Friday, 25 December 2009

NEO-VENETIAE

prefazione:

Venezia è uno splendido cadavere tenuto in vita artificialmente attraverso la flebo del ponte della libertà. Venezia iniziò a morire con la caduta della Serenissima ed è morta con l'unità d'Italia.
Tanto splendore dei secoli passati emana Venezia che la sua lenta decomposizione è bella, è magnifica. Venezia è un fantasma che infesta la laguna nebbiosa, una realtà di un altro tempo che, per errore, esiste ancora oggi, due secoli dopo la sua fine.
come è bello veder marcire Venezia, al suono sommesso delle onde verdastre, sognando ciò che fu.Venezia fu grande, bella, potente e VIVA! (forse la più viva città del mondo) e in quell'epoca di vita, secondo le leggi della vita, Venezia era in mutamento, in fermento, in trasformazione.
i Veneziani gareggiavano con i propri antenati nell'erigere palazzi e templi sempre più splendidi, sconvolgendo intere parti della città se necessario, ma con la voglia di dire: "siamo qui, siamo i Veneziani di questo tempo, degni e fieri discendenti dei nostri avi, del nostro tempo ricorderete questi segni che abbiamo lasciato tra queste calli"
ma dei Veneziani di oggi cosa resterà?
nulla.
i Veneziani di oggi sognano di essere i Veneziani di ieri e non toccano nulla della città per paura di rovinare ciò che già è morto, tanto si sentono inetti e indegni. impotenza. paura di sbagliare. di dimostrare di non essere più in grado.
eppure Venezia è una città della mente, la sua forza e il suo carattere è così immenso che Venezia piu che un luogo è una leggenda, da più di un millennio. Venezia è talmente unica da essere eternamente Venezia, in ogni caso, in ogni tempo. il carattere di questa città è poderoso, inscalfibile, indeturpabile. perchè Venezia è un concetto, una idea, un sogno. una densissima ragnatela di atmosfere, un mosaico fittissimo, un disegno frattale inalterabile.
io amo Venezia
la amo tanto che potrei essere felice di vederla decomporsi lentamente o ingoiata dalle acque.
ma la amo tanto anche da credere che Venezia sia così forte da poter sopportare la modernità, la vita, il cambiamento. qualsiasi sia il futuro di questa città io la amo.
ci sono tre possibili futuri per Venezia:
1-la morte onorevole: una lenta decomposizione, lasciarla cadere in rovina
2-il coma: mantenerla in vita artificialmente, ristrutturare continuamente l'esistente, trasformandola in un immenso museo a cielo aperto, una città eternamente in lifting, un bel cadavere vuoto dello spirito. un simulacro di città passata senza abitanti nè vita.
3-la vita: trasformare Venezia in una città vivibile modificandola secondo le necessità del secolo attuale.
scegliere la vita implica un rischio, come sempre nella trasformazione si sa cosa si lascia e non si sa cosa si trova, ma io credo nella forza di Venezia e nella sua capacità di rigenerarsi verso il futuro. attualmente Venezia è in coma, ma io preferisco la morte, o la vita. non il coma artificiale. non questa morbosa necrofilia.
sarebbe auspicabile che arrivasse un evento esterno che spingesse i Veneziani a rimettere mano alla propria città liberandoli della responsabilità etica di deciderlo da soli.
un evento esterno che obblighi a prendere una decisione riguardo al futuro della città senza più blocchi psicologici che la condannano alla cristallizzazione da ormai 2 secoli.
forse l'unica speranza per Venezia è un terremoto.


NEO-VENETIAE


Neo-Venetiae
Immaginando una Venezia viva, la prima cosa da fare è creare delle vie di comunicazione che convertano le varie isole e le località da una parte all’altra della Laguna in un unico contesto urbano come era anticamente.
Venezia come centro della Laguna.


Ipotizzo tre linee di metro sub-lagunari. Una va dall’aeroporto al Lido passando per Murano, per il centro storico e per la Giudecca, un’altra linea va da Mestre-Marghera a Jesolo tagliando tutto il centro di Venezia (con fermate Stazione, Rialto, San Marco e Giardini) e la terza linea che va da Malamocco fino all’aeroporto passando per il Lido, Sant’Erasmo, Burano e Torcello.
Oltre alla metropolitana prevedo due strade sub-lagunari, dei tunnel sottomarini, uno che passi a nord di Venezia e uno sotto il Canale della Giudecca. Delle uscite con parcheggi subacquei permetteranno la comunicazione diretta di ampie aree del centro storico con la terraferma.
La creazione di nuove isole artificiali permetterà di fornire i servizi basilari alla città: ospedali efficienti, vicini e ben collegati, parcheggi, supermercati, uffici amministrativi accessibili rapidamente, giardini pubblici, alloggi per studenti, aree per attraccare le barche, etc.



Le isole artificiali saranno alzate laddove già vi siano affioramenti del fondo della laguna, conservando gli assi principali dei canali di navigazione e raggruppando le nuove aree lungo assi che servano per le vie di comunicazione e che rendano isole come Sant’Erasmo, le Vignole, Burano come centri storici e poli di nuovi quartieri isola di nuova costruzione.
Gli assi di comunicazione che attraverseranno la Laguna uniranno Mestre-Marghera a Cavallino-Jesolo passando sotto Venezia. Altri assi stradali interconnessi uniranno Lido-Malamocco e Burano-Torcello-Aeroporto alla circolazione su strada lagunare.
Ponti importanti verranno creati tra Lido e Vignole, tra Punta Sabbioni e Sant’Erasmo, tra le isole artificiali presso Sant’Erasmo e Burano, tra Vignole e Arsenale e tra Tronchetto e l’estensione della Giudecca.




Localmente e puntualmente verranno selezionate delle aree del centro storico per costruire nuovi edifici moderni per garantire servizi ai sestieri veneziani.
Mestre sarà riorganizzata nella circolazione urbana, mentre Marghera con tutto (o buona parte) del Petrolchimico verrà riconvertito a spazio urbano, parco post-industriale, area di servizi sociali, area grandi concerti, stadio, locali, musei, laboratori, centri di ricerca, fiera, loft, abitazioni e uffici.




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