Sunday, 23 June 2019

messaggio da un sogno-11


[...]


"...Penso che dovrò uscire un po' dalla mia isola centrale..."

"Secondo me la metafora giusta è la seguente: nell'isola centrale c'è un faro. Il faro illumina con la sua luce ed è assolutamente utile, necessario. Ci sono però molte altre isole. E molte di queste isole restano al buio. L'oscurità in cui sono sommerse le rende invisibili, le fa sparire, ma non è che smettano per questo di esistere..."


[In questo sogno l'isola centrale era un modo poetico di esprimere un concetto che equivaleva all'idea della mente cosciente. Il faro era la razionalità. Le altre isole erano tutto ciò che esiste e che può essere percepito]


Wednesday, 19 June 2019

nascondendo la verità


the recycled giants

Me and my Giants, in HP Graphic Academy, Barcelona.
These giants are made by industrial materials that HP indigo printing machines are producing every day as disposal waste of the printing production. In order to implement the reuse and recycling of these parts HP wanted to create an art work that could convey the  idea that trash can come to life and beauty if recycled. Here you have one good picture that helps to understand the real proportions of this creative work.


messaggio da un sogno-10

[...]

“todas las semillas tienen su utilidad! 
Y es sólo cuando quieres sembrar que las cosas se complican!”

Estaba claro en el sueño que eso quería decir que cada hierba, por insignificante y dañina que nos parezca, en realidad es fundamental e absolutamente necesaria dentro del equilibrio natural. En cambio sólo cuando tenemos la pretensión mental de querer sembrar tan sólo lo que nos apetece decidimos que hay plantas buenas y plantas malas, pero esa es una visión superficial y básicamente erronea.

(Esto se aplica también a nuestra visión de la vida y de nuestro pasado...)



Friday, 7 June 2019

the HP recycled giants


Finally my recycling art work is in place!
The recycled giants of HP graphic academy are now on their wall!
This work is a 5 meters high recycling art that uses all the materials that day by day are used in the printing industry of the HP Indigo technology. Putting together all the cleaning pages, blankets, screws, PIPs, electronic boards, cables, capsules, encoders, wires, tapes, blades, etc... the 3 giants came to life!


The oficial photos are still to be taken, but I cannot wait to share with you my happiness that they finally found their place.
This art was a quite long process and I had to face the problem to manage several different materials sometimes difficult to thrill, sometimes hard to stick together, sometimes too delicate, sometimes almost impossible to cut, sometimes complicate to take the form that I liked...
But the giants are now there, visible in the international training center of the EMEA region for HP, and that's a prestigious place for my new recycled friends!



The main concept of the work was "recycling"!
All the materials that are thrown away constantly during the industrial production can be reused and can take life again!
And that is the message that the giants want to tell you.







Soon I will post the oficial pictures and presentation, but for the moment you can have an idea with this brief presentation.
I hope you like.

Thursday, 30 May 2019

Silo_Xylo_Art


Échale un vistazo al perfil de instagram Silo_Xylo_Art
Allí podrás ver mis últimos trabajos pirograbados en madera reciclada


@silo_xylo_art



pianeta vivo

Voglio sottoporvi questa teoria, da un punto di vista teorico, probabilmente possibile:
Immaginate la vita come noi la conosciamo: la nostra vita organica si è generata in un pianeta totalmente morto (per definizione).
I minerali, i metalli, i sali, i gas presenti in questo pianeta morto non solo sono stati e continuano ad essere l'alimento della vita organica, ma ne sono anche il corpo: è ovvio che la struttura della vita viene da ciò che non è vivo.
Detto questo immaginiamo un pianeta dove si sviluppi una vita come la nostra (immaginiamo pure il nostro pianeta Terra, se vogliamo) e adesso andiamo lontano nel tempo con la fantasia: immaginiamo che la vita non rappresenti soltanto un piccolo strato superficiale di esseri viventi che infestano una sfera rocciosa gigante, immaginiamo invece che poco a poco nuovi tipi di batteri si spingano sempre più a fondo nell'interno del pianeta, così come le piante che, cercando solo sole, atmosfera e minerali, alla fine sprofondano le loro radici sempre più a fondo nella crosta del pianeta e giù, giù sempre più giù... modificando il terreno e permettendo ad altre forme di vita, funghi, animali, di seguirle.
Gli animali non si cibano direttamente di minerali, ma invece si nutrono di vegetali e di altre forme di vita e se i vegetali sono abbastanza e anche gli altri animali, si può generare un equilibrio densissimo, in cui gli esseri a contatto l'uno con l'altro, si cacciano, si mangiano, muoiono e si riproducono in strati di esseri viventi uno sopra l'altro...un continuo di riciclo vitale organica che poco a poco si allontana dal nucleo morto del pianeta.
Ma la vita, come dicevamo non ha bisogno di nient'altro che degli elementi minerali, gassosi, liquidi presenti nel pianeta e del Sole. Se la catena alimentare poi diventa infinitamente densa, si può ipotizzare che passati miliardi di anni, poco a poco la vita inglobi nella sua struttura tutta la "mineralità morta" del pianeta e in definitiva tutto diventi una serie di esseri viventi che attraverso il reciproco fagocitarsi continuino a mantenersi in vita.
Questo pianeta potrebbe quindi diventare interamente vivo.
Potrebbe addirittura divenire un essere vivente unico che riceve la luce e il calore dal sole e utilizza tutta l'originaria struttura del pianeta per mantenersi in vita, all'interno di un equilibrio di catena alimentare estrema. Un pianeta dove niente più è morto e tutto è vivo.
Visto da questo punto di vista la nostra Terra dunque è soltanto un embrione di qualcosa che dovrà venire, di un essere sferico completo che, vivo, girerà attorno al Sole, placido e sereno.
Questa potrebbe essere una idea per l'ambientazione di un racconto di fantascienza.

Sunday, 26 May 2019

diosa maya


Madera pirograbada para una amiga brasileña. Representa, de una manera libremente interpretada, la diosa Maya sentada a la orilla del mar en una playa tropical en una noche de luna llena.
Objeto de decoración que representa la fuerza divina feminina.



Friday, 24 May 2019

Wednesday, 15 May 2019

la vita mi vive

La mia vita è quell'energia che da sempre ha abitato l'individuo che identifico come me stesso.
Indipendentemente dalla mia memoria, ero vivo ed ero me stesso 10 anni fa, 20 anni fa, 30 anni fa, 40 anni fa... vivevo la mia vita il giorno che sono nato e la vivevo anche quando ero un feto e un embrione dentro il ventre di mia madre.

Ma se risalgo al passato fino a quella prima cellula dell'individuo che sarà poi chiamato Massimo Pietrobon, arrivo al primo momento della mia vita.
La cosa curiosa però è che questa prima cellula non è "nata", è sorta dalla fusione di un ovulo e uno spermatozoo. Le cellule possono formarsi per scissione o per fusione, ma in nessun caso "nasce" una cellula... le cellule sono parti vive di uno stesso organismo che continua a vivere, anche se si divide; oppure unione di organismi vivi che continuano a vivere, anche se in modo diverso, e cioè fusi insieme.
In nessun caso la cellula originaria "muore" e "nasce" la nuova cellula.
La cellula semplicemente si trasforma, in un certo senso.
La vita che anima la cellula però è quella originaria.
E se risaliamo all'indietro all'inizio dei tempi, tutte gli organismi vivi attualmente sul nostro pianeta non sono discendenti del primo organismo, bensì sono trasformazioni di quella prima (e unica) vita.
Quindi la vita è sempre stata solo una: quella di tutti gli esseri viventi.
Gli individui, le specie, gli animali estinti, le piante esistite milioni di anni fa, sono in realtà tutte parti della mia stessa vita, visto che la mia vita non è altro che la stessa di tutte le cose vive nel pianeta.
Dunque non è sbagliato dire che non sono io che vivo la mia vita, ma è la Vita che mi vive.

E come corollario... ipotizzando una specie di memoria psico-biologica relativa a tutto ciò che è vivo, forse non è impossibile, dal punto di vista teorico (o metafisico) una connessione con ogni cosa viva, sia nello spazio che nel tempo.
Siamo fratelli di tutto ciò che è organico, ma fratelli di primo grado, non metaforicamente...

E poi... se l'ontogenia segue gli stessi passi della filogenia... è come se la memoria cellulare conservasse davvero proprio tutto ciò che è successo fin dall'origine dei tempi...
La vita ricorda...
E forse, chissà, posso ricordare vagamente anche io...

E con questo punto di vista forse si potrebbe dare una spiegazione anche un'altro mistero... quello dell'inizio e della fine della nostra vita, secondo la nostra percezione individuale (un pensiero spiegato nel post Tu Sei Eterno...)

Ci rifletto.


Tuesday, 7 May 2019

dibujo cerámico

25 cuadritos de terracotta que, compuestos de la justa manera, con el orden correcto, van a dar un dibujo oculto: bajo la justa perspectiva de sombra y luz o visto de lado, más que de frente, los 25 cuadritos van a mostrar la cara de una chica



de frente el dibujo es bastante más críptico y esa es exactamente la idea: un dibujo que se abre tan sólo a quien sabe mirar...


video dramma

Ripescato da antichi video persi in vetusti archivi virtuali... ecco il video dramma totale.
Un momento (finale) di assoluta introspezione...
Visibile anche in Vimeo


Monday, 6 May 2019

monumento al sistema solare


Immaginate un monumento che renda comprensibile l'immensità del nostro sistema solare: si realizzano proporzionalmente le dimensioni dei nostri corpi celesti e delle distanze reciproche.
Potrebbero poi essere collocati in cima a montagne e colline in modo da poter essere vagamente visibili (a volte) tra loro.
In realtà solo i primi pianeti potrebbero vedere chiaramente il Sole perchè gli altri sarebbero troppo distanti per poter intravedere la nostra stella data la curvatura della superficie terrestre e l'atmosfera che impedisce di vedere oggetti a partire di una certa distanza.
Perché in effetti stiamo parlando di stanze piuttosto consistenti...
per esempio:
Immaginiamo una sfera di 1 metro e 20 cm di diametro che rappresenti il pianeta Terra, la Luna sarebbe una sfera di solo 35 cm di diametro a una distanza di 38 metri dal centro della Terra.
E il Sole? Dovremmo collocarlo a 15 km di distanza... ma questo non è il problema principale, il problema sarebbe creare una sfera di 140 metri di diametro... forse sarebbe il caso di creare una cupola di questo diametro su una conca semisferica scavata nel terreno. Questo monumento sarebbe visitabile e forse il più rappresentativo dell'intera composizione del nostro sistema solare.


Un'altra soluzione potrebbe essere metterlo in cima a un palazzo, visibile a distanza, illuminato di notte dal monumento-Terra (piccola pallina di poco più di un metro a 15 km di distanza...
Ma per gli altri pianeti? dove metterli?
Mercurio starebbe a quasi 6 km dal centro del Sole e sarebbe una piccola sfera di 50cm.
Venere  si troverebbe a 11 km dal Sole e avrebbe un diametro uguale alla terra approssimativamente.
Marte a 23 km dal Sole e sarebbe una palla di 70cm.
Giove sarebbe invece un pallone di 14 metri di diametro e starebbe a una distanza di 78 km dal Sole.
Saturno, una sfera di 11 metri e mezzo, andrebbe piazzato a 144 km dal Sole.
Urano sarebbe grande 5 metri e si troverebbe alla già più considerevole distanza di 287 km dalla nostra stella.
Nettuno, per finire, avrebbe anche lui un diametro di 5 metri, ma la sua distanza dal Sole sarebbe di ben 450 km.
Di fronte a distanze così grandi... vedere una pallina di 1 metro e 20 cm... il nostro unico mondo... sarebbe un impatto psicologico abbastanza forte.
Immaginate collocare il Sole a Roma, si potrebbero scegliere altre 8 località per collocare i pianeti da una parte all'altra d'Italia e creare un monumento su scala nazionale per far capire l'immensità del nostro spazio più prossimo.
Stare nel sole, a Roma, e sapere che Nettuno (una palla di 5 metri)si trova, per esempio, a Verona (o a Messina) è una cosa che fa riflettere.
Si verrebbe anche a creare, forse, un turismo del tour dei pianeti del nostro sistema solare...


Sunday, 5 May 2019

passato-presente-futuro


Il futuro altro non è che lo specchio del passato.
Ma il passato altro non è che lo specchio del futuro...
...e il presente, là in mezzo, solo dipende dalle immagini che si specchiano l'un l'altra.


girl of the wolves


Terza versione del disegno ispirato al libro "donne che corrono coi lupi" di Clarissa Pinkola Estés.
La prima versione pirografata è stata realizzata qualche mese fa per mia moglie Visnu da Cunha Sarmento, mentre la seconda versione (sempre con pirografo) è stata realizzata per la scrittrice Mia Canestrini (autrice del libro "la ragazza dei lupi").
Questa versione invece è dedicata a una meravigliosa famiglia di amici.


Saturday, 4 May 2019

the kiss on clay

I created this clay sculpture inspired on the Kiss of Constantin Brâncusi a famous series of sculptures made in stone by this Romanian artist. My version is in clay and 30cm tall. It's a gift for Matteo Antonello that loves so much this piece of art. And also a very interesting new application for my clay experiments.



 

Friday, 3 May 2019

nuovi nomi dei documenti

Se si considerano realmente gli effetti pratici delle politiche migratorie italiane relative agli sbarchi dei clandestini e alle imbarcazioni intercettate nel mediterraneo, sarebbe il caso di aggiornare i nomi di certe scartoffie burocratiche di modo che questi documenti presentino finalmente una nomenclatura più attinente alla realtà.

Per esempio, invece di Permesso di Soggiorno sarebbe più corretto il nome Permesso di Esistenza, mentre il Visto d'Entrata nella Repubblica Italiana, andrebbe più correttamente chiamato Certificato di Diritto di Sopravvivenza alla Frontiera.

Così tutto diventa più chiaro.

soñando sueños


y sueño 
que me voy 
a dormir


Tuesday, 30 April 2019

animale fantastico-35

Il CRICETO-ALCE


Il criceto-alce è un piccolo roditore, parente del criceto comune, che possiede delle grandissime corna.
Queste corna sono utilizzate dall'animaletto per scuotere le ghiande dei rami più bassi di certi alberi presenti nelle regioni dove vive. Attraverso piccoli movimenti della testa riesce a procurarsi il cibo continuando a stare attendo a tutto quello che accade attorno a lui.
Non è raro vedere grandi gruppi di criceti-alce sotto a un albero che muovono velocemente le corna in un grande movimento vibratorio collettivo molto scenografico.




pensativa


sogno di me bambino sperduto


Mi trovo in una strada che passa attraverso una stretta valle tra colline terrose (quasi l’entrata di un canyon) e, come fossi trasportato forse da qualche veicolo, mi allontano da un’area di accampamento (militare?) scena della parte precedente del sogno, ormai dimenticata.
Sto andando avanti, ma alla mia destra, da sopra la collina, vedo un mezzo militare (tipo un tank della prima guerra mondiale) che arriva fino al bordo del declivio, si ferma un attimo e si lancia giù per il terreno scosceso (e forse erboso): è una corsa folle, a tutta velocità, fatta per creare una scorciatoia. I due che (intuisco) stanno dentro il mezzo hanno evidentemente piena fiducia nella capacità del veicolo.
Ma tutto questo che descrivo è una frazione di secondo... non sarei nemmeno molto interessato a questo evento, comunque un po’ lontano da me, se non fosse per il fatto che il carrarmato che scende a tutta velocità (e che credevo arrivasse alla fine sano e salvo a valle) sbatte forte contro una roccia che doveva esserci (anche se non la vedo) a metà della discesa.
Come un giocattolino leggero rimbalza veloce da una parte e dall'altra e alla fine si incastra a metà del fianco della collina, sottosopra.
Si sente qualcuno urlare disperato dall'accampamento dietro di me. Delle persone cercano di avvicinarsi al veicolo capottato. Finalmente un uomo arriva a vedere dentro il finestrino.
Comincia un pianto straziante e disperato...
Uno dei due che stava dentro al tank era il fratello dell’uomo che è arrivato a soccorrerli, ma è morto nell'incidente.
Io continuo verso avanti, ma guardo la scena (come se fossi soltanto un osservatore di quella infinita tristezza profonda e inconsolabile).
(Non so perché, ma potrei dire di essere nudo... e probabilmente molto più giovane... un preadolescente?)
Il pianto continua incessantemente e mi giro di nuovo verso destra a guardare indietro la scena triste.
Però  adesso la scena è completamente diversa: si tratta di una casa di mattoni, allungata e bassa, davanti alla quale ci sono due figure: una persona non chiaramente identificata e una ragazza, una madre, con un bambino sui 3 anni al fianco, appoggiato all'anca. È lei che piange disperata.
Si avvicina un po’ confusa e disperata alla porta, ma tituba, si guarda indietro, sembra disorientata, cerca lo sguardo dell’altra persona... e piange, piange sconsolata.
L’altra persona si sta allontanando e lei deve entrare per la porta d’entrata: dentro c’è suo marito (il padre del bimbo) morto. Lo so.
Arriva fino alla porta, ma non riesce a trovare come accendere la luce dentro, si gira, sempre piangendo, e chiede con lo sguardo aiuto all'altra persona che le dice che l’interruttore sta fuori dalla porta (con una certa freddezza) e lei lo trova e entra.
Pianti e grida di tristezza...
Mi sento ancora solo osservatore, anche se sento empatia con tutte queste emozioni tristi. Ma è come se così fosse la vita... in un certo senso...
Allora torno a guardare davanti e vedo un sentiero che passa in un paesaggio verdissimo di piccoli campi umidi di grano (o riso) giovane protetti da boschi verde scuro nei quali il cammino si perde...
Questa visione, in sé molto bella e pacifica, mi provoca invece un grande panico!
Mi sento un bimbo piccolo che ha perso tutti gli altri! Tutti sono andati avanti mentre io ero distratto da quelle scene di pianto e tristezza e adesso ero da solo, perso, dimenticato!
Sono un bambino perso!
Non so come comportarmi davanti al mondo!
Non so sopravvivere da solo... la realtà del mondo è spietatamente mortale, quando si è da soli... cresce l’angoscia e cerco di trovare la pista per raggiungere il mio gruppo...
Invoco, prego, allora “mio nonno” (e mentre gli rivolgo queste parole, sento che le rivolgo indietro, un po’ sopra di me, a destra).
Spaventato gli dico:
“Nonno, come si segue l’odore di certe creature...?” (e per creature intendo esseri, spiriti, essenze... mentre con l’odore vorrei intendere le tracce da seguire...) “...tipo l’Hermite”  aggiungo, e l'hermite è la carta VIIII dei tarocchi... l’anziano (o nonno) che abbandona la perfezione (la vita?) capendo saggiamente che è arrivato il momento di abbandonarsi a un nuovo mondo sconosciuto (la morte?)...
Il bambino solo, perso, spaventato, senza più guida, terrorizzato dal mondo e dalla vita chiede aiuto all'adulto, al vecchio...
...ma non sa il bambino che il nonno altro non è che un altro bimbo travestito da vecchio, anche lui perso e spaventato dalla vita, ma che ha la gentilezza di regalare agli altri un’amorosa sensazione di sicurezza.

Suona la sveglia.
Ancora in preda a una certa agitazione apro gli occhi.



Sunday, 28 April 2019

listo para mi micro-expo


Un poco de obras que presentar a una micro-exposición este fin de semana.
A parte de exponer y vender mis trabajos, se incluye también sesiones de lecturas de tarot abiertas, gratis. Más que una simple micro-exposición se trata de un micro-evento... jeje


la ragazza dei lupi

Un'opera a pirografo realizzata su richiesta per la scrittrice Mia Canestrini.
L'autrice del libro "la ragazza dei lupi" ha voluto una lavoro a pirografo che riproducesse il mio precedente disegno pirografato di "mulher que corre com lobos"
Grazie a Matteo Antonello per la mediazione.
È sempre un grande piacere disegnare questo soggetto.


Thursday, 25 April 2019

red cloud


messaggio da un sogno-9

Durante un sogno recente stavo preparando un regalo e volevo che fosse un grande regalo, memorabile, davvero esagerato. Ad un certo punto si sente la voce di un saggio che mi dice:
"I regali non devono essere belli!
L'obiettivo dei regali è di essere uguali agli altri regali: né belli, né brutti.
Né troppo brutti per non deludere.
Né troppo belli per non creare imbarazzo e l'impossibilità di ricambiare"


Pensandoci bene, da sveglio, è vero: regalare qualcosa troppo grande che non può essere ricambiata può essere un gesto di arroganza e di dominio, in un certo senso... "i regali devono essere come tutti gli altri"... ci rifletto...


corpus in mente

Piuttosto del famoso detto "mens sana in corpore sano" (non certo falso), ultimamente sto considerando che non è sbagliata neanche l'affermazione opposta...

CORPUS SANUM
IN MENTE SANA

La relazione è evidentemente biunivoca...