Eso quiere decir que tienes bastante trabajo: tienes que ser más alegre, más altruista y menos inocente.
Todo tesoro, en el fondo, tiene un precio.
Incluso la vida que es el tesoro más grande.”


Thursday, 14 May 2020

paradossi da virus covid-19


NON VIVERE
PER NON MORIRE

Qual è l'animale che esce dalla tana soltanto se ha la certezza assoluta di non essere sotto la minaccia di un pericolo invisibile? Uscire di casa è sempre stato, già di per sé, un assumersi il rischio di non rientrare. Ognuno si prende il rischio che considera giusto.
O almeno era così fino a poco tempo fa.
Adesso il rischio da correre è deciso dallo stato.