Sunday, 16 September 2018
còdols
![]() |
| carrer dels còdols - barcelona |
Carrer dels Còdols al Gòtic de Barcelona.
La veritat és que aquest carrer no és tan vertical com apareix en aquest dibuix, però la sensació de verticalitat era molt forta aixins que havia de representar-la de totes maneres.
Aqui abaix uns dibuixos previs com unes proporcions una miqueta més realístiques.
neologismo-108
fanatico religioso ultra-ortodosso che, allo scopo di compiacere il proprio dio con un'infinità di regole ferree e proibizioni assolute, rinuncia totalmente a tutte le pulsioni associate alla vitalità, per cui finisce per essere una specie di morto-vivente. oppure anche fanatico religioso ultra-ortodosso che in base alle proprie idee metafisiche ritiene che tutti quelli che non la pensano come lui debbano morire.
esempio: "sei mai stato a Gerusalemme? hai visto tutta quella gente vestita di nero e serissima che ti guarda con disprezzo perché non sei come loro? ecco, sono proprio loro: gli ultra-mortodossi!"
ULTRA-MORTODOSSO
esempio: "sei mai stato a Gerusalemme? hai visto tutta quella gente vestita di nero e serissima che ti guarda con disprezzo perché non sei come loro? ecco, sono proprio loro: gli ultra-mortodossi!"
Saturday, 15 September 2018
sul pericolo e sulla sensazione di pericolo
L'essere umano ha un'incredibile capacità di adattamento: può vivere (o simulare) una normalità in condizioni davvero atroci: per esempio durante le guerre, i genocidi, gli abusi, le epidemie o nei campi di concentramento, nelle favele, nelle prigioni dove si realizzano le pene di morte, o ancora quando una malattia terminale non ti lascia via d'uscita...
In tutti questi contesti che in cui ci si immaginerebbe una infinita disperazione costante può stupire come l'essere umano riesca a ricostruire, almeno in superficie, a un certo livello, una specie di normalità che lo distoglie dall'angoscia della realtà che lo circonda.
Questa incredibile capacità che permette di tirare avanti è la chiave per molte persone e per popolazioni intere, altrimenti non si spiega come possano continuare a vivere gli individui che vivono in Palestina, in Siria, nel campo di Guantanamo, nelle favele più violente.
Essi non solo non si suicidano in massa, ma fanno il mercato, organizzano feste, danzano, cantano etc... come se la vita (quella vera) continuasse comunque a scapito di qualsiasi situazione atroce che la vorrebbe far deperire e deprimere.
È chiaro che la normalità intesa come in un villaggio Finlandese o come in un quartiere di Gaza, sono due concetti e due sensazioni differenti, ma in entrambi i casi chi ci vive pensa (per necessità o per ovvietà) principalmente a cose normali e a cercar di celebrare e valorizzare la vita, di pensare al futuro etc.
Questo fatto che gli uomini abbiano una incredibile capacità di sopravvivenza e di resistenza che deriva dall'abilità di astrarsi dal proprio contesto reale implica un concetto assai importante e cioè che il pericolo è diverso dalla sensazione di pericolo.
Ovvero in altre parole l'uomo può resistere in modo sorprendente a situazioni di pericolo (finché questo pericolo non si manifesta direttamente su di lui, grazie a un potente scudo di astrazione dal mondo), ma ciò che non potrà mai sopportare è una costante sensazione di pericolo che ti minaccia eternamente.
È la sensazione di pericolo ciò che l'essere umano rifugge e che non tollera (e di conseguenze istintivamente sospende mentalmente astraendosi dai contesti duri nei casi in cui la realtà non dia scampo) e non il pericolo in sé.
In poche parole il pericolo è tollerabile, ma la sensazione di pericolo no.
Un uomo armato in Texas può sentirsi più sicuro grazie al suo fucile, anche se il fatto che tutti posseggano un fucile rende il Texas un posto molto più pericoloso id altri stati senza tante armi...
Un controsenso se partiamo dal concetto che l'uomo cerchi di allontanare il pericolo da sé, ma perfettamente logico invece se capiamo che ciò che l'uomo vuole e ha bisogno da allontanare è la sensazione della minaccia costante del pericolo.
Passiamo quindi alla situazione italiana:
Secondo i dati statistici gli omicidi in Italia nel 1991 erano molto più frequenti che oggigiorno (2016).
Se diamo un'occhiata a questa interessante mappa possiamo renderci conto di due cose molto rilevanti in un solo istante e cioè che, primo, che il pericolo di essere assassinato in Italia è enormemente più basso oggi che 25 anni fa e, secondo, che 25 anni fa chi ammazzava non erano certo gli immigrati, ma gli Italiani stessi, visto che le regioni più pericolose erano quelle dove tradizionalmente la mafia era più presente (Cosa Nostra, Camorra, Ndrangheta, Sacra Corona Unita e Anonima Sequestri).
Se quindi torniamo alla questione del pericolo e della sensazione del pericolo ci rendiamo conto che gli Italiani che ora si sentono più minacciati a casa loro rispetto a qualche anno fa e che ritengono che l'Italia non sia più sicura come una volta, questo è principalmente dovuto a un malinteso (probabilmente voluto) su cosa è il pericolo reale e su cosa rappresenta il potenziale pericolo...
25 anni fa potevamo passeggiare per certe strade delle città italiane e non sentirci assolutamente in pericolo, anche se la possibilità statistica di incrociare per caso un assassino era molto più alta.
La ragione per cui questo succedeva è che l'assassino era probabilissimamente un Italiano, normale, qualsiasi, con una faccia normale e vestito normalissimamente. Indistinguibile insomma da qualsiasi vicino di casa rispettabilissimo e pacifico.
Senza essere presente a un atto di violenza diretto, la sensazione di pericolo dell'Italiano medio era dunque zero.
Adesso invece incrociare un assassino è molto più difficile e raro, ma i media hanno creato già da molto tempo l'associazione semplicistica che delinquente = immigrato, per cui chi non ha elaborato nella sua testa che questa associazione è piuttosto debole dal punto di vista logico (e statistico), vede nell'immigrato il potenziale assassino.
Ne risulta che ogni volta che un Italiano medio vede un immigrato si sente minacciato e ciò che non si può tollerare, ricordiamo, non è tanto il pericolo reale, ma la sensazione di essere in pericolo costante.
Il fatto che ci siano immigrati per strada dunque è un costante campanello d'allarme per un Italiano imbevuto da propaganda xenofoba di stato e in definitiva questa sensazione di crescente insicurezza per le strade delle città diventa una minaccia insostenibile perché è ovunque e lo rende ormai isterico e cieco.
C'è da notare che pensare che l'Italia sia più insicura solo perché ci sono più immigrati, cioè più potenziali delinquenti, anche se i dati dimostrano che è molto più probabile imbattersi con un immigrato onesto oggi, piuttosto che un Italiano assassino 25 anni fa, non si può definire in altro como che razzismo.
Se il pericolo è associato alla razza o all'origine etnica di qualcuno e non dal pericolo reale, beh, non c'è molto da fare: si scivola nell'ideologia razziale e si smette di parlare di logica dei fatti e della realtà.
Speriamo che qualcuno inizi a spiegare un po' questa cosa in giro...
In tutti questi contesti che in cui ci si immaginerebbe una infinita disperazione costante può stupire come l'essere umano riesca a ricostruire, almeno in superficie, a un certo livello, una specie di normalità che lo distoglie dall'angoscia della realtà che lo circonda.
Questa incredibile capacità che permette di tirare avanti è la chiave per molte persone e per popolazioni intere, altrimenti non si spiega come possano continuare a vivere gli individui che vivono in Palestina, in Siria, nel campo di Guantanamo, nelle favele più violente.
Essi non solo non si suicidano in massa, ma fanno il mercato, organizzano feste, danzano, cantano etc... come se la vita (quella vera) continuasse comunque a scapito di qualsiasi situazione atroce che la vorrebbe far deperire e deprimere.
È chiaro che la normalità intesa come in un villaggio Finlandese o come in un quartiere di Gaza, sono due concetti e due sensazioni differenti, ma in entrambi i casi chi ci vive pensa (per necessità o per ovvietà) principalmente a cose normali e a cercar di celebrare e valorizzare la vita, di pensare al futuro etc.
Questo fatto che gli uomini abbiano una incredibile capacità di sopravvivenza e di resistenza che deriva dall'abilità di astrarsi dal proprio contesto reale implica un concetto assai importante e cioè che il pericolo è diverso dalla sensazione di pericolo.
Ovvero in altre parole l'uomo può resistere in modo sorprendente a situazioni di pericolo (finché questo pericolo non si manifesta direttamente su di lui, grazie a un potente scudo di astrazione dal mondo), ma ciò che non potrà mai sopportare è una costante sensazione di pericolo che ti minaccia eternamente.
È la sensazione di pericolo ciò che l'essere umano rifugge e che non tollera (e di conseguenze istintivamente sospende mentalmente astraendosi dai contesti duri nei casi in cui la realtà non dia scampo) e non il pericolo in sé.
In poche parole il pericolo è tollerabile, ma la sensazione di pericolo no.
Un uomo armato in Texas può sentirsi più sicuro grazie al suo fucile, anche se il fatto che tutti posseggano un fucile rende il Texas un posto molto più pericoloso id altri stati senza tante armi...
Un controsenso se partiamo dal concetto che l'uomo cerchi di allontanare il pericolo da sé, ma perfettamente logico invece se capiamo che ciò che l'uomo vuole e ha bisogno da allontanare è la sensazione della minaccia costante del pericolo.
Passiamo quindi alla situazione italiana:
Secondo i dati statistici gli omicidi in Italia nel 1991 erano molto più frequenti che oggigiorno (2016).
Se diamo un'occhiata a questa interessante mappa possiamo renderci conto di due cose molto rilevanti in un solo istante e cioè che, primo, che il pericolo di essere assassinato in Italia è enormemente più basso oggi che 25 anni fa e, secondo, che 25 anni fa chi ammazzava non erano certo gli immigrati, ma gli Italiani stessi, visto che le regioni più pericolose erano quelle dove tradizionalmente la mafia era più presente (Cosa Nostra, Camorra, Ndrangheta, Sacra Corona Unita e Anonima Sequestri).
Se quindi torniamo alla questione del pericolo e della sensazione del pericolo ci rendiamo conto che gli Italiani che ora si sentono più minacciati a casa loro rispetto a qualche anno fa e che ritengono che l'Italia non sia più sicura come una volta, questo è principalmente dovuto a un malinteso (probabilmente voluto) su cosa è il pericolo reale e su cosa rappresenta il potenziale pericolo...
25 anni fa potevamo passeggiare per certe strade delle città italiane e non sentirci assolutamente in pericolo, anche se la possibilità statistica di incrociare per caso un assassino era molto più alta.
La ragione per cui questo succedeva è che l'assassino era probabilissimamente un Italiano, normale, qualsiasi, con una faccia normale e vestito normalissimamente. Indistinguibile insomma da qualsiasi vicino di casa rispettabilissimo e pacifico.
Senza essere presente a un atto di violenza diretto, la sensazione di pericolo dell'Italiano medio era dunque zero.
Adesso invece incrociare un assassino è molto più difficile e raro, ma i media hanno creato già da molto tempo l'associazione semplicistica che delinquente = immigrato, per cui chi non ha elaborato nella sua testa che questa associazione è piuttosto debole dal punto di vista logico (e statistico), vede nell'immigrato il potenziale assassino.
Ne risulta che ogni volta che un Italiano medio vede un immigrato si sente minacciato e ciò che non si può tollerare, ricordiamo, non è tanto il pericolo reale, ma la sensazione di essere in pericolo costante.
Il fatto che ci siano immigrati per strada dunque è un costante campanello d'allarme per un Italiano imbevuto da propaganda xenofoba di stato e in definitiva questa sensazione di crescente insicurezza per le strade delle città diventa una minaccia insostenibile perché è ovunque e lo rende ormai isterico e cieco.
C'è da notare che pensare che l'Italia sia più insicura solo perché ci sono più immigrati, cioè più potenziali delinquenti, anche se i dati dimostrano che è molto più probabile imbattersi con un immigrato onesto oggi, piuttosto che un Italiano assassino 25 anni fa, non si può definire in altro como che razzismo.
Se il pericolo è associato alla razza o all'origine etnica di qualcuno e non dal pericolo reale, beh, non c'è molto da fare: si scivola nell'ideologia razziale e si smette di parlare di logica dei fatti e della realtà.
Speriamo che qualcuno inizi a spiegare un po' questa cosa in giro...
Friday, 14 September 2018
cani
il cane che ha paura morde
il cane che non ha paura si avvicina per fare amicizia
parlando di razzismo: gli uomini fanno lo stesso.
animale fantastico-27
il MICRO-ELEFANTINO ARBORICOLO
Il micro-elefantino arboricolo è un parente dei grandi pachidermi delle savane, ma a differenza di questi ultimi la sua stazza è tutt'altro che enorme ed imponente: il micro-elefantino arboricolo infatti può accovacciarsi sul palmo di una mano.
Vive nelle foreste tropicali e usa la sua proboscide, insieme alla sua lunga coda prensile, per afferrarsi alle liane e agli alberi circostanti. Grazie alla proboscide inoltre può agevolmente raggiungere bacche e piccoli frutti senza staccare le zampe dal suo sostegno.
Questi animaletti sono veloci e chiassosi. Vivono in branchi di 30 a 50 individui e quando si sentono minacciati da qualche grande animale che passa sotto agli alberi dove stanno i micro-elefantini arboricoli iniziano a lanciare loro bacche e frutta in testa, rendendo chiaro che non sono benvenuti.
Tuttavia questi animaletti sono tutt'altro che schivi e diffidenti e non è raro che, curiosi di tutto come sono, si avvicinino a chi passeggia per il bosco e addirittura si aggrappino ai vestiti o addirittura si riposino sulle mani di chi li sta osservando.
Il micro-elefantino arboricolo è un parente dei grandi pachidermi delle savane, ma a differenza di questi ultimi la sua stazza è tutt'altro che enorme ed imponente: il micro-elefantino arboricolo infatti può accovacciarsi sul palmo di una mano.
Vive nelle foreste tropicali e usa la sua proboscide, insieme alla sua lunga coda prensile, per afferrarsi alle liane e agli alberi circostanti. Grazie alla proboscide inoltre può agevolmente raggiungere bacche e piccoli frutti senza staccare le zampe dal suo sostegno.
Questi animaletti sono veloci e chiassosi. Vivono in branchi di 30 a 50 individui e quando si sentono minacciati da qualche grande animale che passa sotto agli alberi dove stanno i micro-elefantini arboricoli iniziano a lanciare loro bacche e frutta in testa, rendendo chiaro che non sono benvenuti.
Tuttavia questi animaletti sono tutt'altro che schivi e diffidenti e non è raro che, curiosi di tutto come sono, si avvicinino a chi passeggia per il bosco e addirittura si aggrappino ai vestiti o addirittura si riposino sulle mani di chi li sta osservando.
Etichette:
alberi,
animali,
elephant,
evoluzione,
fantasia
neologismo-107
il tipico estremista che è fanatico per la causa indipendentista o autonomista (o semplicemente xenofoba) del veneto e, più in generale, del nord-est
esempio: "i serenissimi che nel 1997 occuparono il campanile di san marco a venezia esigendo l'indipendenza del veneto dall'italia erano chiaramente dei nord-est·remisti politici!"
NORD-EST·REMISTA
esempio: "i serenissimi che nel 1997 occuparono il campanile di san marco a venezia esigendo l'indipendenza del veneto dall'italia erano chiaramente dei nord-est·remisti politici!"
Thursday, 13 September 2018
Monday, 10 September 2018
neologismo-106
contraddire una persona con l'intento di generare una discussione, uno scontro.
SCONTRADDIRE
esempio: "stavamo parlando civilmente di argomenti in cui non eravamo d'accordo, ma non c'era nessun problema anche se non arrivavamo alla stessa conclusione. ad un certo punto però ho trovato tutto ciò molto noioso ed ho scelto di scontraddire apertamente tutte le posizioni del mio interlocutore e finalmente ci siamo arrabbiati tantissimo. molto più divertente di prima!"
Saturday, 8 September 2018
la simil-poesia
Questa simil-poesia è stata scritta da un giovane Massimo Pietrobon in un gioco simil-poetico tra lui e un ancor più giovane Alberto Murgo.
Si tratta di un gioco assai interessante: inventare altisonanti versi, in velocità, d'istinto, evocative e poco chiare immagini che sembrino poetiche e vedere dove ti porta l'assurdità del momento.
Il risultato, seppur intrinsecamente falso, non è tutto da buttare, se considerato per quel che è.
E comunque a me fa ridere.
Ecco dunque un raro caso di simil-poesia da me scritto e riesumato recentemente:
FRA LE OMBRE DEI FLUTTI
Vomitando morte certa
Rimestando ancestrali incesti
Sui lunghi mari del lido scuro
Scorgo incerto naufragi funesti
Chi fu mai quel mite ardito
Di scrosci d'onde e spume d'aria
Trafitto al sol dei giorni atroci
Lasciando vita e luce e patria?
Mai più uno spiro nel triste viaggio
Concerti d'ombre, sonagli infausti
Ma ecco il vento oltre la stella
Tradir le vele dei giorni esausti
O' notte, o' mare, da sempre in veglia
Dentro il saper di iridi stanche
Dei mille volti smarriti e spenti
Tra i flutti serbate le lacrime bianche
Si tratta di un gioco assai interessante: inventare altisonanti versi, in velocità, d'istinto, evocative e poco chiare immagini che sembrino poetiche e vedere dove ti porta l'assurdità del momento.
Il risultato, seppur intrinsecamente falso, non è tutto da buttare, se considerato per quel che è.
E comunque a me fa ridere.
Ecco dunque un raro caso di simil-poesia da me scritto e riesumato recentemente:
FRA LE OMBRE DEI FLUTTI
Vomitando morte certa
Rimestando ancestrali incesti
Sui lunghi mari del lido scuro
Scorgo incerto naufragi funesti
Chi fu mai quel mite ardito
Di scrosci d'onde e spume d'aria
Trafitto al sol dei giorni atroci
Lasciando vita e luce e patria?
Mai più uno spiro nel triste viaggio
Concerti d'ombre, sonagli infausti
Ma ecco il vento oltre la stella
Tradir le vele dei giorni esausti
O' notte, o' mare, da sempre in veglia
Dentro il saper di iridi stanche
Dei mille volti smarriti e spenti
Tra i flutti serbate le lacrime bianche
neologismo-105
dicesi di pellegrino particolarmente schifoso e repellente a causa della sua scarsa igiene oppure anche a causa della sua moralità molto poco convincente e onesta
esempio: "stavamo percorrendo il cammino di Santiago, ma tra i tanti pellegrini ci siamo imbattuti in un repellegrino che non si lavava da settimane. impossibile proseguire il percorso dietro di lui... troppa puzza... abbiamo interrotto il viaggio..."
REPELLEGRINO
esempio: "stavamo percorrendo il cammino di Santiago, ma tra i tanti pellegrini ci siamo imbattuti in un repellegrino che non si lavava da settimane. impossibile proseguire il percorso dietro di lui... troppa puzza... abbiamo interrotto il viaggio..."
Wednesday, 5 September 2018
etimologia-41
SCONTRINO
Ancora fino a poco tempo fa non si usava presentare lo scontrino al momento del pagamento di un bene, era invece in uso dare la parola riguardo al prezzo, pagare il prezzo pattuito, stringere la mano e salutarsi.
In certi negozi di venditori disonesti, poco a poco cominciò a entrare in uso la pratica di fissare un prezzo con un cliente e di inviare il prodotto a casa del cliente, direttamente, attraverso un sistema di corrieri postali che non avevano nessuna responsabilità sul prodotto acquistato.
Quando arrivava il momento del pagamento del prezzo (scritto su un pezzo di carta), il cliente scopriva spesso che il prezzo non era quello pattuito all'inizio, ma un prezzo molto superiore! Il corriere inoltre pretendeva il pagamento del servizio di consegna e questo spessissimo creava uno scontro tra cliente e corriere.
Questi scontri erano così frequenti e all'ordine del giorno che molti iniziarono a chiamare il pezzo di carta in mano al corriere che giustificava il prezzo richiesto con il nome di "scontrino" proprio perché generava uno "scontro" tra corriere e cliente.
Poco a poco, la maggior parte di questi venditori disonesti sparì (e si dedicò ad altre truffe più insospettabili), mentre l'usanza dello scontrino (questa volta con il prezzo giusto) si diffuse in quasi tutti gli esercizi commerciali.
Etichette:
etimologia,
evoluzione,
lingua,
parole
Monday, 3 September 2018
semplice è complicato
è molto semplice rendere le cose complicate
ma rendere le cose semplici è molto complicato
Etichette:
assurdità,
filosofia,
frase,
massimo pietrobon
Sunday, 2 September 2018
Geographic test
This is a "psycho-geographic" test meant to be done for people who are not Canadian, specifically!
Let's consider a map of Canada...
Where do you think Greenland should be place?
Try to answer sincerely before looking the answer.
You can check what is the correct answer by clicking HERE!
Now, did you answer correctly?
Probably not... or maybe yes ...if you are a geek of geography as I am...
Anyway, the interesting point of this test is that we are often used to the deformation of the world map projection and it's really difficult sometimes to understand that a map is not the reality! for example if you look at a conventional world map, Greenland is always represented beside Canada, on the right side.
This is because Greenland is mostly eastward considering Canada!
There are to points to underline: Greenland is one of the most deformed lands we can find in a conventional world projection map, and the options I gave you are misleading because in the map of Canada I drew when I say "north" it can seems that is really on the north side, but it's not! (near the North pole, even small deviation from the exact north direction can change the cardinal orientation of lands that are not that far...
So... just that.
Beware the standardize maps: they give you a vision of the world that's not real!
Let's consider a map of Canada...
Where do you think Greenland should be place?
Chose one of the following options
Try to answer sincerely before looking the answer.
You can check what is the correct answer by clicking HERE!
Now, did you answer correctly?
Probably not... or maybe yes ...if you are a geek of geography as I am...
Anyway, the interesting point of this test is that we are often used to the deformation of the world map projection and it's really difficult sometimes to understand that a map is not the reality! for example if you look at a conventional world map, Greenland is always represented beside Canada, on the right side.
This is because Greenland is mostly eastward considering Canada!
There are to points to underline: Greenland is one of the most deformed lands we can find in a conventional world projection map, and the options I gave you are misleading because in the map of Canada I drew when I say "north" it can seems that is really on the north side, but it's not! (near the North pole, even small deviation from the exact north direction can change the cardinal orientation of lands that are not that far...
So... just that.
Beware the standardize maps: they give you a vision of the world that's not real!
Etichette:
canada,
locuras geograficas,
map,
mappamondo,
project,
test
neologismo-104
presidente che tutti ritengono ineleggibile, data la sua carica assurdamente antipolitica e il suo fare goliardicamente patetico, ma che, a sorpresa, viene eletto e condanna la nazione ad una fase assurda e deprimente.
esempio: "Trump è il sorpresidente degli Stati Uniti d'America! ...certo che anche noi, con Salvini, abbiamo proprio un bel sorpresidente, eh..."
SORPRESIDENTE
esempio: "Trump è il sorpresidente degli Stati Uniti d'America! ...certo che anche noi, con Salvini, abbiamo proprio un bel sorpresidente, eh..."
Etichette:
assurdità,
lingua,
neologismo,
parole,
presidente,
stato
Saturday, 1 September 2018
neologismo-103
fruttivendolo che vende prodotti agricoli coltivati e raccolti in piantagioni illegali grazie al lavoro di schiavi moderni immigrati in condizione di totale sfruttamento.
esempio: "questi pomodori sono buonissimi! sono 100% Italiani! prodotti nel nostro paese! grazie alla manodopera di centinaia di schiavi sfruttati in condizioni disumane! e anche se questo tutti lo sappiamo, meglio non cambiare la situazione... altrimenti il nostro sfruttivendolo di fiducia come potrebbe far pagare un kilo di pomodori così poco?"
SFRUTTIVENDOLO
esempio: "questi pomodori sono buonissimi! sono 100% Italiani! prodotti nel nostro paese! grazie alla manodopera di centinaia di schiavi sfruttati in condizioni disumane! e anche se questo tutti lo sappiamo, meglio non cambiare la situazione... altrimenti il nostro sfruttivendolo di fiducia come potrebbe far pagare un kilo di pomodori così poco?"
Etichette:
italia,
lavoro,
lingua,
migrazioni,
neologismo,
parole,
slaves,
sociale,
tomate
animale fantastico-26
La VIPERA TRICODATA
La vipera tricodata è una specie di serpente che presenta 3 code invece di una.
Questa sorprendente mutazione non solo conferisce all'animale un aspetto unico tra i vertebrati, ma permette di usare alcune code come dei tentacoli prensili che possono afferrare oggetti o aggrapparsi agli alberi.
L'incredibile caratteristica di questa serpe inoltre permette di sollevarsi dal suolo con grande rapidità, visto che le tre code sono una base ben solida ed efficace per alzare il resto del corpo.
Ma la cosa indubbiamente più curiosa della vipera tricodata è vederla camminare sulle sue code, usate come zampe!
Questa andatura non è poi così rara tra gli esemplari di questa specie e pare che si usi soprattutto per identificare a distanza possibili prede quando l'erba è alta.
La vipera tricodata è una specie di serpente che presenta 3 code invece di una.
Questa sorprendente mutazione non solo conferisce all'animale un aspetto unico tra i vertebrati, ma permette di usare alcune code come dei tentacoli prensili che possono afferrare oggetti o aggrapparsi agli alberi.
L'incredibile caratteristica di questa serpe inoltre permette di sollevarsi dal suolo con grande rapidità, visto che le tre code sono una base ben solida ed efficace per alzare il resto del corpo.
Ma la cosa indubbiamente più curiosa della vipera tricodata è vederla camminare sulle sue code, usate come zampe!
Questa andatura non è poi così rara tra gli esemplari di questa specie e pare che si usi soprattutto per identificare a distanza possibili prede quando l'erba è alta.
Etichette:
animali,
assurdità,
evoluzione,
snake
neologismo-102
speciale attacco di dissenteria specifico dei viaggiatori che percorrono regioni del sub-continente indiano.
esempio: "stavo viaggiando per il Rajastan, ma non sono abituato a viaggiare in paesi lontani e men che meno alla cucina locale... insomma... ci son voluti pochissimi giorni per cominciare a soffrire di indiarrea".
INDIARREA
Etichette:
assurdità,
india,
lingua,
neologismo,
parole
Friday, 31 August 2018
neologismo-101
vacanze dedicate al relax più assoluto e all'inattività completa.
in poche parole uno svacco totale!
esempio: "quest'estate non ho proprio fatto nulla, sono rimasto svaccato sullo sdraio tutti i giorni: sono state proprio delle grandi svaccanze estive!!"
in poche parole uno svacco totale!
SVACCANZE
esempio: "quest'estate non ho proprio fatto nulla, sono rimasto svaccato sullo sdraio tutti i giorni: sono state proprio delle grandi svaccanze estive!!"
Etichette:
assurdità,
lingua,
neologismo,
parole,
vacanze
sogno del fiore della vita
da un sogno di giugno di 20 anni fa...
Nel cielo ci sono due ragazze nude che fluttuano nell'aria.
Sono luminose e hanno gli occhi chiusi.
Bellissime
(Sono in meditazione?)
Vicino a loro (credo), c'è un fiore aperto, bianco. Le ragazze luminose lo stanno difendendo e proteggendo da un esercito di esseri alati (arpie, demoni e angeli, tutti insieme).
Quello è il fiore della vita! e finché ci sono le due ragazze non c'è il rischio che accada nessuna catastrofe!
(morte? distruzione? fine della felicità nel mondo?).
...cade un petalo!
Nel cielo ci sono due ragazze nude che fluttuano nell'aria.
Sono luminose e hanno gli occhi chiusi.
Bellissime
(Sono in meditazione?)
Vicino a loro (credo), c'è un fiore aperto, bianco. Le ragazze luminose lo stanno difendendo e proteggendo da un esercito di esseri alati (arpie, demoni e angeli, tutti insieme).
Quello è il fiore della vita! e finché ci sono le due ragazze non c'è il rischio che accada nessuna catastrofe!
(morte? distruzione? fine della felicità nel mondo?).
...cade un petalo!
snake process
Etichette:
gif animate,
mare,
mostro,
process,
snake
Wednesday, 29 August 2018
di che hai paura veramente?
Etichette:
assurdità,
fascism,
frontera,
migrazioni,
razzismo,
rivoluzione,
sociale
Subscribe to:
Comments (Atom)










































