Thursday, 2 February 2017
lampião
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cristo non serve!
Il titolo di questo post non vuole necessariamente essere provocatorio: non voglio entrare in discussioni sterili su opinioni indimostrabili sull'utilità della religione o meno; sto invece cercando di immaginarmi cristiano e di capire, sotto quest'ottica, quale è stato lo scopo mistico e di redenzione di questa mossa strategica di dio di inviare il proprio figlio (sé stesso) sulla terra (il foco centrale e la simbologia fondamentale di tutte le religioni cristiane). Beh, la risposta è:
Gesù Cristo non serve!
O meglio, Gesù è un elemento totalmente secondario o inutile nella visione del mondo di un cristiano. Paradossalmente il cristiano dovrebbe prescindere dalla figura di Gesù.
Perché?
Vediamo chi è Gesù:
Gesù è il figlio di dio, generato ma non creato della stessa sostanza del padre, venuto al mondo in redenzione dei peccati dell'umanità e per spiegare al mondo la vera parola di dio padre.
Quindi è necessario che dio mandi un figlio (o se stesso, se vogliamo) nel mondo, per soffrire, e per capire quanto è dura la vita dell'uomo? No. Per un cristiano dio è onnisciente per cui non ne ha bisogno. Forse si può dire che lo fa per mettersi a livello dell'uomo, per essere presente nel creato e per non essere una entità superiore astratta e lontana dai problemi del mondo. Ok, accettiamo, ma perché apparire solo ad un certo punto della storia dell'umanità? perché non dall'inizio? perché non continuamente, allora? Come caso unico e isolato Gesù può anche essere letto come un atto di "umiltà e empatia" di dio, ma non ha nessun valore in termini di visione cosmologica e metafisica della religione. Sembrerebbe piuttosto un tentativo (piuttosto mal riuscito), una prova indecisa di intervenire nella storia dell'umanità. Ma dio non è già onnipotente? Non si manifesta già, costantemente, nella storia dell'umanità? Un cristiano dovrebbe credere che è così: i miracoli sono esempi di interventi divini nella storia dell'uomo e sono presenti in ogni momento storico. Dovremo dunque arrivare alla conclusione che Gesù è semplicemente un miracolo tra i tanti, quindi "niente di veramente speciale". Niente che modifichi la visione di un dio, dell'aldilà, del creato e di perché si esiste, cristiamanente pensando. Ma c'è chi argomenterebbe che l'avvento di Gesù è avvenuto per riportare l'uomo sulla retta via della vera fede verso dio padre (deviata in modo truffaldino dai rabbini ebraici). Questo, ammettiamo, dall'ottica cristiana, potrebbe essere un punto ineccepibile, se non fosse per il semplice fatto che però tutto ciò contro cui si scaglia Gesù è esattamente ciò che è la chiesa, per cui un cristiano non dovrebbe accettare le chiese cristiane in genere, cosa che è un paradosso. Se poi vediamo che non esiste un solo tipo di cristianismo, ma esistono mille chiese e sette diverse che interpretano il messaggio di Gesù in modo diverso, allora capiamo che l'avvento di Gesù ha mostrato ben poco chiaramente quella retta via (la retta via cristiana spesso è stata confusa con impalamenti, martiri di eretici, crociate e roghi di streghe...). Mi rendo conto che quest'ultima affermazione possa sembrare provocatoria: in effetti gli errori interpretativi degli uomini non hanno nulla a che vedere con il messaggio originale di cristo. Vero, ma se accettiamo il libero arbitrio dell'uomo (fondamento ideologico cristiano) e l'errore interpretativo degli uomini (imperfetti per definizione), allora dobbiamo anche ammettere che la strategia di inviare una sola volta nella storia dell'umanità un figlio che spiega una cosa che però verrà per forza malinterpretata (e dio lo sa, tanto che egli è onnisciente) è una strategia un po' debole e inutile: ovvero se Gesù non ha il potere di modificare la storia, Gesù non è poi così importante nel creato, no? Ma sicuramente un buon cristiano direbbe che Gesù è venuto a spiegare la parola di dio e tutto è scritto nei vangeli e chi ha orecchie per intendere entra nella schiera dei giusti che andranno in paradiso. Vorrei solo far notare che la parola di Gesù non è di Gesù, ma di 4 apostoli (uomini e imperfetti) che scrissero e interpretarono in modo a volte molto diverso le parole di Gesù, percui le parole di Gesù sono di seconda mano, almeno. Il vangelo non è la parola di dio, ma l'interpretazione umana di essa, nel migliore delle ipotesi. Ad ogni modo dire che Gesù abbia portato la luce sul misterioso messaggio d'amore di dio è abbastanza un eufemismo: prima gli ebrei credevano che dio era unico e che (in un modo un po' originale, a modo suo e un po' selettivamente) amava l'uomo. Dopo l'arrivo di Gesù, un dio che è uno ma che è anche tre (dio, gesu e quella cosa che pochi capiscono che è lo spirito santo) si fa padre (e figlio) di un uomo (ma anche dio) figlio di una madre vergine, che spiega la parola di dio (la stessa degli ebrei?) finendo per morire (ma rinascere?) lasciando 4 versioni dei suoi insegnamenti ai posteri.
Diciamo che la chiarezza non sembra essere una virtù di questa religione.
Ad ogni modo, anche accettando questi misteri, è servito l'avvento di Gesù? Il mondo è cambiato in meglio? No. c'è stato un miglioramento anche momentaneo nell'umanità (o almeno solo nella vita dei cristiani, storicamente)? No. È dunque servito questo avvento del figlio di dio? No.
Serve dunque adorare Gesù? Direi di no.
Si può dire che Gesù è giunto per togliere i peccati dal mondo, ma stiamo parlando dei peccati comuni e correnti dell'umanità? beh, sembrerebbe proprio di no, visto che sono tutti vigenti nella storia e in ogni luogo del mondo. Allora forse si parla del peccato originale! Ma se sei cristiano, sai benissimo che il peccato originale è ancora tutto là, in ogni uno di noi. Forse si toglie con il battesimo, ma non è certo Gesù che ci battesima, percui Gesù è prescindibile, basta un prete, o un rito, una cerimonia, un po' di acqua santa.
Ma sarà che è grazie a Gesù che, mangiando il suo corpo e bevendo il suo sangue, evitiamo mali peggiori? Potremmo anche credere questo, ma solo se non guardassimo come stanno le persone che non fanno questo rito (che vivono esattamente come i cristiani, stessi problemi e stesse gioie) o se non ci confrontassimo con altre epoche pre-cristiane (in cui le cose andavano esattamente come adesso, in termini di problemi sociali, problemi politici, massacri e guerre).
E quindi ecco, non voglio dire a chi vuole credere a Gesù Cristo che deve non crederci, voglio solo far capire che Gesù è una figura prescindibile rispetto al messaggio cosmogonico e mistico del cristianesimo, in cui tutte le risposte alle questioni serie sui misteri dell'esistenza (tipo: perché esisto? perché esiste l'universo? chi ha creato l'universo? a che scopo? c'è vita dopo la morte? e cosa succede dopo la morte?) sono spiegato attraverso la figura di dio e non di Gesù, che è piuttosto un semplice messaggero con scarsi risultati ribadisce cose più alte, ben chiare a tutti i religiosi, sia prima che dopo il suo avvento. La sensazione è che Gesù abbia apportato più confusione che chiarezza sulla questione di chi è dio e perché esiste l'uomo.
Le sue spiegazioni solo confermano le idee di prima, ma il fatto che le abbia pronunciate lui ha generato confusione sulla figura di dio, sulla vita e la morte, portando incomprensione, discordia e guerre tra i popoli.
Essendo dio onnisciente, avrebbe anche potuto realizzare un miracolo più efficace.
Ma sento già l'ultima difesa della retorica cristiana: dio mette alla prova la nostra fede ed è dandoci il mistero di Gesù che noi dobbiamo fare la nostra parte nell'accettare o no il messaggio di dio.
Sarà, ma questo poteva farlo lasciandoci i rabbini con interpretazioni mezzo deviate del messaggio di dio, la prova sarebbe stata ugualmente complicata e difficile.
Insomma, nella religione cristiana, Gesù Cristo è una figura totalmente inutile.
Wednesday, 1 February 2017
neologismo-71
architetto che si dedica al design interno di navi e barche di lusso in genere
esempio: "ho visto un nuovo yacht bellissimo, ma vorrei adattarlo ai miei gusti, avrei proprio bisogno di un barchitetto per fare un progettino...!"
BARCHITETTO
esempio: "ho visto un nuovo yacht bellissimo, ma vorrei adattarlo ai miei gusti, avrei proprio bisogno di un barchitetto per fare un progettino...!"
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Ghigliottina sì, ma a scelta
È senz'altro triste e ingiusto, deplorevole e inumano, che l'1% della popolazione mondiale detenga più della metà della ricchezza del pianeta e che questa tendenza stia oltretutto accelerando.
So che non è bello essere radicali e violenti, ma ritengo che di fronte a cotanta ingiustizia una soluzione radicale di decapitazioni allo stile della rivoluzione francese sarebbe una cosa addirittura auspicabile.
In fondo che è più violento? Mantenere questa situazione attuale con milioni di morti all'anno per guerre di potere, denutrizione e altre ingiustizie globali reali oppure decapitare pochi responsabili di questi disequilibri sociali immani e garantire una vita degna alla popolazione del mondo rimanente?
OK, so che sto turbando le coscienze di alcuni lettori con queste frasi dure e violente (anche se l'inerzia e il silenzio è altrettanto violento), ma proprio per queste persone che non amano la cruenta visone del sangue e delle teste che rotolano per terra in piazza, ho ideato una soluzione soft alternativa:
La ghigliottina a scelta!
Ammettiamo per esempio che si arrivi a una seconda rivoluzione francese permanente nel quale il popolo pianta le ghigliottine in ogni piazza ed è ad ogni momento pronto a tagliare la testa ai ricchi. Bene, i ricchi ci sono e le ghigliottine anche, ma è pur sempre bene dare un'ultima possibilità a tutti, no? Allora facciamo così: si parla con il signor riccone, possessore di millemila trilioni di macrodollari, e gli si dice che ha la possibilità di evitare la ghigliottina in caso si accontenti di una parte piccola del suo patrimonio e che regali tutto il resto alla società civile, al popolo insomma.
Per non essere vendicativo inoltre io proporre i le seguenti regole non del tutto umilianti per il riccone di turno:
- mantenere una ricchezza di un milione di euro.
- ricevere una pensione mensile vitalizia di 10mila euro al mese per lui, 8mila per il coniuge, 6mila per i figli, 4mila per i nipoti e 2mila per 25 persone a scelta parte dei suoi amici.
- scegliere una delle proprie case e mantenerla come propria residenza. Tutte le altre proprietà passano alla popolazione.
- tutte le attività produttive sono confiscate e nazionalizzate a favore del popolo, ma non viene vietato al riccone di ricominciare una nuova attività lavorativa nel caso avesse intenzione di dedicarsi a questo.
Mi sembrerebbe sufficientemente dignitoso come compromesso, che ne dite? E anche se sembra molto il denaro da investire pubblicamente su questo soggetto e tutto il suo entourage, in realtà questo sarebbe soltanto una percentuale minuscola del patrimonio originale di quel riccone e quindi un grandissimo profitto per la collettività.
Ma occhio però! Non finisce qui!
Abbiamo concesso al riccone una chance, ma non significa che le ghigliottine si smontino: restano là in piazza, pronte a tagliare la testa di chi voglia essere più ricco di quanto descritto là sopra.
Percui il riccone che perseveri in voler superare la quota di 1 milione di euro verrà di nuovo sottoposto alla stessa scelta.
Una, due, tre, quattro, cinque volte.
Dopo la quinta però... Te la vai proprio a cercare! La decenza non ti basta? Vuoi l'opulenza a scapito della collettività? Beh, siamo pur sempre sotto una rivoluzione! E quindi... Decapitato!
Zak!
So che non è bello essere radicali e violenti, ma ritengo che di fronte a cotanta ingiustizia una soluzione radicale di decapitazioni allo stile della rivoluzione francese sarebbe una cosa addirittura auspicabile.
In fondo che è più violento? Mantenere questa situazione attuale con milioni di morti all'anno per guerre di potere, denutrizione e altre ingiustizie globali reali oppure decapitare pochi responsabili di questi disequilibri sociali immani e garantire una vita degna alla popolazione del mondo rimanente?
OK, so che sto turbando le coscienze di alcuni lettori con queste frasi dure e violente (anche se l'inerzia e il silenzio è altrettanto violento), ma proprio per queste persone che non amano la cruenta visone del sangue e delle teste che rotolano per terra in piazza, ho ideato una soluzione soft alternativa:
La ghigliottina a scelta!
Ammettiamo per esempio che si arrivi a una seconda rivoluzione francese permanente nel quale il popolo pianta le ghigliottine in ogni piazza ed è ad ogni momento pronto a tagliare la testa ai ricchi. Bene, i ricchi ci sono e le ghigliottine anche, ma è pur sempre bene dare un'ultima possibilità a tutti, no? Allora facciamo così: si parla con il signor riccone, possessore di millemila trilioni di macrodollari, e gli si dice che ha la possibilità di evitare la ghigliottina in caso si accontenti di una parte piccola del suo patrimonio e che regali tutto il resto alla società civile, al popolo insomma.
Per non essere vendicativo inoltre io proporre i le seguenti regole non del tutto umilianti per il riccone di turno:
- mantenere una ricchezza di un milione di euro.
- ricevere una pensione mensile vitalizia di 10mila euro al mese per lui, 8mila per il coniuge, 6mila per i figli, 4mila per i nipoti e 2mila per 25 persone a scelta parte dei suoi amici.
- scegliere una delle proprie case e mantenerla come propria residenza. Tutte le altre proprietà passano alla popolazione.
- tutte le attività produttive sono confiscate e nazionalizzate a favore del popolo, ma non viene vietato al riccone di ricominciare una nuova attività lavorativa nel caso avesse intenzione di dedicarsi a questo.
Mi sembrerebbe sufficientemente dignitoso come compromesso, che ne dite? E anche se sembra molto il denaro da investire pubblicamente su questo soggetto e tutto il suo entourage, in realtà questo sarebbe soltanto una percentuale minuscola del patrimonio originale di quel riccone e quindi un grandissimo profitto per la collettività.
Ma occhio però! Non finisce qui!
Abbiamo concesso al riccone una chance, ma non significa che le ghigliottine si smontino: restano là in piazza, pronte a tagliare la testa di chi voglia essere più ricco di quanto descritto là sopra.
Percui il riccone che perseveri in voler superare la quota di 1 milione di euro verrà di nuovo sottoposto alla stessa scelta.
Una, due, tre, quattro, cinque volte.
Dopo la quinta però... Te la vai proprio a cercare! La decenza non ti basta? Vuoi l'opulenza a scapito della collettività? Beh, siamo pur sempre sotto una rivoluzione! E quindi... Decapitato!
Zak!
Tuesday, 31 January 2017
etimologia-27
PAZIENTE
In gergo medico il termine paziente viene dal fatto che stare volontariamente ad aspettare il trattamento di un medico pronto a pungere con siringhe, tagliare con bisturi, trapanare i denti e chissà quante altre cose sgradevoli, veniva considerato come un atto di pazzia. Dal'idea di "ente soggetto a follia" e cioè "ente pazzo", deriva la voce "pazzo-ente" trasformatasi poi in "paziente",
In gergo medico il termine paziente viene dal fatto che stare volontariamente ad aspettare il trattamento di un medico pronto a pungere con siringhe, tagliare con bisturi, trapanare i denti e chissà quante altre cose sgradevoli, veniva considerato come un atto di pazzia. Dal'idea di "ente soggetto a follia" e cioè "ente pazzo", deriva la voce "pazzo-ente" trasformatasi poi in "paziente",
cosmogonia
Un dio primogenio, in un tempo più antico del tempo stesso, creò dal vuoto cosmico un universo anteriore al nostro, parallelo, forse perfetto, cristallino, racchiuso nell'infinità del vuoto cosmico.
durante infiniti millenni il dio contemplò quel suo universo, unico, spazio nel quale manifestarsi dentro al vuoto infinito.
Un giorno il dio, immerso nel suo universo, ignaro di essere circondato dal vuoto inconcepibile fuori di esso, guardando fuori dal suo mondo, verso il vuoto onnipresente, vede una dea, anch'essa vagante nel vuoto esterno da infiniti millenni, creatrice di un altro universo, diverso, forse perfetto, generato in un tempo più antico del tempo stesso.
Il dio si innamora della dea.
Cerca le parole per esprimere quanto la ama, ma le parole non esistono.
Allora, inventando nuove parole, intona un canto per descrivere il suo amore per lei.
Questo canto, questa ricerca delle parole, sempre inadeguate e troppo piccole per esprimere il suo amore, è il nostro universo.
Alcuni dicono il mare è quando lui descrive la bellezza misteriosa di lei, il cielo è quando lui descrive i suoi propri sentimenti e parla di sé, e la terra è quando lui parla di loro due e della loro unione.
durante infiniti millenni il dio contemplò quel suo universo, unico, spazio nel quale manifestarsi dentro al vuoto infinito.
Un giorno il dio, immerso nel suo universo, ignaro di essere circondato dal vuoto inconcepibile fuori di esso, guardando fuori dal suo mondo, verso il vuoto onnipresente, vede una dea, anch'essa vagante nel vuoto esterno da infiniti millenni, creatrice di un altro universo, diverso, forse perfetto, generato in un tempo più antico del tempo stesso.
Il dio si innamora della dea.
Cerca le parole per esprimere quanto la ama, ma le parole non esistono.
Allora, inventando nuove parole, intona un canto per descrivere il suo amore per lei.
Questo canto, questa ricerca delle parole, sempre inadeguate e troppo piccole per esprimere il suo amore, è il nostro universo.
Alcuni dicono il mare è quando lui descrive la bellezza misteriosa di lei, il cielo è quando lui descrive i suoi propri sentimenti e parla di sé, e la terra è quando lui parla di loro due e della loro unione.
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meridiana numerica
Immaginate un arco di un certo spessore al centro di una piazza.
Quest'arco presenta dei fori speciali: questi buchi sono a forma di numero e passano attraverso lo spessore dell'arco con una certa inclinazione.
Ovviamente l'inclinazione è calcolata e, per la precisione, è l'inclinazione dei raggi solari allo scoccare di una certa ora del giorno.
Così alle 7 di mattina i raggi del sole, inclinati come sono alle 7 di mattina, passano perfettamente attraverso il foro a forma di 7 e proiettano sulla striscia d'ombra dell'arco un luminoso numero 7 di luce.
Stessa cosa vale per la luce alle 8 del mattino che passa attraverso il foro a forma di 8 con l'inclinazione del sole delle 8 e proietta un 8 luminoso sulla fascia d'ombra.
E così via.
Notate che, siccome ad ogni ora l'inclinazione del sole è diversa, la luce passa esattamente attraverso un foro specifico, ma oltre a questo, non passa attraverso nessun altro buco, visto che ognuno ha una inclinazione diversa.
Quanto più spesso è l'arco, tanto più precisa può essere la meridiana, arrivando, se si volesse a segnare addirittura i minuti di ciascuna ora.
L'idea perfetta, prevede di posizionare i fori sull'arco in modo da proiettare la luce del sole su un solo punto centrale della piazza, che è il luogo dove sempre appare l'ora esatta.
l'amore del parassita
...ma se in termini evolutivi l'amore, come sentimento, esiste allo scopo di far collaborare due individui per garantire la sopravvivenza della prole e quindi la continuità della specie...
un parassita "ama" la sua vittima?
un parassita "ama" la sua vittima?
italy region = city population
se prendiamo la popolazione delle regioni d'Italia e la confrontiamo con le statistiche ufficiali della popolazione delle maggiori centri urbani della terra e dell'europa, possiamo vedere quali sono le città che, da sole, potrebbero sostituire la popolazione di un intera regione italiana!!
curiosi?
ecco l'interessante risultato:
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etimologia-26
CAPITOLO
la parola capitolo si origina dalla tradizione educativa in uso anticamente in cui il maestro, dopo la lettura di ogni porzione significativa di un testo, si assicurava che gli alunni ne avessero inteso il significato proferindo la domanda rituale: "Avete capito questo pezzo di testo?" alla quale seguiva la risposta fissa da parte degli studenti che dicevano a voce alta: "capito l'ho!". Anno dopo anno questa risposta fissa relativa a porzioni finite di un libro divenne sinonimo della porzione stessa per cui si diceva: "ho appena finito di leggere un "capito-l'ho", da cui poi il termine moderno "capitolo".
la parola capitolo si origina dalla tradizione educativa in uso anticamente in cui il maestro, dopo la lettura di ogni porzione significativa di un testo, si assicurava che gli alunni ne avessero inteso il significato proferindo la domanda rituale: "Avete capito questo pezzo di testo?" alla quale seguiva la risposta fissa da parte degli studenti che dicevano a voce alta: "capito l'ho!". Anno dopo anno questa risposta fissa relativa a porzioni finite di un libro divenne sinonimo della porzione stessa per cui si diceva: "ho appena finito di leggere un "capito-l'ho", da cui poi il termine moderno "capitolo".
spanish regional populations
exactamente como hice ya en el caso de Italia, aquí se pude ver cuales son los estados que tienen una población igual a cada autonomía española. Interesante, no?
etimologia-25
EDIFÍCIO
Inicialmente os homens viviam em tocas ou em cabanas, depois começaram a construir casas mais complexas e complicadas. Nesta passagem entre as moradas mais simples e as mais complexas se origina o termo "edifício": quando alguém ia a construir uma cabana, os expertos deste tipo de construção tradicional diziam "não há problema, é fácil"; agora, quando alguém ia a querer construir uma casa em tijolos, com estrutura mais complexa e inovadora, os expertos em construção ficavam preocupados e murmuravam: "eeeeh, isso é difícil..." Com o passar do tempo essa expressão foi se normalizando e quando alguém ia a contruir uma casa, se podia dizer que ia a contruir um "é-difícil". Portanto foi assim que se originou a palavra "edifício", como transcrição substantivada da locução "é difícil".
Inicialmente os homens viviam em tocas ou em cabanas, depois começaram a construir casas mais complexas e complicadas. Nesta passagem entre as moradas mais simples e as mais complexas se origina o termo "edifício": quando alguém ia a construir uma cabana, os expertos deste tipo de construção tradicional diziam "não há problema, é fácil"; agora, quando alguém ia a querer construir uma casa em tijolos, com estrutura mais complexa e inovadora, os expertos em construção ficavam preocupados e murmuravam: "eeeeh, isso é difícil..." Com o passar do tempo essa expressão foi se normalizando e quando alguém ia a contruir uma casa, se podia dizer que ia a contruir um "é-difícil". Portanto foi assim que se originou a palavra "edifício", como transcrição substantivada da locução "é difícil".
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Monday, 30 January 2017
Italy's territorial switch
let's consider the previous post "Italy's regional populations" in which we associate to every Italian region the name of a country with the same population.
That's already quite interesting, but what about switching the territories of those countries in order to create a "new Italy" with the same population but... quite deformed in shape?
Here you have the answer
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etimologia-24
NEGÓCIO
Nos séculos passados o trabalho era principalmente a produção agrícola e estava realizado por mão de obra escrava. Em geral o trabalho era definido somente como a produção mesma e o negócio considerava-se ser a possibilidade de fazer dinheiro sem ter que trabalhar a terra.
O feito que o negócio fosse uma ocasião de se enriquecer sem ter que fazer trabalhar os escravos é a verdadeira origem da palavra mesma: de feito um bom negócio vem da ideia que essa atividade deixava o escravo no ócio por não ter que fadigar no campo. Na época os escravos eram tipicamente negros africanos, assim que o "ócio do negro", virou rapidamente a ser o "nego-em-ócio" e daí a o "nego-ócio" e finalmente à palavra "negócio", que quer dizer "o ócio do negro africano escravo".
Nos séculos passados o trabalho era principalmente a produção agrícola e estava realizado por mão de obra escrava. Em geral o trabalho era definido somente como a produção mesma e o negócio considerava-se ser a possibilidade de fazer dinheiro sem ter que trabalhar a terra.
O feito que o negócio fosse uma ocasião de se enriquecer sem ter que fazer trabalhar os escravos é a verdadeira origem da palavra mesma: de feito um bom negócio vem da ideia que essa atividade deixava o escravo no ócio por não ter que fadigar no campo. Na época os escravos eram tipicamente negros africanos, assim que o "ócio do negro", virou rapidamente a ser o "nego-em-ócio" e daí a o "nego-ócio" e finalmente à palavra "negócio", que quer dizer "o ócio do negro africano escravo".
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L'inesorabile mutare del significato
Sarebbe molto interessante leggere la pagina di un libro (magari uno di poesia) e poi cercare di riassumere ciò che voleva significare.
Dopo, diciamo, due anni, fai la stessa cosa con la stessa pagina del libro (di poesia?).
Dopo altri due anni, di nuovo la stessa cosa e così via.
Dopo 20 anni confronti i 10 riassunti che hai scritto e non ho dubbi che otterresti 10 spiegazioni diverse sul significato di quella pagina.
Forse sarebbe interessante fare la stessa cosa con una canzone.
Dopo, diciamo, due anni, fai la stessa cosa con la stessa pagina del libro (di poesia?).
Dopo altri due anni, di nuovo la stessa cosa e così via.
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Forse sarebbe interessante fare la stessa cosa con una canzone.
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Sunday, 29 January 2017
FRANGUESTEIN
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manovra economica a scatti
Si sa che se pochi ricchi concentrano quasi tutte le ricchezze di un paese ampliando le differenze sociali questo non fa molto bene al paese.
L'alternativa sembra sempre essere un movimento socialista che spinga verso l'utopia di azzerare le differenze economiche e quindi anche sociali.
Quindi si rimbalza sempre tra un sistema non produttivo perché non stimola la crescita economica trainata dal capitale e un sistema altamente ingiusto in cui una piccola elite sfrutta il lavoro a basso costo del resto delle classi economiche.
Ma sarà che bisogna continuamente correggere la linea dell'andamento economico di un paese quando già una delle due tendenze opposte si afferma con una serie di manovre per invertire (quando possibile) la tendenza inventando sempre nuovi schemi che arrivano spesso troppo tardi?
Perché invece non fare un disegno di legge di questo tipo:
quando il 15% più ricco del paese supera il 50% della ricchezza nazionale scatta un tipo di funzionamento di tassazione economica che carica le classi più produttive del peso della spesa sociale. Nel momento in cui la tendenza di accentrare la ricchezza in poche mani si inverte e si passa a una nuova proporzione tra ricchi e poveri (tipo, diciamo il 20% più ricco concentra solo il 35% della ricchezza nazionale) l'economia potrebbe rallentare troppo, percui il sistema economico scatta di nuovo al sistema anteriore e, cioè, quello che favorisce il capitale. Questo farà reinvertire la tendenza economica e la proporzione di ricchezza di nuovo, fino al prossimo scatto.
Io sinceramente sogno una decrescita economica, ma nel mondo in cui stiamo, almeno un sistema di questo tipo avrebbe dei vantaggi notevoli e cioè: anche se i due modelli non fossero molto azzeccati, il peggior effetto collaterale sarebbe lo scatto troppo frequente tra un sistema e l'altro (cosa che potrebbe essere perfezionata nel tempo) e questo meccanismo di manovre economiche a scatto eviterebbe sempre le sproporzioni sociali o anti-produttive (cosa che invece un sistema senza scadenza determinata, come quelli che si fanno comunemente, rischia sempre di scivolare da una parte o dal'altra di questa bilancia sbilanciata).
utopie socio-economiche, lo so, ma secondo me funzionerebbe meglio come sistema.
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etimologia-23
PRÁTICO
Está claro que uma coisa é muito mais simples se você tiver dinheiro. É por isso que quando um trabalho é complicado, ter dinheiro é um fator que adianta muito qualquer assunto. Isso sempre foi assim, mesmo nos tempos passados, até o ponto que, antigamente, ser rico virou quase a mesma coisa de dizer ter uma vida fácil.
Antigamente as moedas de mais valor eram de prata. "Ter prata" era o sinônimo mais comum de "ter dinheiro". Assim que, em vez de dizer que uma questão de rico era uma coisa mais fácil que uma questão de pobre, se começou a falar uma questão "de prata" é mais confortável que o normal.
As coisas "de prata" começaram a estar chamadas de coisas "práticas", assim que hoje em dia quando dizemos uma coisa prática, queremos dizer uma coisa bem fácil.
Está claro que uma coisa é muito mais simples se você tiver dinheiro. É por isso que quando um trabalho é complicado, ter dinheiro é um fator que adianta muito qualquer assunto. Isso sempre foi assim, mesmo nos tempos passados, até o ponto que, antigamente, ser rico virou quase a mesma coisa de dizer ter uma vida fácil.
Antigamente as moedas de mais valor eram de prata. "Ter prata" era o sinônimo mais comum de "ter dinheiro". Assim que, em vez de dizer que uma questão de rico era uma coisa mais fácil que uma questão de pobre, se começou a falar uma questão "de prata" é mais confortável que o normal.
As coisas "de prata" começaram a estar chamadas de coisas "práticas", assim que hoje em dia quando dizemos uma coisa prática, queremos dizer uma coisa bem fácil.
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automobile a moduli
la macchina è di certo uno strumento molto pratico: può servire per andare a fare la spesa, per viaggiare in compagnia, per muoversi con tutta la famiglia, per dormire di notte se non si trova un hotel, per trasportare un sacco di roba... insomma... la macchina è polivalente!
ma il fatto di essere polivalente non sempre aiuta:
tipo, se vuoi portare un sacco di oggetti è meglio non avere sedili, oppure, al contrario, se vuoi andare in 7 in macchina sarebbe meglio non avere il portabagagli, ma avere più spazio nell'abitacolo; allo stesso modo se si viaggia solo in due e si volesse usare lo spazio dietro per buttare un sacco a pelo e dormire, è complicato, mentre se si viaggia da soli, perché avere 4 sedili?
ecco... quindi... perché non realizzare un automobile modulare?
si può comprare il modulo base, che è solo un abitacolo da due persone, motore e ruote e poi si possono comprare moduli aggiuntivi assemblabili! tipo:
- un modulo da trasporto oggetti (vano vuoto con porte posteriori grandi)
- un modulo da trasporto di varie persone (due file complete di sedili posteriori)
- un modulo da camping (spazio per sacco a pelo, finestre oscurabili e vari gadget da viaggio)
e chi più ne ha più ne metta! spazio alla fantasia!
ma il fatto di essere polivalente non sempre aiuta:
tipo, se vuoi portare un sacco di oggetti è meglio non avere sedili, oppure, al contrario, se vuoi andare in 7 in macchina sarebbe meglio non avere il portabagagli, ma avere più spazio nell'abitacolo; allo stesso modo se si viaggia solo in due e si volesse usare lo spazio dietro per buttare un sacco a pelo e dormire, è complicato, mentre se si viaggia da soli, perché avere 4 sedili?
ecco... quindi... perché non realizzare un automobile modulare?
si può comprare il modulo base, che è solo un abitacolo da due persone, motore e ruote e poi si possono comprare moduli aggiuntivi assemblabili! tipo:
- un modulo da trasporto oggetti (vano vuoto con porte posteriori grandi)
- un modulo da trasporto di varie persone (due file complete di sedili posteriori)
- un modulo da camping (spazio per sacco a pelo, finestre oscurabili e vari gadget da viaggio)
e chi più ne ha più ne metta! spazio alla fantasia!
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etimologia-22
ABRIGO
o termo "abrigo", na conotação de lugar onde se está protegidos de perigos externos, vem do prefixo privativo ou inversivo "ab-" e da palavra "brigo", do verbo brigar. Em conclusão, o termo combinado "ab-brigo" querria dizer "lugar onde o ato de brigar é ausente". Por isso passou a signifcar lugar protegido em geral.
o termo "abrigo", na conotação de lugar onde se está protegidos de perigos externos, vem do prefixo privativo ou inversivo "ab-" e da palavra "brigo", do verbo brigar. Em conclusão, o termo combinado "ab-brigo" querria dizer "lugar onde o ato de brigar é ausente". Por isso passou a signifcar lugar protegido em geral.
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etimologia-21
SALIVA
Anticamente si riteneva che la saliva non si originasse nella bocca, ma bensí nello stomaco, e si credeva che codesto liquido poi rifluisse lungo l'esofago fino a riversarsi nella cavità orale. Essendo il processo di salivazione ritenuto come un'ascensione di liquidi, si faceva riferimento a questa secrezione come "il liquido che saliva" (e cioè che risaliva dallo stomaco). Dal verbo "salire" quindi si deve l'origine della parola "saliva".
Anticamente si riteneva che la saliva non si originasse nella bocca, ma bensí nello stomaco, e si credeva che codesto liquido poi rifluisse lungo l'esofago fino a riversarsi nella cavità orale. Essendo il processo di salivazione ritenuto come un'ascensione di liquidi, si faceva riferimento a questa secrezione come "il liquido che saliva" (e cioè che risaliva dallo stomaco). Dal verbo "salire" quindi si deve l'origine della parola "saliva".
etimologia-20
CANCELLO
Portone che sbarra il percorso di un cammino. L'origine di questa parola risale ai tempi in cui gli spostamenti in terre lontane erano organizzati secondo i disegni tracciati su mappe realizzate su papiri o cuoi arrotolati. Ogni volta che veniva costruito un cancello che bloccava una via tracciata sulla mappa, il viaggiatore era costretto a prendere atto che quel cammino disegnato non esisteva più, percui era costretto a cancellarlo con la gomma dal disegno della mappa.
Dall'atto di dover "cancellare con la gomma" dunque derivò la parola "cancello".
Portone che sbarra il percorso di un cammino. L'origine di questa parola risale ai tempi in cui gli spostamenti in terre lontane erano organizzati secondo i disegni tracciati su mappe realizzate su papiri o cuoi arrotolati. Ogni volta che veniva costruito un cancello che bloccava una via tracciata sulla mappa, il viaggiatore era costretto a prendere atto che quel cammino disegnato non esisteva più, percui era costretto a cancellarlo con la gomma dal disegno della mappa.
Dall'atto di dover "cancellare con la gomma" dunque derivò la parola "cancello".
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