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Thursday, 10 September 2026

tutte le battaglie di venezia

 


Ecco tutte le battaglie vinte, perse e di asito dubbio, gli assedi subiti e realizzati, tutte le rivolte pro e contro, della Serenissima Repubblica di Venezia durante tutta la sua storia.

Un affascinante visualizzazione, con migliaia di entrate ed eventi, sia territoriali che di guerra.

Un'impressionante catalogo completo della storia millenaria della Repubblica.

Onuno di questi punti (sia eventi che territori) è cliccabile e dispiega una finestra con informazioni cronologiche, nomi, note storiche.

La visualizzazione può raggruppare tutte le epoche (come qui rappresentato) oppure una barra del tempo automatica può mostrare la sequenza storica di tutto questo materiale indicizzato.


Date un'occhiata!

Thursday, 3 September 2026

Illiade in Veneziano - rap - Bronsa desQuerta


 Gran Dea

Testo del primo canto dell'Illiade in Veneziano di Giacomo Casanova del 1778 con pronuncia modernizzata.

Progetto musicale: Bronsa desQuerta


VOXE LUXE - Bronsa Desquerta


VOXE E LUXE


Sunday, 30 August 2026

La Serenissima

   


La SerenissimaMille anni di storia veneziana su una mappa


Dal 697 al 1797, la Repubblica di Venezia ha attraversato undici secoli di espansione, guerre, diplomazia e commercio. Questa mappa interattiva li racconta tutti, territorio per territorio, anno per anno.

Oltre 1.180 territori georeferenziati — dalle isole del Dogado ai possedimenti dello Stato da Mar in Dalmazia, Albania, Grecia ed Egeo, fino ai fondachi commerciali sparsi da Costantinopoli a Tana. Ogni luogo ha la propria data di acquisizione, di eventuale perdita, e le note storiche che ne raccontano la vicenda — comprese le interruzioni, le riconquiste, i passaggi di mano spesso dimenticati dalle sintesi generali.

Più di 250 tra battaglie, assedi, dedizioni, rivolte e trattati, ciascuno geolocalizzato e raccontato nel dettaglio: da Pietro II Orseolo che soccorre Bari nel 1003, alla battaglia di Lepanto, fino alla caduta della Repubblica nel 1797. Non solo vittorie — anche le sconfitte, le tragedie umane, gli episodi minori ma rivelatori che danno profondità alla storia ufficiale.

Una cronologia viva: la sequenza completa dei 120 dogi, le guerre della Repubblica, e 52 personaggi — dogi, ammiragli, pittori, diplomatici, condottieri — ciascuno con la propria scheda, tutti sincronizzati con la barra del tempo. Fai scorrere gli anni (o premi play e guardali scorrere da soli) e guarda la mappa cambiare colore sotto i tuoi occhi.

Le rotte che hanno fatto la fortuna di Venezia: le mude di Stato, ognuna con il proprio periodo storico reale; le rotte commerciali private verso Costantinopoli, Candia e Cipro; la Via Alemagna verso la Germania; persino la Via della Seta, nel breve secolo in cui Venezia ne fu il vero terminale occidentale.

Strumenti pensati per esplorare, non solo guardare: una ricerca incrociata per confrontare due anni qualsiasi e vedere cosa è cambiato; l'esportazione dell'immagine per portarti via ogni istantanea; lo schermo intero per perdersi nella mappa senza distrazioni; persino un piccolo suono che accompagna ogni battaglia mentre il tempo scorre.

Un progetto di mappatura storica e geografica, costruito verificando ogni data contro le fonti — non per pretendere l'ultima parola sulla storia, ma per offrire uno strumento onesto, denso e in continuo affinamento su un impero che è durato più a lungo di quasi ogni altra repubblica della storia.


La Serenissima: mappa interattiva






Friday, 17 July 2026

autonomia veneta

 

Il sogno dell'autonomia per la regione Veneto è un grande mito che esiste da decenni e che non ha l'aria di voler spegnersi.

Vi ricordo i vari referendum, alcuni strampalati, altri ufficiali, a volte per l'indipendenza altre per un'autonomia paragonabile a quella delle altre regioni a statuto speciale dell'Italia.


Ebbene tutto questo sforzo (e questa valanga di soldi buttati in consultazioni) tempo perso in decisioni che non portano a nulla, bufere mediatiche che lasciano il tempo che trovano... non hanno cambiato di una virgola lo statuto del Veneto, con grande frustrazione di molti cittadini.


Beh, ho qui, tra le mani, una soluzione pratica, istantanea, immediata per ottenere l'autonomia del veneto in un nanosecondo:

Si tratta di fare come ha fatto il comune di Sappada anni orsono, oppure quello che si accingono a fare certi comuni del basso Tagliamento: un referendum per passare alla regione Friuli Venezia Giulia.

Ed ecco l'idea: fare un referendum in ogni comune del Veneto per passare, simultaneamente, alla regione Friuli Venezia Giulia! Tutti di colpo, in un solo salto acrobatico!

Il Veneto sparisce, diventa un'estensione del FVG!!!

Capitale? Sì, Trieste, com'è ora. Magari poi in futuro ci si pensa a vedere di centrarla un pochino nel territorio.

Cambiare il nome? Dettagli. Magari in futuro diventa Friuli Veneto Giuliano...

Autonomia? Istantanea!

Ricreiamo praticamente la regione originaria del Veneto prima che fosse suddivisa con il fascismo.

Ecco fatto.

Risolto il problema.

Politicanti veneti! Siete disposti a lasciare la vostra bella caregheta in nome del vostro tanto desiderato sogno autonomico?

Avanti tutta!!

Go East!!

Viva el Friûl!


Monday, 1 June 2026

Venitaliano: convergenza Veneto Italiano

 

L'Italiano e il Veneto sono due lingue diverse. 

Non "secondo me", ma secondo le classificazioni ufficiali dei linguisti.

Come quasi tutti i "dialetti" italiani, queste parlate andrebbero più propriamente definite come "lingue" e non come "dialetti" per il semplice fatto di essere evoluzioni parallele del Latino volgare, ciascuna con strutture grammaticali sintattiche e lessicali distinte.


È chiaro, d'altra parte, che il Veneto è una lingua non molto diversa dall'Italiano e che ha subito molte influenze da quest'ultima, specialmente negli ultimi decenni.

Il Veneto utilizzato dalle generazioni odierne è una versione "italianizzata" del Veneto più puro, o arcaico, dei nostri nonni.


A me piace immaginare un futuro dove il Veneto (come ogni oltra lingua o parlata locale) non sia destinata a sparire, visto che rappresenta una connessione con le nostre radici e con la nostra identità.

A volte esploro l'idea di strutturare una versione "ufficiale" del Veneto che possa convivere parallelamente con l'Italiano standard, un po' come si fa in Spagna con il Catalano o con il Gallego, lingue che, tra l'altro, presentano un'affinità maggiore con lo Spagnolo di quanto non lo faccia l'Italiano con il Veneto (controllate pure in giro o indagate nel mondo della linguistica ufficale ).


Però secondo me il Veneto (anche in una sua versione ufficiale o unficata) non si può contrapporre all'Italiano.

Non può cioè sperare di vincere in una specie di braccio di ferro linguistico (e in definitiva politico-ideologico) contro l'Italiano. Il Veneto ne uscirebbe sicuramente perdente al 100%

L'esempio della Catalunya, in Spagna, è emblematico.

Anche se la lingua è ufficiale e fiorisce a un livello formale e istituzionale, le nuove generazioni la stanno sempre più abbandonando. Se poi la copertura di protezionismo politico venisse a mancare, la gran parte della popolazione abdicherebbe ancor più da questa lingua per allinearsi, poco a poco, con la lingua nazionale spagnola.

Ed è evidente che sia così: una lingua regionale, per quanto strutturata e prestigiosa, non ha la stessa possibilità di sussistere in un mondo globalizzato in cui dall'altra parte la lingua statale apre le porte a una grande connessione globale internazionale, come lo fa lo Spagnolo.

Per quanto la situazione sia leggermente diversa in Italia, eseenziamlmente la stessa dinamica vale per Veneto e Italiano.

L'Italiano ha prestigio internazione e permette di aprire orizzonti molto più ampi che una qualsiasi lingua regionale, per quanto storicamente sensata, presente e/o strutturata. 

Inoltre il mondo in cui viviamo è aperto, come noi ci muoviamo all'estero o in altre regioni, così come lo fanno gli altri, rendendo più difficile arroccarsi in un muro di purismo locale refrattario alle influenze esterne.


Tuttavia non è detta l'ultima parola! Ed è questa la mia proposta di oggi!

Abbiamo una fortuna gigantesca: il Veneto è forse la lingua in Italia più simile all'Italiano (o una delle più simili, comunque).

Questa non è una "debolezza" rispetto a una ideale di purezza linguistica arcaica, ma è un grande asso nella manica!!


Veneto e Italiano possono convivere senza sforzo! Proprio perché possono incontrarsi e non lottare uno contro l'altro.

Incontrarsi...  convergere.... fondersi...


È per questo che oggi voglio inaugurare l'idea della creazione del VENITALIANO (o Venetaliano?!) cioè della fusione del Veneto con l'Italiano! Della convergenza di queste due lingue, in una assimilazione e scioglimento di una nell'altra.

L'idea è realista: non contrapporre il Veneto all'Italiano, ma invece farlo convergere, mantenendo comunque dei tratti propri, in continuità con la parlata locale.

Trovare quel giusto equilibrio che permetta di non dover sciegliere tra l'uno o l'altro, ma di mantenersi facilmente in un ibrido che rispecchia entrambe le lingue.

Questo è possibile grazia alla vicinanza di queste due lingue e questo può essere la salvezza del Veneto.


Il Venitaliano sarebbe quindi un dialetto italiano del Veneto o un dialetto veneto dell'Italiano... a questo punto non si potrebbe più dire se uno o l'altro. Ciò garantirebbe un accesso facile e immediato a chi entri da fuori, conoscendo l'Italiano. Senza resistenza, il passaggio sarebbe spontaneo, allo stesso tempo si manterrebbero le caratteristiche locali che garantiscono una specificità e una continuità della lingua locale. La comprensione sarebbe, dopo qualche tempo, pressochè totale sia per un italiofono che per un venetofono puro e duro.

invece di dire, in versione "purista veneta": 

Me barba gàeo ciolto chea carega inruzenìa par butarla intèe scoasse?

si potrebbe dire:

Me xio ga ciapà quela sedia inruzinida per butarla nela spassatura?

Si tratta solo di un esempio per rendere l'idea.

Si tratta di italianizzare il Veneto (tendenza comunque inevitabile, quindi va accettata, prima o dopo) oppure di venetizzare l'Italiano (per dare un tocco locale, sensato, reale, all'Italiano parlato in Veneto, in continuità storica con la lingua locale).

Questo garantirebbe un futuro possibile al Veneto.


Considerate di nuovo il caso della Spagna: è molto più improbabile la sopravvivenza del Basco rispetto al Catalano, visto che, essendo così diverso e così locale, ed essendo che tutti i Baschi parlano spagnolo, ma non viceversa, è cosi improbabile che alle lunghe tutti si sforziono di impararlo ed usarlo in futuro. Considerate che ormai non ci sono più popolazioni impermeabili alle migrazioni e alla mobilità.

Il Catalano invcece potrebbe teroicamente farcela perché implica uno sforzo molto minore e ragionevole per chi vuole vivere e integrarsi nel tessuto sociale locale. (il problema in questo caso è soltanto politico e ideologico, essendo che il Catalano si presenta come "antagonista" allo Spagnolo e in questa lotta il suo destino è segnato, invece di andare a braccetto con la lingua nazionale).


Se invesse noialtri adotessimo el Venitalian, saria fassile "impararlo" parché saria solo na picola variassion de l'Italian (o viceversa, na variassion del Veneto) e anca chi che vien da fora saria capace de usarlo fassilmente.

Sia la comprension che la fassilità de parlarlo aiutaria a mantenerlo in vita.

Al stesso tempo, perdendo el purismo de un Veneto odierno o arcaico, saria fassile l'unificassion dela lengua veneta in tute le so varianti e, in ogni caso, anca la conservassion de na lengua che mantien un caratere locale o in continuità con el passà.

Xe proprio la carateristica de essere comprensibile e de confluire in modo fassile e naturale nel Italian che pole salvar la lengua veneta!

No perdemo questa ocasion. Almeno cominciemo cossí. Creemo un Venitalian, un ibrido che salve le nostre radici e che renda la distansa tra Italian e parlate venete na question de picole variassion locali.

El lessico saria quasi tuto italian venetizà. La gramatica principalemente italiana. La fonetica molto italiana. Però le carateritiche principali de pronuncia e creassion dele parola saria più o meno venetizante, con parole, pronomi, verbi e particele piu classiche e piu tipiche del Veneto integrade nel Venitalian.

Essere una variassion implica piu capacità de resistensa e piu resiliensa linguistica parché no ghe xe necessità pratica de abandonare na parlata che xe za comprensibile par tuti.


Rifletéghe

Rifletemoghe



Wednesday, 4 June 2025

mantra personali


In certi processi personali è importante sentire mille volte frasi potenti e che toccano a fondo.
Una specie di riprogrammazione mentale che può aprire porte interne che potrebbero essere per il momento chiuse o ancora semichiuse.
Il concetto è quello del mantra, o dell'oponopono, o dell'ipnosi, etc...
Niente di nuovo in fondo, se pensiamo che, dopo tutto, le canzoni hanno questa stessa proprietà: attaccarsi al cervello, trasmettere un messaggio e ripeterlo in automatico nel nostro subconscio.

Che formidabile strumento quindi una musica (canzone o mantra che sia) che tocchi le corde profonde della nostra mente e dei nostri processi personali.

Ma come avere un mantra che sia disegnato proprio per te, con le frasi che devi ascoltare in questo momento e che parli, magari, la tua lingua, nel modo esatto in cui la adopereresti tu, perché risulti ancora più proprio?

Beh, l'Intelligenza Artificiale ci viene in aiuto e adesso che si possono realizzare musiche con testi e stili come piacciono a te, io userei questo strumentio non tanto per fini puramente ludici, ma anche per creare quei mantra che ti ripetano, nel modo giusto e con lo stile che piace a te, esattamente le parole che devi ripeterti e sentire.

Io lo sto facendo con vari processi personali miei. Alcune di queste canzoni (principalmente cantate in dialetto veneto, visto che è il modo in cui parlo a me stesso in modo più diretto e personale) le ho caricate in SoundCloud sotto il progetto musicale Bronsa Desquerta.

Non tutte le canzoni sono processi personali e altre le ho fatte in italiano sotto il nome del progetto DisLab. Ad ogni modo la maggior parte ha questa finalità e vi sprono a usare questi nuovi strumenti per incrementare e potenziare il vostro mondo interno.


Monday, 3 March 2025

EL VEEN CHE INVEENEA


Project: Bronsa Descuerta - Rap

EL VEEN CHE INVEENEA

Verxi chee rece che si no te e spaco a tochi
Go chelcossa da dirte e sarà mejo che te me scolti
Mi sparo paroe che e xe come canonae
come cani salvàreghi che i te mòrsega so a goła!

No te piaxe quel che dixo? no go gnanca scumisià
No te sa quel che vien vanti? suito te o descuerxarà!
e me rime e xe de fogo e e te fulminea de colpo
come scosa de corente che a te para in ospeal!

Sbrego come na manera, sbuxo come na trivea,
in do e do quatro te si in tera, destirà so na barea!
a me léngua a 'e un fuminante, el to odio el xe benxina,
se te resti qua na scianta, mi te inpiso a diavoina!

Mi sto ritmo te o go fato par sburatar el servel
co'l te va rento intea testa el bate pexo de un martel
el te fa sciopar neuroni, el te sverxe fin e buee
el te sfrégoła i pensieri e el te inpira nove idee!

Situ drio ronparme e bae? vatu in serca farme mal?
Spuitu sora e me paroe soło parché no e xe italian?
Verxi i oci, insemenio: mi parlo come che vui!
No te còmoda sta storia? quea a xe a porta: movi el cul!

Mi no go mia paroni!
Mi no sbaso mai a testa!
Mi spuo fogo co a me léngua
e ogni son el ciama tenpesta!

(Mmmm)

Co ste paroe mi te foo sciopar!
Co ste paroe mi te foo sciopar!
Co ste paroe mi te foo sclerar!
Co ste paroe mi te foo sparir!

Co a me xente se capimo
ti te pol anca bruxarte
A me léngua a xe na bonba
a sciopa, a schinsa e a bruxa a mente!
Mi e paroe e vien da rento
Da sto cuor che'l tonedea,
E co e te mòrsega sol col
e xe veen che el te inveenea!

El me veen el te inveenea!

El me veen el te inveenea!

El me veen el te inveenea!


Me fradei i xe de sàngue, no inporta ndoe che i 'e nassui:
Mi no meto mia confini, da mi i 'e tuti benvegnui!
Mi no parlo de Europei, de Africani o de Sigagni,
Semo tuti de sto mondo: qua semo tuti conpagni!

Ti ditu che i 'è foresti? Qua foreste e xe e to idee!
Te credeitu esar mejo? Fame un fià capir parché!
A única rasa che òdio a xe quea de i insemenii
che i se pensa superiori, ma i xe soło rincojonii!

Se mi scrivo e me canson uxando a léngua de a me xente,
xe parché no go vergogna e no me ne ciava gnente!
Son qua che mi son nassuo! e xe ste qua e me raixe!
El me cuor l'e de sta tera anca se go fato e vaixe!.

Pero desso scolta puito che no te 'a capio gnoncora:
Che mi dopare a me léngua no vol dir che odio quei da fora!
E no vol dir che a me mente a 'e seraa rento de un buxo!
Mi no son incaenà a na tera! Sì, a me patria a 'e da par tuto!

El me cuor no'l ga frontiere! No meto confini a e idee,
i me pie i gira pal mondo, ma i me límiti i xe e stee!
Mi no go soło na bandiera: ghe ne 'o una, sento, mie!
Mi no nego e me raixe, ma me e porto via co mi!

Mi no go mia paroni!
Mi no sbaso mai a testa!
Mi spuo fogo co a me léngua
E co a me voxe a ciama tenpesta...

(Mmmm)

Co ste paroe mi te foo sciopar!
Co ste paroe mi te foo sciopar!
Co ste paroe mi te foo sigar!
Co ste paroe mi te foo morir!

Co a me xente se capimo
Ti te pol anca bruxarte!
A me léngua a xe na bonba
A sciopa a sverxe e a sbrega a mente!
E paroe e me vien da rento
Da sto cuor che'l tonedea
e co e te mòrsega sol col
e xe veen che'l te inveenea!

El me veen el te inveenea!

El me veen el te inveenea!

El me veen el te inveenea!



Friday, 13 December 2024

indovineo

Se credete che il Veneto sia una lingua semplice, per certi versi sì, ma per certi versi non sempre...
Prendiamo l'esempio della parola INDOVINEO
Come si traduce in Italiano?

INDOVINÉO:      io indovino (insieme alla forma "mi indovíno")
INDOVINÉO:      io indovinavo (insieme alle forme "mi indovinéa", "indovinavo", "indovinava")
INDOVINÉO!:     indovinatelo!
INDOVINÉO?:    voi indovinate?
INDOVINÉO?:    lui lo indovinava?
INDOVINÉO?:    voi lo indovinavate?
INDOVÍNEO?:    lui lo indovina?
INDOVÍNEO!:     indovinalo!
INDOVINÈO:      indovinello

...e se non vi piace scrivere con gli accenti... adesso indovinate il significato della parola!

(anche se poi il verbo "indovinar" sarebbe un italianismo. il vero verbo per indovinare sarebbe "intivar")



Wednesday, 11 December 2024

l'omo novo


nàvego, nàvego, pi in fondo che se pol,          
ma no ghe xe pi vento, e no go pi el timon.
me aso strasinar, inerte, da a corente,
el sol el me arde a pee, el sal el me bruxa a gola.
mi perduo inte sto linbo, col tenpo che no'l pasa,
Se ga negà a speransa, sparìa in fondo al mar.
sbranaa, scortegaa, squartaa e magnaa dai squai,
romai a xe solo un ricordo da veda a oci serai.

ma ti no sta mia creda che a sie finia cusita,
son forte fa na piera, inte e vene go morbín,
e anca se vien tenpesta,  e anca se a morte a peta,
mi ghe ne ó viste tante, me buto intel destín.

e ciapo el volo!
(sí svolo)
da blé a blé mi salto, a salvesa a va par alto!

 e son da solo!
(ma svolo!)
asando che na làgrema a me sbrise tra i cavei.
asando che na làgrema a sbrise intei cavei

no ghe xe sta mai gnente e nesuni
che me àpie amà cusí tanto fa mí...
e chea caresa mai data e mai sentia,
son ndato in serca, par dentro de mí

a go cataa inte chel çiel che go mí.

(capísitu? Me síntitu?)

un oçeano go dentro,  e un çiel intiero e blé.
pien de núvoe e vento, co tenpesta e seren.

dadrio chel orixonte, desquerzaró montagne
nove íxoe e coste da veda e conquistar.

e no sta dirme che son radical!
e no sta dirme che gavaria da esa pi bon!
e no sta dirme che sbajo paroe!
parché xe ora sverża el cuór e de far sciopar 
tute chee robe che mi no go dito maI!

VOO OLTRA DE MI
VOO OLTRA DE MI
NO GO PI CONFIN
VOO OLTRA DE MI

e co gavaró finio
un mondo novo ghe sará
co saró rinasuo
un omo novo el parlará

(...e verzo i oci....)

Thursday, 5 September 2024

Linea del Piave


Sassi del Piave, discesi dalle vette delle Dolomiti, racchiudono storie ataviche, segrete, misteriose.

A tratti, tra un minerale e l'altro, un segno, una linea.

Ed ecco. L'unione di storie diverse, l'unione di montagne infinite.

La linea.

Nel fiume, portati dal Piave. Trovati nella pianura.

La linea.

La freccia.

La frontiera.

L'unione.


Tuesday, 11 June 2024

nuova proposta per GVU

No so parché son drio dedicarme tanto a sta storia de la GVU... fursi el xe un efeto de 'ver' un fiol' Spagnolo e de voler' tramandarghe chelcossa de le so radixe vènete.

Ben, in ogni caxo, ghe ne go pensada naltra:

In xonta a le létere che go xa descrito intel post de la GVU (che le permete scriver' el Vèneto inte na maniera sola par la gran parte de le diverse parlate locai, senpliçemente ledzendo i grafismi in modo difarente in baxe a la xona che te vien), me vien in mente de considerar naltra variante local de pronunçia típica de aree diverse del Vèneto:

Se trataria de chele parole che se le pronunçia de le volte "V" e de le volte "GU".

do, tre exenpi:

Vantar' (ciapar') che se dixe anca Guantar'.

Vaivo (veloçe, continuo, uniforme) che se lo dixe anca Guaivo.

Lavazo (la condensazion de l'umidità co xe matina), dito anca Laguazo.

eçetera eçetera.

Magari xe un fià exagerà crear na grafia poco uxual par risólver' pochi caxi de parole che le podaria sol' èser' scrite in maniera difarente e basta. (l'eterna question de voler' inclùder' tute e varianti soracargando la grafia o, invenze, preferir' mantegner' na grafia pi lizjera e pi vizina a la conprension de la dzente normal, lasando par fora qualche variante, ma senpre contra la idea zjeneral de na grafia comun de squaxi tute le parlate...)

Ogni modo, l'idea qua la saria quela de scríver' ste parole co la grafia GV

cusí, le parole che gavevo sielto prima, le deventa cusí:

Gvantar'

Gvaivo

Lagvazo

La soluzion no la saria mal. Sol' me domando se val la pena...


Friday, 7 June 2024

La Ç

Parlando da novo de la létera "Ç" intel contesto de la GVU, ghe xe da dzontar' un pícolo detajo:
Xe vero che la Ç la se ledze alternativamente S, Z, Th, in baxe a la xona geográfica che te vien, se te parli in maniera tradizional, e si no, te a ledzi C dolza, se te uxi a parlata pi moderna, italianixada. 

Cussí na parola fa "çità" se la pol ledzer' "sità", "thità", "zità" o anca "cità"
Stesa roba co te dixi "çiel'", che'l pol esser' leto "siel'", "thiel'", "ziel'" o "ciel"

Questo xe vero in general', ma cosa sucede se te vedi na parola scrita cusita: "lançar'"
Ben, la régola la val anca cusita: se podarà lora ledzer' sta parola come "lanzar'", "lansar'", "lanthar'" o se te vol, "lanciar'"
Donca a Ç la se pol ledzer' "Ci" anca davanti a le vocai A, O, U, senza bixogno de dzontarghe na I par rénderla "dolza".

Cusí xe da scríver' 
"Lanço na freça"
e secondo da dove che te vien o come che te si abituà, te pol lèdzerlo:
Lanso na fresa
Lantho na fretha
Lanzo na freza
Lancio na frecia

(Sol GVU go in mente de crear' de le cartine generai par rénder' pi ciaro quale che le xe le zone de pronunçia difarente par ogni létera. Vedaré...) 

Friday, 26 April 2024

el fogo el se stua


Mejo... mejo... mejo...

Mejo star' in ospedal
che inprexonà inte sto leame!

Sarie un ricoverà
e no sol' un morto da fame!

i dei...
i dei...
i me dei...
i goj par scavar' fose
e sofegar' me fradei?
...i me dei...

le man...
le man...
le me man...
vutu che le uxe unquó
se i me a ciavà xa el doman?
...le me man...

Soto l'onbra del Sol
el sogno el se sveja

intel fondo del çiel'
la luna la se sbrega

El tenpo el va torno
el tenpo el va torno
el tenpo el va torno
e el fogo el se stua

el fogo el se stua...

el fogo el se stua...

el fogo el xe stuà!

i pie inte la tera,
ma a testa inte le stele!



 

Thursday, 4 April 2024

REPETON



mi te go verto na bossa

ti no sta spanda na jo...

mi te go verto na bossa 

ti no sta spanda na jossa!


mi te go ciolto el to goto

desso scumissia el casoto

me go ciapà na bea s'ciona

e se no te va ben va in mona


go i oci pieni de caívo

a goła arsa da a graspa

e po devento cativo

se tuti quanti no i tase

ta!

ta!

ta!

ta!


e no i ghe a moła de far

tuto sto repeton!

repeton!

repeton!

repeton!


go e rece piene de sto

repeton! 

repeton! 

repeton!

repeton!


intel servel o sinto el

repeton!

repeton!


asséme star 

asséme star!!

assé!

me!

star!


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peccato solo per la pronuncia delle parti sottolineate che non sono sbagliate...

"el to goto" è stato pronunciato tipo "el to go...goto"

"na bea s'ciona" suona come "scio, sciona" ...mah.

"tasé" invece di avere la esse dolce ha la esse dura.

Saturday, 17 February 2024

alcuni nomi ultra-venetizzati

Che ne sarebbe dei nomi geografici di certi paesi e regioni se fossero ad un certo punto caduti nelle mani di geografi ultra-venetisti neo-revisionisti radicali e estremisti del linguaggio ultra-venetizzato?

Ecco alcuni possibili esempi:


Stati Uniti d'America (USA) = Stài Unìi de Mèrega (SUM)

Slovacchia = Sloàcia

Norvegia = Noreja

Venezuela = Venessieta

Belize = Beíxe

Egitto = Ejíto

Libia = Ívia

Guatemala = Vatemàea

Kazakistan = Gaxagestán

Uzbekistan = Osbeghestán

Afganistan = Faganestán

Australia = Ostralia

Giappone = Javón

Laos = Áos

Cile = Çíe

Repubblica Dominicana = Repúblega Domenegana


e chissà quante altre ancora....


Thursday, 2 November 2023

gira e missia

"Gira e missia" è un modo di dire veneto che in Italiano potrebbe essere tradotto come "in un modo o nell'altro" oppure "spesso", "frequentemente" o anche "in fin dei conti".

Per esempio: "gira e missia, son senpre drio veda el teefonin"

"Gira e missia" in Italiano si tradurrebbe letteralmente come "Gira e mescola" ed è un modo in qualche modo intuitivo di dire che, pur cambiando le condizioni, si finisce sempre per ricadere nella stessa situazione.

Ciò che trovo interessante di questo modo di dire (che sì è intuitivo in qualche modo, ma non poi così tanto), è che in Portoghese (o almeno in Portoghese brasiliano) questo modo di dire esiste ed è usatissimo.

"Vira e mexe" è la traduzione esatta di "Gira e missia" ed inoltre ha esattamente lo stesso significato.

Mi chiedo se questa espressione non sia un bagaglio che è venuto dall'emigrazione in massa dei Veneti in Brasile verso il 1800. Gran parte degli emigranti si sono poi naturalizzati Brasiliani, ma molti (come ad esempio i miei bisnonni Candido e Candida) sono poi tornati e forse portando a casa delle espressioni che originariamente erano proprie del Portoghese.

Chissà

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ups... mi sono appena ricordato che in Italiano si dice "gira e rigira"...

Wednesday, 7 June 2023

carta etno-linguistica

Carta etno-linguistica del nord-est italiano tra la prima e la seconda guerra mondiale.
La cartina originale è stata modificata per mostrare: il Lombardo, L'Emiliano, il Veneto, il Ladino e il Friulano, invece della generica denominazione di "Italiano".
In quegli anni le lingue principali di questi territori erano queste e non l'Italiano standard, come oggigiorno, sicuramente.


 

Saturday, 22 October 2022

se se se se...


Se se se destriga, se core e

se xe senpre insieme;


Se se scumissia caminar

se sa che se ne assa indrio;


Se se se senta

se se sinte da soi;


Se se se destira

se se indormessa,

e no se sa pi

se se se torna desmissiar.



Tuesday, 18 January 2022

na joza

Na joza de piova ła xe na joza de nùvoła,

ła xe na joza de aqua,

na joza de çieł',

na joza de blè,

na joza de mar',

na joza de vento,

na joza de soł,

na joza de vita,

na joza de amor',

na joza de łuxe,

na joza de dio,

na joza xa vista,

na joza antiga,

na joza de tuti,

na joza che ła casca,

na joza e basta.