Saturday, 17 November 2018
khamsa-had
considerando la situazione non molto fortunata in "terra santa" direi che si potrebbe proporre un cambio del tradizionale simbolo porta fortuna di quelle terre, e cioè il "khamsa"
propongo di trasformarlo piuttosto in un bel "had" (ecco il risultato, secondo me più coerente e in linea con la storia della regione):
che ve ne pare?
propongo di trasformarlo piuttosto in un bel "had" (ecco il risultato, secondo me più coerente e in linea con la storia della regione):
che ve ne pare?
poesia ritrovata - 15
brucia la
pelle là
dove le
lacrime
dovrebbero
stare...
chi è l'oppressore?
Un LatinoAmericano (dalle fattezze piuttosto caucasiche, però) mi dice: "voi Europei ci avete colonizzato e sterminato".
A dire il vero i miei antenati stavano lavorando la terra nei dintorni di Treviso da tempi immemori, mentre con ogni probabilità buona parte degli antenati di quel LatinoAmericano furono presumibilmente coloro che presero parte attivamente alla colonizzazione e allo sterminio dei popoli nativi delle Americhe.
D'altronde non serve neanche andare così lontano: gli stati latinoamericani ancora adesso continuano benissimo da soli a decimare i nativi, anche senza l'aiuto degli ordini diretti degli imperi europei.
Lo sterminio continua e alla luce di questi fatti mi sembra che ormai possiamo dire che almeno è colpa di tutti noi.
In realtà ci piacerebbe sempre nasconderci dietro alla confortante idea che le cose sono semplici: solo gli Europei sono colonialisti, solo i bianchi sono razzisti, solo gli uomini sono maschilisti, solo chi è di destra è fascista... la realtà è purtroppo ben più complessa e tutto ciò che fa un uomo, qualsiasi uomo, può essere fatto da qualsiasi altro uomo, indipendentemente dalla sua categoria ideologica, geografica, razziale.
Per cambiare davvero dobbiamo spogliarci dei nostri schemi mentali e accettare che ognuno di noi (e ognuno dei nostri gruppi e associazioni) è obbligato a prendersi le proprie responsabilità su come va il mondo.
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razzismo
tempi bui
se senti che l'oscurità scende e la tua luce è piccola a confronto...
ricorda che una piccola luce serve più di notte che di giorno
e che quanto più buio, tanto più una candela riesce a illuminare
the ancient political pangaea
you can find lot of gadgets of this map here:
https://fineartamerica.com/featured/ancient-political-pangea-classic-massimo-pangaea-pietrobon.html?newartwork=true
Tuesday, 13 November 2018
cúpula de agua
En el día a día pasan muchísimas cosas increíbles! Por ejemplo... estás limpiando tu cafetera después de hacerte un café y.... la magia aparece:
Ese efecto de cúpula de agua es fenomenal! Estable, transparente, lindo, casi mágico!
Por eso que en mis especulaciones arqui-utópicas ya me estaba imaginando un edificio cuya entrada se encuentre a los pies de una cascata. La entrada presenta un arco redondeado al igual que la borda de mi cafetera y que genera una increíble cúpula de agua de un radio de unos 20 metros por lo menos!
Os lo imagináis?
En el sitio donde la gente tiene que pasar y donde habrá el agua que cae, como en todo lugar, se puede montar un arco que simplemente "corta la burbuja" de agua y permite el paso.
estar dentro de la burbuja tiene que ser una experiencia maravillosa!
Incluso cuando llueva la cúpula de agua protege la gente que esté abajo de cualquier gota!
El agua que al final cae en el suelo se recoge en un espejo de agua que deja fluir el rio por debajo de la pavimentación de entrada al edificio.
Me imagino también un bosque en la cima del acantilado de la cascata y un paisaje natural muy bonito todo alrededor.
Quiero construir este lugar!
(si no puede ser en un lugar natural, puede estar en la base de una represa. Lo importante es la burbuja de agua gigante! Quiero realizarla!)
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punto della situazione
Questo è più un promemoria mio che una cosa interessante per qualche altra persona, ma siccome l'altro giorno mi son trovato di nuovo nella situazione di rispondere alla domanda "da quanti anni vivi a Barcellona?", mi sono detto... è ora di calcolarlo davvero!
I risultati sono curiosi, ai miei occhi (e forse per qualche familiare anche potrebbero esserlo), quindi li scrivo qua, pubblicamente, come un riassunto-promemoria per il futuro.
Per capire effettivamente quanto tempo ho passato in Spagna devo fare dei lunghi calcoli di viaggi, età, lavori, spostamenti... ecco dunque il risultato finale! Dettagliatissimoooo!!
Nei miei 41 anni di vita ecco la classifica degli stati in cui sono stato, in ordine crescente (gli scali aerei in aeroporti di qua e di là, non sono contati):
32- Città del Vaticano......... un paio d'ore
31- Turchia.......................... 4 ore
30- Andorra........................ 5 ore
29- Belgio............................ 1 giorno e mezzo
28- Argentina..................... 2 giorni
27- Svizzera........................ 3 giorni
26- Danimarca................... 3 giorni
25- Sud Africa................... 3 giorni
24- Giordania.................... 4 giorni
23- Slovenia....................... 5 giorni
22- Norvegia.......................5 giorni
21- Svezia...........................6 giorni
20- Namibia........................6 giorni
19- Olanda..........................6 giorni
18- Germania..................... 15 giorni
17- Stati Uniti.................... 15 giorni
16- Croazia........................ 20 giorni
15- Irlanda......................... 20 giorni
14- Polonia........................ 25 giorni
13- Portogallo.................... 1 mese
12- Tanzania...................... 1 mese
11- India............................. 1 mese
10- Regno Unito................. 2 mesi e mezzo
9- Mozambico.................... 3 mesi
8- Israele............................ 3 mesi
7- Francia.......................... 3 mesi e mezzo circa
6- Angola........................... 6 mesi
5- Marocco........................ 10 mesi
4- Sierra Leone................. 11 mesi
3- Brasile........................... 2 anni circa
2- Spagna.......................... 8 anni circa
1- Italia.............................. 27 anni circa
Il calcolo della permanenza spagnola viene dal calcolo della mia età meno tutti i mesi in altri paesi meno la permanenza in Italia (approssimata ma verosimile, tra mille ritorni il calcolo esatto è difficile) et voilà, finalmente! Nella realtà dei fatti, sommando mille andirivieni e togliendo i periodi in cui fisicamente non ero presente in Spagna, vivo qua da 8 anni!
dati curiosi:
6 anni della mia vita ero presente in paesi che non erano né Italia né Spagna (da qualche altra parte insomma)
Circa 36 anni della mia vita li ho passati in Europa
2,6 anni in Africa
2,1 anni nelle Americhe
0,4 anni in Asia
...e 5 anni buoni li ho passati senza una casa fissa, viaggiando insomma.
Bene, questo è tutto per ora!
Appuntamento alla prossima puntata! hehe
I risultati sono curiosi, ai miei occhi (e forse per qualche familiare anche potrebbero esserlo), quindi li scrivo qua, pubblicamente, come un riassunto-promemoria per il futuro.
Per capire effettivamente quanto tempo ho passato in Spagna devo fare dei lunghi calcoli di viaggi, età, lavori, spostamenti... ecco dunque il risultato finale! Dettagliatissimoooo!!
Nei miei 41 anni di vita ecco la classifica degli stati in cui sono stato, in ordine crescente (gli scali aerei in aeroporti di qua e di là, non sono contati):
32- Città del Vaticano......... un paio d'ore
31- Turchia.......................... 4 ore
30- Andorra........................ 5 ore
29- Belgio............................ 1 giorno e mezzo
28- Argentina..................... 2 giorni
27- Svizzera........................ 3 giorni
26- Danimarca................... 3 giorni
25- Sud Africa................... 3 giorni
24- Giordania.................... 4 giorni
23- Slovenia....................... 5 giorni
22- Norvegia.......................5 giorni
21- Svezia...........................6 giorni
20- Namibia........................6 giorni
19- Olanda..........................6 giorni
18- Germania..................... 15 giorni
17- Stati Uniti.................... 15 giorni
16- Croazia........................ 20 giorni
15- Irlanda......................... 20 giorni
14- Polonia........................ 25 giorni
13- Portogallo.................... 1 mese
12- Tanzania...................... 1 mese
11- India............................. 1 mese
10- Regno Unito................. 2 mesi e mezzo
9- Mozambico.................... 3 mesi
8- Israele............................ 3 mesi
7- Francia.......................... 3 mesi e mezzo circa
6- Angola........................... 6 mesi
5- Marocco........................ 10 mesi
4- Sierra Leone................. 11 mesi
3- Brasile........................... 2 anni circa
2- Spagna.......................... 8 anni circa
1- Italia.............................. 27 anni circa
Il calcolo della permanenza spagnola viene dal calcolo della mia età meno tutti i mesi in altri paesi meno la permanenza in Italia (approssimata ma verosimile, tra mille ritorni il calcolo esatto è difficile) et voilà, finalmente! Nella realtà dei fatti, sommando mille andirivieni e togliendo i periodi in cui fisicamente non ero presente in Spagna, vivo qua da 8 anni!
dati curiosi:
6 anni della mia vita ero presente in paesi che non erano né Italia né Spagna (da qualche altra parte insomma)
Circa 36 anni della mia vita li ho passati in Europa
2,6 anni in Africa
2,1 anni nelle Americhe
0,4 anni in Asia
...e 5 anni buoni li ho passati senza una casa fissa, viaggiando insomma.
Bene, questo è tutto per ora!
Appuntamento alla prossima puntata! hehe
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Monday, 12 November 2018
la sovranità appartiene al popolo
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Da quando esiste la democrazia occidentale moderna non si fa che dire che la sovranità appartiene al popolo.
È un concetto molto bello, ereditato dall'ideologia nata dopo la rivoluzione francese in cui il monarca abdica e il potere deve essere del popolo.
Ottimo, ma di che popolo stiamo parlando?
Di una nazione, forse?
Se si dà il potere a una nazione ovviamente si escludono le altre nazioni da questa sovranità e non esiste stato al mondo che sia monoliticamente uninazionale.
Per cui dare la "sovranità alla nazione" è un concetto razzista, visto che si stabiliscono dei privilegi per un certo tipo di umanità (quella nazionale, con più diritti) su un altro tipo di umanità minoritaria e sfavorita (quella non-nazionale).
Il fatto di dire che uno stato sia "di una nazione" crea dei mostri, perché fa sentire qualcuno più in diritto di esistere rispetto a un altro che allo stesso modo vive e lavora nello stesso territorio, dentro alla stessa società.
Ma non esiste una terra che sia più "di qualcuno" che "di qualcun altro" (salvo unicamente la proprietà privata) .
Una montagna, una città, un fiume, un parco nazionale, una strada non può essere "più mia che tua" solo perché ho un accento o una lingua "migliore" della tua.
La terra è fatta per essere vissuta e percorsa e questo indipendentemente dal luogo di nascita e dalla lingua parlata.
Lo stato è una società fatta di regole, diritti e doveri, non ha niente a che vedere con le lingue e i luoghi di nascita.
Uno stato non è più mio che tuo soltanto perché la mia lingua si parla più della tua.
La nazione è un ibrido grottesco tra la simbologia monarchica dell'unico re e l'uguaglianza teorica di tutti gli esseri umani.
È sostanzialmente un passaggio incompleto tra l'elite e l'emancipamento dell'uomo.
Attraverso la retorica nazionale si applicano valori e concetti nella teoria molto belli a un'umanità che è soltanto un'approssimazione a spanne dell'uguaglianza tra le persone. Dentro a questa approssimazione la maggioranza delle persone ha la sensazione di vivere dentro a una sorta di "giustizia popolare" visto che rientra dentro alla categoria della nazione privilegiata e gli altri, i marginali, vengono silenziati.
Questa retorica "del popolo" sfrutta gli stessi simboli della monarchia a cui è succeduta: la frontiera, la bandiera, lo stemma araldico, l'inno, il grande capo (non più re o imperatore, ma presidente); tutti questi poderosi simboli onnicomprensivi sono soltanto un modo di nascondere la complessità della realtà che c'è dentro a ciascuna società e di creare, attraverso il famoso divide et impera, un gruppo di privilegiati e un gruppo di sfruttati che lottano tra loro.
È assolutamente necessario concludere finalmente il passaggio dalla retorica della monarchia assoluta a quella del popolo, e non rimanere in questa situazione a metà che è lo stato nazionale. Per cui bisogna spingersi oltre questo ibrido che è la nazione (cioè di gruppi umani di lingue diverse che si scannano per l'accento, per il colore della pelle o per la gloria di una frontiera un po' più in qua o un po' più in là).
Il primo passo è stato fatto: passare dalla monarchia alla nazione (cioè da uno a una comunità umana) adesso però ci vuole l'ultimo passo, quello definitivo e cioè passare dalla nazione all'umanità (e cioè da un gruppo a tutti gli individui, ugualmente)!
Niente di ciò che è pubblico può essere "di una nazione", dovrà essere "dell'umanità" (anche nel caso poco auspicabile che gli stati dovessero rimanere entità separate).
È razzista dire "museo nazionale", "istituto nazionale", "lingua nazionale"! si dica piuttosto "museo dell'umanità", "istituto statale" e "lingua locale".
Un Cinese, un Nigeriano o un Marocchino, per esempio, non deve "diventare Italiano": già lo è nel momento in cui risiede e vive in Italia, anche se parla Arabo o Cinese, pur essendo cristiano, indù o mussulmano e anche se conserva le proprie tradizioni di origine.
Non ha senso dire che solo chi parla Italiano può sentirsi Italiano. Un immigrato che viene ad abitare in Italia e che non ha intenzione di parlare l'Italiano, ne ha tutto il diritto! Non parlarlo sarà un problema pratico per lui, nella sua vita sociale, ma la scelta è sua: non potrà mai essere considerato "meno cittadino" (meno uomo) a causa di questa scelta.
La lotta di un Catalano o di un Veneto autonomista per la libertà di parlare la propria lingua materna liberamente è un diritto che deve essere valido allo stesso modo anche per i Cinesi, per i Marocchini e per i Nigeriani che parlano la loro lingua madre in Catalunya o in Veneto.
Uguaglianza!
Non ha senso creare una elite di cittadini con più diritti ereditati per nascita e un gruppo di abitanti che non hanno gli stessi diritti per non avere questi diritti genealogici (non vi ricorda un po' l'idea del diritto della corona in base al sangue? se nasci nella famiglia reale hai certi diritti che gli altri non hanno e basta. Nella nostra società invece hai diritto se nasci in territorio nazionale e basta).
La cittadinanza definisce diritti e doveri sociali che sono parte di una dignità umana che riconosciamo tutti, per questo escludere gente che è parte integrante della nostra società solo per questioni anagrafiche, linguistiche o di colore di pelle è una cosa spregevole e abietta.
Io vorrei che la cittadinanza fosse data istantaneamente e automaticamente a chi risiede nel mio paese! Solo così avremmo una uguaglianza di trattamento per chi è de facto parte della nostra società.
Assolutamente nulla dentro dello stato dovrebbe fare riferimento al concetto di nazione, per non far sentire un gruppo più in diritto di essere abitante di quel territorio rispetto ad altri gruppi, ugualmente presenti e partecipi della società.
La lingua nazionale per esempio deve essere un concetto da cancellare al più presto possibile! È un concetto tossico che crea mostri! L'italia non è solo di chi parla Italiano! Ogni lingua che arrivi, per esempio, a superare un 10% della popolazione DEVE essere AUTOMATICAMENTE una lingua di stato, indipendentemente che piaccia o no a un gruppo privilegiato o a qualche individuo potente.
Non è ammissibile che in un mondo dove gli stati moderni hanno indici di immigrazione pari al 5, al 10, al 15 o al 20% e oltre, tutta questa fetta di popolazione non abbia voce in capitolo nella gestione della società e rimanga senza diritti essenziali, preda di sfruttamenti istituzionalizzati.
È auspicabile una cittadinanza automatica nel momento della residenza (senza che la residenza diventi un procedimento impossibile!) in modo che ci possa essere un partito di immigranti, di fronte alla deriva fascista del paese, partiti di idee nuove, che aprano un dibattito meno puramente difensivo e conservatore nel senso più brutto del termine.
E lasciatemi continuare con la mia utopia: sarebbe ormai necessario non solo svincolare l'idea di nazione dalla retorica di stato, ma proprio cambiare le aree amministrative degli stati in modo che NON ricalchino pressapoco la mappa linguistica di una comunità. Lo stato è amministrativo! non ha nulla a che vedere con una nazione, una religione, un clima, un colore di pelle, orientazione sessuale o un tipo di tradizione culinaria! tutte queste cose sono scelte individuali o fattori totalmente svincolati all'amministrare la società e le libertà degli individui.
Sarebbe bello, ovviamente, anche che, invece di tanti stati in perpetua competizione l'uno con l'altro, ci fosse un'organizzazione globale che non abbia una capitale fissa, perché finirebbe per concentrare il potere, ma nomade, in costante movimento, con scelta della prossima tappa ad estrazione, su tutte le possibili città del pianeta.
I presidenti eletti (anche se in qualche modo un po' più sensato di quello attuale... ci penserò su...), ma non uno, bensì due: un uomo e una donna.
Tutti i ministri, tutti saranno una coppia di persone di sesso diverso.
È importante che siano di due sessi diversi e che non siano un numero dispari per evitare che sempre si vinca solo per maggioranza. Ci deve essere comprensione, intendimento e bisogna arrivare a una risoluzione comune, scendere a patti, fare l'interesse di tutti anche se non è esattamente sempre facile: o si è d'accordo oppure non si fa. si farà dunque più avanti. procediamo con le scelte condivise. cose da fare non mancano.
sì, lo so: mi sono lasciato andare all'utopia, soprattutto alla fine di questo testo, ma è secondo me è proprio questo di cui c'è bisogno adesso!
C'è bisogno di un ideale nuovo, giusto, condiviso al quale si possa finalmente credere e aderire per creare un sistema che sia più giusto e meno in balia degli interessi di pochi sciacalli.
Può sembrare (e lo è) naïf, lo so, ma anche se è così questo non cambia il fato che è urgente riformulare le regole e gli obiettivi del nostro mondo, altrimenti finiremo sempre nel loop dell'autodistruzione e dell'odio tra nazioni.
È importante ritornare a chiedersi "cosa" vogliamo diventare.
Altrimenti prepariamoci per il peggio.
etimologia-45
ETICHETTA
L'etichetta nasce come un foglio attaccato a un prodotto che ne definisce le caratteristiche. Inizialmente questo pezzettino di carta riportava più o meno le informazioni corrette e veniva chiamato "cartina informativa" poi però cominciò essere pratica normale (come ai giorni nostri) riportare nell'etichetta informazioni truffaldine, poco chiare, che confondono l'acquirente o che addirittura lo ingannano, senza mezzi termini.
Questo nuovo modo di utilizzare la cartina informativa allo scopo di ingannare il compratore aprì un grande dibattito etico sulla questione della legittimità o no di poter presentare in modo così scorretto le informazioni del prodotto.
La fazione dei commercianti truffaldini cominciò ad affermare che la cartina informativa era etica, mentre le associazioni di consumatori asserivano che fosse non-etica.
Siccome l'economia deve girare e chi ha i soldi di solito vince, la fazione dei venditori vinse e la cartina venne pubblicizzata come "etica" anche se in realtà era ingannevole. Gli acquirenti si adattarono a questa nuova situazione (presente ancora ai giorni nostri), ma ben consci dell'ipocrisia di quel nome di "cartina etica" la cominciarono a chiamare "cartina etichetta" sottolineando che molto molto etica in fondo non lo era...
Da quel momento la cartina passò ad essere l'"etichetta".
L'etichetta nasce come un foglio attaccato a un prodotto che ne definisce le caratteristiche. Inizialmente questo pezzettino di carta riportava più o meno le informazioni corrette e veniva chiamato "cartina informativa" poi però cominciò essere pratica normale (come ai giorni nostri) riportare nell'etichetta informazioni truffaldine, poco chiare, che confondono l'acquirente o che addirittura lo ingannano, senza mezzi termini.
Questo nuovo modo di utilizzare la cartina informativa allo scopo di ingannare il compratore aprì un grande dibattito etico sulla questione della legittimità o no di poter presentare in modo così scorretto le informazioni del prodotto.
La fazione dei commercianti truffaldini cominciò ad affermare che la cartina informativa era etica, mentre le associazioni di consumatori asserivano che fosse non-etica.
Siccome l'economia deve girare e chi ha i soldi di solito vince, la fazione dei venditori vinse e la cartina venne pubblicizzata come "etica" anche se in realtà era ingannevole. Gli acquirenti si adattarono a questa nuova situazione (presente ancora ai giorni nostri), ma ben consci dell'ipocrisia di quel nome di "cartina etica" la cominciarono a chiamare "cartina etichetta" sottolineando che molto molto etica in fondo non lo era...
Da quel momento la cartina passò ad essere l'"etichetta".
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the moon in me
imagine a very special bright tissue with the texture of our Mother Moon!
won't be great to have, let's say, a scarf with the texture of the moon? a real piece of the magic of our satellite in us?
during the night a very weak light would immediately make this scarf light on! and it would be magic! suddenly!
I don't know how to create this dream that I have... the magic light of the moon in our cloths... but anyway, I tried with this image and I apply it to some gadget in Fine America site. (click on it)
https://fineartamerica.com/featured/moon-texture-massimo-pietrobon.html
maybe you'll like it, already.
me, I'm gonna go on with this idea and one day I will be able to "dress the moon"!!!
won't be great to have, let's say, a scarf with the texture of the moon? a real piece of the magic of our satellite in us?
during the night a very weak light would immediately make this scarf light on! and it would be magic! suddenly!
I don't know how to create this dream that I have... the magic light of the moon in our cloths... but anyway, I tried with this image and I apply it to some gadget in Fine America site. (click on it)
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maybe you'll like it, already.
me, I'm gonna go on with this idea and one day I will be able to "dress the moon"!!!
Friday, 9 November 2018
mare è specchio
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Friday, 2 November 2018
Thursday, 1 November 2018
lettera ai meridionali leghisti
Lettera ai Meridionali leghisti:
Vengo da Treviso.
E per una vita intera essere di essere di Treviso è stata una vergogna: quando mi presentavo a uno del sud o del centro dovevo giustificare la mia provenienza, quasi scusarmi...
"un Trevigiano? quei razzisti", "come si può essere così disumani", "che intolleranti", " che ignoranti"...
Ignoranti e razzisti, razzisti e ignoranti... che vergogna! che brutta gente.
Adesso però sembra che coloro che erano disprezzati possono finalmente disprezzare.. I "terroni" finalmente non sono più il livello più basso della civiltà umana, magari adesso sono solo il penultimo, ma finalmente ci sono altre persone ancora più disprezzabili! e allora, finalmente, uniamoci tutti insieme allegramente a odiare l'altro: l'Arabo, l'Africano, lo Zingaro, lo Slavo, il Rumeno.
Dunque tutta quella non-ignoranza, non-razzismo, non-intolleranza, non-disnumanità che caratterizzava l'essenza del Meridionale, a differenza del Trevigiano (e che mi hanno sempre fatto pesare tutta la vita), dov'è finita?
Era finta.
Era ipocrita.
Era di convenienza.
Non siete migliori dei Trevigiani razzisti di qualche anno fa che vi odiavano e vi insultavano per avere un accento diverso.
Avete dimostrato che siete proprio uguali a loro.
E se possibile, anche peggio!
La mentalità media, intollerante e razzista, del veneto mi sembra deprimente, ma almeno è tristemente coerente.
Invece quella del Sud è deprimente, intollerante e razzista, ma anche tristemente incoerente e dimostra tutta l'ipocrisia degli anni passati.
Una grandissima delusione.
I Veneti emigrarono fino agli anni '70 e subito dopo divennero razzisti (rinnegando la loro stessa essenza). Era solo questione di tempo e i Meridionali, qualche decennio dopo, hanno fatto esattamente lo stesso.
Adesso sì che gli Italiani esistono davvero, tutti uguali, unificati dall'odio verso tutti, anche verso loro stessi.
Potete smettere adesso di sentirvi tanto moralmente superiori ai Settentrionali che tanto vi disprezzano, siete uguali, uguali e forse anche peggiori. E se avete mai sentito la rabbia e l'ingiustizia per il razzismo che avete subito, sappiate che voi adesso siete quegli ignoranti e quei disumani che odiano altra gente normalissima, senza conoscerla, senza sapere il perché.
Ci piace prendercela con gli altri, ci concentriamo nelle nostre micro differenze degli altri come se fossero l'essenza di tutti i problemi che abbiamo in noi, ma la verità è che la nostra società è tutta mediamente deprimente, mediamente disumana, mediamente razzista, mediamente frustrata, mediamente mediocre e i responsabili siamo noi. Soltanto noi.
Ed è giusto che qualcuno ce lo ricordi.
Lavoriamo insieme per migliorare invece di scaricare le nostre frustrazioni rabbiose e senza valvole di sfogo su chi ci sembra che non appartenga alla nostra comunità.
È ora di accettare la nostra mediocrità, che viene da noi e non dagli altri, e di cercare di migliorare.
Vengo da Treviso.
E per una vita intera essere di essere di Treviso è stata una vergogna: quando mi presentavo a uno del sud o del centro dovevo giustificare la mia provenienza, quasi scusarmi...
"un Trevigiano? quei razzisti", "come si può essere così disumani", "che intolleranti", " che ignoranti"...
Ignoranti e razzisti, razzisti e ignoranti... che vergogna! che brutta gente.
Adesso però sembra che coloro che erano disprezzati possono finalmente disprezzare.. I "terroni" finalmente non sono più il livello più basso della civiltà umana, magari adesso sono solo il penultimo, ma finalmente ci sono altre persone ancora più disprezzabili! e allora, finalmente, uniamoci tutti insieme allegramente a odiare l'altro: l'Arabo, l'Africano, lo Zingaro, lo Slavo, il Rumeno.
Dunque tutta quella non-ignoranza, non-razzismo, non-intolleranza, non-disnumanità che caratterizzava l'essenza del Meridionale, a differenza del Trevigiano (e che mi hanno sempre fatto pesare tutta la vita), dov'è finita?
Era finta.
Era ipocrita.
Era di convenienza.
Non siete migliori dei Trevigiani razzisti di qualche anno fa che vi odiavano e vi insultavano per avere un accento diverso.
Avete dimostrato che siete proprio uguali a loro.
E se possibile, anche peggio!
La mentalità media, intollerante e razzista, del veneto mi sembra deprimente, ma almeno è tristemente coerente.
Invece quella del Sud è deprimente, intollerante e razzista, ma anche tristemente incoerente e dimostra tutta l'ipocrisia degli anni passati.
Una grandissima delusione.
I Veneti emigrarono fino agli anni '70 e subito dopo divennero razzisti (rinnegando la loro stessa essenza). Era solo questione di tempo e i Meridionali, qualche decennio dopo, hanno fatto esattamente lo stesso.
Adesso sì che gli Italiani esistono davvero, tutti uguali, unificati dall'odio verso tutti, anche verso loro stessi.
Potete smettere adesso di sentirvi tanto moralmente superiori ai Settentrionali che tanto vi disprezzano, siete uguali, uguali e forse anche peggiori. E se avete mai sentito la rabbia e l'ingiustizia per il razzismo che avete subito, sappiate che voi adesso siete quegli ignoranti e quei disumani che odiano altra gente normalissima, senza conoscerla, senza sapere il perché.
Ci piace prendercela con gli altri, ci concentriamo nelle nostre micro differenze degli altri come se fossero l'essenza di tutti i problemi che abbiamo in noi, ma la verità è che la nostra società è tutta mediamente deprimente, mediamente disumana, mediamente razzista, mediamente frustrata, mediamente mediocre e i responsabili siamo noi. Soltanto noi.
Ed è giusto che qualcuno ce lo ricordi.
Lavoriamo insieme per migliorare invece di scaricare le nostre frustrazioni rabbiose e senza valvole di sfogo su chi ci sembra che non appartenga alla nostra comunità.
È ora di accettare la nostra mediocrità, che viene da noi e non dagli altri, e di cercare di migliorare.
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Tuesday, 30 October 2018
mistero del wadi rum
Questa foto del deserto giordano del Wadi Rum potrebbe sembrarvi normale, a prima vista:
Sicuramente molto carina, certo, ma se osservate bene racchiude davvero una serie di visioni piuttosto ...misteriose...
Innanzi tutto le montagne sullo sfondo: sono 3 gruppi montagnosi, ma dal nostro punto di vista sembrerebbero quasi due foto di montagne sovrapposte...
La prima linea
e la seconda linea
La tonalità più scura di quella centrale dà proprio l'effetto di una sovrapposizione di due foto in semitrasparenza! Avevate notato?
Ma questa è solo la prima curiosità, visto che nella notte di luna piena in cui stavamo accampati in questo posto... ho notato anche un'altra cosa: il profilo di un grande gigante:
Insomma, nella sua semplicità paesaggistica questa foto racchiude abbastanza misteri!
eccoli tutti concentrati!
A me questa foto piace molto!
Sicuramente molto carina, certo, ma se osservate bene racchiude davvero una serie di visioni piuttosto ...misteriose...
Innanzi tutto le montagne sullo sfondo: sono 3 gruppi montagnosi, ma dal nostro punto di vista sembrerebbero quasi due foto di montagne sovrapposte...
La prima linea
e la seconda linea
La tonalità più scura di quella centrale dà proprio l'effetto di una sovrapposizione di due foto in semitrasparenza! Avevate notato?
Ma questa è solo la prima curiosità, visto che nella notte di luna piena in cui stavamo accampati in questo posto... ho notato anche un'altra cosa: il profilo di un grande gigante:
Insomma, nella sua semplicità paesaggistica questa foto racchiude abbastanza misteri!
eccoli tutti concentrati!
A me questa foto piace molto!
Monday, 29 October 2018
ORDEM E PROGRESSO!
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Sunday, 28 October 2018
entità nascoste
sarebbe una bellissima idea realizzare un libro con i disegni di varie entità presenti nella natura di una montagna, di un bosco o di un deserto.
ogni nostra passeggiata nella natura nasconde un sacco di volti che ci scrutano segretamente... i bimbi lo sanno benissimo, ma gli adulti relativizzano e non ci fanno più tanto caso.
e anche se ci fanno caso lo notano e se ne dimenticano.
ma non sarebbe invece bellissimo fare un libro di personaggi ritrovati specifici di una precisa area? disegnati, con a fianco la loro foto e l'ubicazione esatta dove andare a trovarli?
una montagna allora diventerebbe un luogo di sculture misteriose e di espressioni e sguardi segreti che ci spiano e ci darebbero una sensazione magica del luogo.
per esempio: questa foto delle pale di san martino, dolomiti...
oppure un profilo del deserto del wadi rum, giordania. vi assicuro che durante la notte, con la luna piena, le ombre del disegno erano esattamente queste!
il gioco è virtualmente infinito! ogni superficie rocciosa o legnosa nasconde una infinità di facce, di gesti, di situazioni, di personaggi... l'importante è renderli veri, visibili, vivi... e non solo personaggi "umani", possono apparire a volte anche molti animali... giganteschi... come elefanti...
ecco ad esempio un personaggio che sta per baciare la parete rocciosa che ha davanti (forse la pancia della sua consorte incinta di una gemma preziosa)
e anche un antipatico e arcigno roccioso signore che scruta antipaticamente ciò che stiamo facendo...
la montagna del montserrat per esempio ha facce ovunque!
la gola del canyon di matera è una scultura continua!
ci vuole questo libro!
estrapoliamo finalmente questi personaggi una volta per tutte!!
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