Tuesday, 21 July 2026

M.A.G.A. - F.I.G.A.


Sì, detesto i MAGA, però c'è da notare che la versione MAGA italiana è stranamente azzeccata e appropriata alla logica politica e culturale del nostro paese.

Ecco le due versioni a confronto:





Friday, 17 July 2026

Fameja místega


 

sombras


 

autonomia veneta

 

Il sogno dell'autonomia per la regione Veneto è un grande mito che esiste da decenni e che non ha l'aria di voler spegnersi.

Vi ricordo i vari referendum, alcuni strampalati, altri ufficiali, a volte per l'indipendenza altre per un'autonomia paragonabile a quella delle altre regioni a statuto speciale dell'Italia.


Ebbene tutto questo sforzo (e questa valanga di soldi buttati in consultazioni) tempo perso in decisioni che non portano a nulla, bufere mediatiche che lasciano il tempo che trovano... non hanno cambiato di una virgola lo statuto del Veneto, con grande frustrazione di molti cittadini.


Beh, ho qui, tra le mani, una soluzione pratica, istantanea, immediata per ottenere l'autonomia del veneto in un nanosecondo:

Si tratta di fare come ha fatto il comune di Sappada anni orsono, oppure quello che si accingono a fare certi comuni del basso Tagliamento: un referendum per passare alla regione Friuli Venezia Giulia.

Ed ecco l'idea: fare un referendum in ogni comune del Veneto per passare, simultaneamente, alla regione Friuli Venezia Giulia! Tutti di colpo, in un solo salto acrobatico!

Il Veneto sparisce, diventa un'estensione del FVG!!!

Capitale? Sì, Trieste, com'è ora. Magari poi in futuro ci si pensa a vedere di centrarla un pochino nel territorio.

Cambiare il nome? Dettagli. Magari in futuro diventa Friuli Veneto Giuliano...

Autonomia? Istantanea!

Ricreiamo praticamente la regione originaria del Veneto prima che fosse suddivisa con il fascismo.

Ecco fatto.

Risolto il problema.

Politicanti veneti! Siete disposti a lasciare la vostra bella caregheta in nome del vostro tanto desiderato sogno autonomico?

Avanti tutta!!

Go East!!

Viva el Friûl!


Wednesday, 15 July 2026

mythological family tree


La versione mitologica del me àlbaro de fameja generata dall'AI


Le foto non sono molto aggiornate, si tratterà di foto di 10 anni fa. I livelli inferiori devono essere ritoccati con visioni più attuali. Ad ogni modo simpatico. 

Una versione con Fabio Ubi e anche la famiglia di Ubi sarà presto realizzata.



Per ora una prima versione aggiornata con la mia vera faccia, attualmente.

conversational hypnosis for relationships

 

New certificate on a hypnosis course.



Conversational hypnosis for relationships, by the psychiatrist Stephen Anthony



La macchina del tempo...

 

In un sogno di un paio di giorni fa un'amica mi porgeva un oggetto, tipo souvenir, e voleva che glielo "attivassi", nel senso di farne scaturire la magia che potenzialmente conteneva.

Si trattava, secondo la sua onirica e implicita intenzione, di una sorta di macchina del tempo.

La informavo del fatto che non ero in grado di fare magie, non era totalmente realista la richiesta, tuttavia le dicevo:

"Questo oggetto sta già funzionando.

È una macchina del tempo funzionante.

Tu sai già cosa vuoi da questa macchina del tempo, solo che non ti è chiaro come lo sta facendo.

Questo oggetto sta già facendo esattamente ciò che vuoi: riportarti nel passato, ma non è come pensi tu: un portale di teletrasporto dimensionale... Ti riporta a un altro tempo con il ricordo.

È una macchina del tempo.

La magia è già attiva."


Messaggio da un sogno-17


Dal sogno dell'11 luglio 2026

Di fronte a dei vecchi compagni di liceo che si ritrovavano un po' nostalgici dei vecchi tempi, io di colpo dicevo:

"Io credo che parte della felicità sia saper dimenticare certe cose.

E un'altra parte invece è saper ricordarne altre"




Friday, 10 July 2026

luce lunare


 

Il corpo sa


Si tende spesso a separare mente e corpo, attribuendo alla mente il ruolo centrale e considerando il corpo come un semplice mezzo attraverso cui percepiamo il mondo. Ma questa prospettiva è riduttiva.

Il corpo non è soltanto un insieme di sensori che ci permette di raccogliere informazioni sulla realtà. È innanzitutto ciò che rende possibile la nostra esistenza. Prima ancora di essere esseri razionali, coscienti o pensanti, siamo esseri che esistono. In questo senso, il corpo è l'ancora dell'esistenza: non è un accessorio della mente, ma la condizione stessa del nostro essere nel mondo.

Di conseguenza, il corpo non è qualcosa di separato dalla realtà che osserva. È esso stesso realtà. Gli atomi che lo compongono non sono diversi dagli atomi del resto dell'universo; il corpo è una parte integrante del tutto. Per questo motivo il suo rapporto con la realtà non è soltanto quello di un osservatore che riceve informazioni, ma quello di un elemento della realtà che entra in relazione con se stessa.

Da questa prospettiva, il corpo non sente la realtà semplicemente perché la percepisce: la sente perché ne è parte. E, in un certo senso, la conosce proprio perché coincide con essa. La mente, invece, possiede una conoscenza filtrata dalla propria struttura. La nostra coscienza organizza l'esperienza secondo categorie specifiche: percepiamo uno spazio tridimensionale, viviamo il tempo come una successione lineare dal passato al futuro e interpretiamo il mondo attraverso gli strumenti della razionalità.

Tuttavia, nulla garantisce che la realtà sia effettivamente così. Anzi, molte teorie della fisica suggeriscono che il tempo e lo spazio siano molto più complessi di quanto l'esperienza immediata lasci intuire. La mente può arrivare a comprendere questi aspetti solo indirettamente, attraverso modelli matematici, deduzioni e osservazioni sperimentali, ma la sua esperienza rimane vincolata ai limiti della coscienza.

Il corpo, invece, essendo parte della stessa realtà che cerca di comprendere, potrebbe avere un rapporto più diretto con essa. Se, ad esempio, il tempo non fosse realmente lineare o fosse multidirezionale, la mente potrebbe non essere in grado di viverlo direttamente, ma solo di inferirlo. Il corpo, al contrario, essendo immerso nella struttura stessa della realtà, potrebbe essere già in risonanza con essa. In questa prospettiva, il corpo "sa" più della mente, non perché possieda una conoscenza concettuale, ma perché partecipa direttamente all'ordine profondo del reale. È come una corda che vibra insieme a tutte le altre: non osserva la realtà dall'esterno, ma vibra della stessa natura della realtà stessa.

Il corpo non è strumento della mente, caso mai il contrario.

La nostra mente non deve sentirsi arrogantemente il re del coirpo, ma dovrebbe invece bere dalla antica fonte della saggezza e della conoscenza come lo farebbe un giovane apprendista davanti al suo venerdando maestro.


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sotto questo prisma la metafisica non è qualcosa di separato e alternativo alla realtà fisica, comprensibile solo con la mente, al contrario: si tratta di un modo che ha la mente di vestire e nominare tutta quella parte della realtà fisica che però non riesce a elaborare o integrare in modo diretto.


Friday, 3 July 2026

Paure e Tesori

 


NESSUNO ENTRA NELL'OMBRA SENZA PAURA 

ma

NESSUNO ESCE DALL'OMBRA SENZA UN TESORO






faraone


 

inizi

 


NON C'È FINE ALL'INIZIO



La vida o su precio?


Hay un hombre cuya vida está atravesada por conflictos, tanto internos como externos. Desde la infancia carga con heridas profundas: una historia de incomprensión, injusticias y dolor que ha moldeado su manera de mirar el mundo. Nunca ha conseguido sentirse verdaderamente en paz consigo mismo ni con su familia. Vive con la sensación de que algo esencial en su vida quedó roto hace mucho tiempo y de que arrastra un peso que nunca eligió.

Un día, al salir del trabajo tras un enfrentamiento con su jefe, sube al coche. En su cabeza siguen resonando las discusiones, el resentimiento y la tensión que también vive con su madre. Conducir se convierte en un gesto automático mientras su mente queda atrapada en ese torbellino de pensamientos. Entonces ocurre el accidente.


...


Cuando recupera la conciencia, descubre que está en un lugar blanco, silencioso y luminoso, un espacio sin límites ni referencias. Frente a él aparece una figura de luz.

—¿Qué ha pasado? —pregunta.

—Has tenido un accidente.

El hombre lo observa con desconcierto.

—¿Tú eres Dios?

—Sí.

—¿Estoy muerto?

—Todavía no del todo.

—¿Y qué sucede ahora?

—Aún no ha llegado tu hora. Volverás atrás y continuarás viviendo hasta el día en que te corresponda partir.

El hombre siente un profundo alivio. 

Llora de felicidad.

Al cabo de un rato Dios le indica el camino de regreso al mundo terrenal.

El hombre está a punto de regresar cuando, de pronto, se detiene.

—Espera. Si realmente eres Dios, necesito decirte algo.

—Te escucho.

—Mi vida está llena de sufrimiento y injusticia. Lo que viví con mis padres, con mi familia, con mi infancia... no fue justo. No quiero esta vida.

Dios responde con serenidad.

—Si no quieres tu vida, puedes quedarte aquí. Pasarás al lugar que te corresponda y tu vida habrá terminado.

El hombre, asustado, niega con rapidez.

—No, espera. No me he explicado bien. No es que no quiera vivir. Lo que no quiero es vivir una vida así. Está llena de conflictos, de dolor y de injusticias. Tú eres Dios, eres todopoderoso. Podrías cambiar todo esto. Si eres justo, ¿cómo puede ser que mi vida haya tenido tanto sufrimiento e injusticias? Arréglalo, por favor.

Dios sonríe levemente.

—Ahora entiendo lo que quieres decir. No es que rechaces tu vida. Lo que rechazas es el precio que cuesta vivirla.

El hombre se queda mudo y baja la mirada.

—Es que es un precio demasiado doloroso...

—Sí. Ese es el precio de tu vida.

—Pero tú puedes cambiarlo, ¿verdad? Puedes hacer que cueste menos.

—Podría hacerlo. Pero ese es el precio de tu vida. La pregunta es muy sencilla: ¿la quieres o no la quieres?

—Me gustaría... que fuera sólo un poco menos...

Dios lo interrumpe.

—No hay negociación. El precio es este. Yo no regateo. Tu vida tiene este precio. ¿La quieres o no?

El hombre permanece en silencio.

—Si al menos pudiera ser...

—No. O aceptas el precio completo o renuncias a la vida y pasas al más allá. No existe una tercera opción.

El silencio se alarga. 

Por primera vez, el hombre contempla su vida como un todo, inseparable de aquello que le ha costado.

Finalmente levanta la vista y dice:

—Acepto pagar este precio.



MP

beatitudine


 

Vffncl


Contro la mercificazione del corpo delle donne


 

Wednesday, 17 June 2026

Cambiare il passato

 

Vorrei scrivere un racconto, una storia con un valore simbolico.

Si tratta di un racconto che parla della voglia di cambiare un passato che non ci piace. Della lotta costante e universale di lottare contro gli eventi che ci hanno formato e a volte traumatizzato in passato.

Oggettivamente molti eventi sono difficili da digerire, a volte quasi impossibili, e continuiamo a voler cancellarli dalla nostra mente per avere la vita "che ci spetta", quella che "ci è stata negata".

Questa lotta interna contro la realtà toglie tantissime energie alla nostra forza di concentrarci sul presente e sul futuro.

Anche se il prezzo per essere chi siamo adesso, lo abbiamo già pagato, continuiamo a rivivere il dolore di aver dovuto pagare un prezzo così alto e ci ribelliamo al nostro passato.

Il racconto che ho in mente (riassunto dall'intelligenza artificiale) dovrebbe essere strutturato più o meno in questo modo:


Il protagonista è una persona profondamente segnata da un'infanzia dolorosa, fatta di abusi, esperienze traumatiche e genitori che lo hanno ferito. Da adulto vive intrappolato nel risentimento e nel rimuginare costante sul passato, convinto che la sua sofferenza derivi da ciò che gli è accaduto e che la sua vita sarebbe stata migliore se la sua infanzia fosse stata diversa.

Un giorno trova una lampada magica e incontra un genio che gli concede un desiderio. Senza esitazione, chiede di riscrivere il proprio passato: desidera avere avuto i genitori che meritava e l'infanzia felice che ha sempre sognato.

La magia si realizza e la realtà viene modificata. I traumi e le conseguenze delle esperienze negative sembrano svanire. Tuttavia, ben presto emerge un effetto inatteso: cambiando il passato, cambia anche lui. La sua personalità, i suoi interessi, le sue passioni, il suo modo di pensare e perfino le sue capacità si trasformano.

L'uomo scopre di non riconoscersi più. Il lavoro che amava non lo interessa più, la creatività e le qualità che considerava parte essenziale di sé scompaiono, sostituite da caratteristiche estranee. Anche i rapporti che aveva costruito crollano: la moglie non lo riconosce più, il matrimonio si sfalda, il rapporto con i figli cambia e perde il lavoro, i suoi vecchi amici gli voltano le spalle.

Persino i nuovi genitori che aveva desiderato gli appaiono artificiali e irreali, come personaggi costruiti per soddisfare una fantasia. Non riesce a sentirli autentici né a considerarli davvero suoi.

Alla fine comprende che il passato, per quanto doloroso e ingiusto, aveva contribuito a formare la persona che era diventato. Eliminando le ferite, ha eliminato anche parti fondamentali della propria identità. Il desiderio che avrebbe dovuto salvarlo finisce così per distruggere tutto ciò che dava senso alla sua vita, lasciandolo in una realtà apparentemente migliore ma completamente estranea a se stesso.



lavoro o svago?


I miei viaggi internazionali fino ad oggi sono stati a tratti dei viaggi di lavoro e a tratti dei viaggi di esplorazione.

In questa mappa ho segnato:
In Rosso i viaggi di piacere, per esplorazione.
In Blu i viaggi di lavoro

Ovviamente le cose si complicano quando si entra in questione di schemi semplificati di dinamiche così complesse come la vita, per esempio.... quindi abbiamo anche:

In Viola i paesi dove sono stato sia per svago/esplorazione che per lavoro
In azzurrino più chiaro quei paesi in cui sono andato per lavoro, ma che in realtà sono dei lavori che ho scelto in realtà... per viaggiare.