Thursday, 10 September 2026
tutte le battaglie di venezia
Thursday, 3 September 2026
Illiade in Veneziano - rap - Bronsa desQuerta
Testo del primo canto dell'Illiade in Veneziano di Giacomo Casanova del 1778 con pronuncia modernizzata.
Progetto musicale: Bronsa desQuerta
VOXE LUXE - Bronsa Desquerta
Sunday, 30 August 2026
La Serenissima
La Serenissima — Mille anni di storia veneziana su una mappa
Dal 697 al 1797, la Repubblica di Venezia ha attraversato undici secoli di espansione, guerre, diplomazia e commercio. Questa mappa interattiva li racconta tutti, territorio per territorio, anno per anno.
Oltre 1.180 territori georeferenziati — dalle isole del Dogado ai possedimenti dello Stato da Mar in Dalmazia, Albania, Grecia ed Egeo, fino ai fondachi commerciali sparsi da Costantinopoli a Tana. Ogni luogo ha la propria data di acquisizione, di eventuale perdita, e le note storiche che ne raccontano la vicenda — comprese le interruzioni, le riconquiste, i passaggi di mano spesso dimenticati dalle sintesi generali.
Più di 250 tra battaglie, assedi, dedizioni, rivolte e trattati, ciascuno geolocalizzato e raccontato nel dettaglio: da Pietro II Orseolo che soccorre Bari nel 1003, alla battaglia di Lepanto, fino alla caduta della Repubblica nel 1797. Non solo vittorie — anche le sconfitte, le tragedie umane, gli episodi minori ma rivelatori che danno profondità alla storia ufficiale.
Una cronologia viva: la sequenza completa dei 120 dogi, le guerre della Repubblica, e 52 personaggi — dogi, ammiragli, pittori, diplomatici, condottieri — ciascuno con la propria scheda, tutti sincronizzati con la barra del tempo. Fai scorrere gli anni (o premi play e guardali scorrere da soli) e guarda la mappa cambiare colore sotto i tuoi occhi.
Le rotte che hanno fatto la fortuna di Venezia: le mude di Stato, ognuna con il proprio periodo storico reale; le rotte commerciali private verso Costantinopoli, Candia e Cipro; la Via Alemagna verso la Germania; persino la Via della Seta, nel breve secolo in cui Venezia ne fu il vero terminale occidentale.
Strumenti pensati per esplorare, non solo guardare: una ricerca incrociata per confrontare due anni qualsiasi e vedere cosa è cambiato; l'esportazione dell'immagine per portarti via ogni istantanea; lo schermo intero per perdersi nella mappa senza distrazioni; persino un piccolo suono che accompagna ogni battaglia mentre il tempo scorre.
Un progetto di mappatura storica e geografica, costruito verificando ogni data contro le fonti — non per pretendere l'ultima parola sulla storia, ma per offrire uno strumento onesto, denso e in continuo affinamento su un impero che è durato più a lungo di quasi ogni altra repubblica della storia.
La Serenissima: mappa interattiva
Friday, 17 July 2026
autonomia veneta
Il sogno dell'autonomia per la regione Veneto è un grande mito che esiste da decenni e che non ha l'aria di voler spegnersi.
Vi ricordo i vari referendum, alcuni strampalati, altri ufficiali, a volte per l'indipendenza altre per un'autonomia paragonabile a quella delle altre regioni a statuto speciale dell'Italia.
Ebbene tutto questo sforzo (e questa valanga di soldi buttati in consultazioni) tempo perso in decisioni che non portano a nulla, bufere mediatiche che lasciano il tempo che trovano... non hanno cambiato di una virgola lo statuto del Veneto, con grande frustrazione di molti cittadini.
Beh, ho qui, tra le mani, una soluzione pratica, istantanea, immediata per ottenere l'autonomia del veneto in un nanosecondo:
Si tratta di fare come ha fatto il comune di Sappada anni orsono, oppure quello che si accingono a fare certi comuni del basso Tagliamento: un referendum per passare alla regione Friuli Venezia Giulia.
Ed ecco l'idea: fare un referendum in ogni comune del Veneto per passare, simultaneamente, alla regione Friuli Venezia Giulia! Tutti di colpo, in un solo salto acrobatico!
Il Veneto sparisce, diventa un'estensione del FVG!!!
Capitale? Sì, Trieste, com'è ora. Magari poi in futuro ci si pensa a vedere di centrarla un pochino nel territorio.
Cambiare il nome? Dettagli. Magari in futuro diventa Friuli Veneto Giuliano...
Autonomia? Istantanea!
Ricreiamo praticamente la regione originaria del Veneto prima che fosse suddivisa con il fascismo.
Ecco fatto.
Risolto il problema.
Politicanti veneti! Siete disposti a lasciare la vostra bella caregheta in nome del vostro tanto desiderato sogno autonomico?
Avanti tutta!!
Go East!!
Viva el Friûl!
Monday, 1 June 2026
Venitaliano: convergenza Veneto Italiano
L'Italiano e il Veneto sono due lingue diverse.
Non "secondo me", ma secondo le classificazioni ufficiali dei linguisti.
Come quasi tutti i "dialetti" italiani, queste parlate andrebbero più propriamente definite come "lingue" e non come "dialetti" per il semplice fatto di essere evoluzioni parallele del Latino volgare, ciascuna con strutture grammaticali sintattiche e lessicali distinte.
È chiaro, d'altra parte, che il Veneto è una lingua non molto diversa dall'Italiano e che ha subito molte influenze da quest'ultima, specialmente negli ultimi decenni.
Il Veneto utilizzato dalle generazioni odierne è una versione "italianizzata" del Veneto più puro, o arcaico, dei nostri nonni.
A me piace immaginare un futuro dove il Veneto (come ogni oltra lingua o parlata locale) non sia destinata a sparire, visto che rappresenta una connessione con le nostre radici e con la nostra identità.
A volte esploro l'idea di strutturare una versione "ufficiale" del Veneto che possa convivere parallelamente con l'Italiano standard, un po' come si fa in Spagna con il Catalano o con il Gallego, lingue che, tra l'altro, presentano un'affinità maggiore con lo Spagnolo di quanto non lo faccia l'Italiano con il Veneto (controllate pure in giro o indagate nel mondo della linguistica ufficale ).
Però secondo me il Veneto (anche in una sua versione ufficiale o unficata) non si può contrapporre all'Italiano.
Non può cioè sperare di vincere in una specie di braccio di ferro linguistico (e in definitiva politico-ideologico) contro l'Italiano. Il Veneto ne uscirebbe sicuramente perdente al 100%
L'esempio della Catalunya, in Spagna, è emblematico.
Anche se la lingua è ufficiale e fiorisce a un livello formale e istituzionale, le nuove generazioni la stanno sempre più abbandonando. Se poi la copertura di protezionismo politico venisse a mancare, la gran parte della popolazione abdicherebbe ancor più da questa lingua per allinearsi, poco a poco, con la lingua nazionale spagnola.
Ed è evidente che sia così: una lingua regionale, per quanto strutturata e prestigiosa, non ha la stessa possibilità di sussistere in un mondo globalizzato in cui dall'altra parte la lingua statale apre le porte a una grande connessione globale internazionale, come lo fa lo Spagnolo.
Per quanto la situazione sia leggermente diversa in Italia, eseenziamlmente la stessa dinamica vale per Veneto e Italiano.
L'Italiano ha prestigio internazione e permette di aprire orizzonti molto più ampi che una qualsiasi lingua regionale, per quanto storicamente sensata, presente e/o strutturata.
Inoltre il mondo in cui viviamo è aperto, come noi ci muoviamo all'estero o in altre regioni, così come lo fanno gli altri, rendendo più difficile arroccarsi in un muro di purismo locale refrattario alle influenze esterne.
Tuttavia non è detta l'ultima parola! Ed è questa la mia proposta di oggi!
Abbiamo una fortuna gigantesca: il Veneto è forse la lingua in Italia più simile all'Italiano (o una delle più simili, comunque).
Questa non è una "debolezza" rispetto a una ideale di purezza linguistica arcaica, ma è un grande asso nella manica!!
Veneto e Italiano possono convivere senza sforzo! Proprio perché possono incontrarsi e non lottare uno contro l'altro.
Incontrarsi... convergere.... fondersi...
È per questo che oggi voglio inaugurare l'idea della creazione del VENITALIANO (o Venetaliano?!) cioè della fusione del Veneto con l'Italiano! Della convergenza di queste due lingue, in una assimilazione e scioglimento di una nell'altra.
L'idea è realista: non contrapporre il Veneto all'Italiano, ma invece farlo convergere, mantenendo comunque dei tratti propri, in continuità con la parlata locale.
Trovare quel giusto equilibrio che permetta di non dover sciegliere tra l'uno o l'altro, ma di mantenersi facilmente in un ibrido che rispecchia entrambe le lingue.
Questo è possibile grazia alla vicinanza di queste due lingue e questo può essere la salvezza del Veneto.
Il Venitaliano sarebbe quindi un dialetto italiano del Veneto o un dialetto veneto dell'Italiano... a questo punto non si potrebbe più dire se uno o l'altro. Ciò garantirebbe un accesso facile e immediato a chi entri da fuori, conoscendo l'Italiano. Senza resistenza, il passaggio sarebbe spontaneo, allo stesso tempo si manterrebbero le caratteristiche locali che garantiscono una specificità e una continuità della lingua locale. La comprensione sarebbe, dopo qualche tempo, pressochè totale sia per un italiofono che per un venetofono puro e duro.
invece di dire, in versione "purista veneta":
Me barba gàeo ciolto chea carega inruzenìa par butarla intèe scoasse?
si potrebbe dire:
Me xio ga ciapà quela sedia inruzinida per butarla nela spassatura?
Si tratta solo di un esempio per rendere l'idea.
Si tratta di italianizzare il Veneto (tendenza comunque inevitabile, quindi va accettata, prima o dopo) oppure di venetizzare l'Italiano (per dare un tocco locale, sensato, reale, all'Italiano parlato in Veneto, in continuità storica con la lingua locale).
Questo garantirebbe un futuro possibile al Veneto.
Considerate di nuovo il caso della Spagna: è molto più improbabile la sopravvivenza del Basco rispetto al Catalano, visto che, essendo così diverso e così locale, ed essendo che tutti i Baschi parlano spagnolo, ma non viceversa, è cosi improbabile che alle lunghe tutti si sforziono di impararlo ed usarlo in futuro. Considerate che ormai non ci sono più popolazioni impermeabili alle migrazioni e alla mobilità.
Il Catalano invcece potrebbe teroicamente farcela perché implica uno sforzo molto minore e ragionevole per chi vuole vivere e integrarsi nel tessuto sociale locale. (il problema in questo caso è soltanto politico e ideologico, essendo che il Catalano si presenta come "antagonista" allo Spagnolo e in questa lotta il suo destino è segnato, invece di andare a braccetto con la lingua nazionale).
Se invesse noialtri adotessimo el Venitalian, saria fassile "impararlo" parché saria solo na picola variassion de l'Italian (o viceversa, na variassion del Veneto) e anca chi che vien da fora saria capace de usarlo fassilmente.
Sia la comprension che la fassilità de parlarlo aiutaria a mantenerlo in vita.
Al stesso tempo, perdendo el purismo de un Veneto odierno o arcaico, saria fassile l'unificassion dela lengua veneta in tute le so varianti e, in ogni caso, anca la conservassion de na lengua che mantien un caratere locale o in continuità con el passà.
Xe proprio la carateristica de essere comprensibile e de confluire in modo fassile e naturale nel Italian che pole salvar la lengua veneta!
No perdemo questa ocasion. Almeno cominciemo cossí. Creemo un Venitalian, un ibrido che salve le nostre radici e che renda la distansa tra Italian e parlate venete na question de picole variassion locali.
El lessico saria quasi tuto italian venetizà. La gramatica principalemente italiana. La fonetica molto italiana. Però le carateritiche principali de pronuncia e creassion dele parola saria più o meno venetizante, con parole, pronomi, verbi e particele piu classiche e piu tipiche del Veneto integrade nel Venitalian.
Essere una variassion implica piu capacità de resistensa e piu resiliensa linguistica parché no ghe xe necessità pratica de abandonare na parlata che xe za comprensibile par tuti.
Rifletéghe
Rifletemoghe
Wednesday, 4 June 2025
mantra personali
Monday, 3 March 2025
EL VEEN CHE INVEENEA
Friday, 13 December 2024
indovineo
Wednesday, 11 December 2024
l'omo novo
nàvego, nàvego, pi in fondo che se pol,
Thursday, 5 September 2024
Linea del Piave
Sassi del Piave, discesi dalle vette delle Dolomiti, racchiudono storie ataviche, segrete, misteriose.
A tratti, tra un minerale e l'altro, un segno, una linea.
Ed ecco. L'unione di storie diverse, l'unione di montagne infinite.
La linea.
Nel fiume, portati dal Piave. Trovati nella pianura.
La linea.
La freccia.
La frontiera.
L'unione.
Tuesday, 11 June 2024
nuova proposta per GVU
No so parché son drio dedicarme tanto a sta storia de la GVU... fursi el xe un efeto de 'ver' un fiol' Spagnolo e de voler' tramandarghe chelcossa de le so radixe vènete.
Ben, in ogni caxo, ghe ne go pensada naltra:
In xonta a le létere che go xa descrito intel post de la GVU (che le permete scriver' el Vèneto inte na maniera sola par la gran parte de le diverse parlate locai, senpliçemente ledzendo i grafismi in modo difarente in baxe a la xona che te vien), me vien in mente de considerar naltra variante local de pronunçia típica de aree diverse del Vèneto:
Se trataria de chele parole che se le pronunçia de le volte "V" e de le volte "GU".
do, tre exenpi:
Vantar' (ciapar') che se dixe anca Guantar'.
Vaivo (veloçe, continuo, uniforme) che se lo dixe anca Guaivo.
Lavazo (la condensazion de l'umidità co xe matina), dito anca Laguazo.
eçetera eçetera.
Magari xe un fià exagerà crear na grafia poco uxual par risólver' pochi caxi de parole che le podaria sol' èser' scrite in maniera difarente e basta. (l'eterna question de voler' inclùder' tute e varianti soracargando la grafia o, invenze, preferir' mantegner' na grafia pi lizjera e pi vizina a la conprension de la dzente normal, lasando par fora qualche variante, ma senpre contra la idea zjeneral de na grafia comun de squaxi tute le parlate...)
Ogni modo, l'idea qua la saria quela de scríver' ste parole co la grafia GV
cusí, le parole che gavevo sielto prima, le deventa cusí:
Gvantar'
Gvaivo
Lagvazo
La soluzion no la saria mal. Sol' me domando se val la pena...
Friday, 7 June 2024
La Ç
Friday, 26 April 2024
el fogo el se stua
Thursday, 4 April 2024
REPETON
ti no sta spanda na jo...
mi te go verto na bossa
ti no sta spanda na jossa!
mi te go ciolto el to goto
desso scumissia el casoto
me go ciapà na bea s'ciona
e se no te va ben va in mona
go i oci pieni de caívo
a goła arsa da a graspa
e po devento cativo
se tuti quanti no i tase
tasé!
tasé!
tasé!
tasé!
e no i ghe a moła de far
tuto sto repeton!
repeton!
repeton!
repeton!
go e rece piene de sto
repeton!
repeton!
repeton!
repeton!
intel servel o sinto el
repeton!
repeton!
asséme star
asséme star!!
assé!
me!
star!
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peccato solo per la pronuncia delle parti sottolineate che non sono sbagliate...
"el to goto" è stato pronunciato tipo "el to go...goto"
"na bea s'ciona" suona come "scio, sciona" ...mah.
"tasé" invece di avere la esse dolce ha la esse dura.
Saturday, 17 February 2024
alcuni nomi ultra-venetizzati
Che ne sarebbe dei nomi geografici di certi paesi e regioni se fossero ad un certo punto caduti nelle mani di geografi ultra-venetisti neo-revisionisti radicali e estremisti del linguaggio ultra-venetizzato?
Ecco alcuni possibili esempi:
Stati Uniti d'America (USA) = Stài Unìi de Mèrega (SUM)
Slovacchia = Sloàcia
Norvegia = Noreja
Venezuela = Venessieta
Belize = Beíxe
Egitto = Ejíto
Libia = Ívia
Guatemala = Vatemàea
Kazakistan = Gaxagestán
Uzbekistan = Osbeghestán
Afganistan = Faganestán
Australia = Ostralia
Giappone = Javón
Laos = Áos
Cile = Çíe
Repubblica Dominicana = Repúblega Domenegana
e chissà quante altre ancora....
Thursday, 2 November 2023
gira e missia
"Gira e missia" è un modo di dire veneto che in Italiano potrebbe essere tradotto come "in un modo o nell'altro" oppure "spesso", "frequentemente" o anche "in fin dei conti".
Per esempio: "gira e missia, son senpre drio veda el teefonin"
"Gira e missia" in Italiano si tradurrebbe letteralmente come "Gira e mescola" ed è un modo in qualche modo intuitivo di dire che, pur cambiando le condizioni, si finisce sempre per ricadere nella stessa situazione.
Ciò che trovo interessante di questo modo di dire (che sì è intuitivo in qualche modo, ma non poi così tanto), è che in Portoghese (o almeno in Portoghese brasiliano) questo modo di dire esiste ed è usatissimo.
"Vira e mexe" è la traduzione esatta di "Gira e missia" ed inoltre ha esattamente lo stesso significato.
Mi chiedo se questa espressione non sia un bagaglio che è venuto dall'emigrazione in massa dei Veneti in Brasile verso il 1800. Gran parte degli emigranti si sono poi naturalizzati Brasiliani, ma molti (come ad esempio i miei bisnonni Candido e Candida) sono poi tornati e forse portando a casa delle espressioni che originariamente erano proprie del Portoghese.
Chissà
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ups... mi sono appena ricordato che in Italiano si dice "gira e rigira"...
Wednesday, 7 June 2023
carta etno-linguistica
Saturday, 22 October 2022
se se se se...
Se se se destriga, se core e
se xe senpre insieme;
Se se scumissia caminar
se sa che se ne assa indrio;
Se se se senta
se se sinte da soi;
Se se se destira
se se indormessa,
e no se sa pi
se se se torna desmissiar.
Tuesday, 18 January 2022
na joza
Na joza de piova ła xe na joza de nùvoła,
ła xe na joza de aqua,
na joza de çieł',
na joza de blè,
na joza de mar',
na joza de vento,
na joza de soł,
na joza de vita,
na joza de amor',
na joza de łuxe,
na joza de dio,
na joza xa vista,
na joza antiga,
na joza de tuti,
na joza che ła casca,
na joza e basta.



