Thursday, 20 September 2018

l'albero


eleganza nascosta


neologismo-111

a customer who is really annoying and disgusting

DISGUSTOMER

example: "today a customer entered the shop... but he was unbearable... a horrible person... he was the worst disgustomer that I ever seen!"


Tuesday, 18 September 2018

receiving the light


lámpara globito

la lámpara-globo es un invento inovador:
se trata de una lámpara que dispone de un cable muy largo (extensible) y muy resistente.
la lámpara se queda colgando a un globo rellenado de helio o de otro gas ligero.
el material del globo es muy resistente también, por lo tanto ni el cable ni el globo tienen riesgo de romperse.
al enchufar la tomada de la lámpara-globo se puede encenderla si, por ejemplo, se emplea al exterior se puede iluminar desde lo alto una porción del jardín que antes no estaba iluminado.


la lámpara está acompañada por algunos pesos que se pueden apoyar en correspondencia de la tomada (para que no se desenchufe con un golpe de aire, y otro por ejemplo, en el punto de apoyo central donde se quiere iluminar el area exterior.


esta lámpara se puede utilizar incluso en ambiente internos y se trata solo de acompañar el globo en un cuarto y apoyarlo donde más nos guste.
la flexibilidad de esta lámpara es infinita y se puede utilizar para poder tener un foco de luz en cualquier lado de la casa o para decorar e iluminar de manera original el exterior.


droni personali

nel futuro non dovremo più portarci a presso il cellulare e altri dispositivi tecnologici che non sappiamo mai dove mettere e che ci dimentichiamo da qualche parte o ci possono essere facilmente rubati: nel futuro ognuno avrà un drone personale che lo segue a poca distanza e a poca altezza, costantemente, facendo foto, video e interagendo con il proprietario costantemente (e a mio parere invasivamente e fastidiosamente)


la praticità di essere sempre seguito da tutto il proprio apparato tecnologico ed avere sempre, live, video e foto da condividere nei social networks farà in modo che questa nuova prassi sia diffusa tra tutti quanti.
il drone personale è controllato dalla voce, segue un chip sottocutaneo ed è comandato da un guanto con il quale il proprietario può decidere varie opzioni per il dispositivo: controllo manuale per farlo volare più su, per farlo atterrare sulle proprie mani, per scattare qualche tipo di foto speciale o per controllare chat e reti sociali.
non immaginatevi droni voluminosi e ingombranti: questo drone è della dimensione di un nostro telefonino standard, forse minimamente più grande, ma non molto. ha dei sensori che gli fanno capire quando è il caso di abbassarsi per superare una porta o per entrare in metropolitana o per attaccarsi magneticamente sulla capotta della macchina, se è più comodo.
gli scontri tra i vari droni non avvengono mai perché ciascuno riconosce la presenza dell'altro.
finalmente si acquisirà la libertà di avere le mani libere, di poter tuffarsi in acqua d'istinto, senza pensarci, senza il rischio di distruggere ogni apparecchio. purtroppo però la libertà personale verrà anche limitata non poco, visto che il sistema (in modo non ufficiale) verrà usato dai governi per avere sempre tutti i cittadini sotto controllo: una telecamera costante per persona ad ogni momento e volontariamente mantenuta funzionante dal cittadino stesso.
una triste ragione in più per pensare che questa invenzione non è fantascienza, ma tra un po' sarà davvero parte della nostra normalità... preparatevi!

sogno della chiesa in rovine

L'antico sogno della chiesa in rovine...







Un modellino gigante di un campo di battaglia collinoso metallico con tanti soldatini sopra.
la visione era a raso terra, in mezzo ai soldatini, di due colori (mimetico e blu) sul grigio del metallo, tutti mischiati tra loro in una battaglia.
stavo spiegando il modellino a qualcuno e dicevo che tra quei soldatini c'erano dei grandi generali, apparentemente come gli altri, ma che avevano fatto cose grandi.
sapevo che era un gioco, ma questo non toglieva nulla alle grandi imprese dei generali nel loro metallico mondo fittizio ludico.

a questo punto invece mi ritrovo tra le rovine di una grande chiesa, a volte sembre una gigantesca casa colonica, a volte un convento in rovina. parti senza tetto, macerie da tutte le parti.
io saltavo sui muri crollati insieme a Luca, mio fratello maggiore, più in fondo nella navata.
c'erano anche altre persone, tipo mia madre e un altro tipo, un estraneo che non ho mai guardato in faccia.
le rovine erano in qualche modo legate alla mia infanzia e le avevo già percorse e vederle cosí era esaltante. dalle ampie falle dei muri e dalle parti scoperchiate entrava una grande luce estiva di un sole bello e pulito.
mia madre mi si mette a parlare vicino e si sorprende della bellezza del posto. dice che lí una volta, lá sotto, dove c'era quella specie di anfiteatro naturale verde (e nella mia mente lo vedevo), lá una volta ci si lavorava con la stalla e non ci si rendeva conto di quanto bello era.
il luogo di cui parlava mia madre era poco più in lá. io sapevo che c'ero stato poco prima. e pensavo alla bellezza del luogo (ma poi non ero cosí convinto come mia madre, anche se concordavo).

voglio andare su per i resti del campanile, prima buttando l'occhio avevo visto una scala mezza distrutta che si arrampicava per quel che restava della torre e un tipo che la stava salendo. adesso che voglio andarci su anche io, vedo che le scale più crescono e più si fanno strette, fino a sparire attaccate al muro.
rinuncio solo guardandole. sento mio fratello vicino. mi dice: "guarda quel muro all'entrata, [un muro mezzo distrutto, anticamente affrescato con rombi rossi e bianchi] é il muro di san Notario"
io guardo il muro (adesso siamo sopra un tetto e vediamo tutto dall'alto) e dico: "san Gervasio"
mio fratello concorda.
adesso però dal chiostro che si vede alla destra in basso si vede della gente vestita con tuniche nere apparire de dentro un portone e ammassarsi sulle sbarre del cancello che blocca l'entrata.
so che sono amici miei, compagni di lavoro (so che tra loro, per esempio, c'è Carmelo). non capisco cosa succeda e perché siano vestiti di nero.
mi volto e dalla parte del muro di san Gervasio adesso c'è un gruppetto di persone con la stessa tunica nera che sta decidendo la sorte degli altri.
anche io ho la tunica nera.
vicino a me molta gente vestita uguale.
c'è un tipo mezzo calvo e grassottello, il capo, che é l'unico che parla ed é al centro di tutta l'attenzione e di tutti gli eventi. parla fanaticamente e fa dei resoconti su alcuni di quelli che stanno attorno e sotto di me. dopo averli giudicati (quasi un esame fatto da un professore stronzo) dice alla gente ció che deve fare e, o li chiama nel suo gruppo, oppure li manda dal lato opposto del tetto su cui siamo e li dà a un'altro capo "subalterno" che gestisce il gruppo sfigato.
di sorpresa il calvo chiama anche me, mi chiama per nome e dice che ho fatto dei lavoretti sporchi per l'altro capo, ma che in fondo posso venire con il suo gruppo.
il tipo mi sta abbastanza antipatico e fingo allegria, ma in fonde é sicuramente il gruppo migliore. faccio un salto come se fosse uno scalino e invece salto dal tetto a terra e mi metto nel gruppo nero dello stronzone. vicino a me mio fratello o Pippo, non so.
nell'avvicinarmi porto in braccio una gigantesca mezza zucca che é uno strumento musicale e lo suono entrando nel gruppo. una musica per celebrare che sono entrato nel gruppo migliore.
mi sveglio e ricordo il ritornello della musica onirica.
notevole sonorità...



casa alrededor de un árbol

qué os parece construir una casa con poquísimo material y que sea una casa orgánicamente integrada con el ambiente?
pues, fácil de hacer!
es tan sólo elegir un árbol grande y sólido que améis con toda vuestra alma y elegir vivir a su lado... o, mejor dicho, a su alrededor!

se trata de apoyar una serie de vigas de madera al tronco del árbol y fijarlas a un anillo puesto alrededor de él. claramente os va a salir una estructura cónica que puede recordar una tienda de los indios de américa.


ahora sólo tendréis que cerrar la parte superior con algún material común para tejados. 
lo importante es aislarlo bien de la lluvia, cosa no muy difícil, pero esencial.
las ventanas y la puerta se adaptarán a la forma del edificio cónico y con poquísimo material habréis creado un espacio habitable que podréis dividir por dentro con algún tabique o, si preferís, lo podéis dejar abierto, continuo.
una casa alrededor de un árbol!
que bonito! jeje




oh, 'sa 'utu ti?


per essere creativo


percentuale della corruzione

immaginate una legge che stabilisca che, nel momento in cui si scopra che una qualsiasi opera costruita sia passata per una qualche azione corrotta, si calcoli il prezzo della corruzione in proporzione al costo reale dell'opera totale e, se per esempio la corruzione è stata del 15%, allora l'edificio, la strada, il ponte, l'ospedale, la diga che sia, andrà pitturata al 15% di rosso.



vi immaginate percorrere un'autostrada in cui visivamente sia chiaro quanti soldi sono stati mangiati da politici corrotti o un edificio di 8 piani i cui primi due piani siano la visualizzazione chiara di quanto denaro è stato sperperato senza ragione.

magari così qualcuno comincerebbe a capire che non sono i migranti che rubano i soldi... ma i nostri ricchi italiani che lo fanno...

mobile chatting


navigando


neologismo-110

montagna destinata completamente all'estrazione mineraria fino all'appiattimento completo dell'area e alla sparizione totale del monte, smontato poco a poco camion dopo camion.

SMONTAGNA

esempio: "a questo ritmo questa smontagna si smonta facilmente in circa 2 anni e mezzo"


bracciale grafico

il bracciale grafico è un'invenzione spettacolare!
si tratta sostanzialmente di indossare sull'avambraccio sinistro un tubo con una finestrella protetta la cui protezione, all'occorrenza, viene fatta scattare via e scivola all'interno del tubo: la parte ora scoperta è una tavoletta grafica su cui puoi scrivere o disegnare in ogni momento! la superficie è ampia e l'appoggio è firme e sicuro e non c'è bisogno di avere speciali appoggi per prendere nota o schizzare qualcosa. lo schermo viene fatto scorrere verso il basso e si possono disegnare ed annotare cose lungo una fascia verticale virtualmente infinita.
questo ovviamente vale per chi adora le cose digitali, ma io che sono un nostalgico analogico senza speranza, preferisco il bracciale grafico a rotolo di pergamena!
il concetto è uguale, solo che al posto dello schermo c'è una lunga fascia di pergamena srotolabile poco a poco grazie a un semplice meccanismo interno.


nella versione analogica si carica all'inizio la carta come si faceva con i rullini, una volta, nelle macchine fotografiche e si può scrivere e disegnare allo stesso modo della versione digitale. quando si finisce il momento grafico si richiude la finestrella a scatto e alla fine dello srotolamento completo del rullo di carta si estrae il rullo ed ecco una bellissima pergamena verticale tutta decorata e schizzata.



è ovvio che per le persone mancine il bracciale grafico va benissimo lo stesso, basta indossarlo sul braccio destro e invertire il senso di srotolamento o il senso dello schermo d'entrata.
non so voi, ma tra tutte le invenzioni di questi anni, a me questa piacerebbe tantissimo!


etimologia-44

DISPOSITIVO

la parola dispositivo viene dalla diffidenza verso la tecnologia molto diffusa nel secolo scorso. è per questo che spesso un nuovo apparecchio tecnologico era spesso visto con sospetto se non addirittura come una minaccia mortale. la connotazione negativa con cui venivano accolte tutte le principali invenzioni tecnologiche si tradusse ben presto nella formula popolare di "apparecchio negativo tecnologico", dove, comunemente il termine "negativo" era piuttosto tradotto come "dis-positivo" (a causa non tanto di prove della sua negatività, ma da un'intrinseca associazione a una mancanza di positività nella vita dell'uomo).
l'"apparecchio dispositivo tecnologico" per brevità venne spesso accorciato a "dispositivo tecnologico" e la parola "dispositivo" finì per essere sinonimo del termine stesso di "apparecchio".


etimologia-43

CIRCOSTANZA

qualche secolo fa tra gli spettacoli circensi più tipici c'era una specie multi-rappresentazione teatrale nella quale degli attori inscenavano differenti situazioni comiche della vita di tutti i giorni dentro a delle stanze disposte in fila e che il pubblico poteva scegliere liberamente.
a volte tali spettacoli erano concepiti come in sequenza e gli spettatori però sceglievano quando passare da una situazione all'altra.
questo modello originale di spettacolo era talmente in voga che spesso la vita normale era associata a questi spettacoli (non differentemente a come si fa oggi quando diciamo "sei un pagliaccio" a un amico simpatico, oppure "ti stai facendo un film" per dire che sei in un mondo di fantasia).
è così che le differenti situazioni normali della vita erano metaforicamente paragonate ai vari spettacoli rappresentati nelle "stanze del circo".
la "stanza del circo" divenne ben presto la "circo-stanza" e da lì ogni situazione specifica che ci sta intorno venne accomunata spesso alla "circostanza", fino a diventarne il sinonimo.


beside the river


neologismo-109

sostanza endocrina prodotta dalle mamme quando devono fare miliardi di cose allo stesso tempo al fine di dare il meglio per i propri figli

MADRENALINA

esempio: "mio figlio oggi ha finito la scuola, sono andata a prenderlo, l'ho portato a casa, gli ho preparato il pranzo, gli ho detto di cambiarsi i vestiti, l'ho portato alla lezione di inglese, ho fatto la spesa ed eccomi qua. sono tutta piena di madrenalina!"



Monday, 17 September 2018

senglar power


favignana


etimologia-42

BISOGNO

il bisogno era anticamente considerato come lo stato successivo al desiderio, infatti se il desiderio era una cosa che poteva essere sentita come importante, diciamo, allora il bisogno era di certo un concetto molto più essenziale e indispensabile: necessario.
è per questo motivo che il bisogno era ritenuto un valore due volte più fondamentale che il desiderio; nelle zone aride tra l'altro il prezzo di un bottiglione d'acqua era variabile e se la maggior parte dei clienti erano mossi soltanto da desiderio d'acqua i venditori tendevano a farla pagare 10, mentre se ne avevano assolutamente necessità la stessa quantità d'acqua veniva fatta pagare 20!
è per questo che la condizione di necessità era considerata esattamente due volte il desiderio.
popolarmente, allora come oggi, "avere un desiderio" era definito come "avere un sogno", ma come dicevamo "aver necessità" era come avere "due volte il desiderio" e consequentemente "avere due volte il sogno".
"due volte il sogno" divenne ben presto "bis sogno" e dunque "bisogno".
"aver necessità" = "avere due volte il sogno", cioè un "desiderio doppio".


accovacciato


la tazzina che disegna

le tazze di caffè o di té di solito hanno sezione circolare e quindi il liquido scuro che c'è dentro disegna sempre un bellissimo cerchio perfetto con i suoi bordi meravigliosamente rotondi appoggiati alla tazza.
certo questa è, tra l'altro, la forma più indicata per pulire bene la tazza dopo l'uso, ma che dire invece della bellezza di creare delle tazze con sezione diversa: non circolare, ma vagamente a forma di cuore o di altre forme semplici e simbolicamente interessanti! il liquido che c'è dentro in quel caso disegnerebbe un'immagina che è già direttamente un messaggio: un buongiorno grafico fatto con il cuore!



questa idea oltre ad essere simpatica, apre la strada ad una serie di possibilità infinite... per esempio... un messaggio scritto con il caffè....
immaginatevi una frase corta tipo "ciao" o "amor" o "sol" etc... la sezione della tazzina potrebbe avere delle modulazioni in altezza e rappresentare, in sezione, vista dall'alto, una forma di lettera a 3 quarti (la "A" per esempio), un'altra lettera a metà (la "M"), una terza lettera arrivati all'ultimo quarto di tazza (tipo la "O") e quando ormai il caffè è finito si legge sul fondo l'ultima lettera (la "R", diciamo).
ecco ottenuto un messaggio da leggere poco a poco sorseggiando il vostro caffè!



è un'idea che ne chiama altre mille, per esempio si può pensare a una sezione a forma di profilo tondeggiante di una faccia, vista da sopra, piena di caffè. l'espressione di questo volto sarà irritata, triste o più semplicemente assonnata. poco a poco bevendo il caffè la faccia si apre in un grande sorrisone energetico: comincia la giornata! evviva! grazie caffè mattutino, grazie tazzina!

insomma, come avete visto le possibilità sono tante, io per ora considero la tazza a sezione a forma di cuore che quando finisce (e resta solo un pochino di caffè sul fondo) si vede la scritta "YOU". e quindi "love you" scritto, a due tempi, con il caffè, ogni mattina a colazione.
bello no?



profilo semplice


Sunday, 16 September 2018

monumento impossibile


come poter realizzare un monumento come questo qua sopra?
una specie di goccia metallica che da una parte tocca il suolo con un piccolissimo stelo e dall'altra quasi tocca terra... ma invece no: resta sospesa!
sostanzialmente una cosa strutturalmente impossibile: controintuitiva!
come può una struttura essere così sbilanciata?
come può non piegarsi e cadere?
semplice:
il 95% del monumento è vuoto. solo c'è un rivestimento di lamina metallica appoggiato a una struttura reticolare leggera.
il 5% a sinistra dell'asse centrale d'appoggio dello stelo invece è pieno e fatto di piombo o di qualsiasi metallo pesantissimo.

il 95% vuoto coperto di metallo leggero pesa esattamente come il 5% pieno imbottito di metallo pesante.
ecco dunque bilanciato il monumento impossibile!



sogno di ubi nel tornado


Stavamo andando in bicicletta Ubi io e probabilmente un gruppetto di altri ciclisti: un ragazzo di colore stava davanti ad Ubi e lei davanti a me, lo spazio di 5, 10 metri tra uno e l’altro, e dietro di me intuivo la presenza di qualcun altro, forse più di uno.
Stavamo pedalando su una strada molto simile a quelle sull’argine del piave, all’altezza di Zenson o di Sant’Andrea di Barbarana. Il fiume (lo sapevo, anche se non si vedeva) era alla mia destra e sempre sulla destra c’era forse la casetta e il boschetto della “casa degli angeli”.
Sia a destra che a sinistra dell’argine c’erano solo campi verdi e alberi frondosi. Era probabilmente una giornata d’estate.
Nessuna auto stava passando sulla stretta strada asfaltata e la colonna di ciclisti andava rilassata e tranquilla.
Ad un certo punto, guardando a destra, vedo in lontananza, dietro a degli alberi una fila quasi geometricamente ordinata di grandi tornadi bianchi su uno sfondo di nubi nere di tempesta.
È una visione molto spettacolare e incredibile!
Dico a Ubi di guardare laggù e io continuo a vedere i tornadi che sinuosi si muovono, diventano più bassi, più alti... uno quasi si forma in questo momento.... sono ipnotizzato.
Stiamo ancora avanzando in bici anche se guardiamo i tornadi paralleli alla strada lontani, sulla destra. Il tetto di una casa adesso ci blocca per un momento la visione dell’orizzonte, ma ben presto la sorpassiamo ed ecco che adesso ci sono dei tornadi vicinissimi: sono sul campo di erba medica che sta sotto a noi, a destra, a una quindicina di metri dall’argine.
Sono di nuovo paralleli alla strada e disposti quasi geometricamente, allineati e regolari.
Come gli altri, anche questi sono bianchi, come se fosse una nuvola bianca di vapore, ma si intuisce la loro grande forza. Dico ancora a Ubi di guardare. È una cosa rarissima, incredibile!
Un tornato, sembra nascere in questo momento: un anello di filamenti di vapori bianchi si sta creando all’altezza dell’erba, vorticosamente, e lancia dei tentacoli sempre più robusti verso l’alto che ben presto si annodano tra loro... ormai si è consolidato...
Guardo davanti: oltra a Ubi il ragazzo di colore sta a cavallo della bici, ma fermo, con i piedi appoggiati sull’asfalto e guarda sotto anche lui. Ubi invece procede in bici. Adesso però due tornadi si stanno formando proprio sulla strada!
Ubi potrebbe essere potenzialmente in pericolo, ma la sensazione non è esattamente questa. Comunque la forza del vento è forte e non bisogna sottovalutarla! Ubi avanza tranquilla in bici oltre il primo anello di vento, questo primo tornado non è ancora formato e Ubi ha avuto il tempo di sorpassarlo prima che diventasse pericoloso. Io da dietro la osservo, avanzando anche io dietro di lei.
Non so se le dico di stare attenta o di fermarsi, ma adesso che sta entrando nella base del secondo tornado, che ha avuto il tempo di rafforzarsi di più, il ragazzo nero davanti a lei le dice di fare attenzione e che la bici (la sua?) è mezza dentro al tornado! (questa frase sottointende nel sogno che è pericoloso avvicinarsi troppo, neanche lui va a prendere la bici. C’è da stare attenti...)
Ma Ubi entra, normalmente, tranquillamente, come se non si fosse accorta di nulla.
Il vento è molto forte dentro e comincia a farla staccare da terra.
Si eleva poco a poco e adesso è a un’altezza di due metri e mezzo, levita come per magia, sorretta dai forti venti che la fanno ascendere.
Non rotea, non c’è né sensazione di pericolo, né di movimento folle, né di oggetti strani roteanti, né di tempesta e vento, anzi: io sto sotto di lei, vestita di bianco, stesa a braccia aperte, il corpo in forma di croce. La vedo da sotto, è come se fosse stesa su un letto e guarda verso l’alto il cielo solare e luminoso. Un vento forte ma non minaccioso le fa ondeggiare i capelli (mossi? Lisci?) e la gonna lunga bianca.
È un’esperienza quasi mistica, di sicuro piacevole e straordinaria per lei.
Ubi dice qualcosa del tipo: “che bello non sentire più la gravità!”
Il vento però la sta alzando di più e potrebbe essere portata troppo in alto, la afferro dunque dolcemente per i fianchi e la mantengo a una giusta altezza da terra. Solo il giusto perché non si perda nel cielo.


palloncini porta oggetti


un'altra bellissima tecnologia alternativa di cui il mondo sentiva fortemente il bisogno: i palloncini appendi oggetti!
facciamo un esempio:
siamo in stanza da letto, ci si spoglia e si finisce inevitabilmente per mettere i vestiti, tutti stropicciati sopra la sedia che sta nell'angolo della stanza.
ma le sedie sono fatte per sedercisi su! mica per metterci i vestiti!
ma nessuno aprirà mai l'armadio per appendere il maglione o i pantaloni...
ecco dunque la soluzione a tutto ciò:
uno speciale palloncino all'elio, indistruttibile e che resta sempre attaccato al soffitto (riesce a portare vari kili senza scendere!). sul palloncino c'è un cordino appeso che alla fine presenta un gancio o un appendino: et voilà! ecco dunque risolto il problema: i vestiti possono essere appesi al palloncino porta oggetti e se non ti piace la posizione dei vestiti (non più stropicciati) sposti il palloncino in un angolo o l'altro della stanza, oppure in un'altra stanza direttamente, solo accompagnando con la mano la rivoluzionaria nuova invenzione tecnica!
notate che questa invenzione non serve solo per i vestiti, ma per tutto: per appendere una luce che ti segue dovunque tu leggi, per mettere un ventilatore d'estate, per appenderci una cesta di biscotti o appoggiarci un libro che vuoi sospendere per un pochino, etc...
insomma!
ri-vo-lu-zio-na-rio!!
palloncini porta oggetti ovunque! subito! adesso!