Wednesday, 7 October 2015
Tuesday, 6 October 2015
TWINDER
Nuova app: TWINDER
grazie a un grande algoritmo che incrocia e mette a sistema tutta una serie di foto profilo di varie reti sociali in tutto il mondo (non illudiamoci che esista davvero la privacy...) sarà possibile trovare il tuo (o i tuoi) sosia nel mondo!
Twinder trova le facce a te più affini selezionandole tra le foto caricate in rete da ciascun utente di vari siti pubblici e aperti.
un semplice gesto del dito ti permetterà di scartare quelle a cui non ti sembra di assomigliare davvero mentre ti permetterà di contattare i tuoi sosia nel mondo.
secondo una statistica, mediamente ogni 3 miliardi e mezzo di individui c'è una ripetizione quasi identica di un individuo umano con quasi tutte le tue stesse fattezze fisiche!
trovalo su Twinder!
trova il tuo Lost Twin!
grazie a un grande algoritmo che incrocia e mette a sistema tutta una serie di foto profilo di varie reti sociali in tutto il mondo (non illudiamoci che esista davvero la privacy...) sarà possibile trovare il tuo (o i tuoi) sosia nel mondo!
Twinder trova le facce a te più affini selezionandole tra le foto caricate in rete da ciascun utente di vari siti pubblici e aperti.
un semplice gesto del dito ti permetterà di scartare quelle a cui non ti sembra di assomigliare davvero mentre ti permetterà di contattare i tuoi sosia nel mondo.
secondo una statistica, mediamente ogni 3 miliardi e mezzo di individui c'è una ripetizione quasi identica di un individuo umano con quasi tutte le tue stesse fattezze fisiche!
trovalo su Twinder!
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sosia,
tecnologie alternative,
telefonini
Monday, 5 October 2015
proverbio 1
proverbio relativo ai mezzi di informazione:
Non è vero ciò che vero,
ma è vero ciò che piace.
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disinformazione,
lingua,
proverbio,
truth
Sunday, 4 October 2015
mapa - novela
imagínense un mapa (o un atlas) donde cada estado en lugar del nombre de las ciudades y los ríos tenga un texto, un párrafo.
cada región estaría llena de trocitos de historias.
el objetivo de este mapa es que dependiendo de donde estás tú y de tus viajes (reales o imaginados, pasados o futuros) vayas montando una historia diferente.
un mapa de miles de novelas.
el orden lo eliges tú.
depende de donde quieras ir (a leer)...
cada región estaría llena de trocitos de historias.
el objetivo de este mapa es que dependiendo de donde estás tú y de tus viajes (reales o imaginados, pasados o futuros) vayas montando una historia diferente.
un mapa de miles de novelas.
el orden lo eliges tú.
depende de donde quieras ir (a leer)...
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map,
mappa,
ordine
ancient mobile phone!
Wednesday, 23 September 2015
Monday, 21 September 2015
Sunday, 20 September 2015
neologismo-49
luogo di divertimento dove, specialmente il fine settimana, di notte, gruppi di amici escono a ballare, ascoltare musica, ma soprattutto a mangiare ingenti quantità di biscotti
esempio: "hey, ragazzi, è sabato sera, finalmente usciamo in biscotteca!"
BISCOTTECA
esempio: "hey, ragazzi, è sabato sera, finalmente usciamo in biscotteca!"
Wednesday, 16 September 2015
neologismo-48
speciale tipo di cappuccino la cui caratteristica è quella di essere corretto grappa.
ideale per persone alcolizzate che vogliono cominciare ad ubriacarsi fin dalla prima mattina.
esempio: "questa mattina a colazione avevo proprio voglia di alcolizzarmi, così ho subito ordinato una brioche e un grappuccino".
ideale per persone alcolizzate che vogliono cominciare ad ubriacarsi fin dalla prima mattina.
GRAPPUCCINO
esempio: "questa mattina a colazione avevo proprio voglia di alcolizzarmi, così ho subito ordinato una brioche e un grappuccino".
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assurdità,
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neologismo,
parole
Saturday, 12 September 2015
jurassic pork
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fotomontaggio,
pork
Friday, 11 September 2015
train rhythm
hey!
have you noticed that when you take a train and the train starts to run there's a very nice and sweet sound that accompany you?
tu-tu-tu-tum tu-tu-tu-tum tu-tu-tu-tum tu-tu-tu-tum
and so on...
this rhythmic sound is an effect of the passage of the wheels of the train over the rails that are made of standard pieces of metal divided by a narrow gap; this gap allows a thermic expansion in case of high temperatures.
ok, that's something that anybody knows but... what if we use this rhythmic sound for making something more interesting?
why don't we project a railway made by different lengths of metal bars (and maybe also of slightly different forms or metals) in order to create a sound that's like a percussion rhythm?
can you imagine to move in a train that makes a habanera music just because it is running over its rails?
this is not that difficult to do!
let's make the rhythmic subway trains for example!!!
let's make it!!!
have you noticed that when you take a train and the train starts to run there's a very nice and sweet sound that accompany you?
tu-tu-tu-tum tu-tu-tu-tum tu-tu-tu-tum tu-tu-tu-tum
and so on...
this rhythmic sound is an effect of the passage of the wheels of the train over the rails that are made of standard pieces of metal divided by a narrow gap; this gap allows a thermic expansion in case of high temperatures.
ok, that's something that anybody knows but... what if we use this rhythmic sound for making something more interesting?
why don't we project a railway made by different lengths of metal bars (and maybe also of slightly different forms or metals) in order to create a sound that's like a percussion rhythm?
can you imagine to move in a train that makes a habanera music just because it is running over its rails?
this is not that difficult to do!
let's make the rhythmic subway trains for example!!!
let's make it!!!
scandalo: traffico di vergini nell'aldilà
Scandalo:
scoperto un traffico illegale tra due delle più antitetiche entità dei cieli: Dio e Allah.
questi due personaggi per secoli si sono combattuti a colpi di crociate e jihad, ma in realtà sembra proprio che i due siano in combutta tra di loro!
dopo attente osservazioni gli inquirenti sembrano aver scoperto che tra i due c'è niente di meno che un traffico di vergini nel'aldilà!
é ormai da tempo che analizzando i dati gli investigatori si sono chiesti da dove provenissero le famose 40 vergini che erano promesse e concesse a tutti i credenti mussulmani che si sacrificassero in nome dell'Islam.
se a un'anima meritevole vengono concesse 40 vergini è infatti lecito chiedersi da dove queste 40 ragazze illibate provengano.
un vuoto di legislazione celeste, unito alla difficoltà di far quadrare i conti tra le due religioni, cristiana e musulmana hanno per lungo tempo impedito di far luce su questo punto, ma la tratta delle vergini nell'aldilà era una questione da tempo conosciuta dagli inquirenti: da dove provenivano le povere schiave sessuali del paradiso musulmano?
ebbene le ultime indagini sembrano delineare un panorama insospettabile e inquietante: sembra infatti che le 40 vergini regalate ai martiri dell'islam provengano nientepopodimenoché dai cieli del paradiso cristiano!
infatti vi siete mai chiesti il perché di tanti conventi per monache cristiane votate alla castità e alla purezza illibata della loro anima e del loro corpo?
perché creare delle monache sante e intoccate se poi invece esse stesse non sono autorizzate ad ascendere al grado di sacerdotesse, pretesse, vescove, cardinalesse o papesse?
la cosa risulta assurda specialmente considerando il fatto che mai in nessun momento Gesù ha parlato di istituire dei gruppi di suore e monache.
ebbene sembra proprio che la produzione a scala mondiale di monache vergini (insensata dal punto di vista puramente liturgico cristiano dato che a nessun uomo che non sia sacerdote è richiesto di astenersi dal sesso) non nasconda altro che la fornitura da parte di Dio di una grande quantità di vergini da scambiare o barattare con Allah, che ne ha una grande richiesta (data la mancanza di monache nell'islam).
questa sconvolgente scoperta mette in evidenza una serie di dettagli inquietanti ai quali poche persone avevano fatto caso finora, ad esempio l'obbligo per le monache di indossare il velo, così come richiesto formalmente dall'islam.
l'odiosa compravendita di vergini nell'aldilà rende doppiamente spregevole questa pratica dato che da un lato le monache vergini cristiane vengono barattate come schiave sessuali ai martiri dell'islam mentre d'altra parte i martiri musulmani sono ingannati dalla propaganda coranica: infatti dopo essersi immolati nella speranza di possedere 40 belle e giovini vergini, ciò che si ritrovano sono 40 vecchie monache tra i 60 e gli 80 anni di media, vergini, senza dubbio, ma scarsamente appetibili sessualmente, con le quali però saranno obbligati a fornicare per l'eternità.
Dio e Allah hanno ricevuto un avviso di garanzia e la guardia di finanza ha messo sotto sequestro gli archivi celesti delle due divinità per cercare di far luce sul fatto.
scoperto un traffico illegale tra due delle più antitetiche entità dei cieli: Dio e Allah.
questi due personaggi per secoli si sono combattuti a colpi di crociate e jihad, ma in realtà sembra proprio che i due siano in combutta tra di loro!
dopo attente osservazioni gli inquirenti sembrano aver scoperto che tra i due c'è niente di meno che un traffico di vergini nel'aldilà!
é ormai da tempo che analizzando i dati gli investigatori si sono chiesti da dove provenissero le famose 40 vergini che erano promesse e concesse a tutti i credenti mussulmani che si sacrificassero in nome dell'Islam.
se a un'anima meritevole vengono concesse 40 vergini è infatti lecito chiedersi da dove queste 40 ragazze illibate provengano.
un vuoto di legislazione celeste, unito alla difficoltà di far quadrare i conti tra le due religioni, cristiana e musulmana hanno per lungo tempo impedito di far luce su questo punto, ma la tratta delle vergini nell'aldilà era una questione da tempo conosciuta dagli inquirenti: da dove provenivano le povere schiave sessuali del paradiso musulmano?
ebbene le ultime indagini sembrano delineare un panorama insospettabile e inquietante: sembra infatti che le 40 vergini regalate ai martiri dell'islam provengano nientepopodimenoché dai cieli del paradiso cristiano!
infatti vi siete mai chiesti il perché di tanti conventi per monache cristiane votate alla castità e alla purezza illibata della loro anima e del loro corpo?
perché creare delle monache sante e intoccate se poi invece esse stesse non sono autorizzate ad ascendere al grado di sacerdotesse, pretesse, vescove, cardinalesse o papesse?
la cosa risulta assurda specialmente considerando il fatto che mai in nessun momento Gesù ha parlato di istituire dei gruppi di suore e monache.
ebbene sembra proprio che la produzione a scala mondiale di monache vergini (insensata dal punto di vista puramente liturgico cristiano dato che a nessun uomo che non sia sacerdote è richiesto di astenersi dal sesso) non nasconda altro che la fornitura da parte di Dio di una grande quantità di vergini da scambiare o barattare con Allah, che ne ha una grande richiesta (data la mancanza di monache nell'islam).
questa sconvolgente scoperta mette in evidenza una serie di dettagli inquietanti ai quali poche persone avevano fatto caso finora, ad esempio l'obbligo per le monache di indossare il velo, così come richiesto formalmente dall'islam.
l'odiosa compravendita di vergini nell'aldilà rende doppiamente spregevole questa pratica dato che da un lato le monache vergini cristiane vengono barattate come schiave sessuali ai martiri dell'islam mentre d'altra parte i martiri musulmani sono ingannati dalla propaganda coranica: infatti dopo essersi immolati nella speranza di possedere 40 belle e giovini vergini, ciò che si ritrovano sono 40 vecchie monache tra i 60 e gli 80 anni di media, vergini, senza dubbio, ma scarsamente appetibili sessualmente, con le quali però saranno obbligati a fornicare per l'eternità.
Dio e Allah hanno ricevuto un avviso di garanzia e la guardia di finanza ha messo sotto sequestro gli archivi celesti delle due divinità per cercare di far luce sul fatto.
Thursday, 10 September 2015
fuori gli immigrati!
Eccomi pronto per atterrare a Bristol, città dell'Inghilterra, paese dalla lingua germanica mista al neo-Latino importato dai Normanni, i quali furono un tempo Vichinghi; da Bristol andrò a Plymouth in Cornovaglia, dove gli Inglesi fingono di essere ancora Celti, e là mi troverò con Visnu, Brasiliana dal sangue misto Indio, Africano ed Europeo, ma di nome curiosamente Indù.
Ieri ero a Barcellona, città Catalana all'interno dello stato Spagnolo, dove da anni ormai vivo io, Italiano del Veneto, regione che prende il nome da una antica popolazione Indo-Europea pre-Latina.
Da Barcellona per arrivare a Bristol ho dovuto fare uno scalo tecnico a Bruxelles, questa imperfetta frontiera tra Fiamminghi (Olandesi del Belgio) e Valloni (Francesi del Belgio), città scelta come strana e emblematica capitale internazionale dell'Unione Europa; scelta quasi profetica: bandiera unica, ma scarsa integrazione. A Bruxelles mi ha ospitato Karima, Belga di origine Berbero-Marocchina dal nome Arabo, amica di Jonathan, Belga di origine Siciliana dal nome Anglosassone (o piuttosto Ebraico) residente ora in Spagna.
Invece al ritorno da Bristol non ci sarà il Belgio, ma Marsiglia, città di Provenzali, Algerini e Napoletani capitale del sud della Francia, paese di Neolatini che si credono Galli e che usano per definirsi il nome di una tribù germanica. A Marsiglia, città fondata dai Greci, troverò Fabrizio, amico di Roma conosciuto a Barcellona, e la sua ragazza Anna, di Parma, residenti marsigliesi da qualche anno.
Poi, se non ci dovessero essere tappe a Lunel a casa di Ju e Greg, coppia franco-brasiliana, tornerò a Barcellona, città fondata dai Cartaginesi (che erano coloni Fenici provenienti dal Medio Oriente e insediati in terra africana) dove potrò tornare a lavorare alle traduzioni internazionali in Inglese, Spagnolo, Italiano, Francese e Portoghese nella sede dell'area Europa-MedioOriente-Africa di una multinazionale statunitense che ha comprato tecnologie israeliane. ma potrei anche essere spedito subito a Milano, in terra Lombarda (regione che prende il nome da antichi invasori teutonici) per una traduzione Inglese-Italiano.
A quel punto sarò pronto per ripartire ad ottobre per la nuova tappa del lavoro in Mozambico, ex-colonia Portoghese, oppure nel caso tutto slittasse più avanti, potrei essere mandato di nuovo a Tel Aviv, città di coloni Ebrei costruita su suolo Palestinese, per tradurre dall'Inglese all'Italiano. ma se anche questo lavoro saltasse, allora potrei finalmente andare a Casablanca (città marocchina dal nome misteriosamente Spagnolo anche se praticamente creata dai Francesi) dove Xavi, amico catalano, si sposa con una ragazza marocchina e dove, forse, potei trovarmi anche con Jeanne, Parigina che vive in Mali!
tratto da una considerazione reale scritta su un diarietto di viaggio.
Ieri ero a Barcellona, città Catalana all'interno dello stato Spagnolo, dove da anni ormai vivo io, Italiano del Veneto, regione che prende il nome da una antica popolazione Indo-Europea pre-Latina.
Da Barcellona per arrivare a Bristol ho dovuto fare uno scalo tecnico a Bruxelles, questa imperfetta frontiera tra Fiamminghi (Olandesi del Belgio) e Valloni (Francesi del Belgio), città scelta come strana e emblematica capitale internazionale dell'Unione Europa; scelta quasi profetica: bandiera unica, ma scarsa integrazione. A Bruxelles mi ha ospitato Karima, Belga di origine Berbero-Marocchina dal nome Arabo, amica di Jonathan, Belga di origine Siciliana dal nome Anglosassone (o piuttosto Ebraico) residente ora in Spagna.
Invece al ritorno da Bristol non ci sarà il Belgio, ma Marsiglia, città di Provenzali, Algerini e Napoletani capitale del sud della Francia, paese di Neolatini che si credono Galli e che usano per definirsi il nome di una tribù germanica. A Marsiglia, città fondata dai Greci, troverò Fabrizio, amico di Roma conosciuto a Barcellona, e la sua ragazza Anna, di Parma, residenti marsigliesi da qualche anno.
Poi, se non ci dovessero essere tappe a Lunel a casa di Ju e Greg, coppia franco-brasiliana, tornerò a Barcellona, città fondata dai Cartaginesi (che erano coloni Fenici provenienti dal Medio Oriente e insediati in terra africana) dove potrò tornare a lavorare alle traduzioni internazionali in Inglese, Spagnolo, Italiano, Francese e Portoghese nella sede dell'area Europa-MedioOriente-Africa di una multinazionale statunitense che ha comprato tecnologie israeliane. ma potrei anche essere spedito subito a Milano, in terra Lombarda (regione che prende il nome da antichi invasori teutonici) per una traduzione Inglese-Italiano.
A quel punto sarò pronto per ripartire ad ottobre per la nuova tappa del lavoro in Mozambico, ex-colonia Portoghese, oppure nel caso tutto slittasse più avanti, potrei essere mandato di nuovo a Tel Aviv, città di coloni Ebrei costruita su suolo Palestinese, per tradurre dall'Inglese all'Italiano. ma se anche questo lavoro saltasse, allora potrei finalmente andare a Casablanca (città marocchina dal nome misteriosamente Spagnolo anche se praticamente creata dai Francesi) dove Xavi, amico catalano, si sposa con una ragazza marocchina e dove, forse, potei trovarmi anche con Jeanne, Parigina che vive in Mali!
...e poi qualcuno ha il coraggio di dire che gli immigrati devono restarsene a casa loro!
siamo tutti migranti.
tratto da una considerazione reale scritta su un diarietto di viaggio.
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sociale
Wednesday, 9 September 2015
neologismo-47
pratica di rappresentare un progetto architettonico attraverso un processo di rendering che genera immagini digitali dagli effetti davvero sgradevoli e festidiosi
esempio: "volevo vincere il concorso rappresentando il mio progetto con un rendering, ma mi sa che invece mi è uscito proprio un bell'horrendring..."
esempi di horrendering tipici:
HORRENDERING
esempio: "volevo vincere il concorso rappresentando il mio progetto con un rendering, ma mi sa che invece mi è uscito proprio un bell'horrendring..."
esempi di horrendering tipici:
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neologismo
Saturday, 22 August 2015
money-time converter
this is the idea for a app or for a very simple software or web page in the internet.
it's a money-time converter!
you introduce the data about how much you get in your job per hour and voila! now that the money-time converter knows your salary it can easily convert every price you're about to pay in the exact amount of time of your life you inverted in working-time in order to have that money.
it's an easy calculation. if the app knows your wage it's just a question of divide the price by a certain number.
but of course, it would be interesting to know that for instance you're paying a dinner 3 hours of your life or that your car is costing you 5 months of your life in the job.
a pair of shoes maybe 6 hours of your life. a good breakfast one hour working.
just some examples.
this app's task is to remember that that money you pay is time of your life you inverted.
an app that maybe can stop you before buying useless stuffs you don't need. an app against consumerism.
it's a money-time converter!
you introduce the data about how much you get in your job per hour and voila! now that the money-time converter knows your salary it can easily convert every price you're about to pay in the exact amount of time of your life you inverted in working-time in order to have that money.
it's an easy calculation. if the app knows your wage it's just a question of divide the price by a certain number.
but of course, it would be interesting to know that for instance you're paying a dinner 3 hours of your life or that your car is costing you 5 months of your life in the job.
a pair of shoes maybe 6 hours of your life. a good breakfast one hour working.
just some examples.
this app's task is to remember that that money you pay is time of your life you inverted.
an app that maybe can stop you before buying useless stuffs you don't need. an app against consumerism.
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tempo
map of continuous meridians
map of continuous meridian (beyond the poles)
going a little bit further from the post of the map of complete rotations, I tried to define a map in which it was possible to visualize the relationship between the meridian lines from an hemisphere to the other.
as you know the meridian lines are a semicircle and they go from pole to pole, but it's quite obvious that they are part of a complete circumference that conceptually cuts off in the middle the our planet by a certain angle.
the 0º meridian passing through Greenwich is the opposite of the 180º meridian. both together form a complete circumference. the same for the 25º East meridian line that corresponds to the 155º West meridian line.
exactly as I did in the map of complete rotations, the curves lines of the planet should be now represented as straight lines but not only until the moment they reach the antipodes of a point, they go on until they draw a complete circumference of the world.
here you have the map:
the world is duplicated because the objective of this map is not the idea of showing all the areas of the planet only, but it's also the one of highlighting the correspondences between one side of an hemisphere to the other.
this provokes a duplication of all the lands that generally we are used to see inside a world map, but it gives us an idea of the real situation of what happens when you cross one of the poles following always the same meridian lines.
now it's clear that if you go north from Greenland and you cross the north pole the land you will find on the other side is the middle of the northern coast of Siberia and that Russia and Canada are facing each other in front of the Arctic sea.
now it's also finally clear that if you go south starting from the Patagonia you'll reach Australia on the other side of Antarctica (that was the plan of Shakleton's expedition for instance).
as you can see this map has an interesting use and even if it's showing things that are quite obvious it finally shows them in a clear and global way, something that's quite innovative if you thing that a map like this it's not usual at all.
with the same concept I also developed other ways of showing the same map.
this is the same map, but made in a way you privilege the vision starting from the north pole.
the same can be done using the south pole as the centre of the map:
and if you like this kind of game, here you have the complete map, with both visions: the north pole based map and the south pole based one. enjoy!
going a little bit further from the post of the map of complete rotations, I tried to define a map in which it was possible to visualize the relationship between the meridian lines from an hemisphere to the other.
as you know the meridian lines are a semicircle and they go from pole to pole, but it's quite obvious that they are part of a complete circumference that conceptually cuts off in the middle the our planet by a certain angle.
the 0º meridian passing through Greenwich is the opposite of the 180º meridian. both together form a complete circumference. the same for the 25º East meridian line that corresponds to the 155º West meridian line.
exactly as I did in the map of complete rotations, the curves lines of the planet should be now represented as straight lines but not only until the moment they reach the antipodes of a point, they go on until they draw a complete circumference of the world.
here you have the map:
the world is duplicated because the objective of this map is not the idea of showing all the areas of the planet only, but it's also the one of highlighting the correspondences between one side of an hemisphere to the other.
this provokes a duplication of all the lands that generally we are used to see inside a world map, but it gives us an idea of the real situation of what happens when you cross one of the poles following always the same meridian lines.
now it's clear that if you go north from Greenland and you cross the north pole the land you will find on the other side is the middle of the northern coast of Siberia and that Russia and Canada are facing each other in front of the Arctic sea.
now it's also finally clear that if you go south starting from the Patagonia you'll reach Australia on the other side of Antarctica (that was the plan of Shakleton's expedition for instance).
as you can see this map has an interesting use and even if it's showing things that are quite obvious it finally shows them in a clear and global way, something that's quite innovative if you thing that a map like this it's not usual at all.
with the same concept I also developed other ways of showing the same map.
this is the same map, but made in a way you privilege the vision starting from the north pole.
the same can be done using the south pole as the centre of the map:
and if you like this kind of game, here you have the complete map, with both visions: the north pole based map and the south pole based one. enjoy!
Friday, 21 August 2015
come complicarsi...
scala di potenza
ci sono molte cose che hanno potere sull'uomo.
alcune hanno un'influenza più forte che le altre.
ecco una scala di potenza delle cose, dal meno potente al più potente
-Azioni
la forma più bassa e meno potente di forzare e influire sull'uomo. l'azione ti può ferire o obbligare a fare qualcosa (può anche ammazzarti), ma può essere anche non voluta e comunque tu puoi sempre rifiutare di accettarla, scegliere di non interiorizzarla.
-Parole
le parole hanno più forza delle azioni. di parole vive chi domina, di azioni chi è dominato. le parole hanno magia, entrano nel cervello, rimbombano, sono mutevoli, rivisitabili, interpretabili. le parole sono spesso più volontarie delle azioni perché richiedono un passo di elaborazione mentale in più. possono scaturire senza volere, ma in generale sono più volontarie e generano reti invisibili, aprono la strada a forze più profonde, occulte e forti.
-Gesti
i gesti sono un tipo di linguaggio che va oltre alla parola. sono parole non dette, non percepite in modo cosciente, ma che riescono a comunicare in modo diretto e non schermato. i gesti e l'atteggiamento spesso contano più delle parole e se queste due cose entrano in contraddizione è il linguaggio dei gesti quello che ha più potere.
-Pensieri
il pensiero è un linguaggio interiorizzato. non ha più bisogno dell'azione fisica, visiva o auditiva: il pensiero è dentro dell'uomo e non è più eradicabile. il pensiero è al di sopra di quello che si dice perché se uno ha chiaro un pensiero, allora qualsiasi cosa detta non conta più nulla: o sarà conferma del pensiero oppure non sarà vera.
-Cose
le cose hanno una grande influenza sull'uomo. le cose catalizzano desideri e pensieri, assorbono significati e creano dipendenza. il pensiero spesso può rifiutare una cosa, ma a volte la cosa è più forte e può arrivare a corrompere in profondità l'uomo.
-Idee
le idee sono strutture di pensiero che vanno oltre all'oggettività del mondo reale. l'idea non ha bisogno di nessuna prova né di nessuna confutazione. l'idea ha radici profonde nell'animo dell'uomo e per le idee molti uomini sono disposti a morire. nessuna cosa, gesto, pensiero, parola o azione può confutare una idea. l'idea è al di sopra. l'idea di noi stessi spesso non coincide con noi stessi, ma ogni dimostrazione di errore non è sufficiente per riuscire a smuoverla.
-Simboli
i simboli sono grandi contenitori di idee. sono figure, oggetti o concetti di cui non è necessario esprimerne il contenuto. il simbolo è recettivo alle idee e ognuno vi associa la quantità di idee che ritiene più appropriato. è per questo che un simbolo è potentissimo, perché è inconfutabile: una bandiera può voler dire qualsiasi cosa, ma chi è fascista vi assocerà l'onore della patria e della famiglia, mentre un socialista vi assocerà il concetto di popolo unito. non vi è definizione, il simbolo raccoglie collettivamente idee astratte inespresse, potenzialmente inconciliabili, ma proprio perché non definite, perfettamente associabili.
per i simboli si sono fatte guerre, atrocità, sacrifici, e quanto di più sublime e atroce esiste nella storia e nel fondo dell'animo umano.
attenzione ai simboli, quindi!
------------------------------------------------------------
(senza pretese di essere certo di ciò che ho scritto)
alcune hanno un'influenza più forte che le altre.
ecco una scala di potenza delle cose, dal meno potente al più potente
-Azioni
la forma più bassa e meno potente di forzare e influire sull'uomo. l'azione ti può ferire o obbligare a fare qualcosa (può anche ammazzarti), ma può essere anche non voluta e comunque tu puoi sempre rifiutare di accettarla, scegliere di non interiorizzarla.
-Parole
le parole hanno più forza delle azioni. di parole vive chi domina, di azioni chi è dominato. le parole hanno magia, entrano nel cervello, rimbombano, sono mutevoli, rivisitabili, interpretabili. le parole sono spesso più volontarie delle azioni perché richiedono un passo di elaborazione mentale in più. possono scaturire senza volere, ma in generale sono più volontarie e generano reti invisibili, aprono la strada a forze più profonde, occulte e forti.
-Gesti
i gesti sono un tipo di linguaggio che va oltre alla parola. sono parole non dette, non percepite in modo cosciente, ma che riescono a comunicare in modo diretto e non schermato. i gesti e l'atteggiamento spesso contano più delle parole e se queste due cose entrano in contraddizione è il linguaggio dei gesti quello che ha più potere.
-Pensieri
il pensiero è un linguaggio interiorizzato. non ha più bisogno dell'azione fisica, visiva o auditiva: il pensiero è dentro dell'uomo e non è più eradicabile. il pensiero è al di sopra di quello che si dice perché se uno ha chiaro un pensiero, allora qualsiasi cosa detta non conta più nulla: o sarà conferma del pensiero oppure non sarà vera.
-Cose
le cose hanno una grande influenza sull'uomo. le cose catalizzano desideri e pensieri, assorbono significati e creano dipendenza. il pensiero spesso può rifiutare una cosa, ma a volte la cosa è più forte e può arrivare a corrompere in profondità l'uomo.
-Idee
le idee sono strutture di pensiero che vanno oltre all'oggettività del mondo reale. l'idea non ha bisogno di nessuna prova né di nessuna confutazione. l'idea ha radici profonde nell'animo dell'uomo e per le idee molti uomini sono disposti a morire. nessuna cosa, gesto, pensiero, parola o azione può confutare una idea. l'idea è al di sopra. l'idea di noi stessi spesso non coincide con noi stessi, ma ogni dimostrazione di errore non è sufficiente per riuscire a smuoverla.
-Simboli
i simboli sono grandi contenitori di idee. sono figure, oggetti o concetti di cui non è necessario esprimerne il contenuto. il simbolo è recettivo alle idee e ognuno vi associa la quantità di idee che ritiene più appropriato. è per questo che un simbolo è potentissimo, perché è inconfutabile: una bandiera può voler dire qualsiasi cosa, ma chi è fascista vi assocerà l'onore della patria e della famiglia, mentre un socialista vi assocerà il concetto di popolo unito. non vi è definizione, il simbolo raccoglie collettivamente idee astratte inespresse, potenzialmente inconciliabili, ma proprio perché non definite, perfettamente associabili.
per i simboli si sono fatte guerre, atrocità, sacrifici, e quanto di più sublime e atroce esiste nella storia e nel fondo dell'animo umano.
attenzione ai simboli, quindi!
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(senza pretese di essere certo di ciò che ho scritto)
mapa de rotaciones completas
el planeta tierra es asimilable al concepto de esfera y está claro que si empiezas a caminar en una dirección sin desviarte nunca de la linea recta acabarás dando una vuelta completa del planeta y volverás a estar en el mismo sitio de antes al cabo de un largo viaje que corresponde exactamente al diámetro de la tierra.
este concepto es especialmente claro en el caso de que uno empiece a caminar en un punto cualquiera del ecuador siguiendo siempre la dirección Este.
después de recorrer toda la linea del ecuador acabará llegando en el punto de partida.
la cosa que podría ser interesante de esta idea es: se podría o no dibujar un mapa del mundo que represente exactamente todas las tierras que se iría a cruzar empezando un viaje hacia una dirección cualquiera hasta volver a encontrarse en el punto de partida?
claro que sí!
cada concepto geográfico imaginable puede ser representado por un mapa!
ya en un post anterior había hecho un primer paso hacia este mapa (sin darme cuenta).
en el post "hacia qué dirección mirar" se pueden ver unos mapas del planeta donde todas las tierras del planeta se colocan radialmente según diferentes puntos de referencias.
saliendo de cada uno de estos puntos y siguiendo una linea recta cualquiera es posible ver exactamente cuales son las tierras que irá cruzando hasta llegar a los antípodas de este punto.
por ejemplo, saliendo de Rio de Janeiro y siguiendo una ruta constante hacia Este se acabará cruzando el Océano Atlántico, África, el Océano Índico, India, el golfo de Bengala, Myanmar, China y Taiwan antes de llegar a los antípodas.
Lo que falta entonces en este mapa es el viaje de vuelta!
un mapa que siga marcando el camino a lo largo de todo el Océano Pacífico, que acabe cruzando Chile, Argentina y vuelva de nuevo a Rio de Janeiro.
Este mapa ahora existe!
y aquí lo tenéis
como podéis ver siguiendo el ejemplo más fácil, eligiendo como punto de origen la unión entre el meridiano 0 y el ecuador, es fácil ver que siguiendo hacia Oeste se van cruzando una tras otra todas las tierras ecuatoriales y que si en cambio elijo empezar moviéndome hacia Este las tierras que cruzaré serán las mismas, pero en orden inverso, o sea reflejadas especularmente.
lo mismo es si voy hacia el Norte o hacia el Sur, acabaré cruzando dos veces los polos, cualquier dirección elija, y acabaré encontrándome siempre en el punto de partida.
la potencialidad de este mapa es que cualquier dirección se elija seguir en linea recta, será fácil de ver las tierra que se irían cruzando una tras otra.
también es bonito de ver que el centro del mapa es equivalente a la circunferencia exterior, siendo el lugar de partida y él de llegada el mismo y cualquier dirección se elija, siempre se acabará volviendo al lugar donde se empezó el viaje.
(algo medio filosófico, quizás...)
para variar el ejemplo y aplicarlo a un lugar algo más poblado que el medio del océano Atlántico en las aguas del golfo de Guinea, aquí tenéis el mismo mapa, pero considerando Barcelona como centro de origen (y fin) de cualquier viaje alrededor de la tierra:
ahora ya sabéis, si queréis planear un viaje de rotación de la tierra en una sola dirección, aquí tenéis el mapa mejor para acabar volviendo a casa!
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Thursday, 20 August 2015
le parole creano il mondo
le parole creano il mondo.
il linguaggio forma e definisce il nostro modo di percepire la realtà.
è come se solo verbalizzando riuscissimo a dare dei confini a dei concetti, altrimenti indefiniti e vaghi, oppure in modo opposto è attraverso la parola che rimaniamo stregati dalla sua magia, illudendoci a credere che attraverso di essa possiamo afferrare una realtà che in fondo non è divisibile né categorizzabile... un'illusione... un miraggio.
sia come sia la parola ha un potere immenso nella nostra lettura della realtà e ogni linguaggio definisce un modo di pensare.
un solo esempio per capire il potere della parola:
immaginate un linguaggio dove non esista la parola "provare".
non esiste provare. esiste solo fare o non fare.
se fai puoi fallire o riuscire, ad ogni modo ci si penserà, decidere di fare non è diverso dal "provare". in realtà non c'è nessuna necessità di un verbo "provare".
è però chiaro che possedere un verbo provare apre la strada a un atteggiamento che essendo verbalizzabile è assolutamente accettabile e non si mette più in dubbio: il fatto di fare senza voglia o senza convinzione, con un'alta probabilità di fallire.
il verbo "provare" garantisce una comoda nicchia di azione a responsabilità limitata dove ci si può rifugiare senza necessità di dover spiegare tutto con lunghi giri di parole.
il fatto che esista una parola rende di per sé legittima un concetto.
possedere una parola "provare" probabilmente apre il campo a una mentalità di locutori dubbiosi e possibilisti.
una lingua che non contempli questa parola e che bensì solo possieda le parola fare o non fare determinerà probabilmente una mentalità di gente più determinata.
e se abolissimo la parola "provare", "intentar", "try", "esseyer"...?
il linguaggio forma e definisce il nostro modo di percepire la realtà.
è come se solo verbalizzando riuscissimo a dare dei confini a dei concetti, altrimenti indefiniti e vaghi, oppure in modo opposto è attraverso la parola che rimaniamo stregati dalla sua magia, illudendoci a credere che attraverso di essa possiamo afferrare una realtà che in fondo non è divisibile né categorizzabile... un'illusione... un miraggio.
sia come sia la parola ha un potere immenso nella nostra lettura della realtà e ogni linguaggio definisce un modo di pensare.
un solo esempio per capire il potere della parola:
immaginate un linguaggio dove non esista la parola "provare".
non esiste provare. esiste solo fare o non fare.
se fai puoi fallire o riuscire, ad ogni modo ci si penserà, decidere di fare non è diverso dal "provare". in realtà non c'è nessuna necessità di un verbo "provare".
è però chiaro che possedere un verbo provare apre la strada a un atteggiamento che essendo verbalizzabile è assolutamente accettabile e non si mette più in dubbio: il fatto di fare senza voglia o senza convinzione, con un'alta probabilità di fallire.
il verbo "provare" garantisce una comoda nicchia di azione a responsabilità limitata dove ci si può rifugiare senza necessità di dover spiegare tutto con lunghi giri di parole.
il fatto che esista una parola rende di per sé legittima un concetto.
possedere una parola "provare" probabilmente apre il campo a una mentalità di locutori dubbiosi e possibilisti.
una lingua che non contempli questa parola e che bensì solo possieda le parola fare o non fare determinerà probabilmente una mentalità di gente più determinata.
e se abolissimo la parola "provare", "intentar", "try", "esseyer"...?
ainda escravidão
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Wednesday, 19 August 2015
La Teoria della Bicicletta
Jeanne Meunnier sostiene fortemente la Teoria della Bicicletta:
la vita è come una bicicletta, è tutto un gioco di equilibri e di impulso.
avviare le cose è relativamente difficile, ma quando sono avviate vanno un po' da sole.
andare lento rende più facile la caduta, ma anche meno pericoloso un possibile incidente.
non sempre si può scegliere il terreno che ci troviamo davanti, ma si cerca comunque di schivare le buche e di trovare la traiettoria migliore.
in salita bisogna usare cambi piccoli e concentrarsi sulla strada che si ha immediatamente davanti perché guardare troppo in alto scoraggia, mentre quando siamo in discesa si può guardare lontano ed è quasi meglio non pedalare dato che si gode dello slancio (ma comunque c'è poco da ridere: è chiaro che la discesa non dura in eterno e dopo una discesa c'è inevitabilmente una salita).
ad ogni modo in tutta questo gioco di forze,equilibri e velocità un po' istintive e un po' complicate, resta comunque il punto fondamentale: si va in bici perché è bello andare in bici! bisogna dunque godere del paesaggio che si ha attorno senza però dimenticarsi di guardare avanti.
come potete notare la Teoria della Bicicletta è indubbiamente portentosa e analizzando un po' meglio le analogie si potrebbe addirittura continuare con lo sviluppo di nuove accezioni molto appropriate della metafora, indubbiamente azzeccatissima.
la perfezione formale della Teoria della Bicicletta mi ha dunque indotto a formulare un corollario di cui sono fortemente convinto: il Corollario dell'Inventore della Bicicletta.
suddetto corollario espone la seguente considerazione:
data l'assoluta e inconfutabile perfezione dell'analogia tra la vita e la bicicletta esposta nella Teoria della Bicicletta è senz'altro ovvio pensare che l'inventore della prima bicicletta non volesse assolutamente inventare un mezzo di locomozione, ma piuttosto volesse ideare un marchingegno che simulasse in modo meccanico e fisico le dinamiche esistenziali della vita di ciascuno di noi.
la bici non è nata come strumento per spostarsi più velocemente, ma come metafora della vita.
la vita è come una bicicletta, è tutto un gioco di equilibri e di impulso.
avviare le cose è relativamente difficile, ma quando sono avviate vanno un po' da sole.
andare lento rende più facile la caduta, ma anche meno pericoloso un possibile incidente.
non sempre si può scegliere il terreno che ci troviamo davanti, ma si cerca comunque di schivare le buche e di trovare la traiettoria migliore.
in salita bisogna usare cambi piccoli e concentrarsi sulla strada che si ha immediatamente davanti perché guardare troppo in alto scoraggia, mentre quando siamo in discesa si può guardare lontano ed è quasi meglio non pedalare dato che si gode dello slancio (ma comunque c'è poco da ridere: è chiaro che la discesa non dura in eterno e dopo una discesa c'è inevitabilmente una salita).
ad ogni modo in tutta questo gioco di forze,equilibri e velocità un po' istintive e un po' complicate, resta comunque il punto fondamentale: si va in bici perché è bello andare in bici! bisogna dunque godere del paesaggio che si ha attorno senza però dimenticarsi di guardare avanti.
come potete notare la Teoria della Bicicletta è indubbiamente portentosa e analizzando un po' meglio le analogie si potrebbe addirittura continuare con lo sviluppo di nuove accezioni molto appropriate della metafora, indubbiamente azzeccatissima.
la perfezione formale della Teoria della Bicicletta mi ha dunque indotto a formulare un corollario di cui sono fortemente convinto: il Corollario dell'Inventore della Bicicletta.
suddetto corollario espone la seguente considerazione:
data l'assoluta e inconfutabile perfezione dell'analogia tra la vita e la bicicletta esposta nella Teoria della Bicicletta è senz'altro ovvio pensare che l'inventore della prima bicicletta non volesse assolutamente inventare un mezzo di locomozione, ma piuttosto volesse ideare un marchingegno che simulasse in modo meccanico e fisico le dinamiche esistenziali della vita di ciascuno di noi.
la bici non è nata come strumento per spostarsi più velocemente, ma come metafora della vita.
slako slakanoć
my grand father "Jenio" used to tell us a lot of stories about his brothers and his parents.
it was really interesting to listen to those stories.
some of them were about his father's years in Brazil or about his brother's adventures during the WWII in other countries.
in some of those tells there were some word or some sentence in some foreign language, for example he always told us about his father's horse in Brazil whose name was Diamant. Apparently my grand-grand-father used to shout the words "Oinkost! Oinkost, Diamant!" to make the horse go faster.
only after my trip in Brazil I could understand that the mysterious word "Oinkost" was not a mythical battle cry, but it was just the portuguese word "encosta" (meaning "stay aside") reinterpreted by my grand-father who had no idea of portuguese.
but the croatian song which his brother sang in Croatia, using a supposed croatian language, still remains a mystery!
the reinterpreted lyrics are the following:
I tried to expose the strange song to some croatian friend and nobody could understand not even a word (maybe just the sound "moja") and so the song is a real dilemma.
if you also consider the amazing melody that ends in a very unusual way... this mystery could seem pretty impossible to solve and really unbelievable!
here you have the song that "nono Jenio" sang to us every harvest.
it would be nice if someone in one moment could detect some hints about this family mystery.
bye
it was really interesting to listen to those stories.
some of them were about his father's years in Brazil or about his brother's adventures during the WWII in other countries.
in some of those tells there were some word or some sentence in some foreign language, for example he always told us about his father's horse in Brazil whose name was Diamant. Apparently my grand-grand-father used to shout the words "Oinkost! Oinkost, Diamant!" to make the horse go faster.
only after my trip in Brazil I could understand that the mysterious word "Oinkost" was not a mythical battle cry, but it was just the portuguese word "encosta" (meaning "stay aside") reinterpreted by my grand-father who had no idea of portuguese.
but the croatian song which his brother sang in Croatia, using a supposed croatian language, still remains a mystery!
the reinterpreted lyrics are the following:
Konatri mili mó
La moja kuziné
Pozeliće pozeliće
La moja kuziné
e justi jeli
justi jeli...
SLAKO SLAKANOĆ!!!
I tried to expose the strange song to some croatian friend and nobody could understand not even a word (maybe just the sound "moja") and so the song is a real dilemma.
if you also consider the amazing melody that ends in a very unusual way... this mystery could seem pretty impossible to solve and really unbelievable!
here you have the song that "nono Jenio" sang to us every harvest.
it would be nice if someone in one moment could detect some hints about this family mystery.
bye
Saturday, 15 August 2015
neologismo-46
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