Wednesday, 29 August 2018

animale fantastico-25

L'IPNOTICELLO


L'ipnoticello è un grazioso animaletto con un lunghissimo naso prensile della stessa lunghezza della coda. I suoi arti sono davvero cortissimi e la peluria che li ricopre li fa assomigliare molto alle due orecchie bifide che stanno sopra la testa di questo simpatico animale.
Insomma, visto da una certa distanza, è davvero difficile distinguere quale sia il davanti, il dietro, l'alto e il basso dell'ipnoticello! I suoi due occhietti furbi ti guardano attenti, ma non ti danno molti indizi sulla direzione corretta della sua anatomia.
Aggiungiamo poi la colorazione del pelo di questo animale che è davvero un mosaico di colori che confondono la vista.
Il suo nome deriva da questa policromia del suo pelo, ma non solo in senso statico, diciamo: l'ipnoticello infatti ha un tipo di reazione difensiva molto peculiare: quando si scopre osservato e si sente in pericolo, l'animaletto si mette di lato e inizia a saltellare freneticamente avvolgendo velocissimamente in un senso e nell'altro il proprio naso prensile (generalmente usato per alimentarsi e per raggiungere il cibo) e la sua coda.



L'effetto di tutti questi colori saltellanti e che si avvolgono a spirale in un senso e nell'altro confonde profondamente qualsiasi essere che lo stia osservando, paralizzando completamente il potenziale aggressore che non capisce più quale sia il corpo, il davanti, il dietro, l'alto o il basso dell'animale e rimanendo letteralmente ipnotizzato dalle due spirali colorate in movimento che sembrano uno sguardo fisso di un mago oppure due tunnel verso lontani orizzonti psicotropi...

Tuesday, 28 August 2018

città inclinata


da un antichissima utopia urbana ripescata nei diari del passato: si tratta di una cittadina scavata sull'inclinazione dolce di una collina.
gli spazi aperti sono concentrici e tutte le aree orizzontali sono parchi pubblici.
dalla pianura sottostante non si vede praticamente nulla, l'impatto visivo è quasi assente.
dall'interno lo spazio aperto è grande, il cielo immenso e la città è palcoscenico e scenario di se stessa.
ogni tetto è piano della piazzetta sovrastante.



viva l'oriente



viva l'oriente
quando il sole
tramonta
ad occidente


servizio di iniziazione obbligatoria

altro che servizio di leva obbligatoria!
un anno a fare il militare? mettersi sotto lo scudo di una bandiera, uniformato e addestrato come un cane da caccia a ringhiare e ad azzannare chi ha un'altra bandiera? noooo!
facciamo qualcosa di utile invece!
una cosa che sarebbe molto più interessante, nel mio mondo utopico ideale, sarebbe un'iniziazione obbligatoria. come nelle antiche tribù!
a 18 anni (o con certe proroghe, così com'era per la leva militare obbligatoria), il cittadino è chiamato ad andarsene dal proprio paese per un anno.
scelga lui dove vuole.
gli piacciono le maldive? vada
preferisce new york? vada
è più contento di andare in qualche paese africano? bene
magari farsi il giro dell'america latina? perfetto
vuole lavorare a shanghai o in australia? ok
qualsiasi cosa! anche se volesse fare il giro del mondo, faccia esattamente come gli va, basta che non torni a casa per un anno.
impara delle lingue, impara a farcela da solo, impara a socializzare, impara le altre culture (un po' almeno), impara a rompere stereotipi, impara ad avere amici fuori dal proprio paese, impara a capire che nel tuo paese non è tutto perfetto o tutto sbagliato, non è tutto logico o tutto illogico, non è tutto bianco o tutto nero: impara a leggere il mondo e a migliorare il tuo paese apportando idee nuove e la capacità di capire l'umanità.
l'unico inconveniente di questo progetto è che è totalmente contro la linea politica dei nostri demagoghi che ci vogliono furiosamente xenofobi, chiusi di mente, ignoranti e spaventati dal diverso.
per il resto, solo vantaggi!

il grande cielo


così grande è il cielo
che spesso ci dimentichiamo che esiste


Monday, 27 August 2018

faccia semplice


tatuaje integral


si eres realmente un tatoo lover, por qué no tatuarse todo con una geometría animal?
por ejemplo: las rayas de una tigre, en todo el cuerpo!
o las rayas de una zebra!
o de un oso panda...
en fin... rayas! rayas en todo el cuerpo! rayas animales! jeje


Sunday, 26 August 2018

sogno o son desto?



chi sa di sognare
può controllare il sogno

ma chi non sa di sognare
è in balia del sogno



pastore catalano


l'albero e la montagna



facilmente una montagna
si nasconde dietro ad un albero


nudità


sogno di Luca e della bimba bianca

da un antichissimo sogno della mia biblioteca onirica personale...


sogno di mio fratello grande, luca, senza vederlo.
mi ricordo (come una rivelazione) che da piccolo aveva salvato una bambina bionda estraendola da un cunicolo (quasi una miniera) che stava sotto le scale esterne delle mia vecchia casa di monastier (giusto sopra la stalla).
ricordo la bambina, mi chiedo perché mai me ne fossi dimenticato, voglio sapere come sta e dove sta adesso e cerco di ricordare.
vedo nel ricordo un nuovo sogno. torno indietro nel tempo e ora sotto la scala della mia ex casa c'è della gente che aspetta dei superstiti. é successa una tragedia come quella della bambina bionda, ma sembra che ho pescato il ricordo sbagliato, perché Luca (mio fratello) sta estraendo corpi di bambini piccoli cinesi mezzi nudi dalla stessa galleria della bimba bionda.
sono morti, a uno manca una gamba.
mio fratello é una presenza. non lo vedo mai. so che c'e`, agisce, salva. ma non si vede mai, mai in tutto il sogno, mai stanotte. eppure é il personaggio principale. l'eroe. tra l'altro mi sto rendendo conto che da piccolo era uno che salvava la gente. che quasi lo faceva abitualmente.
esce un altro ragazzino cinese vivo.
la mamma cinese arriva lo bacia in fronte, é contenta, ma spiega di avere tre figli sepolti nella miniera. ma sembra disinteressata al dramma: dice che per ora gliene han dato uno, non é niente male.
i piccoli corpicini dei bambini morti estratti dalla galleria cominciano a svegliarsi e polverosi si alzano.
mi chiedo cosa sta provando mio fratello dentro nell'oscuritá a salvare la gente.
in quel momento quindi chiedo a mia madre.
é cambiato lo scenario, anche se siamo sempre nella casa vecchia, sopra la stalla. io lavoro nel fienile sopra e mia mamma sta nel cortile sotto, non ci vediamo ma parliamo.
chiedo a mia madre se si ricorda della bambina bionda, se ne sa qualcosa, se me ne puo parlare.
lei mi parla, si ricorda, conferma, ma finisce per parlarmi degli altri salvataggi di luca.
io mi guardo attorno, nell'alto fienile (in dialetto tiédha) dal soffitto altissimo. penso che uno spazio cosi grande é tutto diverso dall'angustia del tunnel scuro.
mia madre parla di altre cose e io scendo, adesso siamo nel cortile e parliamo, ma non si riesce a sapere niente della bambina bionda.
passa adesso una punto bianca (era la mia evcchia macchina, che usava anche mio fratello quando viveva a casa) ed é mio fratello (da grande) che la guida, ma io non lo vedo. non riesco a vedere dentro l'auto.
mia madre si lamenta e dice che ha comprato quella macchina perché si andasse piano e invece mio fratello guida "alla maniera del Raval" (che significa che guida male). anzi, aggiunge la madre, guida alla maniera del superRaval! la macchina in realtá va piano e sparisce dietro l'angolo.
mia madre dice che comprando la macchina lei l'ha presa perché le han detto che al 79% faceva tutto la macchina ed é proprio per la tranquillitá che la prese. "a mi manco me fé far e pì contenta son" dice.
dice anche che luca se sapesse di questa strategia si offenderebbe.
cambia la scena.
una stanza regale, bianca luminosissima, una principessa stesa su un letto in sfarzosi drappi. sembra russa. nella stanza regale di sanpietroburgo, l'annoiata principessa guarda la vecchia grassa serva che fa entrare un'altra ragazza che parla a bassa voce con la serviente. (parlano in spagnolo con uno strano accento che dovrebbe essere russo)
penso che la principessa sia la bambina bionda da grande.
la tipa alla porta dice alla serva di essere una massaggiatrice.
si avvicina alla principessa che é indisposta e nervosa. la massaggiatrice prepara delle essenze profumate, sento il profumo, dice che le userá sulla principessa e avvicina le dita pregne di essenze al naso della principessa che si volta schifata.
adesso siamo io e un altro in uno scenario mozzafiato. una scogliera a strapiombo con colonne di rocce alte centiania di metri che escono dal mare, scenario estivo, quasi tropicale, siamo dentro un ambiente scavato in un anfratto della roccia e vediamo il mare dall'altro di centinaia di metri attreverso una apertura sotto la quale sono sedute due belle ragazze.
il mio compagno e la tipa a destra (di fronte al mio compagno) non li vedo, non so chi sono. la tipa misteriosa é bionda (?).
sono indietro nel tempo. lo so.
entro nel discorso che si sta svolgendo e vedo che la tipa a sinistra é Giorgia, presentatrice di MTV (una tipa che piaceva molto a mio fratello).
parlo come se fossimo amici e sono convinto che lo siamo. so di essere nel passato e dico:
Giorgia, dai, chiama col telefonino la Giorgia del futuro cosí le dici che siamo qua!
cambia la situazione e sono sotto la scogliera e vedo l'impressionante spettacolo della scogliera da sotto e delle formazioni rocciose altissime, esilissime sullo sfondo. sto, con il mio amico, su una bassa piattaforma rocciosa, uno scoglio piatto grande giusto lo spazio per starci e non di piu.
ad un certo punto da una strettissima cala che lascia ipotizzare un fiordo segreto comincia a uscire la prua di una nave immensa, alta almeno 200 metri, fatta interamente di una pietra grezza, ruvida.
é cosi imponente che potrebbe schiacciarci in un secondo. la forma stranamente verticale, in cima finisce con una specie di T di pietra.
ci passa a sinistra e riflettiamo sulla sua imponenza.
ecco riapparire la stessa nave (forse un'altra uguale, ma sento che é la stessa, che son tornato indietro nel tempo) e che ci fa ancora piu paura. notiamo come dopo la prua, che lascierebbe presagire un titano dei mari, in realtá la nave finisce quasi subito. é la punta che é incredibilmente grande! (stavolta la nave ci schiva passando a destra).

l'ultima misteriosa scena é dentro uno studio. sto lavorando al buio. sembra un internet café piu che uno studio. é affollatissimo, completamente oscuro e pieno di compiuter e cavi, i tavoli disposti in file in mezzo ad una ipotetica stanza.
sto controllando una pagina di personaggi che assomigliano a animaletti dei manga giapponesi. tipo dei pokemon. hanno un nome assurdo come, diciamo, "buncin" (ma non lo ricordo). si avvicina qualcuno e quindi cerco di chiudere il sito. mentre il tipo mi passa dietro senza dir nulla, il personaggio (rotondo, allungato) dice: "arrivederci, e adesso un altro buncin: berlusconi!" e nel dirlo e nel chiudere la finestra, da dentro lo schermo scivola fuori un ovetto che rimbalza e corre per terra nel buio. 

mi accuccio per cercarlo.

stop

neologismo-100

ispettore che compie il suo dovere, ma miratamente, cercando di controllare sempre le stesse persone che gli stanno antipatiche con la speranza di trovare qualche problema solo per il piacere di poter infliggere multe e di vedere come queste provocano rabbia e frustrazione.

DISPETTORE

esempio: "arg! di nuovo è passato il dispettore sanitario per fare l'ispezione del mio ristorante! anche questa volta non ha trovato nulla ma domani ripasserà e dopodomani e dopodopodomani... cerca soltanto di crearmi dei problemi! maledetto dispettore! se continua così chiamerò il disepttore di polizia per aprire un'inchiesta sul suo operato!"

ensimismada


turismo rispettoso

il visto turistico non dovrebbe essere rilasciato in base alla quantità di soldi spesa per ottenerlo, ma in base a un test di conoscenza della cultura locale del paese.

ti interessa la cultura locale? ne conosci abbastanza? sarai il benvenuto (e probabilmente non sarai un turista ignorante e "predatore").
non ti interessa la cultura del paese? beh, ti farà lo stesso probabilmente andare da un'altra parte.


haiku


riforma del nome

nel bel mondo che piacerebbe a me ci sono molte cose che cambierebbero.
una, che forse può sembrare molto secondaria, ma non è poi così banale, è relativa al nome proprio di ciascuno.
imporre un nome a un altro essere è un atto di potere che, anche se inevitabile, ha il suo bel peso simbolico e le sue chiare conseguenze nella vita delle persone.

...ricordo ancora quel professore dell'università che si chiama Nullo Pirazzoli e mi chiedo spesso che peso incredibilmente grave deve avere questo nome sulla vita di un bambino o di un ragazzo... (o si sentirà una nullità o sempre lotterà per dimostrare di non esserlo... ma un nome così rilassato rispetto la tua importanza in questo mondo non ti lascia sicuro...)

bene, detto questo e, considerando che in fondo cambiare nome non è impossibile anche nel nostro mondo rigido e burocratizzato (vedi l'assurdità del cambio di cognome per donne sposate... un arcaismo che, oltre ad essere ingiusto e assurdo, non è mai stato tacciato di "grande complicazione per la burocrazia" in generale), io vorrei il seguente sistema di nomenclatura:

- prima fase (inevitabile): i genitori danno un nome al figlio e, anche se con tutte le buone intenzioni del mondo, passeranno con questo nome la loro autorità parentale, le loro aspettative, i sogni di grandezza o di umiltà, i loro vincoli ripetitivi con l'albero genealogico o con tradizioni sociali o religiose, etc... tutto ciò che comunemente e inevitabilmente si fa attualmente.

- seconda fase (novità!): al momento del diciottesimo compleanno, automaticamente, la macchina burocratica si mette in moto e il nuovo maggiorenne sarà chiamato a esprimersi sul suo nome! potrà, in caso, confermarlo. nessun problema a riguardo. però sarà libero di pensare e darsi un nuovo nome, scelto da lui stesso, quello che gli sembri più bello e adeguato.
questo momento sarebbe simbolicamente fondamentale sia per prendere possesso della propria vita (a partire da adesso non sono più l'essere dei miei genitori, ma sono me stesso), sia per togliere ogni colpa e responsabilità al nome che i tuoi genitori ti hanno dato e che magari non ti piace o non trovi giusto. basta vittimismi! non ti piace? ecco qua il momento in cui ti scegli tu il tuo e a partire da là poi le responsabilità sono tue, nessun altro a cui dare la colpa!
questa pratica toglierebbe anche il grande peso della responsabilità del nome ai genitori visto che sanno che in ogni caso il nome può cambiare.
considerate poi che un nome ricevuto e usato dai 0 ai 18 anni (e che continuerà inevitabilmente a interferire nella tua futura vita adulta) non si cancella dalla memoria, quindi non è che si "cancella la famiglia" bensì si incorpora e si somma una nuova essenza adulta sopra quella più interna e intima del contesto famigliare e infantile.

insomma, un atto di presa di potere della propria vita.
sembra una baggianata, ma secondo me sarebbe davvero un bel passaggio!
immaginate un ragazzo alle prese con la scelta del proprio nome per tutta la vita e che viene poi ufficializzato socialmente: sarebbe un grande simbolo di passaggio! un atto di coscienza dell'entrata nel mondo degli adulti, nella responsabilità che si inizia ad avere nella propria vita.


etimologia-40

ASSIMILATION

Quand des groups d’étrangers arrivaient en France dans le moyen âge les rois généralement appliquaient un système d’intégration forcée que prévoyait la dilution du group dans la plus grande nation française : chaque famille d’étrangers devait être séparée du reste d’immigrants et être ramenée dans quelque part du pays.
L’objectif était la dilution des groups ethniques différents selon une proportion étranger/Français calculée mathématiquement.
La proportion décidée comme l’idéelle était de 1 étranger chaque 6000 Français.
Cette système s’appelait le "système des 6000" et "intégrer" (ou pour mieux dire "désintégrer"…)  les étrangers dans la culture française était qualifié de les "mettre dans les 6000" ou, plus souvent, de les "mettre à 6000".
Bientôt la frase "mettre à 6000" se transforme en "mettre assimile" comme si "à sis mil" était un mot unique. C’est comme ça que le mot devient rapidement un mot spécifique relatif à l’intégration des étrangers et le "système de mettre à 6000" devient l’"assimilation".


Friday, 24 August 2018

romanzo d'amore


un cantinho tropical


un cantinho de férias tropicais ao margem duma página de diario.
mesmo assim dá para disfrutar um pouquinho...

massimo+visnu

si tratta di usare la logica del timbro di lettere incastrate "massimo + visnu" già presentato in un precedente post, ma siccome i due nomi (le due grafie, in realtà) vanno in direzioni opposte, si potrebbero stampare soltanto le lettere del nome "massimo" in una pagina trasparente a sinistra e soltanto le lettere del nome "visnu" su un'altra pagina trasparente opposta al nome "massimo".
approssimativamente in questo modo:


a questo punto i due nomi, sulle due pagine aperte, sono leggibili normalmente da sinistra a destra, come è normale.
possono risultare vagamente criptici, dovuto alla presenza delle aree bianche e all'ordine non sempre totalmente intuitivo della sequenza di suoni da seguire, ma per chi ci fa un po' caso non sarà difficile ricavare la lettura corretta dei due nomi.

è quando però si gira la pagina che appare la "magia": i due nomi (simbolicamente le due essenze) si incastrano alla perfezione e creano una maglia compatta e solida.
così:


e il gioco è fatto!

Thursday, 23 August 2018

anima italica

ITALIANI BRAVA GENTE ?


map obsessed


ossessione cartografica... pirografando di notte una cartina del mondo a memoria...


ecco i posti dove siamo stati io e Ubi insieme, a partire dal 2015

Wednesday, 22 August 2018

en el medio del laberinto


vecio mato


animale fantastico-24

il TENSIOCORNIO



Il tensiocornio è un animale di grande stazza che vive nelle prossimità dei gelidi laghi freddi delle zone polari. Non ha nemici naturali e si nutre di piccoli molluschi che pullulano nel fondo delle acque frequentate da questo possente animale.
Essendo il tensiocornio un animale molto voluminoso, deve passare molto tempo pescando molluschi per nutrirsi come si deve e quindi deve rimanere a lungo con la testa sospesa sopra le gelide acque, cercando il punto e il luogo migliore dove pescare.
Non avendo inoltre nemici naturali, questa specie di quadrupede terrestre ha evoluto un comportamento alquanto bizzarro: non avendo nessuna voglia di bagnarsi nelle acque fredde dei laghi polari, il tensiocornio ha elaborato tutta una speciale tensiostruttura tra corna ricurve e collo che gli permette di mantenere la testa e il robusto e pesante collo sospeso sopra il centro dei laghi per ore e ore.
Le pesantissime e fortissime corna semicircolari vengono infatti puntate sul bordo delle acque e funzionano da punto d'appoggio; la testa dunque può sporgersi sorretta dalla struttura cornea essendo controbilanciata dal resto del corpo, all'asciutto, che fa da contrappeso; il collo funziona a tensione e può rilassare i muscoli visto che non deve sorreggere nulla, solo fa da connessione tra testa e corpo.
In questa curiosa posizione il tensiocornio può passare moltissime ore stanando i molluschi nel fondo dei laghi.
Soltanto la lunghissima e flessibile lingua viene a contatto con le gelide acque del nord.

È dunque chiaro che il tensiocornio non è un animale che abbia bisogno di spostarsi molto e ancor meno necessario è spostarsi velocemente... e per fortuna! Le pesantissime corna infatti sono davvero un peso mastodontico da smuovere!
Quando risulta necessario il tensiocronio si muove lentamente con un andamento molto caratteristico, aiutandosi con la rotondità delle corna per avanzare.



Siccome le corna sono troppo pesanti e stanno quasi sempre a contatto con il suolo, all'inizio con uno sforzo del collo l'animale solleva la testa (1) e muovendo il muso verso l'alto fa scivolare le corna in avanti, appoggiandole al suolo sulla metà della loro lunghezza (2). A questo punto basterà avanzare con il corpo verso avanti facendo ruotare come una ruota le corna rigide (3, 4, 5) fino ad arrivare ad appoggiarle completamente con la punta (6). Portando adesso il corpo esattamente sotto la testa e mantenendo le corna appoggiate a terra come stanno, è ora possibile rifare lo sforzo con il collo di sollevare di colpo la testa e le corna e di farle slittare in avanti fino a poggiarle sulla metà (1) ricominciando la serie continuamente fino a spostarsi dove gli va.


È evidente che al tensiocornio non va di spostarsi molto spesso e se può rimane ancorato più a lungo possibile sul bordo di un lago.

black gaze


poesia ritrovata-5


li senti i vecchi?

  raccontarsi i loro
immensi passati
  levigati

dai 1000 racconti

  e fare a 
       gara