Thursday, 20 October 2016

Tirannosauro Chic

Recenti studi sui dinosauri (o relativamente recenti) sembrano rendere sempre più probabile la teoria che moltissimi dinosauri (che noi sempre immaginiamo come lucertoloni giganti) fossero rivestiti di un piumaggio simile a quello degli attuali uccelli, rendendoli molto più simili, visivamente, a questi ultimi piuttosto che ai rettili.
Sembra oltretutto che non ci sarebbe alcun motivo di denominare Dinosauri e Uccelli come una classe di animali differente (se non fosse per le dimensioni, le forme e le tempistiche diverse).

ma quindi... è ovvio voler immaginare i famosi e terribili dinosauri come grandi galline o pavoni che sfoggiano colorati piumaggi tropicali.
la possibilità di sbizzarrire la fantasia è infinita!

per esempio, un Tirannosauro Rex potrebbe essere così:


ma non solo....
potrebbe essere anche molto differente... e molto più... brutta!
ecco la mia proposta per l'Havaianusaurus Rex!

bello, no?
che ne dite??

sull'idea di scienza

La scienza potrebbe essere descritta come una quantificazione dei precessi della natura, specialmente con scopi utilitaristici.
È incredibilmente pratica (dato che questo è il suo scopo principale), ma lungi da essere perfetta o da riuscire a spiegare ogni cosa, non è l'unica lettura sensata del mondo.
Per questo sarebbe opportuno prendere in considerazione anche altre visioni della realtà per integrarle e assimilarle quanto più possibile nella nostra concezione di universo.
Questa influenza di altre visioni del reale va sempre avvaliata con senso critico, con criterio, insomma con il cervello, si capisce (e la scienza non ha l'esclusività dell'uso del cervello, come crede spesso, arrogantemente).

Il modo popolare occidentale di considerare la scienza non è altro che una specie di religione o di superstizione presuntuosa, e non certo di pensiero superiore.
Questo atteggiamento di "credere nella scienza" non ha nulla a che vedere con "usare il cervello" più di quanto si faccia in altri contesti culturali diversi dal nostro.
non voglio dire che la scienza sia sbagliata: mi sembra più che dimostrato che è abbastanza corretta, per dirla in modo pacato; ma la stragrande maggioranza della gente comune (cioè non gli scienziati) che crede nella scienza nè ha mai fatto un esperimeto scientifico, nè si è mai posta delle questioni scientifiche complesse, nè saprebbe interpretare la portata dei risultati di gran parte delle scoperte di cui vanno tanto "intellettualmente" fieri, ma piuttosto dice:
1- La scienza è esatta.
2- Tutto ciò che non è spiegato dalla scienza non è vero.
3- Io sono più intelligente di chi crede in altre cose perchè io credo nella scienza e la scienza è una liberazione dall'ignoranza.

però bisognerebbe sempre considerare che:
1- La scienza per definizione non è esatta e tutti gli scienziati fanno a gara a rovesciare le teorie precedenti che spiegano il mondo (riuscendoci sistematicamente ogni tot tempo). ergo: possiamo assumere come certo che la lettura attuale del mondo che dà la scienza sarà scardinata da una prossima rivoluzione scientifica, quindi la nostra visione è approssimativa e intrinsicamente errata. Questo a causa della scienza stessa e per motivi logici razionali inconfutabili.
2- La scienza studia l'infinito della realtà e per forza di cose osserva fenomeni ancora inspiegabili e misteriosi. La scienza praticamente si nutre di questi fenomeni sconosciuti. Per cui è ovvio che la scienza non spiega tutto, anzi, è per definizione una piccola porzione del reale immersa in una realtà miseriosa e sconosciuta ancora non compresa. Ciò significa che una infinità di fenomeni che non sono ancora spiagati sono potenzialmente reali e una infinità di essi (per motivi statistici) sono reali al 100% e con un po' di fortuna, spiegabili in futuro da future ricerche scientifiche. ma per il momento... rimangono semplicemente reali, ma fuori dalla scienza.
3-  Se credi alla scienza solo perchè si tratta di studi complessi che stanno scritti in libri realizzati da persone autorevoli (pensaci bene, in quale altro modo credi alle varie teorie scientifiche? hai forse fatto esperimenti complessi qualche volta, visti con i tuoi occhi e studiati da te?), non c'è nessun salto di qualità in questo atteggiamento rispetto a un bigotto religioso che crede a ciò che c'è scritto nella bibbia perché spiegato da persone autorevoli che ne parlano come se ne fossero assolutamente sicuri.

Attenzione al fanatismo e al bigottismo scientifico-razionale.
manteniamo il cervello aperto al pensiero libero.

Monday, 17 October 2016

noite de lua cheia


ricetta: i Polentones

Ecco una ricetta di fusion culinaria internazional-localista.
si tratta dei Polentones!
Potrebbe essere una ricetta che spopolerebbe nella zona del Nordest d'Italia, dove, farebbe forza sul cieco senso di localismo fanatista e controriformista di una buona fetta di popolazione, garantendo immediatamente un gran numero di clienti di puri nativi, pronti a ingozzarsi del nuovo prodotto!
Come sono infatti denominati gli orgogliosi abitanti di queste terre?
Polentoni.
Ma quanti magnano polenta a casa oggi giorno? 0,00001% della popolazione! ma perchééééé´?
eppure... la Polenta è la base della cultura del Nordest!
...se i mari fosse de toccio lalilalà...
dove è finita la polenta? Veneti, Trentini e Friulano scalpitano per poter reintrodurre questo "succulento" alimento nella dieta di tutti i giorni!
La Polenta è la nostra bandiera!
ecco dunque i Polentones!
Si tratta di una versione locale delle Arepas, ricetta veloce e gustosa dell'America latina: piccolo pane di forma circolare preparato con farina di mais che viene aperto nel mezzo e riempito spesso di verdura, carne, pesce o quant'altro.
La stessa cosa si fa con i Polentones: polpettoni di polenta forati in una estremità e riempiti di vari ripieni (baccalà, pesce, verdure, gamberetti, ragù, qualsiasi cosa insomma).
una specie di piadina fusion-triveneta, oppure se vogliamo un kebab polentoso, un neo-tramezzino del futuro! I Polentones sono la perfetta nuova ricetta veloce e gustosa che unisce la tradizione all'innovazione, il gusto alla praticità!
Polentones!
La Polenta è la nostra bandiera!!!

cavi musicali

che brutti i cavi elettrici nelle città, vero?
a volte sono davvero esagerati...
bloccano addirittura la vista del cielo!


ecco una idea musicale per chi volesse imparare qualche nuova melodia guardando le nuvole...



non sarebbe molto più bello?

cavi musicali

che brutti i cavi elettrici nelle città, vero?
a volte sono davvero esagerati...
bloccano addirittura la vista del cielo!


ecco una idea musicale per chi volesse imparare qualche nuova melodia guardando le nuvole...



non sarebbe molto più bello?

MENINA QUE LÊ



neologismo-64

ataque de fofura incontrolável e furioso que se manifesta de maneira imprevisível e poderosa como uma avalancha de beijos e carinhos sem parar.

FOFÚRIA

exemplo: "ontem estava dormendo tranquilo na cama quando minha namorada me atacou com um ataque de fofúria!"

IMBAUBA


riflessione su J.L.Borges

"...ma se i viaggiando moltiplico la mia vita, allora amplifico anche la mia morte?"
da una nota che scrissi chissà quanti anni fa a margine di un racconto di J.L.Borges

i "false friends" del Veneto

Tutti coloro che studiano l'inglese o altre lingue straniere sanno cosa significa un "false friend".
Si tratta di una parola che assomiglia chiaramente a una parola italiana, ma che in realtà non significa la stessa cosa, per cui invece di essere un amico (cioè una parola facile da ricordare e usare) diventa un insidioso nemico.
Ecco dunque, parliamo adesso della lingua più importante del pianeta terra e di tutta la storia dell'umanità (includendo ovviamente anche la preistoria), e cioè del Dialetto Veneto, altresì detto lingua, a tratti, ma questo è un altro discorso.
Anche questa prestigiosissima lingua internazionale presenta una serie di False Friends ed è utile, a chi voglia avvicinarsi allo studio accademico di suddetto idioma, tener presente alcune parole che sembrano uguali all'italiano... ma non lo sono!
Ecco la formidabile e utile lista delle parole (che mi vengono in mente) classificabili come False Friends in Veneto.

 - Beh, per cominciare, iniziamo con la famosissima "Onbra" che sì, certo vuol anche dire l'"ombra" come in italiano, ma è molto spesso usata come un "bicchiere di vino". Questa è una parola piuttosto conosciuta anche fuori dal Veneto, ma ci sono altri casi ben più sconcertanti!

 - "Infiar" non significa "infilare" bensì "gonfiare" (infilare si dice "inpirar").

 - "Strucar" non significa "struccare" bensì "spremere, schiacciare" (se vuoi togliere il trucco dalla faccia, "te te cavi el truco" semplicemente, hehe).

 - "Pressa" non è necessariamente una "pressa", ma è più spesso la "fretta" ("go pressa" è "ho fretta").

 - "Forbío" non significa "forbito", bensì si usa quando hai appena tolto la polvere da una superficie.

 - "Broda" non ha nulla a che vedere con il "brodo", ma è la crosta di sangue coagulato che si forma sulla pelle.

 - Se ti capita di sentire "Gatu" o "Gało" non ci si sta riferendo al "gatto" e al "gallo", ma si tratta di forme interrogative del verbo avere che significano rispettivamente "hai (tu)?" o "ha (lui)?".

 - Allo stesso modo "Situ" non è un "sito" come in Italiano e non ha niente a che vedere con l'espressione "in situ", ma è il modo di chiedere "tu sei?" (almeno dalle mie parti, in altre parti invece si dice "seto", "ti xe", "xetu", "sistu" etc...)

 -E visto che stiamo parlando di verbi, se sentite dire a un Padovano la frase "avendo avuto", probabilmente non è il gerundio passato italiano del verbo avere, ma probabilmente è una frase di senso compiuto che andrebbe scritta così: "ła vendo, ła vuto?" e cioè "la vendo, la vuoi?".

 - "Sbajar" non è la traduzione di "sbagliare" (quella sarebbe "sbaliar" tuttalpiù) sbajar significa "abbaiare".

 - "Russar" non significa "russare", bensì vuol dire "grattare, strofinare". l'Italiano "russare" si dice "ronsegar".

 - "Picar" potrebbe sembrare il verbo italiano "piccare", ma invece vuol dire "appendere".

 - "Àvaro" non ha niente a che vedere con "avaro". l'"avaro" è un "peocín", ma l'"àvaro" è il "labbro".

 - "Massée" anche se è la venetizzazione perfetta del termine "mascelle" italiano, significa invece "guance".

 - Molta attenzione al verbo "Tor" perché uno potrebbe pensare a una "torre" invece significa "prendere"

 - Quindi quando un oggetto è "Tolto" nessuno lo ha tolto nel senso italiano del termine (in quel senso si direbbe "cavà", "tirà via" o "spostà"). "Tolto" in Veneto significa "preso" "afferrato" ed è voce del verbo "Tor" che significa "prendere" (anche se io uso di più la variante locale "ciolto").

 - "Anare" non è una versione del verbo "andare" simile al gergo romanesco. L'accento va sulla prima "A", quindi si dice "Ànare" e si tratta della traduzione della parole "anatre".

 - "Pitón" non è il terribile e gigantesco "pitone" serpente pericolosissimo, bensì è il più domestico e meno temibile "tacchino". I "pitoni" (in italiano) per fortuna in Veneto non esistono, percui non hanno bisogno di nomi tradizionali...

 - Anche la parola "Armełin" (pronuncia Armeín) potrebbe ricordare erroneamente un animale: l'"ermellino". Invece l'armełin non è un animale, ma un frutto: significa "albicocca".

 - E il "Pèrsego"? C'entra con l'area geografica del Golfo "Persico"? Oppure ha a che vedere con la "persecuzione"? In realtà si tratta di un altro frutto: la "pesca" (da non confondere con la noce-pesca che in quel caso in Veneto si dice "sbèrega"...).

 - La "Frègoła" non è la "fragola", è soltanto una "briciola".

 - Le "Tegołine" non c'entrano proprio niente con le "tegole" del tetto. Si tratta infatti dei "Fagiolini".

 - Se sentite "Goto" non spaventatevi, non ci sono Visigoti e Ostrogoti nelle vicinanze, "goto" significa semplicemente "Bicchiere". Molto più pacifico.

 - E una "Scuèła" potrebbe forse essere interpretata come una variante della parola "scuola", ma invece è la versione Veneta di "scodella". "Scuola" si dice "scoła".

 - La "Broca" non è solo una "brocca" come in Italiano (la quale si può anche tradurre con "bocal"), la "broca" in Veneto è spesso anche un "chiavistello", un "fermo", una "borchia"

 - "Vèrzar" non è un verbo che ha a che vedere con le "verze", ma significa semplicemente "aprire". Allo stesso modo attenzione a quando sentite la parola "Verto", non si tratta di "vertere" nulla infatti, "verto" significa semplicemente "aperto".

 - "Vero" non è soltanto l'equivalente dell'italiano "vero", ma è anche il "vetro", occhio quindi!

 - "Massa" significa una "massa" come in italiano? Volendo, magari, sì. Oltre anche alla traduzione della "mazza" come oggetto, ma è ben più interessante sapere invece che "massa" in Veneto significa "troppo".

 - "Puíto" (pronuncia di pułito), non significa "pulito". Per dire che una cosa è pulita si dice che è "neta". "puíto" invece significa "a posto", "in ordine", "perfetto".

 - "Spasso" non è "andare a spasso", nè significa la prima persona del verbo "spazzare", è invece un aggettivo per dire "molto sporco".

 - Se ti trovi a Venezia e un passante ti dice che è tutto "Mogio" non sta dicendo che è "mogio" come in Italiano, ti sta dicendo che è tutto "bagnato" (in molte altre parti del Veneto si dice "mojo").

 - "Piròn" non è una "grande pira" funeraria. Il "piròn" è la "forchetta".

 - Allo stesso modo "Cuciaro" non ha nulla a che vedere con la "cuccia" e non è la versione dialettale del verbo "accuccerò", il "cuciaro" è il "cucchiaio".

 - "Cìcara" non ha nulla a che fare con "ciccare" italiano. "Cìcara" vuol dire "tazzina".

 - "Bussołoto" non è una versione un po' grossolana di una "bussola", bensì si tratta di qualsiasi "contenitore cilindrico", stile vasetto.

 - "Inbarcar" potrebbe far pensare all'"imbarco", invece significa "piegarsi", "essere curvo" come una barca.

 - "Sćiozo" (pronunciato "s-ciozo") non vuol dire "schiuso" o qualcosa del genere. Lo "sciozo" è la "chiocciola", semplicemente.

- E cosa ti viene in mente se senti dire "Berebétoła"? Probabilmente qualcosa di simile a "barbabietola", ma invece stiamo parlando di una comune "lucertola".

 - "Bùtoła" potrebbe sembrare la parola "botola" oppure un verbo del tipo "buttala", ci assomiglia in effetti, ma invece significa "lombrico".

 - "Cocúmaro" non è il "cocomero", ma piuttosto il "cetriolo". Il "cocomero" si dice "ingúria".

 - "Suca" poi non ha niente a che fare con il verbo "succhiare"... e un "Sucato" non vuol dire "succhiato". Sono invece la "Zucca" e la "zucchina".

 - Interessante anche notare che "Radici" (anche detto "raíci") non significa "radici" come in Italiano (quelle sarebbero le"raize"), bensí è il modo di chiamare i "radicchi".

 - "Museto" potrebbe ricordare un piccolo muso, ma invece è la parola usata per dire "cotechino".

 - "Menestro" non significa "minestra", un "menestro" è un "mestolo".

 - E l'"Inpìria"? Un nome altisonante che suona a "impero"! Invece l'"inpìria" non è altro che l'"imbuto" (dal verbo "inpirar" = "infilare dentro")

 - La "Còtoła" (e il suo diminutivo "Cotołeta") non è una versione locale di una "cotoletta", ma è la parola che si usa per descrivere un indumento: la "gonna".

 - E non dimentichiamo la "Traversa" che non è qualcosa che "attraversa", ma è un "grembiule".

 - "Per" non è la congiunzione italiana "Per" (per me, per te...), quella si direbbe "Par" (par mi, par ti...), "Per" (pronunciato con la E aperta) è un "Paio".

 - La "Moena" non è la "moina" italiana, dell'espressione "fare le moine". La "moena" è la "mollica".

 - "Consar" sì, vuol dire "Conciare", ma attenzione perché è spesso usato come "condire".

 - "Sogno" potrebbe essere il "sogno" italiano, sì, ma se pronunciato con la ó chiusa invece che aperta si tratta piuttosto della forma interrogativa del verbo "io sono" ("sógno mi sto qua inte a foto?")

 - "Catar" non è "raccattare", significa invece "trovare".

 - "Promoso" non è niente di vicino all'idea di "promosso", "promoso" significa "desideroso".

 - "Pare" non è la terza singolare del verbo "parere" (almeno per la varietà di Veneto che parlo io), ma è (anche) il termine "padre". "Mi pare" dalle mie parti si dice "me par".

 - "Sercar" non significa "cercare", bensì "assaggiare". Il verbo "cercare" (almeno dalle mie parti) si dice "ndar in serca".

 - "Roda" non è una forma verbale del verbo "rodere" (quello si dice "rosegar"), ma è la traduzione della parola "ruota".

 - E il "Baro"? Non stiamo parlando del "baro" che inganna e truffa, stiamo invece parlando di un "cespuglio" o di un "cespo" come nel caso di un "baro de sałata" cioè un "cespo di insalata".

 - "Desío" potrebbe sembrare il "desio" poetico italiano, cioè il "desiderio", ma vuol dire un "disastro"!

 - Se senti parlare di un "Becón" non si sta parlando del "bacon" (pancetta), di un grande "becco" o di un "caprone". Un "becon" è una "puntura d'insetto", tipo quella di una zanzara.

 - "Mussato" potrebbe far pensare a qualcosa di "smussato", invece no: si tratta della "zanzara".

 - "Scarpìa" non c'entra nulla con il concetto di "scarpa", vuole invece dire "ragnatela". La "scarpa" italiana è "scarpa" anche in Veneto.

 - E che dire di "Scarpo"? Anche in questo caso niente a che vedere con l'idea di "scarpa" o di "scalpo": "scarpo" significa "mammelle delle mucche".

 - E continuando con le tematiche agricole, se senti dire "Grassa" potrebbe essere la stessa parola dell'Italiano, ma attenzione: potrebbe anche voler dire un'altra cosa: il "letame che si usa per fertilizzare i campi".

 - La "Pessa" potrebbe sembrare qualcosa relativo al "pesce", ma invece è qualcosa di ben più sgradevole: il "muco nasale".

 - Se pensi che "Inviar" significhi "Inviare" ti stai sbagliando: significa "avviare".

 - "Basar" potrebbe essere il verbo "basare" italiano (tipo "basarsi sui fatti"), ma invece vuol dire "baciare", più semplicemente.

 - "Bronse" non significa di "bronzo", la "bronsa" è solo una "brace"

 - "Querto" non è "quarto", significa "coperto" (ainsieme alla forma "coverto"). Per estensione il "querto" è anche il nome comune del "tetto"
Molto comune tra l'altro l'espressione "bronsa querta" e cioè "brace nascosta" per indicare una persona che sembra essere tranquilla o buona, ma sotto sotto...

 - "Sono" non è ne il verbo "io sono" (= "mi son") ne il termine "suono" (= son), significa invece "sonno" semplicemente.

 - Se senti dire "Farai" penserai che sia il futuro della seconda persona singolare del verbo "fare", ma invece potrebbe essere due cose: o la domanda alla terza plurale maschile "faranno (loro)?" oppure potrebbe voler dire "fanali".

 - "Spigassi" non c'entra con il verbo "se tu spigassi" o con qualcosa relativo alle spighe, in generale, vuol dire invece "scarabocchi". Forse potrebbe c'entrare con Picasso, al massimo...

 - "Spaciara" sembrerebbe avere qualcosa a che fare con lo "spacciare" (per esempio "lui spaccerà la merce"), l'accento però cade sulla prima "A" e si tratta di un sostantivo, per la precisione "spàciara" significa "pozzanghera".

 - "Sugo" potrebbe voler dire il "sugo", certo, ma potrebbe essere anche un verbo: la prima persona singolare del verbo "sugar" e cioè "asciugare".

 - "Negar" non significa necessariamente solo "negare", cioè il verbo relativo alla negazione, è invece più probabile sentirlo usare nella sua accezione più usuale di "annegare".

 - Se pensi che "Notar" voglia dire "notare" forse non sai che è molto più probabile che significhi "prendere nota", "annotare".

 - E parlando di negare, sarà che la parola "Noo" ha a che vedere con il "no"? No! Noo significa "nuoto", quindi "andare a nuoto" si dice "ndar a noo". 

 - Se invece dici "Bo" non significa necessariamente che non sai una risposta come il "boh" italiano, è molto più probabile che si stia parlando dei "buoi", i "bo".

 - "Smoltonar" non vuol dire "ammontonare", significa invece un "spintonare", e cioè spingere come farebbe l'"ariete" e cioè il "molton" ("molton" è anche una persona rozza e sgraziata).

 - "Anca" non è l'"anca" come in Italiano, "anca" si una per dire la congiunzione "anche".

 - "Sbarar" non significa "sparare" ne nessun altro termine che possa ricordare una certa assonanza. "Sbarar" significa "sbattere", "fare un botto, un incidente" (l'incidente stesso in questo caso sarebbe lo "sbaro").

 - "Conpagno" non è soltanto un "compagno", un amico, come in italiano, ma è anche un aggettivo che significa "uguale", "identico".

 - Se senti dire "Ciò" nessuno da noi sta intendendo il "ciò" italiano (ovvero "questa cosa"). "Ciò" in Veneto è un rafforzativo o una particella esclamativa: "gatu capìo desso, ciò? ciò, me scoltitu?".

 - Se qualcuno parla di "Cagna" può essere che parli della "cagna" come in Italiano, ma è anche molto probabile che si stia riferendo alla "Chiave inglese"

 - "Sconto" non significa "sconto" in senso commerciale (anche se questo termine si è introdotto nella lingua parlata per influenza italiana), "sconto" vuol dire "nascosto".

 - "Parar" non vuol dire "parare", ma significa "dirigere, indirizzare". "Parar su" vuol dire "spingere su", "parar xo" significa "spingere verso il basso" o anche "inghiottire".

- "Levar" non significa "levare" come in Italiano (quello è "cior" o "cavar"), "levar" vuol dire "allevare", "far crescere".

 - "Giazz" (pronuncia del basso piave) non ha niente a che vedere con il "Jazz"! "Giazz" (che da me invece si dice "jasso") vuol dire "ghiaccio". meno chic, ma è così.

 - Una "Baveseła" potrebbe sembrare qualcosa di "bavoso", ma è invece una "brezza", un "venticello".

 - "Ciuso" non significa "chiuso", anche se la parola originaria è la stessa. Ciuso significa invece "compatto", "impaccato", "denso". Mentre per dire "chiuso" in Veneto si dice "serà".

 - "Sćiarar" non vuol dire soltanto "schiarire" in senso visivo, è infatti un verbo che è più comunemente utilizzato nel suo significato di "sfoltire".

 - "Sćianta" (pronunciato "s-cianta") non significa "schianta", schiantarsi sarebbe piuttosto "sbarar", na sćianta significa invece "un po'" "una quantità piccola".

 - "Scapar" ricorda molto l'italiano "scappare", ma quello si dice "scanpar". "Scapar" invece significa "scheggiare, avere un bordo rotto".

 - "Scapołar" sembra proprio il verbo degli "scapoli", ma invece "scapołarla" vuol dire "passarla liscia", "evitare per poco", "farcela con una certa difficoltà".

 - E un "Mul" che cos'è? Un mulo? Più propriamente l'animale si chiama "musso" in Veneto. "Mul" è uno "zitello", una persona che non si è sposata (per estensione nella zona del Triestino il "mul" e la "mula" sono dei ragazzi, dei giovani).

 - Quindi avete già capito, "Musso" non c'entra con il "muso", è semplicemente un "asino" come abbiamo già detto sopra.

 - "Panda" sarà il dolce orsetto mangiatore di bambù? No, è un modo locale di pronunciare il verbo "pàndar" che significa "ammettere", "confessare" oppure "finire per far uscire la verità"

 - E un "Cagnol"? C'enrerà con un simpatico "cagnolino"? No, quello sarebbe un "cagneto", invece il "cagnol" è un "vespone", un "calabrone".

 - "Scainar" potrebbe sembrare andare su e giù per gli "scalini" (="scaini"), invece è il "verso che fanno i cani quando soffrono".

 - "Ténder" sembra l'italiano "tendere", ma non lo è: "tènderghe a chelcuni" significa "accudire", "sorvegliare", "vigilare".

 - "Curame" potrebbe sembrare un appello, del tipo "curami" o "curatemi" ma invece è la parola che significa "cuoio".

 - E la famosa "Scarsea"? Vorrà forse dire che qualcosa "scarseggia"? Ebbene no, la "scarsea" è soltanto la "tasca".

 - "Gazo" non significa niente che c'entri con "gas" o cose simili: un gazo è un "punto di cucitura".
 
 - Uno "Spagnoeto" non è un "piccolo Spagnolo", ma un "rocchetto di spago per cucire".

 - La "Spagna" invece non è solo la "nazione spagnola", ma è l'"erba medica".

- E un "Pantałon"? Dei "pantaloni"? No, i pantaloni sono le "braghe" o le "braghesse". Invece si dice "pantałon" a una "persona poco affidabile" o "poco sveglia".

 - Un "Balcon" non è un "balcone" (quello si dice "pergolo"). Il "balcon" è lo "scuro", cioè l'imposta esterna della finestra.

 - Il termine "Foresto" è famoso, ma può sempre trarre in inganno: non ha niente a che vedere con la "foresta", significa "straniero", "forestiero".

 - "Descantar" non vuol dire "non cantare più" oppure una versione storpiata di "scontare", "descantar" significa "svegliarsi", "riprendersi", è il contrario di "incantarse" e cioè rimanere sovrappensiero fantasticando, sognando ad occhi aperti.

 - "Incalmar" non ha niente a che vedere con la "calma", "calmarsi", significa invece "innestare".

 - E se sentite dire "Bocia"? Probabilmente pensereste subito a una "boccia", ma invece no: il "bocia" è un "bambino", un "ragazzino" e niente più.

- Stessa cosa per "Putel", non spaventatevi non significa niente di volgare, ma soltando "bambino".

 - E il "Morbin"? avrà qualcosa a che vedere con qualche "morbo" pericoloso? No, il morbin è un'"energia inarrestabile", un "entusiasmo", una "agitazione".

 - Il "Malàn" non è un "malanno", è un "dispetto", un "danno".

 - E "Freschin"? C'entra con il "fresco"? no, il freschin è il classico "odore di pesce crudo" o di qualsiasi alimento con quell'odore crudo e viscido proveniente da ambienti acquatici.

 - Una "Schivanèa" potrebbe sembrare qualcosa che è relativo allo "schivare" qualcosa e forse l'origine viene proprio da questo, ma "schivanèa" è una "deviazione brusca" o "andare a zigzag".

 - "Cheba" c'entrerà con "Kebab"? Eheh, no, certo. Una cheba è una "gabbia".

 - Un "Barco" non è una "barca" è una "rimessa per attrezzi agricoli", "annesso", "zona coperta per contenere vari oggetti di lavoro".

 - "Scajo" può assomigliare alla parola "scaglia" ma significa "ascella".

 - Se senti dire "Co", sí, è vero che significa "con", ma può anche voler dire "quando" se associato a un verbo (come in Latino).

 - Allo stesso modo è vero che "Vanti" significa "avanti", ma non solo: può sia voler dire sia "dopo" (come in Italiano se diciamo "pi vanti", cioè "più avanti") che "prima" (in frasi tipo "vanti che te ciapo" cioè "prima che ti prendo" oppure "vanti mesodì" o "vanti sabo" che vuol dire "prima di mezzogiorno" e "prima di sabato").

- "Destirar" non significa "stirare", significa "stendere".

 - Un "Canton" non è un "cantone" allo stile svizzero, si tratta semplicemente di un "angolo".

 - "Straviar" non ha a che vedere con l'idea di cambiare di direzione come potrebbe sembrare, significa invece "distrarsi, concentrarsi si qualcos'altro".

 - "Gnaro" non è una persona "ignara" di qualcosa, uno "gnaro" è un "nido".

 - "Desmissiar" non significa "non mixare più" oppure "dismettere", questo verbo significa "svegliarsi".

 - "Stramasso" potrebbe ricordare qualcosa che "stramazza al suolo", invece è la parola d.o.c. per definire il "materasso" in Veneto.

 - E se parliamo di "Fatalità" vorrà dire la "fatalità" italiana? No, stiamo parlando di una "coincidenza".

 - L'"Intimèa" non è una cosa "intima", si tratta soltanto della "federa" del cuscino.

 - Un "Tapeto" non è un "tappeto" (quello sarebbe il "tapèo"), il "tapeto" invece è un "piccolo tappo" e si usa particolarmente per definire persone basse di statura.

 - La "Rabalta" c'entra con "ribaltare"? Apparentemente no, visto che indica la "cerniera dei pantaloni".

 - "Farghe amor a chelcuni" non è niente di sconcio! non significa infatti "fare l'amore con qualcuno", ma invece rappresenta il fatto di "essere fidanzato con qualcuno" (sottigliezze, per qualcuno).

 - Una "Ciacolada" (pronuncia "ciacołàa") potrebbe ricordare la "cioccolata" (che invece si dice "cicołata") ma invece è una "chiacchierata".

 - Il "Sito" invece non è un "sito", un "luogo", ma è la parola "Zitto".

 - E, anche se simile, il "Situ" non è la versione latineggiante del "sito" nell'espressione "in situ", "situ" è la forma interrogativa del verbo essere alla seconda persona singolare "Sei (tu)?" (dalle mie parti, perchè in altre parti del Veneto si dice "Seto" "Xestu" "Ti xe" "Sistu" etc...)

 - "Contar" non vuol dire (soltanto) "contare", significa molto spesso "raccontare"

 - "Suor" non è niente di religioso. Suor Maria o Suor Paola potrebbe suonare un modo rispettoso di chiamare due monache, ma attenzione: "suor" in Veneto è la traduzione esatta della parola "sudore".

 - "Area" se vogliamo potrebbe anche essere l'"area" così come la intendiamo in Italiano, ma è molto probabile che sia la pronuncia della parola "àreła" che è forma contratta di "vàrdeła" e cioè "guardala". Nella zona di Treviso poi "area" (àreła) è il modo di dire "hey, tu!" a una ragazza. Le versioni "areo", "area", "arei" e "aree" sono le versioni maschili, femminili, singolari e plurali.

 - "Sora" non è una "suora": vuol dire "sopra"

 - "Intrigar" non c'entra proprio nulla con una cosa o persona "intrigante", anzi è piuttosto il contrario: non qualcosa di affascinante, ma proprio qualcosa che sta in mezzo alle scatole, un fastidio, un "intralcio"!

 - "Destrigar" invece potrebbe sembrare il verbo italiano "districare" ma non lo è: "destrigar" significa "sparecchiare" oppure "sbrigarsi".

 - "Ingatiar" richiama un po' l'dea del "gatto", ma in realtà non c'entra proprio niente. Questo verbo significa "attorcigliare".

 - Tranquilli: "Inpissar" non significa niente di simile alla pipì... È vero che "pissar" è "pisciare", ma inpissar significa "accendere".

 - "Pusar" sembra davvero tanto il verbo "posare" italiano, ma il significato è diverso: significa "appoggiare": "me go pusà sol muro" = "mi sono appoggiato al muro".

 - Se senti parlare della "Manera" non credere che sia la versione locale della parola "maniera". "Maniera" si dice proprio come in Italiano. La "manera" invece è un'"ascia".

 - "Invidar" non deve trarre in inganno: non è "invitare", ma "avvitare".

 - "Inpirar" potrebbe sembrare forse "imparare" oppure "impilare" ma in realtà significa "infilare".

 - Se poi bisognasse dare una traduzione a "Vaívo" uno potrebbe pensare forse che si tratti di una versione locale di un "viavai", in realtà si tratta di un aggettivo: "vaívo" (anche detto "guaívo") significa "liscio, costante, appianato".

 - "Subioto" potrebbe sembrare "subito", ma invece è un oggetto di forma cilindrica, forato, una specie di "tubo corto".

 - "Repeton" non c'entra con "ripetere molto qualcosa". Il "repeton" è il "frastuono, baccano".

 - "Bombaso" non è niente di relativo alla "bomba", per fortuna, anzi è qualcosa di molto più soffice e morbido: si tratta del "cotone".

 - "Fuminante" potrebbe sembrare qualcosa di "fulminante", il che non è del tutto errato, ma tecnicamente significa soltanto "fiammifero".

 - "Usar" invece potrebbe sì voler dire "usare" come in Italiano, ma potrebbe anche signicare "affilare" una lama, per esempio (in questo senso si può anche dire "ugar").

 - "Osar" non significa "osare", ma invece vuol dire "urlare, gridare".

 - E "Sigar"? Sarà forse un "sigaro"? No: è un altro verbo, sinonimo di "osar", significa infatti "gridare, urlare".

 - Un "Sesto" può essere ciò che stra tra il quinto e il settimo, sì, certo, ma è anche un "movimento repentino" o un "gesto inconsulto", nonché un certo "garbo" nei modi, una certa "raffinatezza".

 - "Spasemar" non è la traduzione dialettale di "spasimare" italiano. Più che rappresentare qualcosa collegato con il desiderio, rappresenta qualcosa relativo al terrore: significa "spaventare, impaurire".

 - E anche "Scaturir" poi non significa affatto "scaturire" come nella lingua italiana. "Scaturir" può essere tradotto con il verbo "spaventare""smuovere" o "scuotere" (nell'accezione emotiva del termine). "Agitare", insomma.

- L'aggettivo "Tachente" potrebbe ricordare qualcosa del tipo "attaccante", significa "tenace", "testardo".

 - "Cortei" non è nessuna serie di manifestazioni multitudinarie per le strade della città e cioè il plurale di "corteo", è più probabile piuttosto che si stia parlando di unutensile domestico: si tratta semplicemente dei "coltelli".

 - La "Corte" invece potrebbe sembrare la "corte" del re, un luogo molto lussuoso e regale, in realtà stiamo parlando della "concimaia", del "letamaio". Mi spiace per i re...

 - E se parliamo di "Lusso" staremo parlando del "lusso" delle case reali? No, più semplicemente si parla del "luccio", il pesce di acqua dolce. 

 - "Mudołar" vorrà dire "ammutolire"? No, si tratta di qualcosa di rumoroso invece: significa "muggire".

 - E se dico "Straócio"? cosa vi ricorda? Forse una storpiatura di "stralcio"? In realtà "straocio" è la traduzione letterale di "strabico".

 - "Ingropar" non ha la stessa valenza dell'"ingroppare" italiano. Non c'entra con la "groppa", c'entra con il"gropo" e significa "annodare"

 - Una "Banda" in Italiano può voler dire varie cose: da un "gruppo musicale" a una "fascia laterale", per dire, ma in Veneto significa anche "lato". "Tìrate in banda" significa "spostati su quel lato".
(oltre a essere la traduzione letterale tradizionalmente del materiale della "latta"). 

 - Sulla stessa linea, è importante notare che "In parte" non significa "una porzione", "qualcosa di non intero", vuole invece dire "di fianco", "di lato". "Tìrate in parte" = "spostati su quel lato".

 - "A jossa" poi non c'entra proprio nulla con l'espressione italiana "a iosa". "A jossa" significa "la goccia".

 - "Dissete" potrebbe far pensare a qualcosa che "disseta", ma invece è un numero, e per la precisione il "diciassette".

 - "Boja" potrebbe sì essere il "boja" italiano, ma più probabilmente sarebbe il verbo "bollire".

- "Caívo" potrebbe forse far pensare alla parola "cattivo", è bene allora ricordare che "caívo" è soltanto la parola per dire "nebbia".

 - Una "Branca" potrebbe essere confuso con la "branca" italiana (e cioè un filone, un ramo, una specie), invece "branca" significa una "manciata".

 - Se poi qualcuno ti dice "Insemenío" non pensare che stia parlando di qualcosa che ha a che vedere con l'idea di "inseminare" (quello sarebbe "samenar"), insemenío invece significa "scimunito", "scemo".

- La "Grapa" potrebbe sembrare proprio la parola"grappa", in realtà la famosa acquavite si dice "graspa" o "sgnapa", e invece la "grapa" è un "attrezzo agricolo" usato per rompere le zolle di terra e per preparare la semina.

 - Che cos'è poi un "Mestier", un "mestiere"? Beh, sì, anche. Ma è anche una qualsiasi cosa: cioè un "affare" (un "afar", anche), una "roba", una "cosa".

 - E invece una "Batarìa" potrebbe sembrare una "batteria". Lo è, di fatto, ma è anche (e più comunemente) utilizzato come termine per dire un "catorcio", un "rottame".

 - "Inganbararse" non significa "trasformarsi in un gambero" e neanche "rimpinzarsi di gamberi fino a scoppiare", "inganbararse" è proprio il termine esatto che traduce la parola "inciampare".

 - "Risćia" (pronuncia: 'Ris-cia') non è soltanto qualcuno che "rischia" qualcosa, ma è anche una "piccola scheggia di legno che si pianta sotto la pelle". mi spiace, non c'è altro modo di tradurlo in Italiano...

 - Anche "Barba" potrebbe trarre in inganno perché è vero che significa "barba", ma è anche il termine d.o.c. per dire "zio".

 - E "Àmia"? C'entrerà con l'amore o qualcosa del genere? No, "àmia"è la "zia", invece.

 - "Zerman" poi potrebbe sembrare un "germano", l'uccello o l'antico popolo germanico, invece significa "cugino".

 - "Jenaro" potrebbe far pensare al "genero", non è del tutto sbagliato visto che si direbbe "jènaro" o "zènaro", ma il "jenaro" con l'accento sulla "A" significa "Gennaio".

 - E la "Madona" chi sarà? La "Madonna"? Beh, sì, ma è anche il termine d.o.c. per dire "suocera".

 - E quindi il "Missier"? Sarà un "messere"? Anche in questo caso si tratta del termine tradizionale per dire "suocero".

 - Dire che una persona è un "Sior" è vero che è come dire che è un "signore", ma è la traduzione del termine un "ricco".

 - "Poro" non è un "poro"della pelle, ma bensì l'aggettivo "povero".

 - E "Figà"? Cosa vorrà dire? Tranquilli, non sto dicendo nessuna volgarità: il figà è semplicemente il "fegato"!

 - "Petar" per fortuna invece non a nulla a che vedere con l'italiano "petare"... significa invece "attaccare, incollare"...e per fortuna...

 - Anche l'espressione "Indrío cul" potrebbe a prima vista spaventare un po' visto che letteralmente si traduce "dietro culo", ma invece è solo una espressione per dire "in retromarcia".

 - Se qualcuno ti dice "Senta" non ti sta invitando a "sentire" qualcosa, "sentar" significa "sedersi".

 - "Vantar" è uguale al verbo italiano "vantare" (e me ne vanto!), tuttavia questo verbo (a volte pronunciato "guantar") significa "afferrare, acciuffare" o, in alternativa,"farcela".

 - "Domandealtro" non significa la frase "domandi qualcos'altro", ma significa "dopodomani".

 - "Mezo Boto" non è una "mezza botte" o uno "scoppio non molto potente", il termine "mezo boto" significa "le 12:30h", essendo in generale i "boti" le "ore segnate dall'orologio" (ad esempio "do boti" = "le 2" oppure "un boto" = "l'una"). 

 - E "Dito" sarà forse "dito" italiano? No, quello si direbbe "deo", invece "dito" è la traduzione di "detto". (La parola "ditta" infatti viene dalla terminologia dei contratti veneziani). E dito questo... che dire ancora?

 - "Dei"! Staremo forse parlando degli Dei antichi? Ovviamente no: i "dei" sono le "dita", il plurale di "deo", "dito".

E co questo ghemo DITO tuto!


Friday, 14 October 2016

etimologia-14

SUJEIRA
Termo que indica lixo, ou seja substâncias, objetos ou matérias que não deveriam estar no lugar onde no momento se acham e por isso deveriam ser jogados fora quanto antes possível. O termo se originou da dúvida sobre o seguinte problema: aonde jogar essas coisas não desejadas? Originariamente não existia essa palavra genérica para todo material que precisa estar jogado fora e o povo utilizava a expressão: "tenho que jogar fora essas coisas. me sugira aonde!" pela razão que não existia lugar certo ou claro onde botar o lixo. a frase se convertiu em: "tenho que jogar fora. sugira!" que no falado popular mudou em significado já que o verbo ao final da frase se modificou e virou um substantivo comum objeto da frase mesma (tenho que jogar fora [a] sugira) e "sugira" passou a indicar a ideia de lixo e, por extenção, do sujo em geral. A evolução seguinte foi a leve modificação da pronúncia e a adaptação da grafia que passou de "sugira" a "sujeira" evitando assim confusões entre o verbo originária e a palavra derivada.

etimologia-14

SUJEIRA
Termo que indica substâncias, objetos ou matérias que não deveriam estar no lugar onde no momento se acham e por isso deveriam ser jogados fora quanto antes possível. O termo se originou da dúvida sobre o seguinte problema: aonde jogar essas coisas não desejadas? Originariamente não existia essa palavra genérica para todo material que precisa estar jogado fora e o povo utilizava a expressão: "tenho que jogar fora essas coisas. me sugira aonde!" pela razão que não existia lugar certo ou claro onde botar o lixo. a frase se convertiu em: "tenho que jogar fora. sugira!" no falado popular "sugira" virou um substantivo comum que indicava a ideia de lixo (tenho que jogar fora (a) sugira)e, por extenção, do sujo em geral. A evolução seguinte foi a leve modificação da pronúncia e a adaptação da grafia que passou de "sugira" a "sujeira" evitando assim confusões entre o verbo e a palavra.

camping mamanguape


desenho del camping "a sua casa em Mamanguape" na localidade de Barra de Mamanguape, Paraíba.
livre interpretação pessoal.

attacco doccia universale

no, beh, ma questo deve per forza esistere già!
l'Attacco da Doccia Universale!


si tratta semplicemente di un tubo da doccia con il bocchettone tipico, niente di più e (e questo è il punto fondamentale) una serie progressiva di attacchi successivi da avvitare a qualsiasi dimensione di rubinetto. è solo spingere l'attacco universale contro il rubinetto e l'attacco si fermerà sull'aggancio filettato adatto a quel rubinetto.
così, qualsiasi rubinetto diventa una potenziale doccia in qualsiasi momento!!
utilissimo in viaggi avventurosi!
o in campeggio.

Thursday, 13 October 2016

sommersa nei pensieri


Trump vs. Clinton ?

...e se Donald Trump fosse soltanto la grottesca e caricaturale marionetta ineleggibile creata dalla (transgenica e guerrafondaia) candidata Hilary Clinton (o chi per essa) in modo da essere lei, e solo lei, l'unica opzione di voto negli Stati Uniti? 

si tratterebbe della Mono-Scelta Democratica!

per fortuna questa idea fantasiosa e complottista potrebbe essere realizzabile soltanto in un mondo assurdo in cui la democrazia fosse solo uno show televisivo e superficiale, dove le lobby di potere decidessero i candidati, ne finanziassero le campagne elettorali e ne influenzassero i programmi politici. un mondo impossibile dove la gente risponde solo a messaggi pubblicitari e televisivi, dove un popolo senza coscienza sociale, un popolo che risponde con estrema facilità alle basse provocazioni da "manuale del cafone" di Trump (un personaggio quasi troppo apertamente sbagliato). un mondo demenziale dove i poteri occulti e i grandi interessi dei gruppi di potere desiderassero guerre e altre catastrofi per arricchirsi. un mondo inconcepibile in cui Trump fosse un personaggio che potesse essere comprato come marionetta di questa assurda messa in scena. un mondo improbabile acciecato da conflitti internazionali più grandi e dallo spettacolo triste del confronto tra i due caratteri dei personaggi in gara piuttosto che dal loro programma politico. un mondo che non esiste in cui l'informazione fosse faziosa, un mondo distratto, non lungimirante, abituato a non esigere più democrazia e ad accettare la perdita di tutti i diritti, dove la popolazione mondiale fosse ormai convinta che esercitare la democrazia significasse solamente scegliere il meno peggio....
...un mondo astratto che...
...un mondo forse non così impossibile...
...un mondo...oh... shit.... è il mondo reale.

3D Pangea = Pietrobon + Bellerby

ecco le ultime foto dell'ultima realizzazione della Pangea Politica! il mio pezzo forte internazionale!
si tratta (come già era stato mostrato in un post precedente) del globo tridimensionale della mia pangea fatto in collaborazione con i famosi artigiani di mappamondi londinesi Bellerby & co.
ecco a voi le foto







Thursday, 6 October 2016

casa su binari


immaginate una casa realizzata per moduli: ogni stanza è (a grandi linee) un pezzo separabile della casa. Ora immaginate che ognuno di questi pezzi-abitabili sia montato su dei binari e possa scorrere su apposite rotaie mosso semplicemente da un dolce meccanismo motorizzato, niente di più facile.
la casa dunque potrebbe presentarsi raccolta e compatta in modo da mantenere il calore e da favorire l'intimità domestica, oppure, attraverso lo spostamento di alcuni moduli, potrebbe creare una sorta di patio interno e molta più luce nelle stanze che si aprono con vetrate nei lati di unione con altri moduli-stanze, oppure ancora potrebbe aprirsi completamente e generare una specie di casa diffusa, distribuita in modo sparpagliato in una zona verde, di prati e alberi, e che in periodi caldi possa ricevere luce, aria, viste naturali.
studiandone un po' la distribuzione e gli incastri, potrebbe davvero uscirne una bella idea.
magari un giorno mi ci dedico. in fondo, sarei pur sempre un architetto, no?

Monday, 3 October 2016

etimologia-13

LOCAL
Ambiente público donde la gente se encuentra y se entretiene. Inicialmente el local público se caracterizaba por el mucho ruido y la fiesta muy loca, de allí la denominación de "casa de locos". en breve la denominación de lugar de locos se transformó en el más corto "local" que hace referencia a los locos que frecuentan el lugar.

neologismo-63

manual de sobrevivencia especializado en situaciones peligrosas para personas borrachas o adictas al alcohol en general; o sea libro que contiene informaciones sobre las medidas de seguridad que es necesario tomar en cuenta antes de salir de farra con el objetivo de emborracharse.

MANUAL DE SOBRE-BEBENCIA

ejemplo: "ayer me pillé una borrachera histórica! estaba totalmente ciego! suerte que antes de salir me leí unos párrafos de mi manual de sobre-bebencia, si no ahora probablemente estaría en el hospital"

escola é escolha

hoje uma mensagem de carácter social para incentivar a educação e a instrição das crianças.
só um "slogan". uma assonância. mas mesmo assim, é verdade.


english in the usa?

is English the first language in the USA?
yes, it is, but not everywhere.
here you have a map that shows all the regions where English is not the first language inside the territory of the USA.


map drawn starting from an original language map of muturzikin

moon in the earth - 3

moon surface: 38.000.000 square kilometres
this is... USA + CANADA + BRAZIL + CHINA
4 countries are equal to the surface of our satellite!!
let say that approximately USA and CANADA are the invisible side of the moon, and BRAZIL and CHINA are the visible hemisphere!
interesting, isn't it?


moon in the earth 2

Earth surface: 510.100.000 square km
Moon surface: 38.000.000 square km
it means that moon is equal to the 7,45% of the surface of the Earth

and that means...


Friday, 30 September 2016

moon in the earth - 1

how big is the surface of the Moon?
well, we could simply say that is 38 million square kilometres (14,6 million square miles).
this is the real area of our satellite, but I think this is not easy surface to imagine.
so I simply found the radium of an imaginary circle of 38 million square kilometres.
the result is easy to find: the radium of this equivalent area of the Moon is exactly 3.480 km
that means that a surface as big as the area of all the spherical ground of our satellite is approximately like this:


this grey area is not equivalent to the visible side of the Moon we are used to.
this grey surface is the equivalent of the entire satellite ground including the visible and the invisible side.

mille e una notte


Wednesday, 28 September 2016

l'impero romano, altrove

quanto era grande l'impero romano? beh, abbastanza...
prendiamo l'apice dell'estensione territoriale dell'impero, sotto l'imperatore Traiano nel 117 d.C.


una mappa ben conosciuta, direi.
beh, adesso spostiamo l'impero in altri continenti e vediamo i risultati...

SUD AMERICA!
niente male! andiamo da Panama all'Uruguay!!



AFRICA!
dalla Libia al Malawi!


AMERICA DEL NORD!
da Vancouver alla Repubblica Dominicana!


ASIA!
dall'Iran a Taiwan!


OCEANIA!
beh, Australia e Nuova Zelanda!



Tuesday, 27 September 2016

dialetti veneti

dopo un bel po' di ricerche sulla linguistica delle lingue italiane, ecco la mappa dei dialetti della lingua veneta nell'area originaria (non si considerano le varianti coloniali, cioè quelle degli emigranti veneti in altre parti d'Italia, d'Europa e del mondo; ad esempio i Taliani del sud del Brasile).


le aree segnate non indicano necessariamente che vi sia predominanza della lingua veneta. può tranquillamente trattarsi di una minoranza linguistica, ma storica e comunque relativamente consistente (es. Istria).

mulher de polinésia