Tuesday, 4 September 2012

ONG simmetrica


Le ONG, anche quando si possano considerare davvero come organizzazioni con valori "positivi" e progetti sviluppati nell'interesse delle popolazioni bisognose dei "paesi in via di sviluppo", continuano ad essere delle organizzazioni intrinsecamente squilibrate. 
Mi spiego.
Immaginiamo per semplicitá che una ONG "corretta" (seria e spinta da valori altruistici e umanitari) realizzi un programma "necessario" in un paese che ne ha bisogno.
In questo caso si analizzeranno le problematiche, si selezioneranno degli specialisti (spesso in Europa perchè la mancanza di specialisti nei paesi dove si presentano le problematiche è una delle ragioni del problema), duneuq si pagheranno questi specialisti europei espatriati per lavorare all'estero (con condizioni salariali migliori, da espatriati. giustamente, ma spesso le condizioni salariali degli espatriati sono sproporzionatissime rispetto a quelle locali) e poi per finire l'organizzazione della missione, un team piú o meno misto (espatriati/locali), interverrà per "migliorare" la situazione rispetto a quelle problematiche identificate inizialmente.
Le problematiche sono ovviamente chiare specialmente a noi occidentali, perchè abbiamo modo di fare un confronto con la nostra situazione, quindi le identifichiamo noi occidentali. 
Fatto il confronto, spesso l'occidentale arriva alla conclusione che la situazione nell'altro paese dovrebbe essere diversa da com'è (e piu simile a quella occidentale. curioso, no?).
Siccome spesso le cose non funzionano come in occidente perché in altre aree ci sono le condizioni sociali-culturali diverse o perché la gente ignora altre soluzioni possibili, ogni azione programmata da una ONG è generalmente accompagnata da una "sensibilizzazione" su varie tematiche per "insegnare" il nuovo metodo o la nuova idea da riprodurre.

Come si vede questo sistema è una applicazione di un sistema/metodo/ideologia occidentale su un contesto socio-culturale completamente diverso e per tanto potenzialmente destabilizzante o apportatore di squilibrio. Rispetto a un sistema coloniale cambia solo l'obiettivo e i valori che lo animano (il che non è poco, si riconosca), ma questo sistema crea comunque vari scompensi tra i quali voglio sottolinearne due:

1- un'elite di professionisti bianchi ben pagati e trattati con certi privilegi (poichè espatriati) viene innestata in un constesto di lavoratori pagati peggio e di solito gerarchicamente inferiori (questo è ovvio: visto che il sistema organizzativo è occidentale, gli occidentali sono piú avezzi a gestirlo).

Questo genera: 
A) l'idea che l'occidentale è piú colto, è piú ricco, è piú intelligenete, è piú importante. 
B) un contatto culturale unidirezionale in cui solo l'occidentale amplia la sua visione del mondo, mentre il lavoratore locale non ha contatto con la realtá esterna al proprio paese (se si esclude il contatto interpersonale con gli espatriati).

2- la sensibilizzazione delle popolazioni locali su tematiche (sanitarie, agricole, sociali, commerciali...) che "vanno cambiate" allo scopo di "migliorare" la situazione riproducendo un modello (guarda caso) simile al nostro, pur involontariamente, fomenta quell'antica idea coloniale che le "povere popolazioni del terzo mondo" non sanno come fare ed è il "civilizzato occidentale" che invece sa come fare che deve insegnare ció che è giusto.

É chiaro che questa matodologia mantiene quella sudditanza psicologica e quel complesso di inferioritá che spesso attanaglia le comunitá che furono colonizzate dagli europei e il semplice fatto che adesso l'obiettivo sia "più nobile" non cambia questo modo di fare che di fatto mantiene lo stesso risultato psicologico.

uff... ok...
questa è la premessa.

stando cosí le cose... vediamo come vanno le cose da noi: 
consideriamo la nostra societá occidentale, oggettivamente non si puó certo definire perfetta in tutti gli aspetti (vengo da Treviso, che a livello economico, sanitario, forse, e di raccolta differenziata sará anche un fiore all'occhiello dell'Italia, ma che per socialitá, solidarietá e questioni di razzismo non brilla certo come l'esempio da seguire...).
É normale che anche noi abbiamo qualcosa da cambiare e forse da imparare da qualcun altro.
Se da noi, per esempio, ci sono molti suicidi e i vecchi vengono abbandonati e dimenticati, mentre in altri paesi del mondo questi problemi sono molto rari, forse potremmo scambiarci delle esperienze e vedere come migliorarci.

insomma, se noi andiamo a sensibilizzare e a insegnare ai paesi piú poveri come fare le cose a livello tecnico e organizzativo (perchè in questi campi in effetti abbiamo qualcosa da dire), forse peró allo stesso tempo potremmo chiamare dei sensibilizzatori da questi paesi per spiegarci e insegnarci qualcosa in ambiti nei quali siamo piuttosto scarsi, che ne so: la socialitá, la solidarietá, la comunitá, il rispetto per gli anziani, il risparmio delle risorse scarse, il riuso degli oggetti, ma anche, perchè no, le attivitá artigianali, il controllo corporale, il confronto di tradizioni, la sensibilitá spirituale....
e un sacco di altre cose.

Giá imparare la lentezza ci servirebbe moltissimo a migliorare la nostra qualitá di vita da stressati.

Quindi l'idea è quella di realizzare una ONG SIMMETRICA, speculare, una ONG che non insegna, ma che si confronta, che porta fuori un'esperienza e ne accoglie un'altra, che si basa sul concetto che il dialogo e lo scambio di conoscenze è utile tanto fuori come dentro il paese d'origine.
Se consideriamo (ed è tutto da vedersi...) che l'occidente deve aiutare altri paesi apportando la propria conoscenza e i propri modelli al di fuori, facciamo in modo che anche da fuori ci sia un flusso che ci apporti delle conoscienze e dei confronti con dei nuovi modelli.

Realizzare questa organizzazione sarebbe un'azione piú rivoluzionaria di quanto si possa immaginare.

Grazie a questo "modello simmetrico" la sudditanza psicologica e il complesso d'inferioritá culturale di certi popoli verrebbero davvero contrastati poichè per ogni espatriato occidentale che viene a "insegnare a come fare" qualcosa in un paese, corrisponderebbe un lavoratore di quel paese che va a "insegnare a come fare" qualcos'altro agli occidentali, minando completamente l'idea sacra (lí come qui da noi) che gli occidentali non hanno nulla da imparare e tutto da insegnare.

Inoltre i fondi per i salari dei lavoratori non sarebbero sempre a vantaggio degli occidentali: se un lavoratore del Ghana, per esempio, deve andare in Francia a lavorare per questa ONG simmetrica, avrá quei privilegi propri del fatto che il lavoro è in un paese diverso, in un contesto diverso e i salari devono permettegli di vivere lí, cosicché non ci sarebbe solo un'elite occidentale di salariati avvantaggiati, ma sarebbe a tutti chiaro che i vantaggi salariali non dipendono dalla provenienza geografico-culturale, ma dalla modalitá di lavoro.
Questo tipo di struttura garantirebbe una distribuzione piú uniforme dei salari tra occidentali e non occidentali.

Ultimo punto è il fatto che, dando la possibilitá a lavoratori di paesi non occidentali di entrare e lavorare in occidente, sperimentando tutti i vantaggi e le difficoltá della nostra vita di tutti i giorni, si verrebbe a creare un contatto, un confronto importantissimo spesso negato dalle politiche migratorie occidentali che rendono la conoscenza di ció che c'è da noi un fatto puramente televisivo, pubblicitario, perfetto, mitizzato, sognato, ingigantito, totalmente utopico.
Le politiche delle frontiere sempre piú invalicabili giocano proprio su questo fattore di impenetrabilitá della fortezza occidentale. del mito che non puó essere sperimentato di prima persona e toccato con mano. non puó in sostanza essere smascherato.
Se passi lo fai in condizioni di rischio e tornare indietro è impensabile, da qui lo sfruttamento.
La ONG simmetrica aiuterebbe anche a creare ponti, contatti e confornti reali tra le diverse culture, togliendo il mito e dando spazio all'esperienza diretta.

Ecco questa è la mia idea.
E anche se a livello teorico la mia posizione è che l'occidente dovrebbe semplicemente smettere di intromettersi nelle cose degli altri paesi (a tutti i livelli), nel mondo reale spererei che almeno questo tipo di ONG possa un giorno davvero essere realizzata.

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