Sunday, 25 May 2014

me and the world population

trying to represent my dimension inside the whole human population I calculated how should be the different proportions of the spheres that represent all the amount of human group I feel to be part of.
so, starting from a very small core that's a red point representing me I drew a slightly bigger sphere that is correct proportion representing the people of my village in italy, roncade. from there i drew a sphere for treviso province, and so on. passing through italy and european union I reached the final sphere of the entire human population in the world.


my family is too small to be visibly different from the sphere of me. here you have a more detailed image.


this scheme represents the multiple concentric national feeling I can experiment in different situations, depending of the context. it's a sort of projection of my feeling of belonging to some human group.

Saturday, 24 May 2014

1 pixel = 1 person

this gif shows the proportion of one person in comparison with the total of human population.
I made a white square made of 7.200.000.000 pixels, so every person is represented by a pixel.
I zoomed out from the red pixel that's me, surrounded by a darker halo of people that I know, so that's the final effect. can you still see the dark point in the final white square?
(click into the image to make it bigger)


coche-casa

para alguien que tenga la paciencia de mirar los detalles de este dibujito: aquí tenéis el Coche-Casa. 
no es caravana, no es roulotte, es un coche adaptado para tener dentro de su estructura todo lo que haga falta para vivir como en una casa.


hay zona cocina, detrás, zona de mesa con bancos cubierta e sombreada, lateralmente, una área cubierta para tender la ropa y lavarla, asientos rebajables cerca de las ruedas, zona ducha y baño, entre dos puertas abiertas, conectada a un contenedor de agua encima del techo que se calienta con el sol, para dormir una tienda desplegable encima del techo, lucen internas extraibles, rellanos plegables para reponer la ropa y una maletas en la zona de los asientos detrás.
no estaría mal tener una Casa-Coche, no?

Friday, 23 May 2014

¿cuánto represento?

yo soy exactamente, al día de hoy, el 0,000000000014% de la población total del planeta.

ossessioni geografiche


analisi geografiche in libertà fatte per qualche ragione dimenticata.

Thursday, 22 May 2014

nomadismo totalitario

quando diventerò un famoso dittatore di tutto il mondo mondiale, allora ordinerò un cambiamento strutturale della nostra società.
basandomi su false ricerche scientifiche e genetiche stabilirò che l'uomo è di indole assolutamente nomade e che la sedentarietà è stata una imposizione antinaturale che ha portato a incredibili scompensi popolazionali e sociali, nonché a guerre su scala disumana e fabbriche di morti e sistemi produttivi illogici, nocivi e umilianti.
quando tutti saranno giustamente obbligati a darmi ragione ordinerò il cambiamento radicale e imporrò il nomadismo totalitario!
si tratta di una società che impone a tutti di essere nomadi e di muoversi spesso da un posto all'altro del pianeta.
in questa nuova società nomadista tutte le città vengono abbandonate e lasciate aperte poiché continuano a esistere, ma non hanno proprietà, diventano una specie di grande accampamento permanente costruito e comunitario. entrando in città ciascuno nomadista ha diritto ad entrare e a stare in qualsiasi appartamento vuoto per qualche tempo.
i nomadisti poi usare i telefonini, i gps e internet per intessere una rete di contatti mobili e fluttuanti tra gli altri nomadisti in movimento.
i lavori dovrebbero per forza tornare ad essere artigianali o manuali, produzioni agricole limitate, lavori di medici o professori che seguono le carovane insegnando ai giovini o curando i malati, riparatori di carri e di telefonini... insomma, preparatevi a tempi terribili di stenti.
però anche di bei paesaggi! haha

il nomadismo totalitario è irrealizzabile (per fortuna!) lo so, ma se ci pensate bene ci sarebbero dei bei vantaggi a tendere a una società di questo tipo:
- nessuno reclamerebbe una terra specifica come patria e questo libererebbe la testa della gente finalmente dai nazionalismi e dai razzismi.
- la gente sarebbe obbligata a scambiare informazioni, a parlare con altra gente, a intessere profonde relazioni sociali con gente sempre nuova e l'apertura mentale di tutti sarebbe incredibilmente più grande.

il nomadismo totalitario è una provocazione, ma togliere patria, nazionalismi e chiusure mentali è un grande sogno.

geniali composizioni pietroboniche

strane composizioni fotografiche fatte dai pietrobon vari anni fa.




car detector => hi-tech device

how to know when a car is passing through a specific point (for instance the gate of your garden) without the use of a web-cam, a secret camera or a infra-red beam?
it's very simple! you even don't need electricity!
just use a hose, passing on the floor. block one side of the tube and unfold the hose through all your garden till the living room of your house. on this final end of the hose put a whistle.
every time a car will step on the hose, the air inside the tube would make the whistle buzz.
that's all.

the same hi-tech system can be used for people walking on a specific path, the only difference is that you must put the hose under a tile that has to be sufficiently big in order to be sure that the person would trample on it.

alfabeto condensato

l'altro giorno stavo cercando di trovare un font fatto in modo che si potessero quasi sempre unire le varie lettere di una parola secondo schemi più o meno precisi.
l'idea era di creare un alfabeto in cui le parole si fondessero il più possibile in un unico segno grafico.
beh, non ce l'ho fatta.
però mentre stavo unendo certe lettere e cercando di unire delle altre che non si lasciavano fondere tanto facilmente ho generato una specie di condensazione dei segni grafici che mi è sembrata interessante.
portando questo processo agli estremi più assurdi secondo vari passaggi di contrazione e compenetrazione sono alla fine arrivato a una specie di distillato grafico peculiare per ogni differente parola.
una cosa assai curiosa, in fondo.
ecco qui la prova di condensazione del mio nome e cognome:


un po' arabeggiante, devo ammettere, ma la cosa interessante è che non c'è un vero e proprio segno che rappresenti un suono, bensì il disegno nel suo complesso rappresenta la specificità della parola.
insomma, un alfabeto condensato in segni più o meno complessi che rappresentano la parola.
stiamo dunque di fronte a una specie di alfabeto ideografico in cui ogni parola è un grafismo specifico diverso dagli altri e ha valore in sé, nel suo complesso, e nessuna parte singola di esso rappresenta un suono concreto.
la cosa è piuttosto interessante dal punto dal vista grafico. più che altro è interessante il processo di fusione e condensazione e non il fatto che sia un alfabeto utile a veicolare davvero un linguaggio. per quel che mi riguarda ogni parola può scriversi in mille modi condensati in modo diverso. non importa. la condensazione ha il valore che rappresenta, comprime e nasconde dentro di sé una parola segreta.
ad esempio, ecco qua un esempio di come potrebbe apparire la grafia di "alfabeto condensato" secondo questo stesso alfabeto.


certo, sarebbe anche possibile stilare un vero e proprio dizionario di ideogrammi condensati, ma non è la mia idea, anche se gli effetti grafici potrebbero essere divertenti.
sarebbe una specie di demotico del nostro alfabeto.
ad ogni modo una cosa che potrebbe risultare più fattibile nella pratica, potrebbe essere la creazione di un alfabeto sillabico che si fondi sulla stessa logica: ogni sillaba andrebbe dunque contratta in un simbolo fluido perdendo la relazione diretta con il nostro alfabeto.
il numero di sillabe possibili è grande, ma non infinito. questo potrebbe dunque essere possibile nella pratica.
ecco un esempio:


ad ogni modo, c'è da precisare che, almeno dal punto di vista concettuale, questa grafia ha un grande svantaggio: derivando dalla scrittura di una lingua specifica, sarebbe dunque relativa soltanto a un linguaggio, in questo caso l'italiano.
ma in fondo, chissenefrega!

colloquio impossibile

ultimamente le domande durante i colloqui di lavoro stanno diventando sempre più assurde.
con la scusa di essere psicologiche, sibilline, attitudinali, spiazzanti... stanno semplicemente riuscendo a rasentare la stupidità più demenziale visto che per risponderle uno è quasi obbligato a mentire: diciamoci la verità nessuno normalmente risponderebbe immediatamente e senza perplessità a domande così contorte.
e poi... a domande del tipo "mi dica 3 lati negativi del suo modo di essere" ormai tutti hanno già una risposta preparata, suvvia!

sgomento da tanta profusione di assurdità travestita da professionalità e surreale normalità un giorno insieme a Alessandrofilippo Cavallari ho stilato una lista di domande nuove di un colloquio impossibile in cui ormai il livello di demenza delle conversazioni raggiunge il ridicolo.

ecco a voi la lista dei nuovi quesiti psicoattitudinali da porre al nuovo aspirante lavoratore:


- mi dica tutte le cose che non farebbe mai nella vita.
- mi dica in cosa crede di non credere.
- non mi dica cosa non risponderebbe se non le facessi questa domanda.
- si dia una risposta prima ancora che le venga posta una domanda.
- dia una risposta prima che le dia uno schiaffo in faccia.
- dica 3 cose che non direbbe mai ad un colloquio di lavoro.
- descriva tre cose che non sa.
- mi dica quali sono i suoi 3 punti deboli sui quali far leva per sfruttarla.
- come si descriverebbe a un indovino ubriaco?
- non mi dica che vuol essere pagato.
- mi dica quanto non vuole essere pagato.
- ha dimestichezza con autocad? e se si, perché mai dovrebbe averla?
- ha dimestichezza nel non essere pagato?
- sa lavorare in gruppo anche quando è da solo?
- e se si... come maaaaaaaaai?
- parla da solo?
- come descriverebbe il suo naso se fosse muto?
- mi dica tre cose di lei che fanno imbestialire sua moglie.
- quali sarebbero le sue pretese economiche in caso di guerra nucleare?
- se potesse scegliere preferirebbe non dire cosa sceglie o preferirebbe scegliere cosa non dire?
- e se non potesse scegliere?
- sarebbe disposto a sostenere di nuovo questo colloquio ma al contrario?
- è disposto a lavorare in apnea?
- dica 33.
- dica 3 cose a caso.
- conti fino a 3 senza dire 3.
- faccia 3 cose che non farebbe mai.
- sarebbe in grado di lavorare con autocad a 100° Kelvin?
- e su una gamba sola?
- conosce mio nonno? 
- e se si, perché?
- perché mi dice tutte queste cose?
- quanto a lungo è in grado di lavorare senza mangiare né bere?
- dia tre ragioni per le quali dovremmo assumerla, si risponda e si assuma da solo.

Wednesday, 21 May 2014

circle eye

this is a strange object I found some year ago inside one of my dreams.
real dreams I mean, I was sleeping.
it was in a desert where I found a strange construction made by metal circles nailed to the soil.
I was by their sides and it was easy to reckon that they were placed in a decreasing series from the biggest (as big as me) to the smallest (something like 20 cm of diameter).
it was a sort of inverse telescope cut in slides.
the only peculiarity was the position of 2 circles in the end of the series: they had an offset, one was slightly moved upwards and the other one was slipped downwards like in this drawing


so I slowly moved in front of the series of circles to watch inside it because the concentric composition brought me to do it.
and it was in that moment that I saw the geniality of this object!
the last hole was the only one you could see through and pointed to the horizon, all the circles made a sort of cone that projected my stare to that small point of light in the end of the last metal ring, but the wonderful thing was that the 2 offset rings created a sort of eye on the bottom of the cone, like this:


it was really amazing!
you were looking inside and wouldn't expect that such a simple structure could create such a powerful vision.
now I was looking to a sort of infinite spiral to a far light in the distance that was the horizon and pointing my attention to that final hole it was clear that a sort of metal eye was looking at me on the other side!

I think this is a very interesting sculpture!
I would like to make the ring my rusted steel and put them in a remote part of a desert. the final hole pointing the sunrise point (maybe the sunset...)


thank you dream!
very nice experience!

dreaming girl


foto concettuale

direttamente dall'Angola una foto carica di valore simbolico.
le interpretazioni sono molteplici.
ciascuno ne ricavi il proprio insegnamento.


l'artista non esiste 2

cos'è l'arte?
un impulso? un lavoro? una espressione? una comunicazione a un pubblico? una cosa intima indipendente dall'osservatore? una valutazione congiunta di vari critici? qualsiasi cosa fatto con le mani?
il dibattito è antico: non c'è una vera definizione del concetto di arte.
è un'idea indefinita e confusa, vaga.

ma dunque se è impossibile definire il concetto di "arte", che senso può avere la definizione di "artista"?

artista, una parola da cestinare.

altre ragioni per scartarla?
leggere l'artista non esiste 1

Tuesday, 20 May 2014

visione continua sinistra


sto studiando la possibilità di generare una visione continua di un percorso qualsiasi.
più o meno come nel disegno qua sopra l'idea sarebbe quella di unire pezzi continui di frames fotografici, solo che invece di unirli da un punto di partenza statico, tipo quando si genera una panoramica fotografica, dovrei essere in grado di unire le immagini anche se chi scatta la foto è in movimento.
lo spostamento dell'occhio genererebbe deformazioni molto più forti dello spazio, ma in nessun momento l'immagine smetterebbe di essere un flusso continuo di visione.
siccome questo progetto fotografico parta da un punto di vista dinamico e non statico, non potrò considerare sia la destra che la sinistra della foto, ma dovrò invece scegliere uno dei due lati e, unendo sottili striscette de frame di differenti foto, dovrei ottenere una fluida immagine panoramica che si sposta attraverso stanze, paesaggi, strade, città, etc...
prendiamo ad esempio una visione continua sinistra di un percorso tipo questo:


all'incirca la visione continua dovrebbe apparire in questo modo:


è solo un bozzetto per rendere l'idea, ma in teoria è fattibile.


el resto de un cuadro...


esta idea es simplemente simpática, pero yo no la haré nunca así que si alguien se anima, adelante!
es una tontería:
se trata de hacer una exposición de cuadros (yo me los imagino, los cuadros famosísimos de los grandes artistas de todas las épocas, los que todo el mundo reconoce) solo que hay una pequeña diferencia con todas las demás exposiciones: esta exposición no se ocupa de los cuadros en sí, sino del resto de los cuadros.
una exposición normal, de cuadros aparecería más o menos como la imagen aquí abajo...


...pero una exposición de los restos de los cuadros está hecha de lo que estaría fuera del marco del cuadro y deja en blanco lo que sería el cuadro. como podéis ver aquí debajo.


la idea de una exposición de este tipo sería bastante divertida y curiosa: podría dar mucho juego a imaginar las situaciones alrededor de cuadros como la mona lisa o el grito o la noche estrellada, a parte de generar un simpático juego de reconocer las obras a través de su imagen invisible, recortada por los marcos.
sin hablar del efecto final de paredes llenas de colores, muy agradable y muy innovador.
aaaayyy si solo supiera pintar como van gogh!!!

Monday, 19 May 2014

all my brasil in an image


all my drawings of my 6 months in brazil gathered in a unique image in movement

Sunday, 18 May 2014

objeto cuadridimensional

esta mañana al despertarme pensé: porqué no construyo un objeto cuadridimensional?
de hecho es una idea que tenía desde hace bastante tiempo.
las cuatro dimensiones son imposibles de concebir para nuestro cerebro tridimensional, pero por analogía se puede llegar a una representación teórica de un objeto cuadridimensional correcta.

de hecho la representación de un objeto tridimensional en una superficie a dos dimensiones es una cosa a la cual estamos bien acostumbrados. aquí a la derecha podéis ver un buen ejemplo: el cubo.
el cubo que veis aquí no es un cubo de verdad, obviamente, sino una representación bidimensional representada axonométricamente en la cual dos caras son representadas exactamente de frente y las otras cuatro están deformadas para dar un efecto visual de profundidad.

si esto se puede hacer de tres a dos dimensiones, seguro que lo mismo se puede hacer de cuatro a tres dimensiones también.

lo único que pasará es que no podremos concebir exactamente la "profundidad" de la cuarta dimensión, pero la representación no dejará de ser correcta: se tratará de una axonometría tridimensional de un "hiper-cubo".

vamos a ver pues como sería esta representación:
primero decir que en cada punto deberán salir 4 lineas de las cuales 3 seguirán los ejes X, Y, Z de nuestro espacio y otra será deformada a 45º, como pasa en las axonometrías en general, o sea que se "chafa" una dimensión representándola deformada (por ejemplo a 45º).
queda claro que en la 4 dimensión las 4 lineas que salen de cada vértice serían todas perfectamente perpendiculares entre ellas.
como regla axonométrica podemos decir que mantenemos las dimensiones de todos los lados así como son, sin modificarlas.

dicho esto vamos a ver por analogía como tendrá que ser un objeto cuadridimensional:
en 0 dimensiones tengo 1 punto
en 1 dimensión tengo 2 puntos unidos por 1 linea
en 2 dimensiones tengo 4 puntos unidos por 4 lineas que dan 1 cuadrado
en 3 dimensiones tengo 8 puntos unidos por 12 lineas que dan 6 cuadrados que forman 1 cubo.
en 4 dimensiones tendré 16 puntos unidos por 32 lineas que dan 24 cuadrados que forman 8 cubos que nos da 1 hiper-cubo.

la secuencia de números aquí arriba se puede entonces resumir en este triángulo de interrelaciones numéricas en el cual es fácil reconocer muchas secuencias aritméticas en lineas rectas y diagonales.

-   1
-   2    1 
-   4    4    1
-   8    12   6    1
-   16  32  24   8    1

otra cosa que podemos notar observando el cubo en dos dimensiones es que hay 2 cuadrados exactos e  iguales mientras que el resto de cuadrados está deformado para que se junten todos los lados. de hecho todos los cuadrados tienen todos los lados en común que se juntan y se cierran entre ellos.
así que para nuestra representación tridimensional del hiper-cubo representaremos 2 cubos exactos e iguales mientras que el resto de cubos estará deformado para que junten todos los cuadrados. de hecho todos los cubos tienen todos los cuadrados en común que se juntan y se cierran entre ellos.

así que hay que compenetrar 8 cubos de modo que compartan en todo momento todos sus lados. eso quiere decir que en todo momento cada cara del hiper-cubo está compartida por dos cubos.

de todas maneras si estas analogías no os convencen, ni de manera serial-aritmética, ni de manera conceptual-analógica, podemos hacerlo más claro y más fácil, de manera gráfica, y es así:

cero dimensiones: 
tenemos un solo punto.
una dimensión:
creamos otro punto distanciado del primero según la nueva dimensión y los unimos con una linea y obtenemos una linea.
dos dimensiones:
creamos otra linea distanciada de la primera según la nueva dimensión y las unimos con dos lineas y obtenemos un cuadrado.
tres dimensiones:
creamos otro cuadrado distanciado del primero según la nueva dimensión y los unimos con 4 lineas (4 cuadrados) y obtenemos así un cubo.
cuatro dimensiones:
creamos otro cubo distanciado del primero según la nueva dimensión y los unimos con 8 lineas (12 cuadrados, 6 cubos) y obtenemos así un hiper-cubo.

puede ser que mis analogías confundan, pero al representarlas gráficamente resulta más claro:


la última imagen es entonces una representación del hiper-cubo!
lo demuestra también el hecho que es una figura que está compuesta por 8 cubos, cada uno de los cuales comparte todos sus lados con otro cubo. la representación es bidimensional y por eso mucho más difícil de pillar, pero aquí os enseño cuales son los 8 cubos del hiper-cubo:


pero el dibujo aqui arriba es una representación muy difícil de imaginar especialmente por el hecho de ser un objeto en 4 dimensiones representado en 2 dimensiones, o sea que le falta la mitad de dimensiones! estamos quizás exagerando! jeje.
mucho más interesante es hacer una axonometría tridimensional del hiper-cubo! y yo lo intenté esta mañana, de manera poco profesional, lo admito, pero bueno, aquí la tenéis y a pesar de que no sea un gran ejemplo de precisión constructiva, es correcta en su estructura general:




es obvio que incluso así la cuarta dimensión resulta ser completamente inimaginable, pero la axonometría tridimensional es técnicamente correcta. por otro lado es curioso notar como cada cara de un cubo tiene una cara opuesta que es la única que no consigue tocar (así como en un cuadrado hay dos lineas opuestas que no se tocan) y es exactamente allí, entre las caras opuestas, que se extiende el volumen de la tercera dimensión (como en el cuadrado es entre las lineas opuestas que extiende la superficie de la segunda dimensión). está por eso claro que, en esta representación abstracta de la cuarta dimensión el nuevo "hiper-volumen" inconcebible se encontraría entre los cubos opuestos que no comparten caras.
en el dibujito de arriba los cubos opuestos son el 1 y el 2, el 3 y el 4, el 5 con el 6 y el 7 con el 8. pues es ahí, de una manera fuera de nuestro alcance intelectivo, que se esconde la cuarta dimensión.

así que nada, ya tenemos una idea de un objeto cuadridimensional! que bueno, no?
jeje
eso es todo! ciao!!


all the drawings from angola


todos os desenhos do livrinho do Angola aqui presentes numa soa imagem gif animada.
podem descarregar quando quiserem se gostam de tê-los.
tchau

intrusioni artistiche

interazioni tra l'uomo normale e l'opera d'arte.




Saturday, 17 May 2014

cabeza de colores


secondo quadro in acrilico: una testa colorata.

alcuni vedono un signore con la bocca chiusa, altri un signore che urla a bocca aperta.
tu cosa vedi?

Sierra Leone Gif

animated gif with my drawings in Sierra Leone

todos los hombres

TODOS LOS HOMBRES DEL MUNDO TIENEN ALGO EN COMÚN.


TUTTI GLI UOMINI DEL MONDO HANNO QUALCOSA IN COMUNE


TOUS LES HOMMES DU MONDE ONT QUELQUE CHOSE EN COMMUN


TODOS OS HOMENS DO MUNDO TÊM ALGO EM COMUM


orografia di un bicchiere d'acqua

quando uno pensa a cose microscopiche immagina anche un tempo microscopico.
questo tempo infinitesimale si muoverebbe così velocemente che qualsiasi evento che normalmente risulterebbe istantaneo si rallenterebbe tantissimo nella versione microscopica assumendo così la maestosa e imponente lentezza degli eventi giganteschi a cui siamo abituati alla nostra scala dimensionale.

in questo micro mondo in cui tutto si muove a velocità bassissime un ghiacciolo lasciato cadere dentro a un bicchiere creerebbe un paesaggio maestoso e immenso con alture proiettate verso il cielo e abissi scavati sotto la superficie originaria dell'acqua.

l'orogenesi in un bicchier d'acqua!

ecco a seguire qualche sezione trasversale interessante di micropaesaggi in lenta evoluzione in cui appaiono strane corone di montagne e precipizi vertiginosi:




preto e branco

fotos desde el viaje en brasil en 2008