Tuesday, 4 February 2014

beware the USA!

I made a very easy research of all the wars waged by the USA from the beginning of its history. I realized a map in order to visualize all the countries involved in some conflict with the United States. here you have the graphic result:



all the information are official and easy to check.
there are not so many countries that hadn't anything to do with the US army in the last 2 centuries.
the order of the colours is made by priority, that means that if one country fought a war against the united states it's in coloured in red but it doesn't mean that there couldn't be also putsches made by the USA or that there aren't now military bases in its soil. In such a case I just put the red colour because I thought the priority was to show the war before the other things.
so the priority is:
1- war or any other military intervention in foreign country.
2- putsches or major interference in foreign countries' fights.
3- presence of US military bases
4- military alliance with the USA by mean of the NATO.
5- countries that were involved in some conflict with the USA because they were part of the colonial empire of some nation in war with the USA.

as you can see by the map there are very few countries that never had to face the presence of the USA army, even Greenland is not free from this invasions!

so... who thinks that the USA is not an imperialist country? it's not necessary to be a bolshevik to admit it


Monday, 3 February 2014

zebra world

ESSE MUNDO É HIPNÓTICO!
abre a imagem e olha o efeito que te da.

psicodélico mesmo!

já começa dar dor de cabeça! kkk.

Saturday, 1 February 2014

il linguaggio del corpo

per ben due volte ho avuto l'occasione di praticare le sessioni di 10 giorni di meditazione vipassana ed è stato molto interessante: questa pratica si basa nella concentrazione totale verso sé stessi e nella finezza dell'analisi delle proprie micro sensazioni corporee.
se ne potrebbe parlare molto, ma adesso vorrei concentrarmi su una questione: e cioè il fatto che le tensioni e le emozioni vengono caricate soprattutto in certi punti del corpo.
procedendo con la continua scansione del proprio corpo, centimetro per centimetro, si trovano punti carichi di ansia, altri carichi di stress, altri di piacevoli sensazioni, altri carichi di tristezza e così via.
concentrarsi ed entrare in questi punti risveglia quelle sensazioni e fa scaturire quasi incontrollabilmente pensieri, paure, angoscia, memorie, impressioni piacevoli, e così via.
è una specie di processo inverso a quello abituale: invece di sentire un tipo di sensazione e tramutarla in una tensione caricata in uno specifico punto del corpo, concentrandosi sul punto del corpo dove si sente la tensione si richiamano le sensazioni che si è abituati a caricare in quella zona.
è quasi come premere un bottone che fa scaturire ciò che ho immagazzinato in un punto del mio corpo.
tutto ciò è abbastanza ovvio: se certe emozioni mi fanno reagire in modo non ordinario (anche fisicamente) è normale che certi muscoli si tendano o che certe aree si preparino al movimento, allo scatto, alla partenza, eccetera.
ad esempio è ovvio che sensazioni di paura o terrore preparino certe parti del corpo all'azione e mettano su un secondo piano altre parti, cosi come una grande risata distende certe altre zone del fisico, ma ne attiva di nuove.
insomma, se dico che le nostre emozioni vengono immagazzinate in specifiche aree del nostro corpo con una specie di schema di percorsi ben precisi non dico nulla di nuovo, è quello che si definisce come un'effetto psicosomatico che ha a che vedere con l'associazione tra mente e corpo.
per esempio se mi stresso e mi si blocca la schiena ciò potrebbe essere per un eccesso di tensioni nei muscoli della schiena dovuto a un caricare troppo e in modo costante certe aree del dorso, però l'origine di questo squilibrio muscolare sarebbe da cercarsi nel nostro stato d'animo.
se di notte soffro di bruxismo non è certo per ragioni fisiche, ma per tensioni emotive. il fatto di digrignare i denti nel sonno provoca dolori, squilibri, conseguenze fisiche insomma che derivano da un malessere nello stato d'animo. ovvio, no? cose psicosomatiche. normale.

consideriamo adesso una cosa: e cioè che visto che siamo noi stessi a caricare questa o quell'area del nostro corpo in risposta a certi stimoli emotivi, non c'è dubbio che noi sappiamo benissimo quali sono questi percorsi sensazioni-tensioni-parti del corpo, cioè che noi conosciamo perfettamente, anche se in modo forse non del tutto cosciente, quali zone di noi sono associate ai nostri stati d'animo e alle nostre emotività.
ci sono associazioni innate tra emozioni e parti del corpo ed è per questo che il linguaggio simbolico del nostro corpo è valido per tutti noi.
questo perché ciò che sentiamo è registrato e immagazzinato in aree specifiche e noi siamo abituati ad associare istintivamente queste parti a quello stimolo emotivo.

ma se adesso parlo di linguaggio simbolico non intendo i simboli tipo il cuore per dire "ti amo" (anche se, in realtà anche questo simbolo viene da un discorso simile: se amo batte il cuore, quindi il cuore è il termometro dell'amore. allo stesso modo gli egizi scrivevano "bellezza" rappresentando nel loro geroglifico il disegno di uno stomaco perché sentivano la sensazione di bellezza prendere allo stomaco).
il linguaggio simbolico di cui parlo è un linguaggio dei simboli subliminali, dei simboli inconsci.
il linguaggio usato dall'occulto, dalla magia, dalla psicoanalisi, dalla saggezza popolare e dal lessico tradizionale.
anche la tradizione linguistica rispecchia questi simboli perché spesso capita che manca una parola specifica per descrivere qualcosa che si sente dentro e quindi si ricorre a una descrizione fisica.
per parlare di cose che proviamo finiamo per descrivere delle cose fisiche: "quella persona non mi va giù, non la digerisco". "stai sopportando troppo". "mi sto facendo venire la bile per questa cosa". "ho un cerchio alla testa". "lo dico con tutto il cuore". "cuore in gola". eccetera eccetera.
queste associazioni logiche di sensazioni emotive a parti del corpo sono assodate e i termini usati per descriverle sono essi stessi una prova di questa connessione evidente e universale.
noi tutti abbiamo un linguaggio simbolico tra mente e corpo e questo vocabolario fisico è lo stesso linguaggio che usano i sogni.

i sogni si esprimono e si sviluppano attraverso una successione di sensazioni corporee e di visioni che non hanno spesso un significato logico bensì hanno un valore subliminale, inconscio.
sognare che cadono i denti o che le mani toccano la terra, nei sogni significa qualcosa di specifico che richiama la sensazione che è associata a quell'esperienza.
il sogno ha sempre un messaggio profondo celato dietro alla successione di sensazioni ed immagini, ma il modo di inscenare questo messaggio è attraverso una serie di situazioni che richiamano stati d'animo che sono la chiave di lettura del significato che ci viene presentato.

ma cos'è il subconscio? cos'è il messaggio del sogno? da dove viene? chi è che manda messaggi con i sogni? chi è che usa questo linguaggio del corpo?
in fondo mica stiamo parlando di individui diversi, no? signor Corpo che si dedica a risvegliare sensazione per mandar messaggi a signor Mente e mr. Mente che di notte si diverte a guardare il cinema dei sogni fatto da mr. Corpo. stiamo sempre parlando di un solo individuo. ma quindi chi comunica con "noi" attraverso messaggi profondi provenienti dal subconscio che si sviluppano in sensazioni e emozioni?
ebbene io dico che, siccome questo subconscio parla con messaggi di sensazioni e visioni di emozioni corporee, il subconscio altro non è che il nostro corpo.
il nostro corpo sa quali tensioni sconquassano la nostra esistenza perché le riceve tutte e le raccoglie in punti specifici. il corpo risente dei nostri stati d'animo e l'associazione sensazione-tensione di un'area non è un meccanismo a una sola direzione bensì può essere ripercorso al contrario. ed è quindi quando la mente si spegne, nel sonno, che il nostro corpo parla il linguaggio profondo del nostro essere, il linguaggio delle sensazioni e delle emozioni, fatte scattare in modo inverso per mandare un messaggio alla nostra mente.

il linguaggio subliminale e il linguaggio dei sogni quindi altro non sono che lo sviluppo dell'intelligenza corporea che è in noi. quei desideri fisici, profondi, quelle paure represse, quelle memorie caricate dentro tensioni che la mente non riesce a sciogliere, tutte queste cose che il corpo sa vengono poi rappresentate alla mente attraverso il processo associativo inverso tensione corporea-sensazione emotiva.
il corpo nel sogno si attiva e la testa riceve messaggi profondi, fisici.

i messaggi dei sogni sarebbero il linguaggio del corpo, il nostro subconscio sarebbe la volontà del nostro fisico, l'istinto è l'azione memorizzata nel nostro corpo e il linguaggio comune tra mente e corpo è il linguaggio simbolico perché è il processo di connessione normale tra emozioni processate dalla mente e associate a situazioni concrete e le sensazioni registrate e immagazzinate nel corpo.

e infondo, anche se può sembrare strano immaginarsi una intelligenza corporea come un tipo di coscienza (o subconscienza... subconscio...) perché no, in fondo? i neuroni sono cellule derivate da cellule come tutte le altre e ok, si, hanno le sinapsi eccetera eccetera, ma fondamentalmente sono tipi di cellule come le altre. e se quindi queste cellule, i neuroni, sono potenziate per collegare messaggi e generare processi logici, perché non può essere che in un modo meno strutturato, più rudimentale, le altre cellule del corpo non possano fare lo stesso?
i nervi, le connessioni neuronali non sono solo celebrali, forse tutti i gruppi di cellule possono sviluppare un tipo di memoria, di processo mentale anche se non logico.
forse l'istinto, il subconscio, i sogni non sono altro che il pensiero del nostro corpo.

il corpo ci parla per simboli
è il suo lessico.
ascoltiamolo.

holy media!

1- in oral tradition the the most holy and powerful thing in the universe was the word!
in the beginning was the word... the word creates worlds and gives sense to reality. the word has power and controls the phenomena.

2- in a second step, when the writing became so important and so powerful, so mighty in the hands of the elite and so magical and incomprehensible for the poor people, the most holy thing in the universe became the book! the holy books written by god started to infest the world.

3- if you see in historical terms the era of new media (not only oral, not only writings) has just been born. but if everything that's the most powerful tool of communication becomes sooner or later the most holy thing in the universe for religions, have we to suppose that the next generations of holy things would be televisions? computers? i-phones? internet? whatsapp?

get ready for the new era: crusades to defend the holy screen of the only real television-show! or something like that.

God Google, you who knowest everything (and who answerest to human beings, thing that is not common for the traditional gods...) please give us the answer to this troubling question!!

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...and on the other hand, religions are not wrong when they consider the media to be so important and holy: they are really the creator of the reality as we know it!

absurd idea for an impossible city

why all city centres have to be a very dense maze of houses and alleys or a huge organized chess board of wide avenues and high skyscrapers? If I should invent a new city centre I would put a big garden in the middle of all the town: a green lung for all the people, the centre park.


ok this is not such a new idea and it isn't something so strange, indeed there are cities like this. but I'm now imagining an absurd town! a town existing only in the dreams of a child. with some strange rhetorical organization and a special symmetrical plan... like in the legendary stories of atlantis....
So let's now imagine a huge park that's the centre of the town, and let's think about a radial disposition of all the streets, like the drawing of the sun: the labyrinth of the tarmacked lines would be like a tissue pointing to a theoretical centre. the centre, of course it's in the middle of the park. and what's the centre? a big statue! a metal statue! the goddess of the city! the dweller of that place, the ruler of the human community.


the statue would be inserted in the grass as if the green soil would be a sort of water level in which the goddess is submerged. all around a thick forest would protect her, but near to her body an open and flat field of green land will surround her. the people of the town would often go to the huge statue to meet the immense mother of the place, the giant origin of the city.
her arms and legs are below the earth holding the foundations of the town, her heart is green, her body is metal and her hair is... tarmac! her hair is falling down in the grass and spreading radially to the horizon. this is the origin of all the streets of the town! here in these streets there are no cars, of course. only young people running, playing, skating and jogging.


yes I know, it's just an absurd idea for an impossible city centre.
but it's crazy! isn't it?

Friday, 31 January 2014

LA MALDAD DENTRO

la maldad te entra dentro el cuerpo


mira y lee bien lo que está escrito dentro la cabeza de este hombre, dentro su corazón, dentro sus brazos...

stati a metà

curiosità geografica:
quali sono gli stati che hanno parte del proprio territorio a cavallo tra due continenti?
eccoveli evidenziati in rosso!
sono solo 7! ma questo in senso molto generale, vedendo una cartina in modo molto approssimativo... in realtà volendo essere molto più precisi e dettagliati la cosa è ben più complessa! a guardare bene scopriremmo allora che ci sono altri stati a cavallo tra america e oceania, tra asia e africa, tra europa e il resto del mondo! ecco allora che controllando le isole e le colonie di questo o di quello stato il numero di paesi con pezzi di territorio a cavallo tra piú continenti aumenta: in realtà sono ben 19! dodici in piú!


si capisce che c'è anche la famosa questione di dove sono i confini reali di continenti come l'europa e l'asia, l'oceania e le americhe... ma insomma... io ho contato questi!

neologismo 12

relating to a person whose simultaneously handled performances are less effective than the results of the normal activities made by anyone in the world.

HALF-TASKING

example: "I didn't give you two things to do just because I knew you were not a multitasking person but now that I relise that you aren't able either to do one of them I have to admit you're rather a half-tasking guy"

caballero


parque de la destrucción

yo soy un famoso catastrofista. en el sentido que me encanta imaginar la destrucción, adoro las ruinas y me fascinan las cosas derrocadas.
a lo mejor este tipo de atracción hacia la decadencia o hacia la destrucción no será algo común a todo el mundo pero mucha gente no podrá negar que las ruinas tienen un tipo de belleza especial una especie de maravilla, un encanto llamativo o imaginativo.
esto es muy normal: las ruinas de los templos egipcios o tailandeses son maravillosas, moverse por roma, estanbul o subir al macchu picchu tiene una increíble fascinación.  pero en esos casos que acabo de poner como ejemplo hay un factor importante: el drama de los acontecimientos que produjeron esas ruinas están olvidados, asimilados y pacificados por la historia.
la gran muralla no "duele" por todos los muertos de las guerras que dieron origen a su construcción, ni las pirámides nos atormentan con el recuerdo del sufrimiento de todos los esclavos que trabajaron en ella.

hay en cambio algunas destrucciones que se han producido más recientemente en la historia y que representan de alguna manera heridas abiertas y no sanadas para la gente que ahí vivía.
más de una vez me encontré en algunos de estos sitios.
lugares como l'aquila (completamente destrozada por un terremoto de un día al otro), belchite (ciudad arrasada por la guerra civil española), prácticamente todas las ciudades de angola (arruinadas por una guerra que no paró nunca durante 40 años)...
todos estos son lugares evidentemente dramáticos, pero hay un lugar en concreto que me hizo reflexionar de manera muy especial sobre el tema de la destrucción y este sitio es varsovia.

varsovia es una ciudad que fue completamente arrasada por los alemanes. sistemáticamente fue bombardeada y destrozada para que no quedara nada de la ciudad antigua (una ciudad que era preciosa, como demuestran las fotos y las grabaciones de antes del 1945).
resulta que cuando la guerra acabó los habitantes de varsovia se encontraron con una inmensa ruina de su propria querida ciudad. lo que hicieron fue reaccionar de dos maneras: reconstruir el centro de la ciudad como era antes de la destrucción y el resto de la ciudad construirlo de nuevo encima de las ruinas de la ciudad antigua según un plano completamente nuevo y moderno (soviético, en este caso).

varsovia me dio mucho de pensar porque para mi es un símbolo clásico de las dos típicas reacciones que la colectividad da instintivamente a una destrucción instantánea e inesperada:
1- volver a construir todo como era antes.
2- construir todo de nuevo olvidándose de como era la ciudad antes.
en circunstancias parecidas estas dos reacciones siempre se manifiestan (ejemplos hay muchos: las torres gemelas es uno de ellos, o la misma l'aquila en italia de la cual ya hablé).

antes de pasar por varsovia creía que estas fueran las dos únicas reacciones posibles a una herida de este tipo, pero en la capital polaca se aplicaron las dos y las dos resultan un fracaso rotundo. porqué todo el mundo sigue pensando a varsovia como la ciudad que era antes y no se identifican ni con la ciudad nueva ni con la reconstrucción falsa de la vieja. esto me dio de pensar...
en varsovia parece que la ciudad recordada (o imaginada) sea mas real de la ciudad construida. las imágenes de la ciudad antigua son en todo lado y la gente sigue explicándote la ciudad que era y no la que es. tan fuerte fue el trauma sufrido que en realidad el pasado, el 1945, no pasó sino que se paró, se quedó, como un fantasma, entre las calles de la ciudad nueva.
nadie en varsovia se siente de esta varsovia que tú como turista puedes ir a visitar. todos viven en una varsovia del recuerdo. una varsovia teórica.

por eso llegué a la conclusión que las dos reacciones típicas, las que escribí antes, son dos reacciones comprensibles pero al fin y al cabo erradas: eso porqué la reacción social a la destrucción de la ciudad me acuerda muchísimo la reacción personal a un trauma sufrido por un individuo, por ejemplo, se me ocurrió la reacción que podría imaginarme de parte de una mujer violada.
reconstruir la ciudad vieja me parece como si en este ejemplo la mujer negara lo que ha pasado y siguiera todo normalmente disimulando que nada hubiera acontecido mientras que la reconstrucción radical de la ciudad en cima de la vieja la asocio a un intento de reacción brutal en el cual la mujer va cambiando todo en su vida sin querer nunca más mirar nada de lo que hubo antes.
estas dos reacciones son comprensibles pero básicamente erradas porqué no son equilibradas y no aceptan la realidad de los hechos (por ser demasiado grande por ser asimilada).
en ambos casos no se consigue enfrentarse a lo que pasó y lo que se acaba haciendo es una instintiva huida de un hecho que se quiere negar.
varsovia vive representando, contando, intentando hacer ver como era la ciudad antes. su voluntad es la de hacerte entender el tamaño de la destrucción que sufrió, de la cual no consigue salir.
es por eso que llegué a la conclusión que, en lugar de reconstruirse o de construirse de una manera nueva intentando ocultar su destrucción varsovia sería mucho más feliz de mostrarse en toda su ruina: la prueba seca, total y sin salida de la herida que todavía sigue persiguiendo como un fantasma las mentes de la gente que la habita.

así que creo que como pasa en l'aquila o en otras ciudades destrozadas, en lugar de reconstruirlas de nuevo o de reconstruirlas como eran, la solución más respetuosa y más equilibrada, sería construir el nuevo centro al lado de las viejas ruinas y aceptar tan grande devastación como una prueba innegable de la historia, realizando un parque de las ruinas, visitable, nunca más ocultable.
mostrar la herida por lo que fue, construir pasarelas en medio de las ruinas, dejar que la vegetación se incorpore a lo que quedó al suelo. y lentamente sanar, curarse, recordar, aceptar la historia.



Thursday, 30 January 2014

COMO MATAR A UN ENEMIGO

como provocar la muerte de alguien de manera limpia y segura:

1- invitas a tu enemigo en un sitio central de Barcelona y lo llevas en algún ambiente frecuentado por catalanistas

2- de repente, escandalizado, miras a tu acompañante y pronuncias esta frase en voz alta: "OH! I AIXÓ? I PORQUÉ DIUS QUE EL CATALÀ ÉS UN DIALECTE DEL CASTELLÀ?"
3- a partir de aquí, dejas que las cosas sigan su camino: tu víctima será cuanto menos creíble cuanto más intente negar el hecho de haber pronunciado esta frase. mientras tanto los catalanistas enfurecidos empezarán la operación de linchamiento.
4- tu asesinato limpio y seguro ha sido cumplido con éxito. puedes volver a casa sin problemas.
  

nuove ultra-mappe

seguendo la serie delle ultra-mappe, ecco una nuova scarrellata di mappe surreali oltre il confine della geografia!

stati uniti - mappa antica

mappa fisica dell'africa

cartina geografica della cina

stati uniti - divisione per contee

americhe - imperi coloniali

pezzo di cartina politica del mondo

sud est asiatico - mappa antica

Monday, 27 January 2014

scotch decorativo

lo scotch si può usare anche per colorare dei disegni, in fondo, no?


a per metterne in evidenza alcuni rispetto a degli altri...



Friday, 24 January 2014

counter-colonization!

the comparison between the colonized territories and the territories of the colonizing metropolis is awesome! United Kingdom colonized almost 140 times its size! Portugal 115 times its own territory!
The Netherlands possessed an empire that was almost 90 times bigger than its own country! almost the same for Belgium that controlled an empire of 82 times its size! Denmark had "just" a 70 times bigger empire (most of which is still existent!). Spain with the excuse that its proper country is not that small had an empire that was only 40 times bigger that its proper land area. The same for France, only 25 times the size of proper France. Italy reached an empire of only 13 times its surface and Germany with its colonies didn't reach an area of 10 times the original country.

the data come from wikipedia article "list of largest empires"

These data represent the amount of violence and injustice necessary to create such huge empires. the abnormal disproportion of the sizes of land areas of the colonies and the metropolis is like a thermometer of the brutality of the colonizing countries during their own history.
and that is History, my friends.

but now what would happen if all the colonized countries should compensate all this historical violence by mean of colonizing a proportional part of their own metropolis? for sure they would possess just a small area of land, a very small compensation, but the political geography of western Europe would change completely in a very curious way.


we are not used to think that other countries can just take a part of Europe simply because they like to do it, but that's exactly what European countries did during all history!

if you weren't satisfied with the country that is now possessing your town or your region and you'd better prefer another one, don't worry: that's exactly the same sensation that the colonized populations of America, Asia and Africa have been feeling for centuries.

mobile phone sleeve

Now a day technology is part of our normal life. Connection is so common that someone who forgets his mobile phone at home could probably have a mental breakdown or an epileptic crisis in a few minutes.
In the train stations, in the bus stops or in the airports, people simply cannot stay without their whatsapp messages or their connection to facebook. Even in the bar, with the friends, the mobile device has always to be at hand! 
the vision of people touching their flat mobile screens is so common and present everywhere that realizing that there's nothing that helps people to have their mobile phone always at hand is almost absurd!!!
but that's the reality! nothing! nobody thought a system to keep your mobile phone near to your fingers!
so.... here there's the solution! finallyyyyyyyyyyy!!!
I show you now: the Mobile Phone Sleeve!
this sleeve is a usual sleeve but it ends with a special pocket with the dimension of your device. you insert your mobile in the pocket and you close the button. now your mobile phone is near its usual position in the palm of your left hand.
when you're not using it there's no problem: it would stay near but not in your hand. you can make your normal activities without caring about it. it's just when you seize it that you can use it normally.


there's also another detail: it's a soft protection that covers the screen.
it's just a part of the tissue exactly like the rest of the sleeve, but it has some weight so when your arm is down (that means you're not using your mobile) the protector is "closed" protecting the screen; on the contrary when your arm is up (probably because you want to use your device) the tissue protection will fall down uncovering the screen.


it's just an idea.
it's just strange that there's nothing really designed to have this tool close to the hands of the people who use it so often in any place!

Thursday, 23 January 2014

sistema numérico

mirando un poco las páginas de mi viejo libro sagrado (del cual mostré algunos escaneos en el post aquí abajo: ritrovamento misterioso) me recordé de un sistema numérico que se me había ocurrido y que tenía la peculiaridad de proceder de un sistema lógico y no simplemente gráfico-arbitrario.

el sistema personal de números que me inventé hace mucho tiempo venía de la manera que se utiliza especialmente en ambientes científicos para registrar cantidades significativas de cosas que hay que contar unidad por unidad. es un sistema que economiza espacio ya que 10 números se escriben dentro del mismo cuadradito de cuaderno.
es un sistema que añade una pequeña linea a cada unidad y solapando las lineas finalmente completa el cuadradito al llegar a la cantidad de 10 unidades según la imagen aquí abajo.


bueno, no explicaré en detalle este sistema que se conoce ya.
pero ya que me gustaba la idea de esta manera de "escribir números" mi personal sistema numérico se generó a partir de los dibujos del cuadradito.
de esta manera:


la explicación de como el signo gráfico del cuadradito se convirtió en mi número no la voy a explicar, no hace falta. o se entiende o no se entiende.
procede de esta serie de símbolos, nada mas. me pareció bien así y para mi la asociación lógica visual existe. no digo que sea visible para todos. pero da igual.
de todas maneras es así que me inventé mis numeritos y aquí abajo los tenéis todos, del 1 al 10.


ritrovamento misterioso

direttamente da un passato lontano...

¿qué representa el I.V.A.?

el I.V.A. es una tasa que quiere decir Impuesto al Valor Agregado y sin ser falsamente hipócrita es una tasa que está pensada y realizada para activar la economía y promover la circulación del dinero con grandes beneficios de la colectividad.
El beneficio de la colectividad. obviamente, está medido tan solo en términos de dinero (y aunque el tiempo es dinero, en este caso el tiempo que se pierde para seguir los procedimientos del I.V.A. no está calculado en este valor) y además, como es evidente, es un beneficio en valores estadísticos, haciendo una media entre todos y no necesariamente es beneficioso en términos individuales.

ahora, hasta aquí todo bien, no digo nada nuevo. ni quiero decir algo increíble y novedoso.
la ley del I.V.A. es así y no miente. lo que se propone, lo hace.
lo que aquí quiero hacer es ver esta tasa de otro punto de vista. ¿qué es realmente esta tasa del I.V.A.?

la tasa del I.V.A. podría tranquilamente llamarse T.S.C.M. o sea Tasa Sobre el Capitalista Malo o también (es lo mismo) Tasa Sobre el Consumidor Moderado.
Eso porqué lo que hace el I.V.A. es hacerte pagar una cantidad de dinero al estado que se te va a devolver tan solo en el caso de que compres mucho y de consecuencia se te reduzca, se anule el valor a pagar o incluso se te dé dinero.
el hecho que el procedimiento de pago sea de alguna manera un pago "virtual" al que hay que restar una devolución sucesiva, no quita que se trata de una forma de tasa. de pago. en positivo o en negativo.
en detalle ¿quién paga y quién cobra?
paga quien no compra y cobra quien compra.
eso quiere decir que el I.V.A. es tan solo una tasa proporcional al hecho de que tú seas o no un buen consumidor. si no eres buen capitalista pagas una multa. si te portas como buen capitalista en cambio se te premia.
pero el I.V.A. a mis ojos no es otra cosa que una simple multa para estar tranquilo en tu casa sin necesidad de comprar compulsivamente cualquier cosa.

el I.V.A. practicamente es el I.T.C.P. o sea el Impuesto a la Tranquilidad de Comprar Poco.
y para mi es algo especialmente odioso no solo por la manera fanática e invasiva de multar a la gente simplemente por elegir uno u otro estilo de vida que no sea hiper-consumista, sino que es extremadamente injusto por cargarse sobretodo sobre la gente que menos tiene, ya que (es obvio) él que menos puede comprar es él que menos dinero tiene y en el caso del I.V.A. él que menos compra es él que más paga.

añado aqui una última nota de odio total al I.V.A.:
odio este impuesto también porqué obliga a perder muchísimo tiempo en la auto-declaración de las facturas, imponiendo una atención extremada a las cantidades de dinero, a los gastos, a los números. obligando a estar siempre pendientes del tema "dinero" en perfecta filosofía capitalista.

en mis sueños de un mundo perfecto la primera tasa a quitar sería la I.V.A.

ODIO!

canzone sulla vita

l'altro giorno mi immaginavo una canzone che trattasse delle fasi della vita.
la particolarità però starebbe nel fatto che ogni fase segue una proporzione cronologica nella canzone ed è cantata da una voce di un cantante in quell'età specifica e la musica segue l'atmosfera dell'età.
così la canzone inizierebbe con dei versi di bebè in un'atmosfera di sorpresa.
la voce di un bimbo in un 'atmosfera giocosa, poi un ragazzo sopra una melodia energica, un uomo in una canzone un po' più seria e definita, scivolando poco a poco su una melodia più melancolica cantata dalla voce di un vecchio.

evidentemente na cazzata.

in ogni caso mi viene qui da aggiungere che la vita è come una canzone, come una musica: un misto di ritornelli e cose periodiche che danno il ritmo e l'unità, miste a una serie di variazioni sul tema e di fasi diverse, ritornelli, strofe, assoli...
insomma c'è a chi piacciono le canzoni più lente e monotone e chi invece preferisce le canzoni piene di variazioni e di cambi di melodie.
ognuno si sceglie il ritmo e la melodia che più gli piace.

me par ben.

Tuesday, 21 January 2014

all the earth in one ocean!


all the extension of all the land areas of our planet is less than the surface of the pacific ocean, did you know that? it means that we can easily put together all the continents in that area and leaving the rest of the planet free. a sort of new pangea! look at that! 


and this also means that in a traditional representation of the world common to the european way of drawing it the real extension of the waters in our planet could be represented proportionally in this way... interesting, not?



the necessary deformations of the continents inside the shape of the pacific ocean have been made with the software called Alterntive World Map Creator